<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193</id><updated>2012-01-07T11:32:43.186-08:00</updated><title type='text'>Aporie Napoletane</title><subtitle type='html'>"L'aporia dei greci è il dubbio irrisolvibile, il rovello delle meningi, quel rompicapo astruso della ragione: e Napoli è la Regina sullo scacchiere, la pedina e la preda più ambita".</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1184</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-3377312989475504912</id><published>2012-01-07T11:28:00.000-08:00</published><updated>2012-01-07T11:32:43.200-08:00</updated><title type='text'>Munnezza' s History Channel ovvero, Giggino e la Telenovelas Infinida</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bx97_qUjd9U/Twidy1x39uI/AAAAAAAABEU/nhJHCzqDasM/s1600/3__0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 194px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-bx97_qUjd9U/Twidy1x39uI/AAAAAAAABEU/nhJHCzqDasM/s400/3__0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694975225565279970" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Un uomo gradatamente si identifica con la forma del proprio destino; un uomo è, a lungo andare, le proprie circostanze”. (Jorge Luis Borges).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La questione dei rifiuti in Campania è un concentrato di tutte le crisi del nostro Paese: crisi culturale, politica, amministrativa, economica, occupazionale, ambientale, urbana, sanitaria, securitaria. Insomma, una bancarotta della democrazia”. (Guido Viale, dal Manifesto del maggio 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ogni limite ha una pazienza”  (Antonio De Curtis, in arte Totò).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Mi sarei aspettato più chiarezza sulla sostituzione di Raphael Rossi alla direzione dell'Asìa”. Roberto Saviano è perentorio, e a sinistra-sinistra, le supporters ed i fans di Giggino intonano fiero il canto, i peana degli arancioni per il Maire Nostrum impantanato son mordace canto; ed è turbinio e tempesta, i marosi schiumano, fischiano bordate dal loggione, le colonne del Fatto Quotidiano non fanno sconti al Murat (“Il caso Rossi “scassa” de Magistris”); e ancora, lo scrittore, “Robberto”: “Sulla questione rifiuti a Napoli non ci si può permettere zone d'ombra”.  Dio non voglia che Gomorra risplenda anche in quel di Palazzo! Nulla quaestio, la contesa è mediatica, il rovello è da sciogliersi; ben venga conferenza, sentito? Sì, stampa! Rossi, Murat, Sodano, Del Giudice: tutti schierati, che parta la quintana. Monologo asfittico, sul piano sostanziale: nessuno capisce, invero. Perchè il Signor Rossi s'accomoda alla porta? Colpa del porta-a-porta? Della monnezza, proditoria al guado delle vie? Malacreanza, maldicenza, malagestione? No? Allora, di grazia, è un bel pastiche: Sindaco, arde il ciocco, il focolare è atto, s'accominci il conto, seppur monnezzorio.&lt;br /&gt;E cunto de li cunti fu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nelle precedenti puntate. Anni '90 al Comune di Napoli, l'Assessore Antonio Cigliano, della social corrente Di Donato, assicurava soddisfatto, panzone e tronfio, che “Tra un mese e mezzo la città sarà tra le più pulite d'Europa”: era stato appena privatizzato il servizio di nettezza urbana della bella metropoli addormentata. E dando una scorsa alle emeroteche internettiane d'allora si scorgon titula similari al pieno massmediologico emergenziale dei recenti trascorsi: “Guerra della Monnezza”, “Napoli soffoca”'; l'affaire munnezza che semina vento e raccoglie flatulenze acherontee, come mota ferale a sobbollire; camorra nel business dello smaltimento, ostacoli diuturni per costringere l'Amministrazione ad appaltare ai privati, mezzi di raccolta sistematicamente sabotati, appicciati et similia. Poi arriva l'astro comunista a San James Palace: Don Antonio 'O Cacaglio, il Vicerè Bassolino; a fine anni '90 crea la famigerata ASIA, l'azienda “sevizie” ambientali imbastendo un barnum di 1300 L.S.U. (sotto lsd?), più 600 dipendenti delle ditte private, 500 comunali e qualche neoassunto lottizzato e contento. L' ammuina può accuminciare.  