mercoledì 19 novembre 2008

Berlusconi e Dio:

Berlusconi: "Sì, credo in Dio. Del resto tra colleghi...pensi che mio figlio come secondo nome fa Pier Salvatore".

Silvio, la vita è (a)Mara:

La Carfagna: "Silvio è grande politico, di fronte alla sua personalità rimango sempre a bocca aperta".
Berlusconi: "Grazie Mara. Adesso puoi uscire da là sotto".

Berluscaz e la Merkel:

"Ehi, guardate che non stavo giocando a nascondino, io quella vecchia babbiona proprio non volevo incontrarla!"

martedì 18 novembre 2008

C'era una volta...

Cari bambini, vi racconto una storia.
C'era una volta, tanto tempo fa, in un Regno Incantato che si chiamava Il Belpaese dei Bacucchi, un Re non tanto alto, non tanto bello, ma tanto, tanto ricco, e con un buffo ciuffetto di marmotta sul capo. Anzi no, al piccolo Re non piaceva la mormotta trovandola troppo plebea, quindi diciamo che il tappetino del mouse che aveva in testa era di vigogna. Comunque il nostro Re, che si chiamava Berluschino, era così ricco, ma così ricco, che Zio Paperone una volta saputolo si affogò tra le monete d'oro del suo deposito. "Un ultimo tuffo nell'oblio" si disse il vecchiardo piumato, strozzandosi con la sua Numero 1, la moneta della fortuna. Ora direte voi, ma il Belpaese era così bello come si favoleggiava? Ovviamente no, piccoli bambini in crisi d'astinenza, anche Re Berluschino aveva i suoi grattacapi (che lui non si grattava, per carità, c'era il rischio di strapparsi il toupet di vigogna panteganata): c'era nel paese una brutta fattucchiera con un neo peloso sul faccione da pera cotta, Veltrunia delle Piattole Destabilizzate (per abbreviare PD), gruppo di maghi e ciarlatani che si insultavano tra loro da mane a sera, discutendo per ore, giorni, mesi su chi avesse la pozione giusta per fregare tutti gli abitanti del paese degli Ita-beoti. La vecchia Veltrunia era una morgana malvagia e potente, fissata con le arti delle ombre: faceva tutto con le ombre, simbolo oscuro del suo potere d'opposizione (ombra, ovviamente) al Re Berluschino che, poveretto, cercava in tutti i modi di rallegrare il suo popolo bue, con frizzi (Fabrizio), (pa)lazzi e parodi(Cristina).Il ci-à-mbell-ano Tremontolo, un nanetto con la erre moscia (ma non soltanto quella) che aveva un debole per il taglio senza cucito, fissato coi conti e la finanza cretina, un bel dì disse al suo Re: "Rrre...qua le cose vanno male...Emilius Fedele, il centaurrro metà uomo, metà lingua, mi ha rrriferito che la tua popolarrrità, mio sovrrrano, sta calando come lo scrrroto di un vecchio palla moscia ottuagenarrrio! Dobbiamo corrrerrrerrerrer...scusa mi sono incantato, dobbiamo cor...insomma dobbiamo farrre qualcosa!" Re Berluschino che in quel momento stava palpeggiando il sedere della Bella Carfagnata nel Bosco disse: "Cribbio! Non sia mai che