lunedì 19 marzo 2012

Pose Teatrali: I Virtuosi di San Martino












Al Trianon Viviani tutta la genialità dei Virtuosi di San Martino.
Da 16 al 19 marzo nel cuore greco di Forcella.



Napoli - Ensemble proteiforme, frankenstein multingegno, i Virtuosi di San Martino, scartano lacerti di musica e cabaret, brani di rapsodie radical chic oppur soliloqui d’amblais, populistico effluvio, ed irreverente virtuosismo “da camera”; camerati listati a tutto, per satire caustiche ed al vetriolo, raspando il vero a contropelo, in repubblicano (o repubblichino?), autarchico salotto, boiseire per menti aperte, di più splanacate, con verga e vanga per spalar via luoghi comuni, come fossero scaduta merce, o sottoprodotto intellettuale, paccottiglia sfatta per abuliche menti a consumare tempo ed umore. La loro “Repubblica di Salotto”, è cerusico canto per dervisci impuri, alleati e ratti da verve e humour, retti ed allevati al meneghino canto di Valdi e Gufi, bubolare ritmico ed elegiaco, perversi e sferzanti, d’istrionismo e maraviglia: capitanati da Roberto Del Gaudio, garrincha neapolitano, di verve e vezzo, istrionico e uterino quanto abbasta, per dar vita ad un’ora e più di calambours e lazzi “fotonici”, scintille d’intellighenzia a sfatar mitopoiesi d’eroi mediali e mediatici moderni, attorucoli da consessi minimali e loffi, forse off, cardinaleschi porporati da spretar fiato in malabolgia, di silhouttes di botuliniche soubrette, onorevoli arraffoni, politicanti felini dalle unghie spuntate, registi cult, amanti e tronfi, sbertuccianti liturgie per culturisti della parola, svacantate di senso, mai di sesso (e ci mancherebbe); al cuore come ictus rapace, capace a spegnerne il genio sovente ingolfato, son i capri battuti (al muro?) dai Virtuosi, nero di seppia per intelletualoidi intagliati nella parva materia dell’apparenza, più che dell’ontologico nesso, scoloriti e sbreccati, ridimensionati a colpi di satira, ricacciati nel botro, borbottanti ed inermi, per di più inutili, ormai stantii. Frattaglie e brani d’arguta e scorretta epistemologia musical-teatrale, moral suasion urticante, a cuocere sulla graticola d’un borghesismo ossificato, sintesi mirabile d’una stratificazione culturale da wikipedia morale, veloce a scorrere, impalpabile al lasso, inafferrabile perché non ricercata; il “Virtuosismo de Saint Martin” si spera addiventi morbo pandemico che contagi le vecchie carni del tessuto socio-mediatico, facendone strali, sbocconcellandone l’ipocrita flatulenza, il ribollire stigio, che ammorba il serbatoio a botte di intellighenzie in divenire: la fortuna è trovare cattivi docenti irriverenti e sleali quanto abbasta, per segnare via maestra, e rivoli discenti, quali i Virtuosi, capi tribù spietati e necessari, nel discernere il senso d’un cannibalico andazzo ripetitivo, quanto ridondante; serve un taglio netto, e allora avanti, di punta e d’attacco! Muerte ai pretazzi, ai dis-onorevoli, ai lecca-cool, oppure a loro vita eterna, se son guizzo e spunto per sadici ridenti come i vacaputanga partenopei (Valdi docet) , spiriti totemici per chi non s’accontenta dell’ apparire vacuo, ma ricerca l’essenza, di satira e arguzia.

martedì 13 marzo 2012

Pose teatrali:

Doppio Ruccello alla Sala Ichòs di San Giovanni a Teduccio: “Le cinque rose di Jennifer” e “Ferdinando”, per una full immersion nelle atmosfere del compianto drammatugo partenopeo.
























Napoli - “Jennifer” e le sue paillettes rosate, la sua plebea pudicizia, i suoi posticci a raggiera; “Ferdinando” e le sue impudicizie ad inganno, il suo candore androgino, smerigliato e puntuto. Emerge, canto dolente, a Via San Nicandro, “‘a cupa ‘e Sannicandro”, in quel di San Giovanni, un Ruccello quasi immacolato, puro di cunto ed essenza, nell’amnios fetale d’un teatro periferico, polifonico, mai provinciale, come onfalos di gusci tufacei in disfacimento, architravi industriali, come masserizie scheletriche, ad indicare un futuro svacantato e svuotato di senso. Senso ottuso, ovattato, d’una maieutica minimalista, d’exempla in soffio di labbra, del far teatro e compenetrarsene; Sala Ichòs, antica camiceria, per vesti ben cucite, calate addosso a docenti/attori e spettatori/discenti che tendono ad ellisse, a circoscrivere un decennale (e più) d’attività, “radio-attività”, che permea il terriccio, adattandone l’humus, e scavandone in costanza, e coscienza, fiumi di carsica politeia da rive gauche, da fumisterie cabarettistiche illuminate, e d’immenso, raro talento. Animalità da palco. Da preservare, incendiare di linfe novelle, smussando gli angoli di boiseries sinistrorse da pianeta radical chic ed intellettualoide, da paraninfi imbellettati, a sminuzzare il senso ermetico d’una piece, fino all’ultimo pezzo, fino all’estremo lacerto. Linfa plebea; e qual miglior fiera da mostrare, esotico e dramatico vezzo, da belletti di scena scevri di finzioni sovrastrutturali, che quel Ruccello Annibale, calato dal basso, anima mundi d’un partenopeismo da rinnovare, partogenesi d’una drammaturgia grotesque, vivida ed incendiaria; ironia sospesa sulle miserie dei basoli, mutazioni simbiotiche d’identità irredente, tra un femminiello/travestisto vestale alla cornetta, spasmi posticci in agnizone perenne (“Franco”, dove sei?), virgo di solitudo, non di verga, mai beata; ed un efebo tricoricciuto, Candide luciferino, spirto del tempo fosco, a recidere il capo d’un meridionalismo borbonico defunto, e mai seppellito (spoglie mortali, annacquate, che smottano nel deliquio): Ferdinando, Godot proditoriamente rivelatosi; Jennifer, Ifigenia sacrificata sui lari d’un consumismo cannibalico. Carne tremula, disseccata, solcata da trucchi di scena e canti erranti (via radio) di divine muse del Pop(ulismo) canoro, Jennifer (Giuseppe Giannelli) scorge il botro dell’ossessione, cedendo di schianto, un colpo esploso ferraginoso, come lacrima solinga; Arcangelo, di trame discinte e perversismo borghese, paludate vesti al corpus aggrovigliate, d’un membro virile e mai ascoso, l’incedere dello Zeitgeist savoiardo ed ingordo nelle foie adolescenziali d’un Ferdinando/Filiberto, scazzamauriello asseverato e amorale, gabba le due badesse d’un culto perduto, le “zie” Clotilde (Teresa Addeo) e Gesualda ( Ilaria Basile). Si sazia della sua verità, tracannando in alto il calice di abulici e laceri miti che son più corrotti delle fiabe antiche, del Perrucci (e la sua Cantata) trasfigurati da cantori plebei, in nobili preci litaniche, verba di popolo, per una Parola disvelata.
Ruccello sradicava i suoi personaggi, la fenomenologia della sua personale recherche voyeuristica, si scontra con la poetica delle sue rappresentazioni, il Vero Lume a fugare le surrettizie celebrazioni di Neapoli - la Sua Napoli - dedita ad un’autorappresentazione sovente stucchevole, perché spersonalizzata, in guisa di costume, a prescindere dalla teatralità sociale d’un palcoscenico adagiato sulle lepidezze d’una terra arcana ed incantata. Incantata, perché ritualizzata ad libitum, sfruttata come corpo e merce, kitsch artefatto di luccichii ingolfati e salmastri, travestitismo irrituale, sfatto; al pulsare ritmico d’un neon ideologico, che si riversa, lunare, sul lume (non eterno, semmai etereo) ad olio, d’un decadentismo fallace, e non più scenico. Semmai osceno, perché non più autentico. Eppure la lengua del Basile, cinerinasulfurea, raccatta i lacerti, e s’ addobba delle “moderne” radici ruccellesche, perpetuando il rito, impervio, d’una teatralità verace, mai vulgare, che s’adombra e rischiara ad uroboro, all’umido delle assi . Merito e plauso al taglio netto, asciutto, della regia e delle scenografie del regista Salvatore Mattiello, che mantiene la livella per delineare i contorni di drammaturgie e testi imperituri e classici, e come tali da maneggiare senza formalismo vacuo, bensì con cura.

lunedì 13 febbraio 2012

Giggino Murat e la Rivoluzione Restaurata. (Parte Prima. E meglio arriva)

















“Ogni valore ha la tendenza ad ergersi a tiranno esclusivo dell’intero ethos umano, ed invero alle spese di altri valori, anche di quelli che non gli sono diametralmente opposti” (N . Hartmann).

“ La nostra forza sta nella nostra unione. Tiranni tremate. L’Italia è libera!”. ( Dal Monitore. Diretto da E. P. Fonseca).

“Cittadini, vorreste una rivoluzione senza rivoluzione?” ( M. de Robespierre).


Antefactum. Annus Domini 2002, il Cavalier d’Hardcore, Silvito Goebbels Berluscon, lancia in resta e pompetta in loco, diviene nuovamente e per la terza volta, il Signore incontrastato del Regno Italico, a sua immago e somiglianza: la sua coalizione, formata da PDL, Lega e MPA, sbaragliava il calesse dei Sinistrati con Tonino Di Pietro al seguito e rimorchio e col “Wolter” Veltroni reggente il moccolo e le redini della dirigenza; 344 seggi ed il 46,8 % di preferenze per il Nanoleone de Noantri, e 37,6% di gradimento e 246 seggi per il Secretaire piddino. E disfatta fu, come roboante tuono a sfrigolare. Il tonfo e la caduta del Molosso di Prodi s’avvertirono a rimbalzo e cascata su tutto il Belpaese; sciolte le camere come caseo al Sole, il Professore è archiviato, Veltroni defunge e per Africa, di Celestino simulacro, di-parte, stolido e compatto. Adieu! (ma è pur sempre un arrivederci, con siffatti emuli dalle bronzee facce). Il Porcellum Leviathan abbisogna di sicure vittime, ed i carnefici nel carnet c’ammischiano quel che si vuole e più non dimandate: il voto è spartiacque preciso, tra soliloquio veltroniano in piena ambasce (anche se non si tratta di debacle totale), e trionfo in formaldeide del Tappo e le sue Cere: di democrazia maggioritaria si fece brani e sberleffo, il proporzionale con premio di maggiorana, a liste bloccate, consegnò il Paese al Tremonti della Re-pubblica. Il Berluskamon Ter- (poi travolto da fighe di notizie, scandali giudiziari, corna ai vertici, risate all’Europea, spread birichino e Addio, ahi Monti!). Può abbastare? Finita l’Unione, è tempo di premitura per l’Ulivo, scatafascio pel PD, e cursus disonorum per centro-sinistra da impallinare su Nazionale e locale, in attesa d’emigrare. O ritornare (les revenants, frattaglie politicanti mai morte, che nemmanco un paletto di Fassino abbasta a sigillare in cripta ed oblio). Che il P-Dio li abbia in Gloria!

E quale il riverbero sinistro, nella Mancina ben tirata, terrea in viso, parte campana e parte-nopea? La rincorsa sull’abisso per piddini masochisti s’avvia nel 2008, e sul suo crinale discendente è da percorrere a rotta di collo, fino alla rotta finale: la Sirena rimbalza come capitone ammuffito per i TG ed i media di mezzo mondo, urbi et orbi sputtanata all’abbisogna: e chi sedeva col deretano sugli scranni del Potere, scannando il senso civico, la pazienza ed il pathos, per non dir l’ethos, ammischiando lingue come in babelico conto, in guazzabuglio? Il tandem dei “Fratelli-Cucini” perversi et affini, Bassolindo e Garruletta Iervolino. L’uno arranca di protervia, in palude demitiana, nel disperato tentativo di giocare sul tavolo le ultime fichesper arrestare (in attesa che altri lo facciano) il declino vicereale sul triclinium regionale e nel partito veltroniano (Wolter lo vede come peste, jettatorio come il De Curtis provvisto di pirandelliana patente); l’altra stranazza di mandato, il secondo, e ce la mandano per davvero, in quel di San James Palace (altro giro, altra corsa). E su tutto, il tronfio baluginio malmostoso di Madama Monnezza e le sue schiere a percolare, rifiuti come paradigma morale e civico comatoso delirante, di metropoli soffocante e sofferente, derelitta ed abusata di pudenda; da destra a sinistra, che pari sono e dispari all’occorrenza.
Il centro-sinistra è collassato, Prodi è bollito a fuoco lento, Veltroni profetizza in loft, Berluscaz è l’Eretto sul trono, ed in Campania Infelix avanzano le falangi armate a colpi di zizzona di Battipaglia e di Casale di Gigino ‘a Purpetta (Luigi Cesaro) e Nick ‘o Mericano (Nicola Cosentino).

Son loro i campioni lancia in resta, da singolar tenzone coi com-peones sinistrati, o quel che ne resta: ma il 208 è l’anno dello scandalo e della tristia; annus horribilis , l’ennesimo, per Partenope attonita, di rifiuti ammorbata come carogna, che diviene teatrino di corte per appalti e maxi-inchieste, e morte al cappio: “Global Service”, ma il servizio è in loco, con Romeo-perché-sei-tu-Romeo a far serenata e litania al balcone di Rosetta; indi il tragico suicidio dell’ex assessore comunale alla Protezione Civile, Giorgio Nugnes, impiccatosi in uno scantinato in quel di Pianura per un’inchiesta avviata in merito agli scontri di bastone e sacchetta contra la discarica di Contrada Pisani. Tale il proscenio per l’avvento dei berlusconidi sanfedisti: “Morte al Vicerè, Viva il Regno!”; Cosentino e ‘a Purpetta avvelenano il desco a Bassolino e compagnia: nel gennaio del 2009, il Governatore è a Roma, da Tonio Veltronio e Baffinix D’Alema, eppure la fattura non riesce, la mistura sobbolle e ribolle, e fa fetecchia: si cerca la manovra d’attracco alla Schettino verso l’UDC, ma il piano convergente non s’inclina, De Mita net, non vuole. Veltroni fa spallucce, Baffino D’Alema sorride ed affila le punte, “guardati attorno, Antonio” , ma pare più un avvertimento para-malavitoso, che non un suggerimento per trovar giusta candidatura vincente, o al minimo pareggiante: arriba arriba Gino Nicolais, professore universitario, ex ministro prodiano, all’epoca segretario provinciale del PD campano, pronto a prender il posto del verde Di Palma- Dino. Bassolindo è fatto fuori. La peste lo marca stretto, la sua faccetta operaia, spigolosa e dalla zazzera imbiancata, non fa gola, né ira, forse accidia: l’esito elettorale è scontato, indigesto e ferale, come Puretta al curaro. Il 6 e 7 giugno si va al voto, Neapoli è barocca e trabocca di munnezza, satolla di promesse, Berluscaz palapa il terreno e sonda il pertugio: nettezza e pulizia a suon di ramazza e leggi speciali, con ‘a Purpetta è cosa fatta, servizo all’Americano; il duo alla fratelli Al-Capone scala i vertici di Forza Italia, mecenatismo in olezzo di camurria e menestrellismo in odor di caseo e muzzarella (Cesaro non manca di sottolineare come diuturnamente inondi le stanze di Palazzo Grazioli con trecce, code e zizzone d’Aversa e Battipaglia per Silvito Goebbels da Hardcore, ghiotto di zizza, e non sol di luteo lacte).