Un capitale umano da manuale Cencelli misto ad un lombrosario criminogeno, sovente alcuni dei neo dipendenti avevano in corso contenziosi con la Justice (un dipendente risultò ospitare diuturnamente il fratello del boss Ciro Sarno di Ponticelli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul piano regionale, dal '94 inizia il valzer dei “Commissari Straordinari ai Rifiuti” per la Campania Infelix; la regione diventa 'A Biutiful Cauntry dei documentari ambientali e giornalistici, terra d'un safari continuo da parte di scandalizzati ed attoniti osservatori euro-scettici. Rastrelli, allora in capo alla filiera straordinaria, elabora un piano per selezionare la munnezza attraverso l'uso di C.D.R. (poi Stir, gli impianti di raccolta che arriveranno ad ammucchiare fino 2,5 milioni di tonnellate annue), inceneritori (la cui costruzione nel 2000 è affidata al gruppo Impregilo) e nuove discariche dove buttare i rifiuti non tritovagliati: un piano strutturale da circa 600 milioni di euro. Ci vorranno quasi dieci anni per addivenire al funzionamento di una sola linea d'impianto inceneritorio (era il marzo 2009,  quando il Nanoleone brianzolo inaugurava il moloch termodinamico in quel d'Acerra). Nel 2000 tocca a Don Antonio  'O Cacaglio cumulare anche la carica di Commissario, ma niente da fare, la filiera non decolla, le ecoballe incominciano a crescere (toccano i 6 milioni), l'umido  è troppo alto, e nulla si brucia. Al massimo bruciacchia. E poi che “Rompiballe”, parte l'inchiesta della Procura partenopea, 25 persone tra funzionari e dipendenti di aziende collegate con lo smaltimento della munnezza arrestati, Bassolindo pure imputato e rinviato a giudizio (procedimento pendente in primo grado, al Tribunale napoletano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anno 2008, inizia il gennaio nero dell' “emergenza totale”: pare d'esser decenni addietro, quando a Neapoli il vibrione colerico s'affacciò gaudente e luceferino: barricate, panico, incendi di rifiuti al sole cremisi dell'anno novello. Le discariche sono al collasso, viene aperta quella di Contrada Pisani a Pianura, si scatena l'inferno nel quartiere, le vie periferiche e cittadine sono un letamaio solido e maleodorante: il barnum diventa grand guignol. Cambiano i commissari (Ferrigno, Pansa, Cimmino, De Gennaro), cala l'esercito con pale, mezzi e spirito santo: ed è subito sera, olezzo e putridume. Altre discariche, vai col tango di Chiaiano (recentemente grazie al movimentismo dei comitati civici, con  proteste organizzate e strutturate, la cava ha chiuso i battenti), dove sterrati e cave tufacee t'inghiottono tra vigne e castagni, arrivano altre discariche( Terzigno), Berluscaz, Bertolaso (con relativo avviso di garanzia dalla Procura) e l'inaugurazione di Acerra (una terra già avvelenata per decenni dalle misture amiantifere della Montefibre, gruppo Montedison): il Tappo di Cerone è stirato, sorriso al curaro e trionfalistico (a tutt'oggi l'inceneritore d'Acerra pare che abbia raggiunto il limite previsto di conferimenti annui, intormo alle 600mila tonnellate). E intanto per le vie son tornati i monatti, migliaia di addetti con mascherine e cappucci spargono calce bianchiccia sulla monnezza estatica e ribollente, la magistratura chiude i C.D.R. per malagestione, l'afa sale in volute fetide al cielo del Vesevo. “Tombola!” pensò Garruletta Iervolino, “ 'o termovalizzatore 'ncoppa 'o vulcano”, idea geniale: con una delibera di fine giugno 2008, il Comune indicò Agnano come sito atto ad un inceneritore cittadino; mica male costruirlo su  di una zona vulcanica, no? (i Campi Flegrei “flogisticamente” sono optima sede) E difatti niente se ne fece (Garruletta mefistofelicamente contra Bertolasum??). E per sensibilizzare la raccolta differenziata (inchiodata allora sotto il 15 %), cosa c'è di meglio d'una falange di psicologi Freud in resta? Armata di metodo induttivo e comportamentale, la “Federazione psicologi per i popoli”, rappresentante associazioni di volontariato e sostegno psicologico (operante nel centro-nord Italia) fu ingaggiata dal Bertolasum per ricalcare lo slancio dell'operazione “angeli del fango” per l'alluvione monstrum di Firenze del '66: nisba, nada, non