il mio popolo non mi adori più come prima, Tremontolo! Dobbiamo cambiare popolo, che ne dici dei Finlandesi? Quelli sono dei bastoncini findus congelati, mi adoreranno!" "No, Sirrre, non è una buona idea...tu lì non possiedi Televisioni onirrriche con cui rrrincitrullire la gente, non possiamo vincerrre!" "Chiederò al mipo specchio magico", disse Re Berluschino, "Bondi, Bondi delle mie brame, chi è il più alto del Reame?" E Bondi rispose: "Sei tu l'altissimo, il gigante, la giraffa, il fusto, il magnifico..." "Ok, Bondi basta così, grazie...e la prossima volta evita di mettereci tuta questa saliva che sennò scivolo. Comunque, mio fido consigliere, cosa dice il popolo di me?". "Sire, vuoi la verità...o la "Verità", cioè quella vera?" "Bondi, Bondi delle mie brame, prima che ti rompa quella testina pelata, dimmi la Verità!". "Ma la verità ti fa male lo so..." "Lo so che ho sbagliato una volta, ma non sbaglio più...". "La verità ti fa mal..." Bondi! Cribbio, basta! Dimmi tutto!" E il fido Bondi parlò: "Divino, Altissimo, Eminentissimo...nelle strade dicono che non ce la fanno più, sono depressi, avviliti, che non arrivano alla fine del mese, poveri ed incarogniti..." "Aumentate la dose di fighe, tette e culi!" "Sire, il popolo non vuole più tette e strappone...non arrivano a finire il mese!" "Allora accorciamo i mesi, tagliamo anche quelli!" Al che Tremontolo: "Maestà, il fatto è che il Belpaese va a puttane, allorrra io prrropongo di tassarrre le puttane, porrrca puttana!" "No Tremontolo, questo non posso farlo, da giovane anch'io sono stato un po' bagascia, è una questione sentimentale...piuttosto chaimate il prode cavalier Vespana, il guerriero vellutato dalla lingua felpata, che mi aiuti lui a riconquistare il Regno perduto!" E venne il fiero Vespana ronzando leggiadro: "Dimmi mio Re, cosa mai posso fare per te? Bzzz!" "Prode Vespana, vola di Porta a Porta, chiama a raccolta i miei fidi Pinocchidi, la mia guardia personale, sguinzagliali contro la malefica Veltrunia e i suoi amici maghi!Vai, e non tornare a mani vuote sennò il pungiglione te lo ficco dove tu ben sai!" " Certo mio Re, farò quel che mi chiedi, lo faccio per te, a costo di andar pure a piedi!". E volò via ronzando e sputacchiando. Intanto maga Veltrunia, non sapendo come fare per opporsi senza opporsi troppo al Re Berluschino, chiese aiuto ad un simpatico dispettoso elfo, il famoso folletto Di Pietra, che viveva sulle montagne delle Marche da Bollo. "Caro folletto Di Pietra, aiutami tu. Che devo fare per non prenderlo in...saccoccia?" "Ma che c'azzecca", rispose quello, "qua il problema è che il Re ti fa fesso a te! Berluschino magna e s'ingrassa e tu invece stai a pagar dazio, anzi tassa! Facciamo alleanza, così a mangiar non sarà solo lui, anche noi c'ingrasserem la panza!" (continua...)