Quel dì afoso di giugno, il 58,3 % di preferenze, 809.621 voti, è tutto per lo Sterminator di congiuntivi, il gaffeur tracagnotto e paonazzo (carica i microfoni sotto al suo grugno in mediatico eloquio, falciando e scalciando lessico ed accenti, senza tema alcuna), genius loci d’un berlusconismo provincialotto e in odor di zuppa del Casal di Principe; il cursus è bello lungo, e l’onor è da scoprire: a metade anni Ottanta si becca una condanna in primo grado, cassata in Cassazione (presidente di sezione all’epoca l’ ammazzasentenze, il festoso Carnevale Corrado), per presunte collusioni, nonché diretto favoreggiamento, verso la N.C.O. de ‘O Prufessore, il Don Raffaè di deandreana memoria; da assessore al bilancio nel suo feudo di Sant’Antimo riesce a fuggir, latitand, ad un blitz di Procura partenopea per truffe ai danni dello Stato; in una informativa dei carramba si legge: “Cesaro Luigi, nato a Sant’Antimo, avvocato non praticante, (…) risulta di cattiva condotta morale e civile (…) in pubblico gode di scarsa stima e considerazione. È solito associarsi a pregiudicati di spicco della malavita organizzata operante a Sant’Antimo e dintorni”. Curriculum perfetto, avrà pensato ‘o Mericano, e via di candida candidatura per la tornata provinciale dello ’09, risultato lasso vincente.

Usciti parteno-pesti dalle Provinciali, i Piddini frastornati e stracqui ci riprovano con le Europee: e il 2009 è anche l’anno dell’ascesa politico-mediatica del Nostro Maire Arancionè, il bonapartenopeismo murattiano muove i suoi primi passi, da Strasburgo with love; la politica è panem et circenses, ergo, Why not?, se nel barnum ti ritrovi a maraviglia? Dunque, che fu? Dopo la debacle sarda, col povero Veltroni che lo prende nel Soru, il PD ammaccato e bolso, perde il pezzi: Wolter si dimette, in Campania Bassolino continua la sua discesa a stile libero, col Delfino Cozzolino che con avviso di garanzia sul gropppone (vicende legate alla costruzione d’un impianto di biomasse a Pignataro Maggiore), e da assessore regionale in pectore, viene eletto all’European Parliament, con 137mila preferenze, incrociando le sciabole col futuro Scassatutto (il cui exploit mette seriamente in imbarazzo lo stesso Don Tonino Di Pietro): nonostante il Cozzolino emigrante, a girar nella ruota d’un riformismo “appezzottato”, il cupio dissolvi della Sinistrata nazionale non s’arresta, ed è un partito in coma etilico quel che elegge Bersani a Segretario, all’esito delle primarie (queste almeno senza brogli). Esorcismo che non riesce in toto, il cadavere artefatto degli epigoni del PCI continua, fetido, a straziar le carni del suo elettorato di riferimento: nel 2010 ci son le Regionali, e in Campania lo scettro di Don Antonio viene raccolto da un berlusconide di rincalzo, il Fantasma Caldorino.

Vicenda mica da ridere, quella inerente il lemure del socialismo in salsa hardcoriana: il povero Caldoro, più che dallo sceriffo De Luca da Salerno, deve guardarsi le spalle ed il retro (è il caso di dire) dal killeraggio mediatico-piduista del collega di partito, Nick Cosentino: questi punta allo scranno d’ ‘o Cacaglio, ed è pronto all’ultimo sangue; pare pruriginosa commediola piccantuccia targata Banfi anni ’70, eppure Cosentino punta a screditare l’onorabilità del Caldorino, con donnicciole che tanto donne poi non sono, almeno all’anagrafe. Inizia a circolare un dossier di false frequentazioni di “frocetti”, una vicenda che “vabbuò, togliamo il culattone..questo è l’obiettivo principale…rimarrà nella storia” (parola di sottosegretario all’Economia, con delega al CIPE); Nick ‘o Mericano non ha mai amato l’attesa, meglio dar cospicua mano al fato.
Discendente d’una facoltosa famigliola d’imprenditori casalesi, il Reuccio opera nel settore dei carburanti e delle parentele simil camorristiche, pericolose solo a sfiorarle: nel 2008 una sfilza di pentiti di Camorra indica il Cosentino quale referente politico del Clan dei Casalesi; l’anno dopo l’inchiesta della Procura di Napoli (pm Narducci, attuale assessore alla sicurezza al Comune) tira le somme e chiede al Gip di inoltrare richiesta d’arresto per il nostro eroe. Nulla, nada, zero, ripassate dal via, grazie. L’accusa per concorso mafioso rimane così esterna che manco la fanno entrare a Montecitorio. Cose che capitano, con Al Tappone al Governo.

Oltre a tramare nell’ombra e alle spalle di Caldorino, con femminielli frocetti e trans, nelle carte dell’inchiesta sulla nuova massoneria (quindicimila pagine e qualche omissis) il Casalese emerge come trait d’union tra politica nazionale e consorterie piduiste e di malaffare locale; grand guignol già visto, è vero, ma la protervia conclamata del Sottosegretario è pervicace e d’impatto per non annichilire Caldoro, che tace o poco protesta. Troppi i mammasantissima coinvolti, da Cosentino stesso, passando per Dell’Utri, fino a Verdini e agli imprenditori-faccendieri Arcangelo Martino, Flavio Carboni, Pasquale Lombardi: l’impasta-fango è all’opera e macina cemento malmostoso e masserizie biliose, la demolizione dell’ex Ministro berlusconide pare cosa fatta. Questione di ore. Poi la Norimberga dei poveri messa in scena con materiale di risulta, crolla sotto l’insostenibile peso del non-essere: il “pacco” è discoverto, il mattone giace in loco, e Caldoro scintilla garrulo ai microfoni mansueti, annunciando la sua discesa in campo. E che campo!

Ecoballe a ristagnare, terra dei fuochi, cumuli di diossina a fumigar nervosi: l’eredità del Bassolino è mistura d’appalti, intrecci poco chiari, commissariamenti e leggi speciali; la politeia cittadina resta sullo sfondo, a godersi il Titanic in affondo tra i gorghi del marasma partenopeo. Il monte Olimpo non rallegra i superni, titaniche sacche al nerofumo assediano i Palazzi: è tempo di cambiare. Don Antonio è melanconicamente fuorigioco, avanzano le truppe cammellate e poppute del PDL, recede il PD: fino a Salerno, dove il Sindaco De Luca impugna di ghigno serrato lo scettro e s’autocandida alle Regionali. I due son rivali, al pari di Napoli e Salerno: Vincenzino ‘o Sceriffo e Antonio ‘o Cacaglio, si guardano in cagnesco da almeno un quindicennio; sfumata l’alternativa Ennio Cascetta, proposta la seggiola elettrificata al buon Cozzolino (il quale declina gentilmente), resta solo Vincenzino, a sfidare il fantasma di Caldoro. Lo sceriffo parte a muso duro, niet partitokratja, niet PD. O meglio, palle incatenate da una parte, catene da nevischio dall’altra: meglio non scivolare troppo sul crinale dell’equilibrismo politico, Bersani è a rimorchio e sostegno. Ma il deluchismo non è poi sì distante dall’omologo sistema imperversante nel neapolitano: lo gnommero di spartizioni e potere è appropriato, di guisa giusto e calzante come sciassa monocolore, nulla si crea e nulla si distrugge, a cinquanta chilometri a sud di Partenope, che De Luca non voglia.
Il caudillo è un trattore in fregola: in suo feudo sbraita contra accattoni, clochards, e “cafoni”, e li prenderebbe letteralmente “a calci nei denti”, rei, i tapini derelitti, di oscurare il cielo stellato sulla contea, destinato ai soli cittadini benestanti e lindi (e non si capisce chi siano questi invasori, se tracagnotti provinciali eteroctoni, oppure prodotto del vivaio cittadino). Scorrazzando felice nelle lande del tessuto destrorso della città, orfano da sempre di candidati presentabili, fa strali del revanchismo progressista in salsa democratique, non disdegnando una bella Margherita all’UDC, i consigli dello chief De Mita, e una mano da Lettieri e Cosentino: il primo si trova a Salerno per interesse verso l’area delle ex Manifatture cotoniere meridionali (risalenti al Regno del Murat, quello originale, e vicenda industriale ancora più originale, basti pensare che DE Luca e Lettieri si troveranno a braccetto, e a giudizio, per spericolate varianti di piano ed intrecci poco chiari tra politica ed affari, a Salerno chiedere del “Seapark”); il secondo, su suggerimento del fido Scendi-lettieri, si affretta a diramare un comunicato stampa per i suoi aficionados, “A Salerno propongo di sostenere De Luca. Si tratta di preferire le persone contro gli interessi”. E lui di interessi di certo se ne intende.

Il Murat non vede di buon occhio la candidatura dello Sceriffo: tra Giggino ‘a Manetta e De Luca non corre buon sangue; la vicenda Seapark vede il volitivo e rude salernitano a giudizio (assieme ad altre 42 persone, tra cui Lettieri) per truffa, falso documentale e reati vari et assortiti contro la P.A.; ergo, la sua autoinvestitura non convince l’Arancionè, che non voterebbe il nostro eroe neanche “Con una pistola alla tempia”. La smoking gun rimane ben salda nelle mani sinistrorse del PD, che tanto per non smentirsi, e pur di archiviare Don Antonio e la sua sciagurata gestione, candida lo Sceriffo, senza se e esenza ma; vince il Fantasma Caldorino, col 54, 25% delle preferenze, portandosi dietro come tsunami di malapolitica, facce e faccette indelicatamaente candidate nonostante noie giudiziarie degne della peggior paccottiglia malavitosa: abbastino i nomi di Alberico Gambino (ex sindaco di Salerno, ex assessore provinciale condannato per peculato, attualmente ai domiciliari per concorso esterno in associazione mafiosa), Fernando Zara (Presidente del Consiglio Provinciale, ex sindaco di Battipaglia, sette processi a rallegrare il suo passato, con qualche intermezzo a prescrizione), Roberto Conte (ex di Verdi, Margherita, in rapporti organici con alcuni clan della Sanità, condanna per concorso esterno in associazione nel 2009, messo in carreggiata dal solito Nick The American); e tralasciando magari Lady Ceppalon, Sandrina Lonardo in Mastella, che di pastella in pastella c’ha fatto il callo, nonché vanto: sospesa da Presidente della vecchia consiliatura regionale, la signora è attualmente rinviata a giudizio col maritino per alcune indebite pressioni nella vicenda del centro commerciale “I Sanniti”; fortuna audaces iuvat, è cosa nota, e Sandrina ha vinto pure un’automobile nuova di zecca ad una riffa di beneficenza, facendo sapere che “preferisce la massima riservatezza su una eventuale donazione, poich+ il suo stile è da sempre improntato nel non pubblicizzare le proprie numerosissime opere di beneficenza”. Dipende sempre da chi si beneficia, of course.

Interludio. Mala tempora currunt. Archiviate con ignominia e vanagloria Provinciali e Regionali, i caballeros piddini si riuniscono in segreto concistoro elaborando il piano: quale miglior disfatta, capolavor d’arte e pugnace strategia, che perder financo contro sé stessi? Paradosso di Sisifo, il masso e macigno sovente sospinto, a fatica tratto, cade a valle, schiacciando i Nostri, in un freddo 23 gennaio cremisi d’appena un anno orsono: non abbastasse la napocalisse per le strade, con almeno 2500 tonnellate (in media) di monnezza a fermentare ogni dì, per le Amministrative di Napoli a sinistra han deciso d’immolarsi; e via con la farsa tragicomica delle primarie alle vongole e pummarola appezzottate. E’ cosa buona e giusta, si dirà, pur di favorire la peggiore Destra mai calata in Campania. A margine della quistione emergenziale, Comune a trazione Iervolino, Provincia with Purpetta (without tomatoe) e Regione fantasmina, se le danno di santa ragione, riversandosi vicendevolmente addosso cianuro e spocchia, cinismo e incompetenza, pur di scaricar barile e coscienza, facendosi le pulci su chi sia più incompetente in materia e sostanza; tale è il quadro della desperatio, un urlo alla Munch lanciato nelle paludi del mancato riformismo partenopeo, tra scandali da basso impero su scala nazionale, quella Mignottocrazia da pudenda illividite e farlocche, lunghi coltelli affilati nelle stanze sinistre di Neapoli, ed un caos primigeno da falansterio politico-economico afasico, ormai sfiacchito e bolso.

Mancanza di polso, nel PD, nessuno che inverta la rotta del bastimento, nel naviglio a sbatacchiare; dopo aver speso tutti i nomi possibili per i candidati alle primarie di coalizione, di esponenti “civili”, quali il magistrato Raffaele Cantone, la giornalista Lucia Annunziata (e poi ritirata), di Robberto Saviano, e perfino quello del Maire, il Divino Putto De Magistris (che si presenterà poi con IDV), ai blocchi di partenza per il trenino delle primarie, al principio del mese Piovoso e rivolutionaire, cinque mesi prima delle elezioni sindacali, si presentano in ordine sparso: Nicola Oddati, detto el Bafo, assessore alla cultura per Garruletta Iervolino, Presidente in pectore del Forum Internazionale delle Culture (carrozzone vacuo, che in nove anni nulla ha prodotto, se non brochures sballate e uno spot mediatico), bassoliniano di lungo corso (tranne una breve parentesi nelle fila di Sinistra Democratica, agli albori piddini), scaricato nella rincorsa dal caro Don Antonio, e che affilati i baffetti da sparviero è pronto a vendicarsi del “nemico” Cozzolino; Umberto Ranieri, pupillo di Re Giorgio Neapolitan Power, scuola ammendoliana, tra i primi della classe, estraneo al cerchio magico di Bassolindo, pluriparlamentare e responsabile Mezzogiorno per il PD; Andrea Cozzolino, il Delfino incozzato nero, europarlamentare a Strasburgo, in forse fino al giro di boa, calato come un unno con tanto di durlindana made in China a far strali dei nemici endemici del suo pater putativo, nel segno dell’Ancien Régime e senza amnco passare per il Termidoro; Paolo Mancuso, per SEL, ex magistrato, ex assessore della giunta Cofferati a Bologna, estraneo al territorio e sconosciuto in città; e Gino Sorbillo, ‘o Pizzaiuolo, per Verdi e società civile, che tolto il cappellone da chef, indossa i guantoni (per poco tempo, ritirandosi quasi subito dalla quintana medievale) della politique alla pummarola.

Ciò che si verificherà all’indomani dell’apertura delle urne, segna il de profundis per il bassolinismo rampante ed il ventennio democratico, con scene tratte dalla commedia umana, dalle tavole d’un Callot in piena frenesia isterica e da ultimo ballo di Sfessania.
In primis i numeri: Cozzolino risulta il vincitore formale, con 16mila e passa preferenze in saccoccia; Bersani si affretta a congratularsi, telefona di rincorsa e manco lo fermano prima della rotta; Veltroni si stupisce: “Mai visti tanti cinesi democratici in fila alle urne”, e vabbè che siam comunisti, ma qui si esagera! Urne aperte, oltre 50mila votanti in fila, voti contestati, dazioni sottobanco (dai 5 ai 20 euro a voto pro Cozzolino), brogli, schede già votate, passaggi di voti coem cerase, che uno tira l’altro (pare che rappezzare la debacle del pupillo Ranieri, sia calato il diktat per Oddati di cedere un cospicuo pacchetto dei suoi voti), denunce ed inchieste della Procura: il barnum, siore e siori, è al gran completo! Andrea Cozzo-Bassolino aveva sbaragliato tutti, portando alle urne cinesi, disoccupati, sciancati, destrorsi, triccheballacche, scetavajasse e putipù; mancava solo Pullecenella e la festa carnascialesca era scevra da imperfezioni.

L’Utopia piddina, per dirla alla Cioran, “non va da nessuna parte”; e infatti il partito è scosso, attonito e stracquo. In una sola parola: Tremante, come il suo segretario provinciale, che viene prontamente rimosso da Bersani and Company: nel giro di tre anni arriva il secondo commissariamento da Roma, e dopo Morando tocca ad Andrea Orlando, responsabile giustizia (oddio, ne hanno uno?) del PD capitolino. Cozzolino uber alles fa un passo indietro, “per il bene di Napoli” e torna a fare il suo, di bene, a Strasburgo. Ma è già troppo tardi, Neapoli non è più loro, degli accoliti di Don Antonio, e l’oro di Napoli sarà d’un altro imperatore, che intanto affila sorriso marpione e bandana arancione per la campagna elettorale più scassatutto mai fatta all’ombra del Vesevo.

