martedì 6 novembre 2012

PESCI IN FACCIA


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dove finisce una lisca di pesce? A seguir i vaneggiamenti delSindaco Giggino Murat e della Giunta Silente, in quel di Volla, e cioè dove loro vollero, e l'oro di Napoli a scaglie e pinne e lische, da scorfano a sconciglio, passando per spigole, cocci, palammedi, sardelle e capitoni, armi cuppetielli rezze e bagagli, dovrà trasferirsi nell'entroterra a nord-ovest di Neapoli perchè così Lu Guarracino Arancione decise, et ammèn!, così sia.

"Dove c'è pesce, ci son di certo mosche", avrà pensato l'Ammiraglio dai calamari bronzei e bruniti, basta aggiungerci una "a" in eccesso, et voilà, la transustanzazione da Mercato a Moschea è compiuta! Napoli è per l'integrazione, sissignore, dunque ben venga locus culti dove prima si affettavano triglie, sgombri e purpetielli affucati: ma non rischia di affogare anche la medesima area, se i commerci vengon deportati coattivamente e ben lontani dalla risorsa mare? Forse che la feluca calcata sull'unico occhio furbesco e libero da bandana a strascico sia così miope da non scorgere il malcontento, e l'ammuina che i pescatori e marittimi inscenano diuturnamente per scongiurare il deprecabile atto di chiusura?

Il mercato ittico di Napoli, progetto razionalista dell'architetto Cosenza, è sede ormai storica per le contrattazioni ed i commerci di esercenti del mare ed indotto, il pescato della città passa per i banchi di Piazza degli Abruzzi, dunque perchè alla Giunta è saltata improvvida mosca al naso, per trasmutarlo in Moschea? Nulla contro l'integrazione socio-culturale e religiosa, intendiamoci, arabi e musulmani hanno di certo amplio diritto a refugium e sancta sanctorum per anime e cuori in comunanza verso Makaraba, ma possibile che questo addiventi refuso per chi amministra in nome di cittade tutta e, se non in comunanza, almeno in Comune?

Lu Guarracino imperat e se sta bene a lui, buona Moschea a tutti: il mercato non è salubre, nè igienicamente a norma, secondo Saint James Palace Hotel, la scelta è avvenuta per opera dello Spirito Arancio e per diverse ragioni: "perché situato in un’area abitata e vissuta da numerosi cittadini musulmani e anche perché, in questo modo, un edificio di importanza storica e architettonica vivrebbe di nuova determinante linfa e partecipazione, trovando così valorizzazione". Ammèn, e sempre di preghiera e prece trattasi, e con tratto di penna si cancella il pescato per far posto alla fede: del resto non era il Messia a dire "vi farò pescatori di anime?". Non resta che gettare la rezza.

Apriti Cielo, che le vie del Signore sono infinite è vero, il mare è Nostrum, ma il Maire che decide son io! Eppur la sogliola che divide il Sol Arancio dall'umile soleide è ben concisa e sottile, come limen, al minimo limone, che col pesce sta sempre bene: 250 milioni di fatturato annuo, oltre 400 i posti di lavoro a rischio, la protesta degli operatori è marea di risacca e spuma, inonda il Palazzo ed il Consiglio tutto, paranza compatta contro l'attacco dentato del pesce-CAAN (il Centro Agroalimentare di Napoli), che dovrebbe ospitare i nuovi locali del mercato marino; si strappa coi denti(ci) una proroga, fino al 13 gennaio, poi i pescatori, le anime, i pesci e le preci dovranno scambiarsi un segno di pace, davanti all'uscio, mutando destinazione ed uso dell'opera di Cosenza.

Lasciate ogni speranza o voi che uscite, e l'ultimo spalanchi la sporta, che il fiume ittico segua altre correnti, sperando di non impantanarsi alla foce d'un decisionismo apicale ed arrogante: il refrain dal Palazzo è cantilena ridondante, non ci sarebbero i fondi (circa 80mila pare) per i lavori di riqualificazione sanitaria della zona. Eppure gli stessi operatori s'erano offerti di colmare il vuoto in cassa, per non finir in cassa integrazione, o peggio, come alici in cassetta. Ultima speranza parrebbe esser la Sovrintendenza, perchè l'edifico è vincolato, il Mercato ha più di 70 anni, e l'afrore del pescato è vincolo culturale ormai consolidato: "Esiste un vincolo sulla destinazione d’uso" , ed a sentire il neo-sovrintendente Cozzolino, per modificare la stessa occorre poi rimuovere quello sulle eventuali modifiche , fatta "salva la natura razionalista dell'edificio".

Lo scontro tra Fede e Razionalità (del complesso) è l'ennesimo rovello per il Kant-Eroe di san Giacomo. Il Messia Arancio è sempre pronto per le Nozze di CAAN?

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