lunedì 17 novembre 2008

Amore Senza Fine:

Berlusconi: "Sono l'Unto del Signore".
Emilio Fede soddifatto: "Così la lingua scivolerà meglio".

domenica 16 novembre 2008

Sua Sanità, la Bella Montemaranese:

La Bella Montemaranese, alias Angelo Montemarano, cioè l'assessore alla Sanità Regionale della Campania è sotto un fuoco di fila: uno sbarramento di fuoco che neanche in Bosnia negli anni '90, e soprattutto trasverale. Gli attacchi per un bilancio delle risorse finanziarie a dir poco da vedova allegra gli giungono da più parti, anche dal suo stesso partito quel Pd di lotta e di governo (nel senso che si fanno la guerra interna, cercando di farsi le scarpe a vicenda). Gli assessori della maggioranza basso-lindiana, D'Antonio (ass. al Bilancio e alle finanze) e Velardi ( ass. al Turismo) hanno abbassato gli elmi, alzato gli scudi e caricato a testa bassa contro la mancata razionalizzazione del bilancio sanatario della Campania: troppi sprechi (si parla di un deficit ponderoso, folle, di oltre 347 milioni di euriti), troppo clientelismo, troppa malapolitica, un mosaico di partiti e parassiti seduti al tavolo di Trimalchione, ancora una volta tutti insieme appassionatamente, concordi nel mungere le mammelle della mucca-stato, prosperosa e munifica come nella migliore tradizione di Sprecolandia. Si paventa una riduzione sostanziosa del numero delle ASL, del personale addetto al 118 (sarà meglio chiamare il 113, mi sa), delle guardie mediche (con un aumento dei ladri-politici), il tutto a scapito del servizio offerto alla cittadinanza di Napoli e province al seguito: per la serie arrangetevi! Ma L'assessore Montemarano, che farebbe meglio a votarsi a Montevergine, è bello tranquillo. Dorme sereno, lui. "Come un bambino", ha aggiunto. Cioè si sveglia ogni due ore e attacca a frignare. Aspetta il cadavere del suo nemico, che intanto è fuggito da giorni con la cassa in spalla. Una cassa da morto s'intende, il Requiescat in pacem della sanità campana. Ma Basso-lindo, dal suo casale in Toscana (tranquillo Tonino, tornerò su di te) appoggia il medico condotto (al patibolo), nonchè assessore ( o forse assassino?) alla Salute(?) dei campani tutti. 'O Governatore, ovvero Zi' Tonino, dice che è tutto frutto di un malinteso, le parole nemiche ma-anche-amiche dei due assessori sono come "bombe atomiche" contro il povero Angelo della Sanità, e pare che non si riferisse alle bocce della Belen Rodriguez. Una fronda democristiana in pieno stile(tto), una corrente che soffia alle spalle del partito, sulla cagionevole salute di un PD, che in Campania continua a perdere consensi agli occhi di un elettorato ormai allo stremo. Intanto però, nel castello incantato di Re Silvio da Arcore...
A Roma il Governo del portatore Nano di Democraxia ( cioè la democrazia come la vede il giovane settantenne epigono di Craxi) sta studiando le carte della Regione: a breve (entro il 30 novembre, cribbio!) si deciderà se commissariare la Sanità e tutto il cucuzzaro, o meno.
Alla Regione sostengono che il deficit in materia ospedaliera sia "solo" di 74 milioni di euro, e non di oltre 300: quale la verità? E soprattutto, avremo mai una concezione migliore di politici che continuamente giocano al rimpiattino, e allo scaricabarile? Mon Die, ci fosse ancora Robespierre! Altro che Terrore, qua siamo all'Horror continuo e quotidiano!
Caro Montemarano, i conti non tornano!
"Questo è un sistema di lotta di potere che non mi appartiene. Mi è stato chiesto di fare l’assessore e continuo a fare il mio dovere. La sanità stava per implodere. Dunque resto tranquillo: non mi esalto quando mi elogiano, non mi deprimo quando mi attaccano". La Sanità stava per implodere? Che bella novella, Messer Montemarano, e chi doveva vigilare sui conti che salivano alle stelle come un coro gregoriano di alleluia di vecchie prefiche? Il PD del Bell'Antonio fa quadrato attorno al suo Angelo Vendicatore, Basso-lindo ha rinnovato la fiducia al suo scudiero: deve essere una bella soddisfazione, ricevere il sostegno del capo che a sua volta è nell'occhio del ciclone per "l'affaire monnezzà", eh Montemarano? "Quanto a Bassolino dico solo che abbiamo avuto una telefonata affettuosa", ribadisce il fido Sancho Panza. Antonio nostro sa rassicurare quando vuole, lo sappiamo bene.
La "luna di maiale" tra Berluscaz e Basso-lindo continua velata, non c'è pericolo che i due si mandino a quel paese almeno a breve: crediamo davvero che il governo possa decidere di commissariare la sanità del Bell'Antonio? Montemarano è un guaribile ottimista: "Sono cautamente fiducioso, perché ho affrontato il tavolo romano, prima con un governo di centrosinistra e poi di centrodestra, con umiltà e serenità. Ho solo un incubo: si chiama Massicci, il funzionario governativo,che è nostro interlocutore da sempre: è l'imbuto attraverso il quale dobbiamo passare. Ma sinora è stato corretto e noi lo siamo stati con lui". Un imbuto, già. Proprio come quello che ha inghiottito le risorse della nostra pubblica sanità. Il danno e la beffa, di un sistema che si ripete nella sua clientelare gestione del potere. Ormai il tempo stringe, novembre ha solo pochi giorni ancora, l'inverno sarà freddo, alla Regione lo sanno. E in più Re Silvio ha chiamato a raccolta i suoi, a cominciare da Mary-Star, la ministra colabrodo alla (d)istruzione, a al piccolo Brunetta, il mastro d'ascia affetta fannulloni: ne cadranno di teste, i conti sono sempre più in rosso. La speranza che siano le loro a cadere è vana, ma siate fiduciosi. E soprattutto, sintonizzatevi ancora....