La rincorsa di Giggino è una cavalcata leggendaria, al lazo, speroni puntuti e peones nella polvere; iniziata da un singolo piede nella staffa: una staffa, che il buon Giggino vuole offrire ancora agli zombies del PD, almeno così raccontano le cronache politiche in città; fiutato il momento, lo zeitgeist rivoluzionario, da terremoto epocale, il Nostro s’offre come madonna pietosa a seppellir le spoglie mortali del bassolinismo enfiato e lordo, suicidatosi in un crescendo di voluptas mortifera, di chi preferisce dissolversi nell’oblio, piuttosto che novellarsi nel midollo. Dopo il delirium tremens delle primarie partenopee, l’Arancionè pone il suo aut aut: “O con me, o contro di voi”; il 28 febbraio, la Sirena ancora dolente e sommersa di liquami, De Magistris sguaina il suo gladio arroventato, corrusco e smargiasso: “E’ venuta una grande sollecitazione affinchè potessi rappresentare una sorta d’uscita d’emergenza democratica”; tirate pure il maniglione antipanico, ma guai a toccare la giacchetta, che nessuno s’appigli!. “Mi ha convinto la mobilitazione sociale di questi giorni, con il mondo dei movimenti e con tutta quella parte dei partiti che ha volgia di cambiare (Marpionne gli fa un baffo) : la società civile ha scelto il suo campeon, dunque Why not?

Perché non investire forza e fiducia nell’homo novus, il castigatore della malversazione politica, l’avversario del consociativismo trasversale, l’europarlamentare ed ex magistrato che ci ha “messo la faccia”, contro il Potere tentacolare, incarnando Don Chisciotte e Masaniello, Gennaro Serra di Cassano e Michele ‘o Pazzo, sfumature speculari e roboanti d’una personalità guascona e ben sfrontata? Arrogante, Mister Scassatutto, radicale e dinamico; impone una “rivoluzione attiva”, la crea ex novo, mirando al vellicolo popolare, alle istanze antagoniste del movimentismo sociale, al volontariato in essetto da guerra, ma stando ben attento a non sfilacciare il trait d’union con borghesi, intellettuali e tessuto produttivo; una sintesi mirabile. Piccolo capolavoro d’alchimia biochimica, tra l’indignazione a pamphlet di partigiana memoria, alla Stephane Hessel (Indignatevi, cazzo!), e la semplice ira funesta d’una città ormai stanca d’aria fritta e compromessi, vogliosa di capopopolo, ma non capibastone, perché satura di moderatismo riformista annacquato e declinato a sinistra, di commissariamenti esterni, di centralismo e localismo non all’altezza dei tempi, e d’una classe dirigente, digerente, assisa su striminziti rappezzi di trapunte a scaldare il deretano, sempre e soltanto il “loro”; insomma, “grande è la confusione sotto il cielo”, per dirla alla Mao, e perché non approfittarne?

Alle idi di marco del PD campano, il Murat si presenta compito, fiero e battagliero: il battage politico-mediatico è affidato al Fratellino Claudio (Volontario pure allora), alle sue sgretarie allargate (poi entate nel suo staff), ad un pugno di giovani volontari universitari, perlopiù delle giovanili dell’IDV e a pochi uomini chiave; il politburo è formato da Marzia Bonacci, staffista capo; Alessio Postiglione, responsabile dell’agenda politica; Alessandro Nardi, vecchio capo-staff di Pecorario Scanio, firmatario addirittura di un appello in favore di Lettieri-Sindaco, e Sergio Barca (area Verdi), tengono le redini della lista civica “Napoli è Tua”, il paravento a-partitico, cittadino, composto da nomi noti e meno noti della classe media partenopea: un nugolo di professionsiti, medio-piccoli imprenditori, professori universitari; insomma l’intellighenzia borghese orfana della sua classe dirigente di riferimento, o meglio quel che ne rimane dopo un ventennio di cannibalismo democtaico attuato con determinazione e fermezza. Al cinema Modernissimo, quel dì giacobino del 5 marzo, la società civile risponde all’appello, capitanata dal coriaceo avvocato ed illuminista Gerardo Marotta, il patron dell’Istituto degli Studi Filosofici, in Serra di Cassano a Montedidio. Esponente liberale, intellettuale figlio degli anni d’oro della scuola europeista che unisce Napoli e l’universo mondo, Marotta apre senza esitazioni una linea di credito con il futuro Murat: “Luigi è l’ultima speranza per questa città”; massima eloquenza in minimo ingombro. La Rivoluzione a Napoli: fatta da pochi, e per un’elite ristretta , disconosciuta dal popolo, quando non repressa con ferocia, bruma sanguigna e urla disperate di martiri scannati.
Come finirà, nel 2011?

La carica idrodinamica del Murat è inarrestabile; la propulsione radicale al "cambiamento" ingloba come onda anomale tutta quella fetta civica che dei partiti ha le vesciche natatorie stracolme; stufi di nuotar controcorrente, i cittadini hanno investito il loro Nemo di galloni ed alamari, feluca ed uncino rilucente, all'arrembaggio di quel clientelismo spartitocatico e trasversale da basso impero, da bassolinismo spurio, berlusconismo cosentiniano, olezzo di immobilismo doloso quando non metastasi diretta degli apparati del Potere. Il localismo campano, strati e lacerti di un Sistema impantanato, non solletica più l'immaginario della cittadinanza orfana di modelli e rimandi; suona il De Profundis per le aspirazioni riformiste della classe civica e borghese, per le masse operaie monche d'industrie e sindacati, per le forze popolari, delle periferie metropolitane ingrigite e moribonde; perchè "del popolo", come propugna volpescamente il Murat, "i partiti han smesso d'occuparsi"; ed il popolo pare esser dalla sua parte, e schiera, vessillo arancione svettante, battagliero. Allergico ai tatticismi politicanti, al correntismo partitocratico, e alle paludi degli accordi di coalizione, Giggino è Uomo Solo al Comando; carica a testa bassa i suoi principali avversari nel'agone elettorale: tuona fulmini e saette contro i candidati di PD-Sel, PDL, e Terzo Polo; sotto i suoi strali s'abbattono Mario Morcone, Prefetto, responsabile per il Viminale delle politiche migratorie, ex commissario a Roma alle dimissioni da Sindaco di Veltroni, faccia pulita, Papa Straniero per un PD allo sbando totale, da ciucchi all'osteria; il "prenditore di soldi pubblici", il destrorso Gianni Lettieri, ex Presidente mai compianto degli Industriali partenopei, legato a doppio filo a Nick 'o Mericano, imposto con una certa titubanza dallo stesso Cavalier Pompetta Berlusconide; ed il rettore del secondo ateneo della Campania, Raimondo Pasquino, espressione degna e civile, ma troppo legato al demitismo locale per significare discontinuità effettiva. Ai blocchi di partenza si presentano anche "Mastella- che pastella", ex Guardasigilli ai tempi di Prodi, che giura "giurin-giurello" di farsi saltare le cervella, o comunque farla finita in caso di vittoria di Giggino, e Roberto Fico dei grillini 5 Stelle, spiazzati dalla mossa "civica" del Murat, che con la "genialata" della Lista "Napoli è Tua" (ma è più roba sua), eroderà il bacino elettorale dei Movimentisti a-partitici per eccellenza e desìo (e guizzo del Grillo).

La marziale campagna per lo scranno più elevato di Saint James Palace è "a la guerre comme a la guerre", colpi alla cintola,montanti e uppercuts da deliquio e grand guignol compresi; "all inclusive", e nel pacchetto ci sono, nell'ordine: affronti a muso duro tra Morcone e Iervolino, nel campo Pidino, con Garruletta che risponde alle critiche del Prefetto, imbronciandosi e ritirandosi sull'Aventino degli ex di lusso assieme a Don Antonio; fulmicotone tra Lettieri (su istigazione massmediologica e comunicativa di Claudio Velardi)e lo stesso sistema-Cosentino, con presa di distanze in corso d'opera del prenditore Gianni, e rocambolesco dietro-front davanti alle pubbliche scudisciate d' 'o Mericano; bombarde e spingarde l'un contro l'altro armate, col Murat che bordeggia, rostro ben in vista, cannoneggiando il "consociativismo trasversale tra i partiti comunali"
degli ultimi anni da vampirismo gotico-politico, di bolina controvento contro il Sistema tutto, riversando il suo iperpresenzialismo ubiquo tra promenades territoriali, tra cittadini e quartieri, centro e periferie, incontri mediatici e settoriali, abbracciando i centri sociali e i salotti borghesi, l'indignazione furiosa e la snobistica voluptas di cambiamento senza sangue versato: rivoluzione e
pranzo di gala a braccetto, insomma.

I partiti risultano bolliti, al giro di boia: un sondaggio interno, carsico e strisciante, mai pubblicato ufficialmente, dà Lettieri tra il 30 ed il 35%, con De Magistris tra il 20 ed il 25% e Morcone melanconicamente al palo del 15%. La liturgia ombrosa delle segrete stanze ha fatto perder caveza e sintonia agli uomini, alle donne, che presenziano ed officiano il culto del Potere; smarrita la via
radicale del cambiamento, rimane il vacuo e sordido tintinnar d'offerte come obolo versato alla pancia della classe digerente, i cui borborigmi sovrastano i peana e le litanie d'un tessuto socio-economico in aritmia da fibrillazione. Endocardite da gestazione (e gestione) virale.

I paragoni con la "primavera del '93", quando l'operoso incedere d'un Bassolino barricadero e zapatista conquistò di ragione e sentimento mezza Neapoli, son sprecati,ancorchè lampanti: Giggino Murat con massima semplicità lessicale e razionalizzazione di contenuti, ha scardinato la piramide degli assets partitici fin dalla sua essenza a fondamento. L'argilla è tornata melma instabile, sotto i
colpi precisi e netti del suo imperio; non mostra cedimenti, l'Arancione, colpisce duro, vede il sentiero sgombro; non resta che serrare le fila, compattare le falangi e scatenare al suo segnale l'Equitum Imperii per la cavalcata cremisi, solitaria y final.

La debacle post elettorale annichilisce i piddini di Morcon al primo turno: il Papa laico, calato sul tavolo per arginare l'anemia politica in quel di Partenope, nonostante guizzi, lazzi e piroette, non incanta i sansculottes neapolitani, raccogliendo uno striminzito 19,15% (ghigna il Bassolindo,
affossandosi con tutti i filistei); la scomunica del giaco-Giggino non irretisce i lazzari-borghesi: il Murat plasma la "Revolution, parbleau!", chi si ferma è "perdiu", ed il biglietto per il secondo turno contro il Destrorso industriale (scaricato da tutti o quasi i colleghi di Palazzo Partanna)lo intasca di
netto con un ricco 27,52% (127.920 voti, di cui 60mila frutto di voto disgiunto) costringendo Mastella al tubo del gas (almeno in senso metaforico, visto che Mister Pastella non arriva nemmanco a sfiorare il 3% di preferenze) e cannibalizzando tutti i voti di protesta & opinione, determinando uno smottamento a bradisismo delle più fosche (per l'altrui vanto a detrimento) previsioni elettorali. "Revolution at work", è il cartello appeso al collo dello Scassatutto spocchioso e andaluso, il giacobino popolare che mira in alto come aquila asburgica et imperiale.
(To be continued…).

martedì 7 febbraio 2012

Giggino Murat e la Rivoluzione Restaurata (parte prima)
















“O g n i v a l o r e h a l a t e n d e n z a a d e r g e r s i a t i r a n n o e s c l u s i v o d e l l i n t e r o e t h o s u m a n o , e d i n v e r o a l l e s p e s e d i a l t r i v a l o r i , a n c h e d i q u e l l i c h e n o n g l i s o n o d i a m e t r a l m e n t e o p p o s t i ( N . H a r t m a n n )” .

“L a n o s t r a f o r z a s t a n e l l a n o s t r a u n i o n e . T i r a n n i t r e m a t e .
L ‘ I t a l i a è l i b e r a !”. ( D a l M o n i t o r e , d i r e t t o d a E . P . F o n s e c a ) .

“C i t t a d i n i , v o r r e s t e u n a r i v o l u z i o n e s e n z a r i v o l u z i o n e ?”. ( M . de R o b e s p i e r r e ) .


A n t e f a c t u m . A n n u s D o m i n i , 2 0 0 8 , i l C a v a l i e r d ‘ H a r d c o r e , S i l v i t o G o e b b e l s ( r i p e t i p a n z a n a a l l ‘ i n f i n i t o , d i v e n t a v e r i t a d e ) Berr l u s c o n , l a n c i a i n r e s t a e p o m p e t t a i n l o c o , d i v i e n e n u o v a m e n t e e p e r l a t e r z a v o l t a , i l S i g n o r e i n c o n t r a s t a t o d e l R e g n o
I t a l i c o , a s u a i m m a g o e s o m i g l i a n z a : l a s u a c o a l i z i o n e , f o r m a t a d a P D L , L e g a e M P A , s b a r a g l i a v a i l c a l e s s e d e i S i n i s t r a t i c o n T o n i n o D i P i e t r o a l s e g u i t o e r i m o r c h i o e c o l “ W a l t e r” ( L i t i z z e t t o d o c e t ) V e l t r o n i r e g g e n t e i l m o c c o l o ( e p p u r s i m u o r e ) e l e r e d i n i d e l l a d i r i g e n z a ; 3 4 4 s e g g i e d i l 4 6 , 8 % d i p r e f e r e n z e p e r i l N a n o l e o n e d e N o a n t r i , e 3 7 , 6 % d i g r a d i m e n t o e 2 4 6 s e g g i p e r i l S e g r e t a r i o p i d d i n o . E d i s f a t t a f u , c o m e r o b o a n t e t u o n o . I l t o n f o e l a c a d u t a d e l M o l o s s o d i P r o d i s ‘ a v v e r t i r o n o a r i m b a l z o e c a s c a t a s u t u t t o i l B e l p a e s e ; s c i o l t e l e c a m e r e c o m e c a s e o a l S o l e , i l P r o f e s s o r e è a r c h i v i a t o , V e l t r o n i d e f u n g e e p e r A f r i c a , d i C e l e s t i n o s i m u l a c r o , d i - p a r t e , s t o l i d o e c o m p a t t o . A d i e u ! ( m a è p u r s e m p r e u n a r r i v e d e r c i , c o n s i f f a t t i e m u l i d a l l e b r o n z e e f a c c e ) . I l P o r c e l l u m L e v i a t h a n a b b i s o g n a d i s i c u r e v i t t i m e , e d i c a r n e f i c i n e l c a r n e t c ‘ a m m i s c h i a n o q u e l c h e ( e s ) s i v o g l i o n e p i ù n o n d i m a n d a t e : i l v o t o è s p a r t i a c q u e p r e c i s o , t r a s o l i l o q u i o v e l t r o n i a n o i n p i e n a a m b a s c e ( a n c h e s e i l v o t o n o n è d e b a c l e t o t a l e ) , e t r i o n f o i n f o r m a l d e i d e d e l T a p p o e l e s u e C e r e : d i d e m o c r a z i a m a g g i o r i t a r i a s i f e c e b r a n i e s b e r l e f f o , i l p r o p o r z i o n a l e c o n p r e m i o d i m a g g i o r a n z a , a l i s t e b l o c c a t e , c o n s e g n ò i l P a e s e a l T r e m o n t i d e l l a R e s - p u b l i c a , i l B e r l u s k a m o n T e r - ( p o i t r a v o l t o d a f i g h e d i n o t i z i e , s c a n d a l i g i u d i z i a r i , c o r n a a i v e r t i c i , r i s a t e a l l’ E u r o p e a , S p r e a d b i r i c c h i n o e A d d i o , a h i M o n t i ! ) . P u ò a b b a s t a r e ? F i n i t a l ‘ U n i o n e , è t e m p o d i p r e m i t u r a p e r l ‘ U l i v o , s c a t a f a s c i o p e l P D , e c u r s u s d i s o n o r u m p e r c e n t r o - S i n i s t r a d a i m p a l l i n a r e s u N a t i o n a l e l o c a l e , i n a t t e s a d’ e m i g r a r e , o r i t o r n a r e ( l e s r e v e n a n t s , f r a t t a g l i e p o l i t i c a n t i m a i m o r t e , c h e n e m m a n c o u n p a l e t t o d i F a s s i n o a b b a s t a a s i g i l l a r e i n c r i p t a e d o b l i o ) . C h e i l P - D i o l i a b b i a i n G l o r i a ! ( C h e a l l e N i c o l e , L e t i z i e , S a b r i n e , D e b o r e h e S a m a n t e h , c i p e n s a i l B e r l u s c a z ) .


