domenica 28 febbraio 2010

Nemo iudex sine Berlusconi:

Battute in simpatia ed euforia per lo sballo deleterio di politici corrotti e puttane scorrette:

Cinema. 'Avatar' battuto all'Oscar britannico.Non ha convinto la storia di uno che vuol entrare in un corpo non suo. Praticamente un film su Micheal Jackson.


Attualitè. L'Aquila, migliaia di cittadini protestano nel centro con le chiavi delle proprie case. Polemico un cartello contro Berlusconi: "Qui chiavi subito".


Valerio Scanu trionfa a Sanremo. La RAI inondata di email e telefonate di gente che voleva sapere chi cazzo era sto Valerio Scanu.


Corruzione, Montezemolo: "Combatterla è impresa titanica". Quasi come scagliare il Duomo di Milano in faccia ad un corruttore.


La Nato sull'Afghanistan: "Uccidere civili ci fa perdere la loro fiducia”. Eh già, un bel problema quando sei morto.


Vaticanews. iIndia. Gesù ritratto mentre fuma e beve. Gli apostoli hanno comunque fatto in tempo a togliere di mezzo i preservativi dopo il massaggio.


Attualitè. Scandolo Fastweb, dopo Telecom. Ecco finalmente la banda larga!


Informatione. Processo Mills, per il Tg1 l'avvocato "è assolto". Polemiche che non reggono se si pensa che Minzolini "è uno stronzo".


Informatione 2. Izzo, il mostro del Circeo, si sposerà a breve. Per non impressionare la sposa, il prete salterà la parte "finché morte non vi separi".


E' morto l'avvocato Enzo Fragalà, massacrato di botte sotto lo studio. Ghedini sono giorni che non si vede in giro.


Sport. Olimpiadi invernali, bacio lesbo tra le svedesi del curling. Adesso anche questo sport ha un senso.

sabato 20 febbraio 2010

Merdaworld:

Solidarietà di Governo:

Bertolcazzo:

Battute scoglionate per coglioni cagliati scagliati nell'etere eterno entoriclismatico e cateterizzato:

Politique. Truffe e appalti pilotati per la costruzione di un centro benessere. Lo diceva il Governo che voleva trasformare la Protezione Civile in una spa.


Brasile, inizia domani il Carnevale di Rio. Carri allegorici, trenini di fighe urlanti, maschere inquietanti e balli sfrenati. Praticamente come alla Protezione Civile.


Cinema. Finalmente nelle sale "Scusa ma ti voglio sposare" di Moccia, un film così brutto che la "merda d'artista" di Manzoni ha acquistato un nuovo senso.


Politique. Immigrati, Bossi frena i suoi "Lasciamo perdere i rastrellamenti. Menateli soltanto".


In regalo un calendario del Duce: il gadget di un consigliere regionale del PDL, tale Luigi Celori. E per chi lo vota il pratico manganello con custodia anti-pioggia.


Polopposition. L'addio della Binetti divide il PD. Mio dio, se non li riunisce neanche questo!


TV. Al via il Festival di San Remo. Quest'anno l'abbonato RAI ha vinto un posto in prima fila tra le tette della Clerici.


Posizioni politiche. Bertolaso: "Resto al mio posto". Sotto le troie.


Sanremo. Eliminato il Principe Filiberto di Savoia. Questa volta non c'è voluto un referendum. Bastava il televoto.


Vaticanews. Ratzingher: "Petofilia verzo pampini è crimine orento. Ma anche pretofilia ta parte ti pampini no scherza".


Arrestato il conduttore della BBC Ray Gosling. In diretta ha confessato l'eutanasia del parter. Di più shoccante solo una puntata de "La prova del cuoco" in cui un gatto cucinava Bigazzi.


Sesso. Ho scoperto i miei a letto. Niente che non avessi visto già a Super Quark.


Berluscanews. La parrucca sarà detraibile dalle tasse. Cazzo Ghedini, e adesso esageri!


Politique. Cosentino si dimette, ma Berlusconi respinge le dimissioni. "Ha ancora tanto lavoro da fare", ha detto la Camorra.


Vaticanews. Il Papa: "La fera lipertà sta nell'obetienza.Ateso zitti e paciate mie babucie!".