venerdì 14 novembre 2008

Panico in Parlamento:

Brunetta: "Fermerò i fannulloni con i tornelli".
Berlusconi: "Come sempre tiro dritto, tanto ci passo sotto".

giovedì 13 novembre 2008

Ultime dalla Scuola:

La Gelmini apre al dialogo. Gli studenti: "Noi vogliamo aprire lei!"

Il Venerabile Silvio: L'amico degli amici è pure amico mio...

E veniamo ad anni più recenti, quando Silviuccio era già in campo sceso (già che c'era non poteva scendere un altro pò, così si trovava direttamente al camposanto?): siamo al 1997, con la Commissione Bicamerale per le riforme costituzionali del Baffino D'Alema, quello sinistrato più che di sinistra, lo stesso che Moretti pregava di reagire alle bordate di Berlusconi ("Per Dio, dì qualcosa di sinistra, parla, reagisci, dì qualcosa...anche non di sinistra, ma parla!") E come risponde il compagno Baffino? Ma ovvio, allargando le braccia al figliol prologo(nel senso che quello era solo il prologo di ciò che ci aspettava negli anni futuri grazie a Berlusconi e ad una opposizione in coma diabetico). Dio mio, D'Alema! Signore perchè? Perchè?
Ma veniamo alle dolenti note, della sinfonia Silvius Irae, quella che distrusse i pilastri della Costituzione Italiana pezzo dopo pezzo.
Il piccolo Nanoleone, non contento di quel che era riuscito ad ottenere attraverso il controllo di quasi tutto ciò che gli potesse dare visibilità e potere mediatico, ecco che si accinge a muovere la sua gioiosa macchina da guerra contro il Lato Oscuro, o meglio Rosso: quello delle Toghe Rosse, tribù di indigeni stranamente legata ai valori di figure apotropaiche e pagane, che affondavano le loro radici mitologiche nella notte dei tempi. I cosiddetti Padri Costituenti, che agli albori della Repubblica Italiana pensarono bene di dotare il Belpaese di anticorpi costituzionali, liberali, socialisti ed antifascisti, ma che Re Silvio ritiene un inutile retaggio para-feudale, una vetusta espressione di una civiltà estinta, al pari di quelle precolombiane. Il primo tassello da sostituire in questa nuova concezione della politica e degli organi statali a misura d'uomo (o bambino, viste le dimensioni del nostro) è ovviamente la Magistratura magistra Silviae, nel senso che Nanoleone non vuole che i giudici si permettano di bacchettarlo quando commette delle piccole marachelle, che enfaticamente si definiscono reati, cioè atti e fatti contrari ad un ordinamento penale costituito e democraticamente imposto dalla volontà del popolo attraverso organi rappresentativi eletti all'uopo. Quindi, come prima cosa bisogna mettere un bavaglio a questo proliferare di Toghe Rosse, membri occulti del Mil-cul-pop sovietico e fomentati da una certa stampa stalinista contraria ad una politica limpida e liberista come quella propugnata dal nostro Calvin-nano. Come attuare questa profonda e pregnante riforma? Ovvio, sfogliando ancora una volta l'album del Venerabile di Famiglia, quel Piano di Rinascita Democratica di Padre Gelli, confessore preferito e consigliere oscuro di Nonno Silvio (già, il giovane e gaudente Berluschino è anche nonno, sarà per questo che va d'accordo con il vecchio Maestro?): ed ecco prendere forma dalla nebbia degli anni passati la riforma della magistratura in tutto il suo splendore. Come primo passo, separazione definitiva tra i ruoli di magistrato inquirente e magistrato requirente, cioè tra p.m. e giudici, con la auspicata subordinazione del primo alla Voluntas Sua, cioè del Venerabile Silvio, e per traslatio del Governo: il controllo totale, praticamente l'Unto e Bis-unto che diviene Trino e La-trino. Ghè penzi mi! Forse qualcuno dovrebbe spiegare all'invasato che questo paese lo sta solo governando (malino, direi) e non l'ha comprato su E-bay...ma tant'è, l'uomo che gode di un complesso di superiorità, e che si paragona al Figlio dell'Altissimo (non di Pippo Baudo)ha appetiti ben più voraci dell'italiano medio e microdotato, che si compra il suv per sfoggiare almeno un qualcosa di enorme sotto al culo, si imbottisce di coca per tirare avanti (o tirare e basta) e di viagra per tirarlo su all'occorrenza (solitamente per eccitarsi da solo guardando il suo portafoglio gonfio, oppure lo scroto sgonfio). Oltre alla separazione in casa di Sandra-P.M e Raimondo-Giudice, il piano dell' (Au)Gelli del malaugurio prevedeva anche la responsabilità del Consiglio Superiore della Magistratura, organo autonomo ed indipendente, nei confronti del Parlamento: Parlamento che il Tappo di Cerone tratta ormai al pari della sua Colf filippina, alla quale almeno paga i contributi, disponendo che le sue volontà superiori siano lì ratificate alla bisogna. A questo siamo ridotti! Erano meglio i Borbone, qualche palazzo storico ce l'hanno lasciato...Lui solo Ville in Sardegna!. Questo del controllo sula Magistratura, la cui indipendenza è assolutamente garantita dalla Costituzione del '48h, è un tema portante, che si ripete sovente nell'agenda politica di questi anni, fin dalla fine della Prima Repubblica, ed tuttora sinistramente attuale. Silvio c'è, ce ne accorgiamo ogni giorno di più. Il fatto è, che introdurre una responsabilità dei giudici verso il Parlamento sarebbe tecnicamente una subornazione del potere giudiziario a quello legislativo (nel nostro caso, a quello solamente esecutivo, cioè Suo, del Pelatone), e verrebbe perciò a cadere uno dei pilastri base su cui si poggia la separazione dei potere statali di stampo illuminista e liberale: una modifica del genere dovrebbe essere approvata con i modoi e i tempi delle riforme costituzionali. Il Venerabile immarcescibile, l'eremita di Villa Wanda, sulle colline aretine, sostiene che le coincidenze non sarebbero casuali. Ma và? Ed io che pensavo ad un incredibile, spropositato, pazzesco colpo di Fortuna! Per non dir di peggio...
E secondo voi tutto quello che si è verificato i questo dannato, sfortunato ed ipocrita Belpaese è frutto di un asemplice innocua coincidenza? Siamo seri, e soprattutto svegliamoci! È stato ipotizzato che l'attuazione possa essere stata facilitata dalla mancata epurazione degli iscritti alla P2 nelle varie istituzioni pubbliche (fatta esclusa per la magistratura e, udite, udite, Democrazia cristiana!). Di prove ve ne sono in abbondanza, basti pensare ai Tre Piccoli Decretin (e cretini noi a vedere ancora i programmi di quel Biscione serpentesco)di legge sull'assetto radiotelevisivo (emanati tra il 1984 e 1985) e alla funesta Legge Mammì-salvami-il cù, per permettere a Fininvest e quindi al nostro Cielito-Silvio di trasmettere su tutto il territorio Nacional: pare che sianoo stati facilitati dagli iscritti della P2 presenti nel PSI oltre che dallo stesso Craxi, grande amico e protettore dell'Unto, che nei piani di Gelli era stato scelto come uno degli esponenti politici con cui prendere contatti per l'attuazione della Rinascita. Rinascita che il Nostro Berluskaz sta partorendo da una quindicina d'anni a questa parte, nel silenzio delle televisoni tutte e di buona parte dei giornali (suoi o degli amici): come si dice? Un uomo solo al comando, mentre noi continuiamo ad affogare nella merda fino al girocollo (sì, sta venendo l'inverno e sarà molto freddo, copritevi!). Sintonizzatevi ancor...

lunedì 10 novembre 2008

Obama e Silviuccio II:

Berlusconi: "Non ho mai detto che Obama è abbronzato, anzi a dire il vero come negro lo trovo un pò pallido".