E q u a l e i l r i v e r b e r o s i n i s t r o , n e l l a M a n c i n a b e n t i r a t a , t e r r e a i n v i s o , p a r t e c a m p a n a e p a r t e - n o p e a ?
L a r i n c o r s a s u l l ‘ a b i s s o p e r i p i d i n i m a s o c h i s t i s’ a v v i a n e l 2 0 0 8 , e s u l s u o c r i n a l e d i s c e n d e n t e è d a p e r c o r r e r a r o t t a d i c o l l o f i n o a l l a r o t t a f i n a l e : l a S i r e n a r i m b a l z a c o m e c a p i t o n e a m m u f f i t o p e r i t g e i m e d i a d i m e z z o m o n d o , u r b i e t o r b i s p u t t a n a t a a l l’ a b b i s o g n a : e c h i s e d e a c o l d e r e t a n o s u g l i s c r a n n i d e l P o t e r e , s c a n n a n d o i l s e n s o c i v i c o , l a p a t i e n t i a e d i l p a t h o s , p e r n o n d i r l ‘ e t h o s e l ‘a r a m a i c o , d i l i n g u e d i c i v i t a s e p o l i t e i a c h e s’ a m m i s c h i a n o i n g u a z z a b u g l i o ? I l t a n d e m d e i F r a t e l l i - C u c i n i p e r v e r s i e d a f f i n i ( o a n f i b i ? ) , B a s s o l i n d o ( e p i n t o ) e G a r r u l e t t a I e r v o l i n o . L ‘ u n o a r r a n c a d i p r o t e r v i a , i n p a l u d e d e m i t i a n a , n e l d i s p e r a t o t e n t a t i v o d i g i o c a r s u t a v o l o l e u l t i m e f i c h e s p e r a r r e s t a r ( i n a t t e s a c h e l o f a c c i a n a l t r i ) i l d e c l i n o v i c e r e a l e s u l t r i c l i n i u m r e g i o n a l e e n e l p a r t i t o v e l t r o n i a n o ( W a l t e r l o v e d e c o m e p e s t e , j e t t a t o r i o c o m e i l D e C u r t i s p r o v v i s t o d i p i r a n d e l l i a n a p a t e n t e ) ; l ‘a l t r a s t a r n a z z a d i m a n d a t o , i l s e c o n d o , e c e l a m a n d a n o , i n q u e l d i S a n J a m e s P a l a c e H o t e l ( a l t r o g i r o , a l t r a c o r s a , i p a r t i t i s’ a s s i e d a n o e a l d e s c o c e m a g n i n o p u r e ) . E s u t u t t i , i l t r o n f i o b a l u g i n i o m a l m o s t o s o d i M a d a m a M o n n e z z a e l e s u e s c h i e r e a p e r c o l a r e , r i f i u t i c o m e p a r a d i g m a m o r a l e e c i v i c o c o m a t o s o e d e l i r a n t e , d i m e t r o p o l i s o f f o c a n t e e s o f f e r e n t e , d e r e l i t t a e d a b u s a t a d i p u d e n d a ; d a d e s t r a a s i n i s t r a , c h e p a r i s o n o e d i s p a r i a l l a b b i s o g n a . I l C e n t r o - S i n i s t r a è c o l l a s s a t o , i l P r o f e s s o r P r o d i è b o l l i t o a f u o c o l e n t o , V e l t r o n i p r o f e t i z z a i n l o f t , B e r l u s c a z è l ‘ E r e t t o s u l t r o n o , e d i n C a m p a n i a I n f e l i x a v a n z a n o l e f a l a n g i a r m a t e a c o l p i d i z i z z o n a d i B a t t i p a g l i a e d i C a s a l e d i G i g g i n o ‘ a P u r p e t t a ( L u i g i C e s a r o ) e N i c ‘ o ‘ M e r i c a n o ( C o s e n t i n o , m a p i ù d e l l’ a g r o a v e r s a n o ) .

S o n l o r o i c a m p i o n i l a n c i a i n r e s t a , d a s i n g o l a r t e n z o n e c o i c o m - p e o n e s s i n i s t r a t i , o q u e l c h e n e r e s t a : m a i l 2 0 0 8 è l’ a n n o d e l l o s c a n d a l o e d e l l a t r i s t i a ; a n n u s h o r r i b i l i s , l’ e n n e s i m o , p e r P a r t e n o p e a t t o n i t a , d i r i f i u t i a m m o r b a t a , c h e d i v i e n e t e a t r i n o d i c o r t e p e r a p p a l t i e m a x i - i n c h i e s t e e m o r t e a l c a p p i o : “G l o b a l S e r v i c e” , m a i l s e r v i z i o è p u r l o c a l e , c o n R o m e o - p e r c h é - s e i - t u - R o m e o a f a r s e r e n a t a e l i t a n i a a l b a l c o n e d i R o s e t t a ; e p o i i l t r a g i c o s u i c i d i o d e l l’ e x a s s e s s o r e c o m u n a l e a l l a P r o t e z i o n e C i v i l e , G i o r g i o N u g n e s , i m p i c c a t o s i i n u n o s c a n t i n a t o i n q u e l d i P i a n u r a p e r u n’ i n c h i e s t a a v v i a t a i n m e r i t o a g l i s c o n t r i d i b a s t o n e e s a c c h e t t a c o n t r a d i s c a r i c a d i C o n t r a d a P i s a n i . T a l e i l p r o s c e n i o p e r l’ a v v e n t o d e i b e r l u s c o n i d i s a n f e d i s t i : “M o r t e a l V i c e r è , V i v a l u R e g n o !” ; C o s e n t i n o e ‘a P u r p e t t a a v v e l e n a n o i l d e s c o a B a s s o l i n d o e c o m p a g n i a : n e l g e n n a i o d e l 2 0 0 9 B a s s o l i n o è a R o m a , d a T o n i o V e l t r o n i o e B a f f i n i x D’ A l e m a , e p p u r f a t t u r a n o n r i e s c e , l a m i s t u r a s o b b o l l e e r i b o l l e , e f a f e t e c c h i a : s i c e r c a l a m a n o v r a d’ a t t r a c c o a l l a S c h e t t i n o v e r s o l’ U D C , m a i l p i a n o c o n v e r g e n t e n o n s’ i n c l i n a , D e M i t a n i e t , n o n v u o l e . V e l t r o n i f a s p a l l u c c e , B a f f i n o D’ A l e m a s o r r i d e e d a f f i l a l e p u n t e , “ g u a r d a t i a t t o r n o , A n t o n i o” , m a p a r e p i ù u n a v v e r t i m e n t o p a r a - m a l a v i t o s o , c h e n o n u n s u g g e r i m e n t o p e r c a n d i d a t u r s c i n t i l l a n t i e v i n c e n t i : a r r i b a a r r i b a G i n o N i c o l a i s , p r o f e s s o r e u n i v e r s i t a r i o , e x m i n i s t r o p r o d i a n o , a l l’ e p o c a s e g r e t a r i o p r o v i n c i a l e d e l P D c a m p a n o , i n l u o g o d e l v e r d e D i P a l m a ( c o s ì v e r d e c h e a v e v a m e s s o r a d i c i ) , B a s s o l i n d o è f a t t o f u o r i . L a p e s t e l o m a r c h i a s t r e t t o , l a s u a f a c c e t t a o p e r a i a , s p i g o l o s a e d i m b i a n c a t a , n o n f a g o l a , n é i r a , a l m a s s i m o a c c i d i a : f a t t o s t a c h e l’ e s i t o e l e t t o r a l e è i n d i g e s t o e f e r a l e , c o m e P u r p e t t a a l c u r a r o . I l 6 e 7 g i u g n o s i v a a l v o t o , N e a p o l i è b a r o c c a d i m u n n e z z a , s a t o l l a d i p r o m e s s e , B e r l u s c a z p a l p a i l t e r r e n o e s o n d a i l p e r t u g i o : n e t t e z z a e p u l i z i a a s u o n d i r a m a z z a e l e g g i s p e c i a l i , c o n ‘ a P u r p e t t a è c o s a f a t t a , s e r v i z i o a l l’ A m e r i c a n o ; i l d u o a l l a f r a t e l l i A l - C a p o n e s c a l a i v e r t i c i d i F o r z a I t a l i a , m e c e n a t i s m o i n o d o r d i c a m u r r i a e m e n e s t r e l l i s m o i n o d o r d i c a s e o e m u z z a r e l l a ( C e s a r o n o n m a n c a d i s o t t o l i n e a r e c o m e d i u t u r n a m e n t e i n o n d i l e s t a n z e d i P a l a z z o G r a z i o l i c o n t r e c c e , c o d e e z i z z o n e d’ A v e r s a e B a t t i p a g l i a p e r S i l v i t o G o e b b e l s d a H a r d co r e , g h i o t t o d i z i z z a , e n o n s o l d i l u t e o l a c t e ) .

Q u e l d ì a f o s o d i g i u g n o , i l 5 8 , 3 % d i p r e f e r e n z e , 8 0 9 . 6 2 1 v o t i , è t u t t o p e r l o S t e r m i n a t o r d i c o n g i u n t i v i , i l g a f f e u r t r a c a g n o t t o e p a o n a z z o ( c a r i c a i l m i c r o f o n i i n m e d i a t i c o e l o q u i o a t r o n c o b a s s o , f a l c i a n d o e s c a l c i a n d o l e s s i c o e n u v o l e ) , g e n i u s l o c i d’ u n b e r l u s c o n i s m o p r o v i n c i a l o t t o e i n o d o r d i z u p p a d e l C a s a l d i P r i n c i p e ; i l c u r s u s è b e l l o l u n g o , e l ‘o n o r è d a s c o p r i r e : a m e t a d e a n n i O t t a n t a s i b e c c a c o n d a n n a i n p r i m o g r a d o , c a s s a t a i n C a s s a z i o n e ( p r e s i d e n t e d i s e z i o n e a l l o r a l’ a m m a z z a s e n t e n z e , i l f e s t o s o C a r n e v a l e C o r r a d o ) , p e r p r e s u n t e c o l l u s i o n i , n o n c h é d i r e t t o f a v o r e g g i a m e n t o , v e r s o l a N . C . O . d e ‘ O P r u f e s s o r e , i l D o n R a f f a è d i d e a n d r e a n a m e m o r i a ; d a a s s e s s o r e a l b i l a n c i o n e l s u o f e u d o d i S a n t’ A n t i m o r i e s c e a f u g g i r , l a t i t a n d o , a d u n b l i t z d i P r o c u r a p a r t e n o p e a p e r t r u f f e a i d a n n i d e l l o S t a t o ; i n u n a i n f o r m a t i v a d e i c a r r a m b a s i l e g g e : “ C e s a r o L u i g i , n a t o a S a n t ‘A n t i m i o , a v v o c a t o n o n p r a t i c a n t e , ( … ) r i s u l t a d i c a t t i v a c o n d o t t a m o r a l e e c i v i l e (… ) I n p u b b l i c o g o d e d i s c a r s a s t i m a e c o n s i d e r a z i o n e . E’ s o l i t o a s s o c i a r s i a p r e g i u d i c a t i d i s p i c c o d e l l a m a l a v i t a o r g a n i z z a t a o p e r a n t e a S a n t’ A n t i m o e d i n t o r n i “ . C u r r i c u l u m p e r f e t t o , a v r à p e n s a t o ‘ o M e r i c a n o , e v i a d i c a n d i d a c a n d i d a t u r a p e r l a t o r n a t a p r o v i n c i a l e d e l l o ‘0 9 , r i s u l t a t a l a s s o v i n c e n t e .

U s c i t i p a r t e n o - p e s t i d a l l a P r o v i n c i a l i , i P i d d i n i f r a s t o r n a t i e s t r a c q u i c i r i p r o v a n o c o n l e E u r o p e e : e i l 2 0 0 9 è a n c h e l’ a n n o d e l l ‘ a s c e s a p o l i t i c o - m e d i a t i c a d e l N o s t r o M a i r e A r a n c i o n è , i l S o l I n v i c t u s d e l b o n a p a r t e n o p i s m o m u r a t t i a n o , e l e t t o a S t r a s b u r g o c o n l’ I D V ; l a p o l i t i c a è p a n e m e t c i r c e n s e s , e r g o , W h y n o t ? , S e n e l b a r n u m t i r i t r o v i a m a r a v i g l i a ? D u n q u e , c h e f u ? D o p o l a d e b a c l e s a r d a ( è i l c a s o d i d i r c h e l o p r e n d e n e l S o r u ) , i l p o v e r o V e l t r o n a m m a c c a t o e b o l s o s i d i m e t t e , B a s s o l i n d o c o n t i n u a l a s u a d i s c e s a a s t i l e l i b e r o , o a l m i n i m o a P D l i b e r o , c o l D e l f i n o C o z z o l i n o c h e c o n a v v i s o d i g a r a n z i a s u l g r o p p o n e ( v i c e n d e l e g a t e a l l a c o s t r u z i o n e d’ u n i m p i a n t o d i b i o m a s s e a P i g n a t a r o M a g g i o r e ) , e d a a s s e s s o r e r e g i o n a l e i n p e c t o r e , v i e n e e l e t t o a l l’ E u r o p e a n P a r l i a m e n t , c o n 1 3 7 m i l a p r e f e r e n z e , d i p o c o s o p r a v a n z a n d o i l f u t u r o S c a s s a t u t t o ( i l c u i e x p l o i t m e t t e s e r i a m e n t e i n i m b a r a z z o l o s t e s s o D o n T o n i n o D i P i e t r o ) : n o n s t a n t e i l C o z z o l i n o e m i g r a n t e , a g i r a r n e l l a r u o t a d’ u n r i f o r m i s m o a p p e z z o t t a t o , i l c u p i o d i s s o l v i d e l l a S i n i s t r a t a n a z i o n a l e n o n s’ a r r e s t a , e d è u n p a r t i t o i l c o m a e t i l i c o q u e l c h e e l e g g e B e r s a n i a S e g r e t a r i o , a l l’ e s i t o d e l l e p r i m a r i e ( q u e s t e a l m e n o s e n z a b r o g l i ) . E s o r c i s m o c h e n o n r i e s c e i n t o t o , i l c a d a v e r e a r t e f a t t o d e g l i e p i g o n i d e l P C I c o n t i n u a , f e t i d o , a s t r a z i a r l e c a r n i d e l s u o e l e t t o r a t o d i r i f e r i m e n t o : n e l 2 0 1 0 c i s o n l e R e g i o n a l i , e i n C a m p a n i a l o s c e t t r o d i D o n A n t o n i o v i e n e r a c c o l t o d a u n b e r l u s c o n i d e d i r i n c a l z o , i l F a n t a s m a C a l d o r i n o .