Stop ai ritocchi per le minorenni. Adesso Berlusconi per ri-toccarle dovrà aspettare almeno che diventino maggiorenni.


Berluscanews. Il Premier: "Chi ruba è fuori dai partiti. Ma nel mio c'è ancora posto".


Badnews. Infortuni: in Italia tre morti al giorno sul lavoro. La buona notizia è che non c'è più lavoro.


Curiosity. Milingo verso il divorzio: "Mia moglie Maria mi costa troppo". Ecco perchè Gesù non era sposato. Di croce ne portava già una.


Slitta la legge anticorruzione: i ministri frenano Berlusconi. Rideva troppo rumorosamente.


Identità. Bersani: "Italia senza regole, ai margini della democrazia" Cazzo, uguale al PD!


Francia. La Marianna è incinta. L'ha fregata la Bernarda.

giovedì 18 febbraio 2010

martedì 16 febbraio 2010

lunedì 15 febbraio 2010

Leggere : perchè no?

“GULP”! E’ exclamatio onomatopeica, beffa o celia, singulto che rampolla dal gozzo d’un beone, o forse armonia atellana di guitti in derisione, la gromma liquorosa di risate repentine a risgorgare? Idea stravagante, bizza, refuso a divenir parola? Di Pantagruel poderoso flato o di “Goofy” sincopato starnazzo? Giammai! “GULP” è acronimo campano per Gruppo Umoristi Ludici Postmoderni, milizia scelta, a testuggine compressa, legione scintillante al comando del supremo Imperatore. Di Pino Imperatore, ad esser precisi, umorista e curatore, assieme al brillante ludolinguista Edgardo Bellini, d’una antologia folle, o per meglio dire di folli, agli ordini indiscussi dei padri putativi, o forse paterini: “Aggiungi un porco a favola” (Edizioni Cento Autori). Perché esser adepti del “GULP” è giusta e laica missione, di diffondere premurosi, al suono roboante del puntuto Campanile (Achille, maestro indiscusso d’humour e calambour), il buonumore paglierino, dell’ambrosia distillato di satirica ragione, nettare rubizzo, divino rovello a pasteggiar le menti ed il cervello, pasquinando a crepapelle e godendone il sollazzo. Sagacia parlatoria, maccheronea neapolitana e qualche fusibile neuronale ormai saltato in padella, dan vita, come Frankenstein cartaceo, a cotale antologia, florilegio e carnet di favole immorali, minuetto o forse tango, avvolgente tarantella, per bambini cresciutelli, satanassi amorali e d’eretica fattura. Perché parodiare favole famose? E’ giusto dazio da pagare, perché le favole hanno una eterna morale, e rovesciandone il senso, svellendone i cardini, si raggiunge l’empireo parodistico, quel rovesciamento paratattico che dà vita ad una “rapsodia inversa, a trascinare il senso nel ridicolo”, senza mai apparir beoti, ma beati. Al taglio reciso delle Moire filatrici, cade del titolo una lettera ed il seme ne vien stravolto, l’ircocervo fabulistico fiero germoglia, stracciando la gramaglia in vesti arlecchinesche: e così ecco palesarsi all’onirica soglia ben più prosaiche e resistibili figure, quali una “Cenerantola” dalla voce poco suadente, una “Bulla Addormentata nel bosco”, di virtù manesca, oppure una “Principessa sul pivello”, forse intenta al medesimo illustrar posizioni sintattiche a metà strada tra kamasutra e metodo Montessori; e che dire d’un “Penocchio” dalla vista lunga, forse troppo, elefantesca appendice di virtù sì indecente, o d’una “Lilli” che incontra un “Cagabondo”, del quale invece s’ignora (meglio, si preferisce sorvolar) virtude? Per tacer infine dei “Tre porcelloni”, che in tempi grami di politica allupata, non vorremmo fossero satira pungente di nostrani epigoni ed eredi, emuli asinini di quel maschio Mascellone di gaddiana memoria, satiro gaudente e allor priapesco. Trentaquattro racconti per trentasei autori, un fuoco di fila da cui è difficile sfuggire: un progetto nato alle pendici del Vesuvio, perché a Napoli la Dea della Comicità ha emesso il primo vagito, cullata dalle ninnole del Basile, al fuoco antico delle ceneri di un Pulcinella mai morto.

sabato 13 febbraio 2010