V i c e n d a m i c a d a r i d e r e , q u e l l a i n e r e n t e i l l e m u r e d e l s o c i a l i s m o i n s a l s a h a r d c o r i a n a : i l p o v e r o C a l d o r o , p i ù c h e d a l l o s c e r i f f o D e L u c a d a S a l e r n o , d e v e g u a r d a r s i l e s p a l l e e i l r e t r o ( è i l c a s o d i d i r e ) d a l k i l l e r a g g i o m e d i a t i c o - p i d u i s t a d e l c o l l e g a d i p a r t i t o , N i c k C o s e n t i n o : ‘ o M e r i c a n o p u n t a a l l o s c r a n n o d’ ‘ o C a c a g l i o ; p a r e p r u r i g i n o s a c o m m e d i o l a p i c c a n t u c c i a t a r g a t a B a n f i a n n i ‘ 7 0 , e p p u r e C o s e n t i n o p u n t a a s c r e d i t a r e l’ o n o r a b i l i t à d e l C a l d o r i n o , c o n d o n n i c c i o l e c h e t a n t o d o n n e n o n s o n o , a l m e n o a l l’ a n a g r a f e . I n i z i a a c i r c o l a r e u n d o s s i e r d i f a l s e f r e q u e n t a z i o n e “ d i f r o c e t t i” , u n a v i c e n d a c h e “ v a b b u ò , t o g l i a m o i l c u l a t t o n e . . . Q u e s t o è l’ o b i e t t i v o p r i n c i p a l e . . . r i m a r r à n e l l a s t o r i a” ( p a r o l a d i S o t t o s e g r e t a r i o a l l’ E c o n o m i a , c o n d e l e g a a l C i p e ) ; N i c k ‘ O A m e r i c a n o n o n h a m a i a m a t o l’ a t t e s a , m e g l i o d a r c o s p i c u a m a n o a l f a t o . D i s c e n d e n t e d’ u n a f a c o l t o s a f a m i g l i o l a d’ i m p r e n d i t o r i c a s a l e s i ( n e l s e n s o d i C a s a l d i P r i n c i p e ) , i l R e u c c i o o p e r a n e l s e t t o r e d e i c a r b u r a n t i e d e l l e p a r e n t e l e s i m i l c a m o r r i s t i c h e , p e r i c o l o s e s o l o a s f i o r a r l e : n e l 2 0 0 8 u n a s f i l z a d i p e n t i t i d i C a m o r r a i n d i c a i l C o s e n t i n o q u a l e r e f e r e n t e p o l i t i c o d e l c l a n d e i C a s a l e s i ; l’ a n n o d o p o l’ i n c h i e s t a d e l l a P r o c u r a d i N a p o l i ( p m N a r d u c c i , i d e s t i n i p o l i t i c i s’ i n c r o c i a n o ) t i r a l e s o m m e e c h i e d e a l G i p d i i n o l t r a r e r i c h i e s t a d’ a r r e s t o p e r i l n o s t r o e r o e . N u l l a , n a d a , z e r o , r i p a s s a t e d a l v i a , g r a z i e . L’ a c c u s a p e r c o n c o r s o m a f i o s o r i m a n e c o s ì e s t e r n a c h e m a n c o l a f a n n o e n t r a r e a M o n t e c i t o r i o . C o s e c h e c a p i t a n o , c o n A l T a p p o n e a l G o v e r n o .

O l t r e a t r a m a r e n e l l o m b r a e a l l e s p a l l e d i C a l d o r i n o , c o n f e m m i n i e l l i f r o c e t t i e t r a n s , n e l l e c a r t e d e l l’ i n c h i e s t a s u l l a n u o v a m a s s o n e r i a ( q u i n d i c i m i l a p a g i n e e m o l t i o m i s s i s ) i l C a s a l e s e e m e r g e c o m e t r a i t d ‘u n i o n t r a p o l i t i c a n a z i o n a l e e c o n s o r t e r i e p i d u i s t e e d i m a l a f f a r e l o c a l i ; g r a n d g u i g n o l g i à v i s t o , è v e r o , m a l a p r o t e r v i a c o n c l a m a t a d e l S o t t o s e g r e t a r i o è t r o p p o p e r v i c a c e p e r n o n a n n i c h i l i r e i l C a l d o r i n o , c h e t a c e o p o c o p r o t e s t a . T r o p p i i m a m m a s a n t i s s i m a c o i n v o l t i , d a C o s e n t i n o s t e s s o , p a s s a n d o p e r D e l l’ U t r i , f i n o a V e r d i n i e a g l i i m p r e n d i t o r i - f a c c e n d i e r i A r c a n g e l o M a r t i n o , F l a v i o C a r b o n i e i l g e o m e t r a P a s q u a l e L o m b a r d i : l’ i m p a s t a - f a n g o è a l l’ o p e r a e m a c i n a c e m e n t o m a l m o s t o s o e m a s s e r i z i e b i l i o s e , l a d e m o l i z i o n e d e l l’ e x M i n i s t r o C a l d o r o , p a r e c o s a f a t t a . Q u e s t i o n e d i o r e . P o i , l a N o r i m b e r g a d e i p o v e r i m e s s a i n s c e n a c o n m a t e r i a l e d i r i s u l t a , c r o l l a s o t t o l’ i n s o s t e n i b i l e p e s o d e l n o n - e s s e r e : i l “ p a c c o” è d i s c o v e r t o , i l m a t t o n e g i a c e i n l o c o , e C a l d o r i n o s c i n t i l l a g a r r u l o a i m i c r o f o n i m a n s u e t i . a n n u n c i a n d o l a s u a d i s c e s a i n c a m p o . E c h e c a m p o .

E c o b a l l e a r i s t a g n a r e , t e r r a d e i f u o c h i , c u m u l i d i d i o s s i n a a f u m i g a r n e r v o s i : l’ e r e d i t à d i B a s s o l i n o è m i s t u r a d i a p p a l t i , i n t r e c c i n o n c h i a r i , c o m m i s s a r i a m e n t i e l e g g i s p e c i a l i ; l a p o l i t e i a c i t t a d i n a r e s t a s u l l o s f o n d o , a g o d e r s i i l T i t a n i c i n a f f o n d o t r a i g o r g h i n e l m a r a s m a p a r t e n o p e o . I l m o n t e O l i m p o n o n r a l l e g r a i s u p e r n i , t i t a n i c h e s a c c h e a l n e r o f u m o a s s e d i a n o i P a l a z z i : è t e m p o d i c a m b i a r e . D o n A n t o n i o è m e l a n c o n i c a m e n t e f u o r i g i o c o , a v a n z a n o l e t r u p p e c a m m e l l a t e d e l P D L , r e c e d e i l P D : f i n o a S a l e r n o , d o v e i l S i n d a c o D e L u c a i m p u g n a d i g h i g n o s e r r a t o l o s c e t t r o e s’ a u t o c a n d i d a a l l e R e g i o n a l i .
I d u e s o n r i v a l i , a l p a r i d i N a p o l i e S a l e r n o : V i n c e n z i n o ‘ o S c e r i f f o , e A n t o n i o ‘ o C a c a g l i o , s i g u a r d a n o i n c a g n e s c o , d a a l m e n o u n q u i n d i c e n n i o ; s f u m a t a l’ a l t e r n a t i v a C a s c e t t a , p r o p o s t a l a s e g g i o l a e l e t t r i f i c a t a a l b u o n C o z z o l i n o ( i l q u a l e d e c l i n a g e n t i l m e n t e ) , r e s t a s o l o V i n c e n z i n o , a s f i d a r e i l f a n t a s m a d i C a l d o r o . L o s c e r i f f o p a r t e a m u s o d u r o , n i e t p a r t i t o k r a t j a , n i e t P D . O m e g l i o , p a l l e i n c a t e n a t e d a u n a p a r t e , c a t e n e d a n e v i s c h i o d a l l’ a l t r a : m e g l i o n o n s c i v o l a r e t r o p p o s u l c r i n a l e d e l l’ e q u i l i b r i s m o p o l i t i c o , B e r s a n i è a r i m o r c h i o e s o s t e g n o . M a i l d e l u c h i s m o n o n è p o i s ì d i s t a n t e d a l l’ o m o l o g o s i s t e m a i m p e r v e r s a n t e n e l n e a p o l i t a n o : l o g n o m m e r o d i s p a r t i z i o n i e p o t e r e è a p p r o p r i a t o , d i g u i s a g i u s t o e c a l z a n t e c o m e s c i a s s a m o n o c o l o r e , n u l l a s i c r e a e n u l l a s i d i s t r u g g e , a c i n q u a n t a c h i l o m e t r i a s u d d i
P a r t e n o p e , c h e i l D e L u c a n o n v o g l i a . I l c a u d i l l o è u n t r a t t o r e : i n s u o f e u d o s b r a i t a c o n t r a a c c a t t o n i , c l o c h a r d s , e “ c a f o n i” , e l i p r e d e r e b b e l e t t e r a l m e n t e “ a c a l c i n e i d e n t i “ , r e i , i t a p i n i d e r e l i t t i , d i o s c u r a r e i l c i e l o s t e l l a t o” s u l l a c o n t e a , d e s t i n a t o , s i s a , a i s o l i c i t t a d i n i b e n e s t a n t i e l i n d i , ( e n o n s i c a p i s c e c h i s i a n o , q u e s t i i n v a s o r i , s e t r a c a g n o t t i p r o v i n c i a l i e t e r o c t o n i , o p p u r e p r o d o t t o d e l v i v a i o c i t t a d i n o ) . S c o r r a z z a n d o f e l i c e n e l l e l a n d e d e l t e s s u t o d e s t r o r s o d e l l a c i t t à , o r f a n o d a s e m p r e d i c a n d i d a t i p r e s e n t a b i l i , f a s t r a l i d e l r e v a n c h i s m o p r o g r e s s i s t a i n s a l s a d e m o c r a t i q u e , n o n d i s d e g n a n d o u n a b e l l a M a r g h e r i t a a l l’ U D C , i c o n s i g l i d e l l o c h i e f D e M i t a , e u n a m a n o d a L e t t i e r i e C o s e n t i n o : i l p r i m o s i t r o v a a S a l e r n o p e r i n t e r e s s e v e r s o l’a r e a d e l l e e x M a n i f a t t u r e c o t o n i e r e m e r i d i o n a l i ( r i s a l e n t i a l R e g n o d e l M u r a t , q u e l l o o r i g i n a l , e v i c e n d a i n d u s t r i a l e a n c o r a p i ù o r i g i n a l e , b a s t i p e n s a r e c h e D e L u c a e L e t t i e r i s i t r o v e r a n n o a b r a c c e t t o , e a g i u d i z i o , p e r s p e r i c o l a t e v a r i a n t i d i p i a n o e d i n t r e c c i p o c o c h i a r i t r a p o l i t i c a e d a f f a r i , a S a l e r n o c h i e d e r e d e l “S e a p a r k” ) ; i l s e c o n d o , s u s u g g e r i m e n t o d e l f i d o S c e n d i - l e t t i e r i , s i a f f r e t t a a d i r a m a r e u n c o m u n i c a t o s t a m p a p e r i s u o i a f i c i o n a d o s , “ a S a l e r n o p r o p o n g o d i s o s t e n e r e D e L u c a . S i t r a t t a d i p r e f e r i r e l e p e r s o n e c o n t r o g l i i n t e r e s s i” . E l u i d i i n t e r e s s i d i c e r t o s e n e i n t e n d e .

I l M u r a t n o n v e d e d i b u o n o c c h i o l a c a n d i d a t u r a d e l l o S c e r i f f o : t r a G i g g i n o ‘ a M a n e t t a , e D e L u c a n o n c o r r e b u o n s a n g u e ; l a v i c e n d a S e a p a r k v e d e i l v o l i t i v o e r u d e s a l e r n i t a n o a g i u d i z i o ( a s s i e m e a d a l t r e 4 2 p e r s o n e , t r a c u i L e t t i e r i ) p e r t r u f f a , f a l s o d o c u m e n t a l e e r e a t i v a r i e t a s s o r t i t i c o n t r o l a P . A . ; e r g o l a s u a a u t o i n v e s t i t u r a n o n c o n v i n c e l’ A r a n c i o n è , c h e n o n v o t e r e b b e p e r i l t a p i n o n e m m e n o “c o n u n a p i s t o l a a l l a t e m p i a” . L a s m o k i n g g u n r i m a n e b e n s a l d a n e l l e m a n i s i n i s t r o r s e d e l P D , c h e t a n t o p e r n o n s m e n t i r s i , e p u r d i a r c h i v i a r e D o n A n t o n i o e l a s u a s c i a g u r a t a g e s t i o n e , c a n d i d a l o S c e r i f f o, s e n z a s e e s e n z a m a ; v i n c e i l F a n t a s m a C a l d o r i n o , c o l 5 4 , 2 5 % d e l l e p r e f e r e n z e , p o r t a n d o s i d i e t r o c o m e t s u n a m i d i m a l a p o l i t i c a , f a c c e e f a c c e t t e i n d e l i c a t a m e n t e c a n d i d a t e n o n o s t a n t e n o i e g i u d i z i a r i e d e g n e d e l l a p e g g i o r p a c c o t t i g l i a m a l a v i t o s a : a b b a s t i n o i n o m i d i A l b e r i c o G a m b i n o ( e x s i n d a c o d i S a l e r n o , e x a s s e s s o r e p r o v i n c i a l e c o n d a n n a t o p e r p e c u l a t o , a t t u a l m e n t e a i d o m i c i l i a r i p e r c o n c o r s o e s t e r n o i n a s s o c i a z i o n e m a f i o s a ) , F e r n a n d o Z a r a ( P r e s i d e n t e d e l C o n s i g l i o P r o v i n c i a l e , e x s i n d a c o d i B a t t i p a g l i a , s e t t e p r o c e s s i a r a l l e g r a r e i l s u o p a s s a t o , c o n q u a l c h e s t r a s c i c o a p r e s c r i z i o n e d i t r o p p o a c e m e n t a r e i l t o d o ) , R o b e r t o C o n t e ( e x d i V e r d i e M a r g h e r i t a , i n r a p p o r t i o r g a n i c i c o n i c l a n d e l l a S a n i t à , c o n d a n n a p e r c o n c o r s o e s t e r n o i n a s s o c i a z i o n e m a f i o s a n e l 2 0 0 9 , m e s s o i n c a r r e g g i a t a e x n o v o d a l s o l i t o N i c k T h e A m e r i c a n ) ; e t r a l a s c a n d o m a g a r i L a d y C e p p a l o n i , S a n d r i n a L o n a r d o i n M a s t e l l a , c h e d i p a s t e l l a i n p a s t e l l a c ‘ h a f a t t o i l c a l l o , n o n c h é v a n t o : s o s p e s a d a P r e s i d e n t e d e l l a v e c c h i a C o n s i l i a t u r a R e g i o n a l e , l a s i g n o r a è a t t u a l m e n t e r i n v i a t a a g i u d i z i o c o l m a r i t i n o p e r a l c u n e i n d e b i t e p r e s s i o n i n e l l a v i c e n d a d e l c e n t r o c o m m e r c i a l e “ I S a n n i t i” ; f o r t u n a a u d a c e s i u v a t , è c o s a n o t a , e S a n d r i n a h a v i n t o p u r e u n’ a u t o m o b i l e n u o v a d i z e c c a a d u n a r i f f a d i b e n e f i c e n z a , f a c e n d o s a p e r e c h e “ p r e f e r i s c e l a m a s s i m a r i s e r v a t e z z a s u u n a e v e n t u a l e d o n a z i o n e , p o i c h é i l s u o s t i l e è d a s e m p r e i m p r o n t a t o n e l n o n p u b b l i c i z z a r e l e p r o p r i e n u m e r o s i s s i m e o p e r e d i b e n e f i c e n z a” . D i p e n d e s e m p r e d a c h i s i b e n e f i c i a , o f c o u r s e .

I n t e r l u d i o . M a l a t e m p o r a c u r r u n t & A r c h i v i a t e c o n i g n o m i n i a e v a n a g l o r i a P r o v i n c i a l i e R e g i o n a l i , i c a b a l l e r o s p i d i n i s i r i u n i s c o n o i n s e g r e t o c o n c i s t o r o e l a b o r a n d o i l p i a n o : q u a l e m i g l i o r d i s f a t t a , c a p o l a v o r o d a r t e e d i p u g n a c e s t r a t e g i a , c h e p e r d e r f i n a n c o c o n t r o s e s t e s s i ? P a r a d o s s o d i S i s i f o , i l m a s s o e m a c i g n o s o v e n t e s o s p i n t o , a f a t i c a t r a t t o , c a d e a v a l l e , s c h i a c c i a n d o i N o s t r i , i n u n f r e d d o 2 3 g e n n a i o c r e m i s i d’ a p p e n a u n a n n o o r s o n o : n o n a b b a s t a s s e l a n a p o c a l i s s e p e r l e s t r a d e , c o n a l m e n o 2 5 0 0 t o n n e l l a t e ( i n m e d i a ) d i m o n n e z z a a f e r m e n t a r e o g n i d ì , p e r l e A m m i n i s t r a t i v e d i N a p o l i a S i n i s t r a h a n d e c i s o d’ i m m o l a r s i ; e v i a c o n l a f a r s a t r a g i c o m i c a d e l l e p r i m a r i e a l l e v o n g o l e e pummarola ap p e z z o t t a t e . E ' c o s a b u o n a e g i u s t a , s i d i r à , p u r d i f a v o r i r e l a p e g g i o r e D e s t r a m a i c a l a t a i n C a m p a n i a . A m a r g i n e d e l l a q u i s t i o n e e m e r g e n z i a l e , C o m u n e a t r a z i o n e I e r v o l i n o , P r o v i n c i a w i t h P u r p e t t a ( w i t h o u t t o m a t o e ) e R e g i o n e F a n t a s m i n a , s e l e d a n n o d i s a n t a r a g i o n e , R e g i o n e , r i v e r s a n d o s i v i c e n d e v o l m e n t e a d d o s s o c i a n u r o e s p o c c h i a , c i n i s m o e i n c o m p e t e n z a , p u r d i s c a r i c a r b a r i l e e c o s c i e n z a , f a c e n d o s i l e p u l c i s u c h i s i a p i ù i n c o m p e t e n t e i n m a t e r i a e s o s t a n z a ; t a l e è i l q u a d r o d e l l a d e s p e r a t i o , u n u r l o a l l a M u n c h l a n c i a t o n e l l e p a l u d i d e l m a n c a t o r i f o r m i s m o p a r t e n o p e o , t r a s c a n d a l i d a b a s s o i m p e r o s u s c a l a b e r l u s c o n i d e - n a z i o n a l e , q u e l l a M i g n o t t o c r a z i a d a p u d e n d a i p e r t r o f i c h e e f a r l o c c h e , l u n g h i c o l t e l l i a f f i l a t i n e l l e s t a n z e s i n i s t r e d i N e a p o l i , e d u n c a o s p r i m i g e n o d a f a l a n s t e r i o p o l i t i c o - e c o n o m i c o a f a s i c o , o r m a i s f i a c c h i t o e b o l s o .

M a n c a n z a d i p o l s o , n e l P D , v i e p i ù d e l l a s i t u a z i o n e c a t a s t r o f i c a d e l p o s t - b a s s o l i n i s m o ; d o p o a v e r s p e s o t u t t i i n o m i p o s s i b i l i p e r i c a n d i d a t i a l l e p r i m a r i e d i c o a l i z i o n e , d i e s p o n e n t i “ c i v i l i” , q u a l i i l m a g i s t r a t o R a f f a e l e C a n t o n e , l a g i o r n a l i s t a L u c i a A n n u n z i a t a ( e p o i r i t i r a t a ) , d i R o b b e r t o S a v i a n o , e p e r f i n o q u e l l o d e l M a i r e A r a n c i o n è , i l D i v i n o D e M a g i s t r i s ( c h e s i p r e s e n t e r à c o n I D V ) , a i b l o c c h i d i p a r t e n z a p e r i l t r e n i n o d e l l e p r i m a r i e , a l p r i n c i p i o d e l m e s e P i o v o s o e r i v o l u t i o n a i r e , c i n q u e m e s i p r i m a d e l l e e l e z i o n i , s i p r e s e n t a n o i n o r d i n e s p a r s o : N i c o l a O d d a t i , d e t t o E l B a f o , a s s e s s o r e a l l a C u l t u r a n e l l a s q u a d r a d i G a r r u l e t t a I e r v o l i n o , P r e s i d e n t e i n p e c t o r e d e l F o r u m I n t e r n a z i o n a l e d e l l e C u l t u r e ( c a r r o z z o n e v a c u o , c h e i n n o v e a n n i n u l l a h a p r o d o t t o ) , b a s s o l i n i a n o d i l u n g o c o r s o ( t r a n n e u n a b r e v e p a r e n t e s i n e l l e f i l a d i S i n i s t r a D e m o c r a t i c a , a g l i a l b o r i d e l P D ) , s c a r i c a t o n e l l a r i n c o r s a d a l c a r o D o n A n t o n i o , e c h e a f f i l a t i i b a f f e t t i a s p a r v i e r o è p r o n t o a v e n d i c a r s i d e l “ n e m i c o “ C o z z o l i n o ; U m b e r t o R a n i e r i , p u p i l l o d i R e G i o r g i o N a p o l i t a n P o w e r , s c u o l a a m m e n d o l i a n a , t r a i p r i m i d e l l a c l a s s e , e s t r a n e o a l c e r c h i o m a g i c o d i B a s s o l i n d o , p l u r i p a r l a m e n t a r e e r e s p o n s a b i l e p i d i n o p e r i l M e z z o g i o r n o c a t a l e t t i c o d ' I t a l i a ; A n d r e a C o z z o l i n o , i l D e l f i n o i n c o z z a t o n e r o , e u r o p a r l a m e n t a r e a S t r a s b u r g o , i n f o r s e f i n o a l g i r o d i b o a , c a l a t o c o m e u n u n n o c o n t a n t o d i d u r l i n d a n a m a d e i n c h i n a a f a r s t r a l i d e i n e m i c i e n d e m i c i d e l s u o p a t e r p u t a t i v o , n e l s e g n o d e l l ' A n c i e n R é g i m e e s e n z a m a n c o p a s s a r e p e r i l T e r m i d o r o ; P a o l o M a n c u s o , p e r S E L , e x m a g i s t r a t o , e x a s s e s s o r e d e l l a g i u n t a C o f f e r a t i a B o l o g n a , e s t r a n e o a l t e r r i t o r i o e s c o n o s c i u t o i n c i t t à ; e G i n o S o r b i l l o , ' o P i z z a i u o l o , p e r V e r d i e S o c i e t a s C i v i l e , c h e t o l t o i l c a p p e l l o n e d a c h e f , i n d o s s a i g u a n t o n i ( p e r p o c o t e m p o , r i t i r a n d o s i q u a s i s u b i t o d a l l a q u i n t a n a m e d i e v a l e ) d e l l a p o l i t i q u e a l l a p u m m a r o l a .

C i ò c h e s i v e r i f i c h e r à a l l ' i n d o m a n i d e l l ' a p e r t u r a d e l l e u r n e , s e g n a i l D e P r o f u n d i s p e r i l b a s s o l i n i s m o r a m p a n t e e d i n s u o v e n t e n n i o d e m o c r a t i c o , c o n s c e n e t r a t t e d a l l a c o m m e d i a u m a n a , d a l l e t a v o l e d ' u n C a l l o t i n p i e n a f r e n e s i a i s t e r i c a e d a u l t i m o b a l l o d i S f e s s a n i a : i n p r i m i s i n u m e r i ; C o z z o l i n o r i s u l t a i l v i n c i t o r e f o r m a l e , c o n 1 6 m i l a e p a s s a p r e f e r e n z e i n s a c c o c c i a , B e r s a n i s i a f f r e t t a a c o n g r a t u l a r s i , t e l e f o n a d i r i n c o r s a e m a n c o l o f e r m a n o p r i m a d e l l a r o t t a ; V e l t r o n i s i s t u p i s c e : “ Ma i v i s t i t a n t i c i n e s i d e m o c r a t i c i i n f i l a a l l e u r n e” , e v a b b è c h e s i a m c o m u n i s t i , m a q u i s i e s a g e r a ! U r n e a p e r t e , o l t r e 5 0 m i l a v o t a n t i i n f i l a , v o t i c o n t e s t a t i , d a t i o s o t t o b a n c o ( d a i 5 a i 2 0 e u r o a v o t o p r o C o z z o l i n o ) , b r o g l i , s c h e d e g i à v o t a t e , p a s s a g g i d i v o t i c o m e c e r a s e , c h è u n o t i r a l ' a l t r o ( p a r e c h e p e r r a p p e z z a r e l a d e b a c l e d e l p u p i l l o R a n i e r i , s i a c a l a t o i l d i k t a t p e r O d d a t i d i c e d e r e u n c o s p i c u o p a c c h e t t o d e i s u o i v o t i ) , d e n u n c e e d i n c h i e s t e d e l l a P r o c u r a : i l b a r n u m , s i o r i , è a l g r a n c o m p l e t o ! A n d r e a Cozzo-B a s s o l i n o a v e v a s b a r a g l i a t o t u t t i , p o r t a n d o a l l e u r n e c i n e s i , d i s o c c u p a t i , s c i a n c a t i , d e s t r o r s i , t r i c c h e b a l l a c c h e , s c e t a v a j a s s e e p u t i p ù ; m a n c a v a s o l o P u l l e c e n e l l a e l a f e s t a c a r n a s c i a l e s c a e r a s c e v r a d a i m p e r f e z i o n i .

L ' U t o p i a p i d i n a , p e r d i r l a a l l a C i o r a n , “ n o n v a d a n e s s u n a p a r t e” ; e i n f a t t i i l p a r t i t o è s c o s s o , a t t o n i t o e s t r a c q u o . I n u n a p a r o l a : T r e m a n t e , c o m e i l s u o s e g r e t a r i o p r o v i n c i a l e , c h e v i e n e p r o n t a m e n t e r i m o s s o d a B e r s a n i a n d C o m p a n y : n e l g i r o d i t r e a n n i a r r i v a i l s e c o n d o c o m m i s a r i a m e n t o d a R o m a , e d o p o M o r a n d o t o c c a a d A n d r e a O r l a n d o , i l r e s p o n s a b i l e g i u s t i z i a (ne hanno uno??) d e l P D c a p i t o l i n o . C o z z o l i n o u b e r a l l e s , f a u n p a s s o i n d i e t r o , “ p e r i l b e n e d i N a p o l i” , e t o r n a a f a r e i l s u o , d i b e n e , a S t r a s b u r g o . M a è g i à t r o p p o t a r d i , N e a p o l i n o n è p i ù l o r o , d e g l i a c c o l i t i d i D o n A n t o n i o , e l ' o r o d i N a p o l i s a r à d ' u n a l t r o i m p e r a t o r e , c h e i n t a n t o a f f i l a s o r r i s o m a r p i o n e e b a n d a n a a r a n c i o n e p e r l a c a m p a g n a e l e t t o r a l e p i ù s c a s s a t u t t o m a i f a t t a a l l ' o m b r a d e l V e s e v o .

I n t e r l u d i o 2 . L a r i n c o r s a d i G i g g i n o . U n a c a v a l c a t a l e g g e n d a r i a , a l l a z o, s p e r o n i p u n t u t i e p e o n e s n e l l a p o l v e r e , i n i z i a p u r s e m p r e d a u n p i e d e n e l l a s t a f f a : e q u e l l a s t a f f a , i l b u o n G i g g i n o l a v u o l e o f f r i r e a n c o r a a g l i z o m b i e s p i d i n i , a l m e n o c o s ì r a c c o n t a n o l e c r o n a c h e s t o r i c h e ; f i u t a t o i l m o m e n t o , l o z e i t g e i s t r i v o l u z i o n a r i o , d a t e r r e m o t o e p o c a l e , i l N o s t r o s ' o f f r e c o m e m a d o n n a p i e t o s a a s e p p e l l i r e l e s p o g l i e m o r t a l i d e l b a s s o l i n i s m o e n f i a t o e l o r d o , s u i c i d a t o s i i n u n c r e s c e n d o d i v o l u p u t a s m o r t i f e r a , d i c h i p r e f e r i s c e d i s s o l v e r s i n e l l ' o b l i o , p i u t t o s t o c h e n o v e l l a r s i n e l m i d o l l o . D o p o i l d e l i u r u m t r e m e n s d e l l e p r i m a r i e p a r t e n o p e e , l ' A r a n c i o n è p o n e i l s u o a u t a u t : “ o c o n m e , o c o n t r o d i v o i” ; i l 2 8 f e b b r a i o , l a S i r e n a a n c o r a d o l e n t e e s o m m e r s a d i l i q u a m i , D e M a g i s t r i s s g u a i n a i l s u o g l a d i o a r r o v e n t a t o : “ E ' v e n u t a u n a g r a n d e s o l l e c i t a z i o n e a f f i n c h è p o t e s s i r a p p r e s e n t a r e u n a s o r t a d i u s c i t a d ' e m e r g e n z a d e m o c r a t i c a “ ; e r g o , t i r a t e p u r e i l m a n i g l i o n e a n t i p a n i c o , m a g u a i a t o c c a r l a g i a c c h e t t a , c h e n e s s u n o s ' a p p i g l i ! “ M i h a c o n v i n t o l a m o b i l i t a z i o n e s o c i a l e d i q u e s t i g i o r n i , c o n i l m o n d o d e i m o v i m e n t i e c o n t u t t a q u e l l a p a r t e d e i p a r t i t i c h e h a v o g l i a d i c a m b i a r e” (marpione lo è sempre stato) : ma l a s o c i e t à c i v i l e h a s c e l t o i l s u o c a m p e o n , d u n q u e W h y n o t ?

P e r c h è n o n i n v e s t i r e f o r z a e f i d u c i a n e l l ' h o m o n o v u s , i l c a s t i g a t o r e d e l l a m a l v e r s a z i o n e p o l i t i c a , l ' a v v e r s a r i o d e l c o n s o c i a t i v i s m o t r a s v e r s a l e , l ' e u r o p a r l a m e n t a r e e d e x m a g i s t r a t o c h e c i h a “ m e s s o l a f a c c i a “ , c o n t r o i l P o t e r e t e n t a c o l a r e , i n c a r n a n d o D o n C h i s c i o t t e e M a s a n i e l l o , G e n n a r o S e r r a d i C a s s a n o e M i c h e l e ' o P a z z o , s f u m a t u r e s p e c u l a r i e r o b o a n t i d ' u n a p e r s o n a l i t à g u a s c o n a e b e n s f r o n t a t a ? A r r o g a n t e , M i s t e r S c a s s a t u t t o , r a d i c a l e e d i n a m i c o ; i m p o n e u n a “ r i v o l u z i o n e a t t i v a” , l a c r e a e x n o v o , m i r a n d o a l v e l l i c o l o p o p o l a r e , a l l e i s t a n z e a n t a g o n i s t e d e l m o v i m e n t i s m o s o c i a l e , a l v o l o n t a r i a t o i n a s s e t t o d a g u e r r a , m a s t a n d o b e n a t t e n t o a n o n s f i l a c c i a r e i l t r a i t d ' u n i o n c o n b o r g h e s i , i n t e l l e t t u a l i , e t e s s u t o p r o d u t t i v o ; u n a s i n t e s i m i r a b i l e , p i c c o l o c a p o l a v o r o d ' a l c h i m i a b i o c h i m i c a , t r a l ' i n d i g n a z i o n e a p a m p h l e t d i p a r t i g i a n a m e m o r i a , a l l a S t e p h a n e H e s s e l ( I n d i g n a t e v i ! , c a z z o ) , e l a s e m p l i c e i r a f u n e s t a d ' u n a N a p o l i o r m a i s t a n c a d i c o m p r e s s i e d “ a r i a f r i t t a” , v o g l i o s a d i c a p o p o p o l o , m a n o n c a p i b a s t o n e , p e r c h è s a t u r a d i m o d e r a t i s m o r i f o r m i s t a a n n a c q u a t o e d e c l i n a t o a s i n i s t r a , d i c o m m i s s a r i a m e n t i e s t e r n i , d i c e n t r a l i s m o e l o c a l i s m o n o n a l l ' a l t e z z a d e i t e m p i , e d ' u n a c l a s s e d i r i g e n t e , d i g e r e n t e , a s s i s a s u s t r i m i n z i t i r a p p e z z i d i t r a p u n t e a s c a l d a r e i l d e r e t a n o ; i n s o m m a “ g r a n d e è l a c o n f u s i o n e s o t t o i l c i e l o” , p e r d i r l a a l l a M a o , e p e r c h è n o n a p p r o f i t t a r n e ?

A l l e i d i d i m a r z o d e l P D c a m p a n o , i l M u r a t s i p r e s e n t a c o m p i t o , f i e r o e b a t t a g l i e r o : i l b a t t a g e p o l i t i c o - m e d i a t i c o è a f f i d a t o a l F r a t e l l i n o C l a u d i o (Volontario pure allora) , a l l e s u e s e g r e t a r i e a l l a r g a t e , a d u n p u g n o d i g i o v a n i v o l o n t a r i u n i v e r s i t a r i , p e r l o p i ù d e l l e g i o v a n i l i d e l l ' I D V e a p o c h i u o m i n i c h i a v e ; i l p o l i t b u r o è f o r m a t o d a M a r z i a B o n a c c i , s t a f f i s t a c a p o ; A l e s s i o P o s t i g l i o n e , r e s p o n s a b i l e d e l l ' a g e n d a p o l i t i c a ; A l e s s a n d r o N a r d i , v e c c h i o c a p o - s t a f f d i P e c o r a r o S c a n i o , f i r m a t a r i o a d d i r i t t u r a d i u n a p p e l l o i n f a v o r e d i L e t t i e r i - S i n d a c o , e S e r g i o B a r c a ( a r e a V e r d i ) , t e n g o n o l e r e d i n i d e l l a l i s t a c i v i c a “ N a p o l i è T u a” , i l p a r a v e n t o c i t t a d i n o , c o m p o s t o d a n o m i n o t i e m e n o n o t i d e l l a c l a s s e m e d i a p a r t e n o p e a : u n n u g o l o d i p r o f e s s i o n i s t i , m e d i o - p i c c o l i i m p r e n d i t o r i , p r o f e s s o r i u n i v e r s i t a r i ; i n s o m m a l ' i n t e l l i g h e n z i a b o r g h e s e o r f a n a d e l l a s u a c l a s s e d i r i g e n t e d i r i f e r i m e n t o , o m e g l i o q u e l c h e n e r i m a n e d o p o u n v e n t e n n i o d i c a n n i b a l i s m o d e m o c r a t i c o a t t u a t o c o n d e t e r m i n a z i o n e e f e r m e z z a i n c i t t à . A l c i n e m a M o d e r n i s s i m o , q u e l d ì g i a c o b i n o d e l 5 m a r z o , l a s o c i e t à c i v i l e r i s p o n d e a l l ' a p p e l l o , c a p i t a n a t a d a l c o r i a c e o a v v o c a t o e d i l l u m i n i s t a G e r a r d o M a r o t t a , i l p a t r o n d e l l ' I s t i t u t o d e g l i S t u d i F i l o s o f i c i , i n S e r r a d i C a s s a n o a M o n t e d i d i o . E s p o n e n t e l i b e r a l e e r i f o r m i s t a , f i g l i o e d e r e d e d e i “ r a g a z z i d i M o n t e d i d i o”, d e g l i a n n i d ' o r o ( i C i n q u a n t a p a r t e n o p e i ) , d e l l a s c u o l a e u r o p e i s t a c h e u n i s c e N a p o l i e l ' u n i v e r s o m o n d o . M a r o t t a a p r e s e n z a e s i t a z i o n i u n a l i n e a d i c r e d i t o c o n i l f u t u r o M u r a t : “ L u i g i è l ' u l t i m a s p e r a n z a p e r q u e s t a c i t t à” ; m a s s i m a e l o q u e n z a i n m i n i m o i n g o m b r o . L a R i v o l u z i o n e a N a p o l i : f a t t a d a p o c h i , e p e r u n ' e l i t e , d i s c o n o s c i u t a d a l p o p o l o . Q u a n d o n o n r e p r e s s a i n f e r o c i a , b r u m a s a n g u i g n a , e d u r l a b e l u i n e d i m a r t i r i s c a n n a t i . C o m e f i n i r à , n e l 2 0 1 1 ?

sabato 7 gennaio 2012

Munnezza' s History Channel ovvero, Giggino e la Telenovelas Infinida













“Un uomo gradatamente si identifica con la forma del proprio destino; un uomo è, a lungo andare, le proprie circostanze”. (Jorge Luis Borges).

“La questione dei rifiuti in Campania è un concentrato di tutte le crisi del nostro Paese: crisi culturale, politica, amministrativa, economica, occupazionale, ambientale, urbana, sanitaria, securitaria. Insomma, una bancarotta della democrazia”. (Guido Viale, dal Manifesto del maggio 2007)

“Ogni limite ha una pazienza” (Antonio De Curtis, in arte Totò).


“Mi sarei aspettato più chiarezza sulla sostituzione di Raphael Rossi alla direzione dell'Asìa”. Roberto Saviano è perentorio, e a sinistra-sinistra, le supporters ed i fans di Giggino intonano fiero il canto, i peana degli arancioni per il Maire Nostrum impantanato son mordace canto; ed è turbinio e tempesta, i marosi schiumano, fischiano bordate dal loggione, le colonne del Fatto Quotidiano non fanno sconti al Murat (“Il caso Rossi “scassa” de Magistris”); e ancora, lo scrittore, “Robberto”: “Sulla questione rifiuti a Napoli non ci si può permettere zone d'ombra”. Dio non voglia che Gomorra risplenda anche in quel di Palazzo! Nulla quaestio, la contesa è mediatica, il rovello è da sciogliersi; ben venga conferenza, sentito? Sì, stampa! Rossi, Murat, Sodano, Del Giudice: tutti schierati, che parta la quintana. Monologo asfittico, sul piano sostanziale: nessuno capisce, invero. Perchè il Signor Rossi s'accomoda alla porta? Colpa del porta-a-porta? Della monnezza, proditoria al guado delle vie? Malacreanza, maldicenza, malagestione? No? Allora, di grazia, è un bel pastiche: Sindaco, arde il ciocco, il focolare è atto, s'accominci il conto, seppur monnezzorio.
E cunto de li cunti fu.


Nelle precedenti puntate. Anni '90 al Comune di Napoli, l'Assessore Antonio Cigliano, della social corrente Di Donato, assicurava soddisfatto, panzone e tronfio, che “Tra un mese e mezzo la città sarà tra le più pulite d'Europa”: era stato appena privatizzato il servizio di nettezza urbana della bella metropoli addormentata. E dando una scorsa alle emeroteche internettiane d'allora si scorgon titula similari al pieno massmediologico emergenziale dei recenti trascorsi: “Guerra della Monnezza”, “Napoli soffoca”'; l'affaire munnezza che semina vento e raccoglie flatulenze acherontee, come mota ferale a sobbollire; camorra nel business dello smaltimento, ostacoli diuturni per costringere l'Amministrazione ad appaltare ai privati, mezzi di raccolta sistematicamente sabotati, appicciati et similia. Poi arriva l'astro comunista a San James Palace: Don Antonio 'O Cacaglio, il Vicerè Bassolino; a fine anni '90 crea la famigerata ASIA, l'azienda “sevizie” ambientali imbastendo un barnum di 1300 L.S.U. (sotto lsd?), più 600 dipendenti delle ditte private, 500 comunali e qualche neoassunto lottizzato e contento. L' ammuina può accuminciare. Un capitale umano da manuale Cencelli misto ad un lombrosario criminogeno, sovente alcuni dei neo dipendenti avevano in corso contenziosi con la Justice (un dipendente risultò ospitare diuturnamente il fratello del boss Ciro Sarno di Ponticelli).

Sul piano regionale, dal '94 inizia il valzer dei “Commissari Straordinari ai Rifiuti” per la Campania Infelix; la regione diventa 'A Biutiful Cauntry dei documentari ambientali e giornalistici, terra d'un safari continuo da parte di scandalizzati ed attoniti osservatori euro-scettici. Rastrelli, allora in capo alla filiera straordinaria, elabora un piano per selezionare la munnezza attraverso l'uso di C.D.R. (poi Stir, gli impianti di raccolta che arriveranno ad ammucchiare fino 2,5 milioni di tonnellate annue), inceneritori (la cui costruzione nel 2000 è affidata al gruppo Impregilo) e nuove discariche dove buttare i rifiuti non tritovagliati: un piano strutturale da circa 600 milioni di euro. Ci vorranno quasi dieci anni per addivenire al funzionamento di una sola linea d'impianto inceneritorio (era il marzo 2009, quando il Nanoleone brianzolo inaugurava il moloch termodinamico in quel d'Acerra). Nel 2000 tocca a Don Antonio 'O Cacaglio cumulare anche la carica di Commissario, ma niente da fare, la filiera non decolla, le ecoballe incominciano a crescere (toccano i 6 milioni), l'umido è troppo alto, e nulla si brucia. Al massimo bruciacchia. E poi che “Rompiballe”, parte l'inchiesta della Procura partenopea, 25 persone tra funzionari e dipendenti di aziende collegate con lo smaltimento della munnezza arrestati, Bassolindo pure imputato e rinviato a giudizio (procedimento pendente in primo grado, al Tribunale napoletano).

Anno 2008, inizia il gennaio nero dell' “emergenza totale”: pare d'esser decenni addietro, quando a Neapoli il vibrione colerico s'affacciò gaudente e luceferino: barricate, panico, incendi di rifiuti al sole cremisi dell'anno novello. Le discariche sono al collasso, viene aperta quella di Contrada Pisani a Pianura, si scatena l'inferno nel quartiere, le vie periferiche e cittadine sono un letamaio solido e maleodorante: il barnum diventa grand guignol. Cambiano i commissari (Ferrigno, Pansa, Cimmino, De Gennaro), cala l'esercito con pale, mezzi e spirito santo: ed è subito sera, olezzo e putridume. Altre discariche, vai col tango di Chiaiano (recentemente grazie al movimentismo dei comitati civici, con proteste organizzate e strutturate, la cava ha chiuso i battenti), dove sterrati e cave tufacee t'inghiottono tra vigne e castagni, arrivano altre discariche( Terzigno), Berluscaz, Bertolaso (con relativo avviso di garanzia dalla Procura) e l'inaugurazione di Acerra (una terra già avvelenata per decenni dalle misture amiantifere della Montefibre, gruppo Montedison): il Tappo di Cerone è stirato, sorriso al curaro e trionfalistico (a tutt'oggi l'inceneritore d'Acerra pare che abbia raggiunto il limite previsto di conferimenti annui, intormo alle 600mila tonnellate). E intanto per le vie son tornati i monatti, migliaia di addetti con mascherine e cappucci spargono calce bianchiccia sulla monnezza estatica e ribollente, la magistratura chiude i C.D.R. per malagestione, l'afa sale in volute fetide al cielo del Vesevo. “Tombola!” pensò Garruletta Iervolino, “ 'o termovalizzatore 'ncoppa 'o vulcano”, idea geniale: con una delibera di fine giugno 2008, il Comune indicò Agnano come sito atto ad un inceneritore cittadino; mica male costruirlo su di una zona vulcanica, no? (i Campi Flegrei “flogisticamente” sono optima sede) E difatti niente se ne fece (Garruletta mefistofelicamente contra Bertolasum??). E per sensibilizzare la raccolta differenziata (inchiodata allora sotto il 15 %), cosa c'è di meglio d'una falange di psicologi Freud in resta? Armata di metodo induttivo e comportamentale, la “Federazione psicologi per i popoli”, rappresentante associazioni di volontariato e sostegno psicologico (operante nel centro-nord Italia) fu ingaggiata dal Bertolasum per ricalcare lo slancio dell'operazione “angeli del fango” per l'alluvione monstrum di Firenze del '66: nisba, nada, non se ne fece nulla (e meno male, perchè la monnezza pare ancora non classificabile come evento catastrofico di natura divina). Gli angeli dei rifiuti rinfodereranno le alucce ed i loro bignamini psico-semantici sì tranchant e mestamente spariranno dalla scena mediatica.

Napoli soffoca: nella Sirena si raccoglie il 60% della popolazione campana (circa 3 milioni d'individui contando la provincia), si produce ben oltre il 50% dei rifiuti complessivi, occupando per concentrazione antropica, l'8 % del territorio regionale: le discariche lampo di Ferrandelle, Sant'Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino non bastano di certo a gestire un bolo lavico di simili proporzioni; il vulnus dell' intero sistema resta la bassissima percentuale di raccolta differenziata. Le lobbies inceneritoristiche spingono violentemente per la costruzione di nuovi impianti, sfruttando incentivazioni e tassazione semi-occulta (il famigerato “Cip6”, garantito anche ai gruppi industriali che hanno impianti energetici autorizzati, seppure non realizzati): l'impianto di Acerra pare destinato ad aver fratellini minori (un Hermano Menor non si nega a nessuno).
La differenziata, già ai tempi di Garruletta Iervolino, era stimata intorno al 40%, con punte di massimo intorno al 55%-60%; nulla di tutto ciò s'è avverato (per situazioni contingenti e di crisi politico-imprenditoriale); con l'avvento del Sol Invictus Arancionè, siamo (a dicembre 2011) intorno al 22% di raccolta su base metropolitana, con punte viepiù incidenti (come a Scampia, dove si veleggia intorno al 65 %, e punti critici come Chiaia-Posillipo con percentuali più basse). “Con noi s'apre un nuovo ciclo politico”, aveva detto Giggino Murat all'alba del suo insediamento in cabina di regia: speriamo che abbasti per fare la differenzia(ta).


Puntate in palinsesto. "La situazione è ancora critica". E' l'incipit del cunto de li cunti de la munnezza neapolitana, il vice Murat (l'ufficiale), Tommasino Sodano, nella seduta plenaria del 2 agosto 2011 non fa sconti a nessuno. Il De Magistris Equitum Imperii scantona bizzoso tra cumuli di rifiuti come scrofole purulenti; sfodera durlindana sfolgorante, fronte imperlata, ricciolo ribelle, e fende l'aere solforoso: “A' la guerre comme a' la guerre”, son più di 1500 le tonnellate di solidi in strada, la differenziata è al 16 % su scala metropolitana, l'agostano tanfo è surriscaldato dalla fermentazione dell'umido (oltre il 40% della massa totale di monnezza) e non vi sono impianti di compostaggio a pieno regime in Campania Infelix (se si eccettua un sito in provincia di Salerno ed uno presso Teora, Avellino). Giggino impugna inchiostro e penna imperiàl, verga ordinanze come fosser autografi, ASIA raccoglie sacchetti h24, multe salate (500 euro ad infrazione) ed autodafè in pubblica via per chi deposita fuori orario e tempo maximo; il tempo dell'emerghenzia è agli sgoccioli: incontra Tappo di Cerone e la sua tribù in quel di Roma, la Prestigiacomo blonde e seraphique, cercando lo sblocco di fondi strutturali ed aiuti concreti; un girovagar sommesso d'intenti e progettualità, aprendo siti di trasferenza all'impronta (via Brin e via Brecce), sparando cifre a mitraglia sulla differenziata (70% entro fine anno, 500mila abitanti raggiunti, 15 isole ecologiche a galleggiar placide in Neapoli), sui fondi da impiegare, sull'Asia da ricapitalizzare (43 milioni da impiegare), sulle navi da caricare (la prima portacontainers olandese era attesa per settembre), e sull'Urbe da rivoltare come pedalino profumoso, pregno et olezzoso di discarica.
Ma facciamo ordine nel caos primigenio e disomogeneo.

"Isole Play-Mobil". Il Murat e la sua fidel Giunta color camilla avevano previsto ben 15 isole ecologiche mobili ultramoderne, con chip elettronico per il conferimento dei multi-materiali: dall'umido alla plastica, vetro, indifferenziato ecc ecc., insomma un vorticare di camion a scarrellare per Napoli con tanto di contenitori ondivaghi e baldanzosi. Il trionfo delle massaie ipertecnologiche, che avrebbero conferito monnezza con wireless, pc e porta d'archiviazione di massa mefitica: ebbene, pare che al momento ce ne siano solo 5 (almeno a consultar il sito del Comune), itineranti e felici come un carrozzone circense per 14 punti cittadini, ma di chip (e ciop) nessuna notizia; la qual cosa è molto “cheap” invero (forse che abbasti una chiavetta usb muy personal da portar seco??): effetto spot mediaticamente interessante, ma nei fatti alquanto inefficace. Dopo i fratelli Bennato al Plebiscito, la canzone di riferimento è “L'Isola che non c'è”: da rivedere il tutto, ma dai Giggino, “Non farti cadere le braccia”.

Af-fondi Comunitari. “Si è arrivati a un punto in cui ci vorranno almeno 20 anni per smaltire i rifiuti ammassati in Campania. È spaventoso”. Questa la stoccata, senza stoccaggio, del commissario UE all'Ambiente, Janez Potocnik: sono ben 145 milioni di euro in palio, la fetta più grande e sostanziosa dei finanziamenti comunitari in arrivo (sempre che il piano della Regione soddisfi i requisiti europei richiesti); attualmente tali fondi sono congelati, in attesa di "sblocco". E chi ne richiese il blocco, all'incirca un annetto fa? E su, indovinate! Qualche indizio: è guascone, smargiasso, populista e imbandanato ; e già, perchè ad inizio 2011 il gruppo parlamentare Alde (sinistra indipendente) presenta una risoluzione molto netta a proposito di rifiuti. Dando una scorsa al documento si legge: “Il Parlamento europeo chiede alla Commissione di prolungare sine die la sospensione dei fondi Ue stanziati per i progetti nel settore dei rifiuti della regione e mantenerli congelati fino a quando non sarà pronto un piano per la gestione dei rifiuti stessi verificabile e concordato da tutte le parti interessate”. Primo firmatario Giggino Murat, in qualità di europdeputato Idv, lo stesso che da Scassatutto in pectore chiederà l'immediato sblocco degli stessi per favorire il piano di smaltimento basato su differenziata spinta ed inceneritori (non in quel di Napoli, ca va sans dire). A Sant James Palace hanno richiesto di poter accreditarsi come soggetto intermedio, "per ottenere lo stralcio della quota parte già destinata al Comune di Napoli". A questi milioni s'aggiungono ulteriori 150 milioni di fondi FAS, destinati alle aree carenti sul piano strutturale, caratterizzate da un sottosviluppo urbano endemico, e che non possono essere attualmente impiegati perchè la Regione ha raggiunto il tetto del Patto di Stabilità. Ergo, Giggino s' è attivato per poter richiedere uno stanziamento diretto di tali risorse, bypassando in toto il Fantasma Caldorino: corsi e ricorsi (all'UE) storici. Staremo a vedere.

“Navi da Stir”. “Arriveno 'e bastimente” , diuturno refrain, le navi dei Tulipani olandesi sono in viaggio da circa 6 mesi, a giudicare l'andazzo contrattualistico- amministrativo: annunciate e rimandate per un arco temporale infinito, il famigerato “cronoprogramma” per sector del Murat, ha subito ampli rallentamenti, senza rallegramenti; sol baruffe similar chiozzotte. Attualmente la nave “Nordsten” (la nave da carico secco è lunga 88 metri, larga 13, con una stazza di 3700 tonnellate) è in dirittura d'arrivo, ad ore attraccherà all'ombra dello Sterminator; è cosa fatta. La monnezza (circa 3000 tonnellate delle oltre100mila che ristagnano eco-imballate negli Stir) s'imbarcheranno su “un cargo battente bandiera liberiana” (a rimembrar Verdone) partito da Rotterdam la scorsa settimana, il cui vessillo svettante è di natura paradisiaca e fiscale. Giunta e tricoteuses carota accoglieranno commossi e festanti il boattone arancionè che reca il bandierone di lontani atolli caraibici, quali Antigua e Barbuda, inserite dall'OCSE nella specifica lista noir dei paesei off shore, e già all'attenzione mediatica per vicende legate alla gestione berlusconiana dei crediti internazionali vantati da Italialand verso i paesi creditori. Il Nanoleone arcoriano è sempre stato sensibile al fascino dei Caraibi (vi possiede numerose proprietà), in effetti. Un plauso al Comandante in pectore, il Murat c'ha messo del crono in più, ma il programma lo porta avanti di spadino, stola e feluca calata: alcuni rovelli però s'attorcigliano, nevvero. Perchè nessun mai ha pubblicato i dettagli relativi ai contratti tra la società mista Sapna-Asìa e l'olandese Awr che gestisce trasporto ed incenerimento del materiale a Rotterdam? Lo stesso ex presidente AsSIA, Raphael Rossi, si schernì, preferendo scantonare alla domanda diretta: i dettagli non son comunicati, ed i rovelli non soluti; e tanti saluti alla trasparenza comunicativa, alle istituzioni al servizio della cittadinanza.

Conflitto Comune-Regione. L'assessore alla sanità della Regione, Giovanni Romano, ha manifestato dubbi pregressi sulla trattativa Comune-Estero, accapigliandosi a distanza con il Vice-Murat Sodano: per la Regione, il trasferimento extra-confine sarebbe “pura operazione mediatica”, e non sussisterebbe per la frazione secca dei rifiuti, che Acerra riuscirebbe ad incenerire senza colpo ferire, e fino al completamento della quota annuale massima di 600mila tonnellate (con una produzione di energia elettrica per 550 milioni di Kw): dunque il trasferimento della sola frazione secca (quella che in Olanda vogliono) costerebbe di più per Romano, dato che l'impianto d' Acerra è in grado di assolvere il compito in toto. Il problema resterebbe la frazione umida, cavallo di Frisia su cui si rischia d'infrangere il ciclo integrato dei rifiuti, vero anello rugginoso della catena, dato che è l'umido a dovere stazionare nelle discariche (che sono sempre di meno nella Regione); inoltre, qualora il Consigliodi Stato bloccasse i trasferimenti di questa quota parte di monnezza in altre Regioni (soprattutto Liguria, Toscana ed Emilia, per quantitativi non superiori alle 30mila tonnellate), ci sarebbe un'escalation di ristagni malmostosi che porterebbe ad un nuovo crash nella filiera dell'eterna telenovela- rifiuti. Non sapendo dove ficcare l'umido, si finirebbe per intasare gli Stir, bloccandone il funzionamento: la parte secca non la si selezionerebbe più, ed Acerra rimarrebbe all'asciutto. Secca (e non umida) la risposta del sinistrorso Sodano: per l'assessore comunale il costo di Acerra “è stato semplicemente caricato sui fondi Fas, quindi di fatto viene pagato con fondi regionali che sono poi sottratti alle amministrazioni campane in termini di minori trasferimenti”: l'inceneritore è uno degli ultimi impianti a sfruttare il famigerato Cip6, pagato pertanto dalla cittadinanza italiota attraverso la bolletta dell'Enel.
Il Vicesindaco contrasta il collega regionale, i termini del “conflitto” istituzionale sono viepiù ampli: “Se ad oggi sono state approvate le notifiche del solo rifiuto secco è perchè, dopo oltre due mesi, dalla Regione non hanno ancora autorizzato la lavorazione del rifiuto “tal quale” negli impianti stir, necessaria all'invio dello stesso rifiuto “tal quale” in Olanda”. Gli Arancioni sono compatti anche sul fronte inceneritore; non corrisponderebbe al vero che ad Acerra sia smaltibili tutto il “secco” prodotto in Campania, abbisognandosi comunque di trasferimenti fuori Regione:
“Un documento dell'Area generale di coordinamento programmazione e gestione rifiuti della Regione Campania del 16/11/2011, infatti, precisa che "tale quantitativo, (600 mila tonnellate) è inferiore al quantitativo totale annuo prodotto in Regione, tanto che in diverse sedi questa amministrazione ha rappresentato alle Amministrazioni provinciali ed alle rispettive Società la necessità di reperire soluzioni alternative per garantire lo smaltimento giornaliero della frazione secca tritovagliata prodotta in esubero”. Al momento la querelle rimane aperta, come contesa medievale.

Termovalorizzami questo! Giggineggia, il Murat; sotto la sua egida niuno inceneritor: nei giorni sgocciolanti prevacanzieri del dicembre 2011, la Giunta cocozza ha dato scacco alla Regione (e per dindi, anche alla Provincia), emanando una delibera che blinda Napoli Est nonostante la riapertura della gara per l'aggiudicazione dell'appalto per la costruzione dell'impianto; il 3 dicembre la gara andò deserta, il 29 il Comune murattiano presentò la delibera. Mossa strategica, valida sul piano metropolitano, non su quello provinciale (non di competenza); potremmo ritrovarci un inceneritore in quel di Giugliano, del resto il piano integrato della rutilante “Munnezza History X” ne prevede di sicuro la costruzione. Sodano sottolinea l'andazzo: “Questo atto è stato stilato in conformità alla delibera approvata il 16 giungo scorso, nella quale si stabiliva di dover compiere ogni azione tesa alla individuazione di una soluzione che escludesse la realizzazione dell'inceneritore a Napoli Est in quanto ritenuto non necessario. Con questo atto inoltre si apre la strada per la realizzazione in città di un impianto per il trattamento della frazione umida” . Al momento non vi sono risorse atte alla costruzione di un sito di compostaggio, that's true; è l'amara verità. E però...la vicenda assume i contorni della beffa se ci si mette anche l'altro dioscuro meneghino della revolution arancionè, il Sindaco Pisapia: l'unica azienda interessata all'appalto è la medesima dell'impianto di Acerra, ovvero l'A2A, controllata per il 27,5 % ciascuno dal tandem comunale di Brescia e Milano; altra curiosità, l'A2A ha in gestione anche l'impiantistica da Stir di Caivano, da cui partirà la munnezza secca da spargere nei cieli olandesi (per 130 euro alla tonnellata). “Le vie del Signore sono infinite”, quelle del Murat passano per incroci curiosi del destino: ma Acerra bruciacchia le balle a meno “sacchi” (come dice la Regione)? Ai posteri deleghiam sentenza.

L'ASIA alla deriva continentale. “E' tutto oro percolato”: la monnezza neapolitana equivale ad aurea materia, per certi versi. Facendo due conti, emergenza o non emergenza, il lavoro dell'ASIA è costato ai patenopei oltre 100 milioni di euro negli ultimi sette anni. L’azienda del Comune genera proventi dalla raccolta differenziata (che dovrebbe essere il suo "core business") per soli 4 milioni di euro, poco meno del 3% dei quattrini incassati ogni anno, un vero paiolo bucato. Murat affronta il problema, parlando subito di "ricapitolarizzazione ASIA". All'atto dell'insediamento, "abbiamo trovato un'azienda con 2.300 dipendenti, la maggior parte dei quali ultrasessantenni, ce ne sono 150 con ridotte capacità lavorative, il 60% delle vetture sono negli autoparchi per mancanza di manutenzione, insomma un mezzo disastro", ammoniva Tommasino Sodano. Per tale motivo si è pensato immantinente di attivare i canali finanziari con le banche, che però stringono il cordone quando si tratta del Comune; San Giacomo è un cattivo pagatore, nessun vuol rischiare le cococzze proprie (il comune rimette i crediti ai suoi creditori dopo circa 3 anni, in media): i 43 milioni di euro sono stati deliberati, ma per ora su vile carta (pare che a giorni, ore, momenti e nanosecondi se ne saprà di più); in più viene avanzata proposta all' INPS per procedere al pensionamento dei dipendenti che abbiano raggiunto i limiti d'età, ed alla contemporanea assunzione di nuove leve per rinverdire il capitale umano della disastrata azienda municipalizzata (un'"operazione svecchiamento" da 195 milioni di euro). “Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia...”

Il Signor Rossi fa la differenzia(ta). Giggino azzera i vertici dell'azienda, arriva Raphael Rossi, il sabaudo paladino della correttezza anti-sprechi, l'homo novus al momento giusto, l'integerrimo defenestrato dalla municipalizzata di Torino per non aver intascato tangente, avallando acquisti di macchinari sovrafatturati ed assolutamente inutili: la Rivoluzione non è un pranzo di gala, quindi armiamoci e partiamo, Rossi è l'uomo che fa per noi, porta la differenziata dal 16 % al 22%, è affabile, lavora con la cittadinaza attiva, crea eventi mediatici di pregevole fattura, come le “Quattro Giornate di Napoli per la Raccolta Differenziata”; insomma si dà da fare. E poi, che fu?
Il manager riduce gli sprechi; riduce la busta paga degli organici dirigenziali (scontentando tutti), legando l'aumento di fascia economica a scatti di premialità e merito; riduce la filiera della procedura per le forniture; riduce le assunzioni ultronee, ribadendo un fermo “NO” alla richiesta dei partiti del Consiglio Comunale (approvata all'unanimità) di assumere senza concorso e senza necessità, 23 persone (età media 53 anni), ex stipendiati del “Consorzio di bacino Napoli 5”, mai costituito, se non su carta). Sforbicia con zelo gianduiotto, il nostro Rossi, e dove può fa un eccellente lavoro a detta dello stesso Murat (che lo elogia), eppure non abbasta: Giggino imperat, Rossi è defenestrato.
La conferenza stampa del 2 gennaio 2012 è un trionfo gaddiano di smozzicate frasi da pasticciaccio brutto, un'accozzaglia avvilente di borborigmi dirigisti da politicante alla prima lezione in boiserie da Frattocchie cremisi; un gorgogliare altalenante che nulla spiega e nulla aggrega: Rossi è bravo, però lo sposto; Rossi ha fatto bene, ma può esser più utile altrove; Rossi è qui di passaggio, no anzi lo inserisco nel progettino nacional; fumisterie da chi è alle strette, corda ben stretta e pronto al tracollo: difatti l'Astro Nascente Inarrestabile non convince nessuno. Al termine della conference scantona, scalcia e va via: solo le domande d'una imperterrita cittadina lo inchiodano alla sua nebulosa chiarificazione, e torna sui suoi passi, rinfoderando l'ego: “Qua si lavora, voi siete abituati al passato”. E passati i Rossi, ecco gli Arancioni: pragmatismo apicale in salsa partecipativa annacquata, alla faccia della Rivoluzione.


Nelle prossime puntate. “Non esiste nessuna zona d'ombra”, si rizela Giggino, raggelando “Robberto” Saviano; si sposta in seconda linea Rossi (andrà probabilmente all'Elpis s.r.l., la concessionaria per l'attacchinaggio dei manifesti e cartellonistica del Comune), s'avanza a presidente ASIA Raffaele Del Giudice (valido elemento, già consigliere dell' azienda ed ex direttore di Legambiente Campania), s'avanza tronfio su lastroni sottili come brina invernale: presto il gran rimpasto, valzer di deleghe e scambio d'assessori, ne vedremo delle belle, a poco meno di sette mesi dalla conquista del Regno; show must go on. Del resto si spostano uomini, anche simbolicamente efficaci ed efficienti, come fossero pedine per una dama personalisticamente apicale, giocata su tavoli pubblico-istituzionali, senza aprire alcun dibattito partecipativo, o comunque chiarificatorio: la squadra del Sindaco è scelta in parte intuitu personae, ma una volta che le scelte siano rese di dominio pubblico, non possono proditoriamente essere mutate senza delucidazioni di sorta. Una squadra si compone di ruoli ben precisi, e basterebbe chiedere al patron azzurro, l'amicone De Laurentiis, se lo scambio di ruoli sia davvero efficace; proviamo a spostare il portiere, invertendolo con l'attaccante, e stiamo a vedere di nascosto l'effetto che fa. La restaurazione dopo la revolution; almeno di vecchi metodi, in nome di un dirigismo parossistico, con confessioni e sconfessioni in presa diretta, con Rossi che urbi et orbi ribadisce di non aver compreso il siluramento, fermamente convinto del suo operato, dei suoi “No” agli sprechi ed alla spartizione partitocratica di posti e prebende, e Giggino Murat che s'affanna a ribadir concettto, che Rossi è bravo, continuerà rivoluzione, e la mancata assunzione dei 23 stipendiati del Consorzio di Bacino nulla c'entra in merito. A chi credere? Cui Prodest?
Una bella pagina per il nostro Murat, e amara alquanto.
Perchè è inutile trincerarsi nel falansterio arancione, quando le fumisterie scassatutto rischiano di scoperchiar vaso di Pandora: l'umiltà, più che la tracotanza, riveste l'aurea sciassa del buon amministratore. La Nazione (forse) può attendere.