se ne fece nulla (e meno male, perchè la monnezza pare ancora non classificabile come evento catastrofico di natura divina). Gli angeli dei rifiuti rinfodereranno le alucce ed i loro bignamini psico-semantici sì tranchant e mestamente spariranno dalla scena mediatica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoli soffoca: nella Sirena  si raccoglie il 60% della popolazione campana (circa 3 milioni d'individui contando la provincia), si produce ben oltre il 50% dei rifiuti complessivi, occupando per concentrazione antropica, l'8 % del territorio regionale: le discariche lampo di Ferrandelle, Sant'Arcangelo Trimonte e Savignano Irpino non bastano di certo a gestire un bolo lavico di simili proporzioni; il vulnus dell' intero sistema resta la bassissima percentuale di raccolta differenziata. Le lobbies inceneritoristiche spingono violentemente per la costruzione di nuovi impianti, sfruttando incentivazioni e tassazione semi-occulta (il famigerato “Cip6”, garantito anche ai gruppi industriali che hanno impianti energetici autorizzati, seppure non realizzati): l'impianto di Acerra pare destinato ad aver fratellini minori (un Hermano Menor non si nega a nessuno). &lt;br /&gt;La differenziata, già ai tempi di Garruletta Iervolino, era stimata intorno al 40%, con punte di massimo intorno al 55%-60%; nulla di tutto ciò s'è avverato (per situazioni contingenti e di crisi politico-imprenditoriale); con l'avvento del Sol Invictus Arancionè, siamo (a dicembre 2011) intorno al 22% di raccolta su base metropolitana, con punte viepiù incidenti (come a Scampia, dove si veleggia intorno al 65 %, e punti critici come Chiaia-Posillipo con percentuali più basse). “Con noi s'apre un nuovo ciclo politico”, aveva detto Giggino Murat all'alba del suo insediamento in cabina di regia: speriamo che abbasti per fare la differenzia(ta). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puntate in palinsesto.  "La situazione è ancora critica". E' l'incipit del cunto de li cunti de la munnezza neapolitana, il vice Murat (l'ufficiale), Tommasino Sodano, nella seduta plenaria del 2 agosto 2011  non fa sconti a nessuno. Il De Magistris Equitum Imperii scantona bizzoso tra cumuli di rifiuti come scrofole purulenti; sfodera durlindana sfolgorante, fronte imperlata, ricciolo ribelle, e fende l'aere solforoso: “A' la guerre comme a' la guerre”, son  più di 1500 le tonnellate di solidi in strada, la differenziata è al 16 % su scala metropolitana, l'agostano tanfo è surriscaldato dalla fermentazione dell'umido (oltre il 40% della massa totale di monnezza) e non vi sono impianti di compostaggio a pieno regime in Campania Infelix (se si eccettua un sito in provincia di Salerno ed uno presso Teora, Avellino). Giggino impugna inchiostro e penna imperiàl, verga ordinanze come fosser autografi, ASIA raccoglie sacchetti h24, multe salate (500 euro ad infrazione) ed autodafè in pubblica via per chi deposita fuori orario e tempo maximo; il tempo dell'emerghenzia è agli sgoccioli: incontra Tappo di Cerone e la sua tribù in quel di Roma, la Prestigiacomo blonde e seraphique, cercando lo sblocco di fondi strutturali ed aiuti concreti; un girovagar sommesso d'intenti e progettualità, aprendo siti di trasferenza all'impronta (via Brin e via Brecce), sparando cifre a mitraglia sulla differenziata (70% entro fine anno, 500mila abitanti raggiunti, 15 isole ecologiche a galleggiar placide in Neapoli), sui fondi da impiegare, sull'Asia da ricapitalizzare (43 milioni da impiegare), sulle navi da caricare (la prima portacontainers olandese era attesa per settembre), e sull'Urbe da rivoltare come pedalino profumoso, pregno et olezzoso di discarica. &lt;br /&gt;Ma facciamo ordine nel caos primigenio e disomogeneo.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Isole Play-Mobil".  Il Murat e la sua fidel Giunta color camilla avevano previsto ben 15 isole ecologiche mobili ultramoderne, con chip elettronico per il conferimento dei multi-materiali: dall'umido alla plastica, vetro, indifferenziato ecc ecc., insomma un vorticare di camion a scarrellare per Napoli con tanto di contenitori ondivaghi e baldanzosi. Il trionfo delle massaie ipertecnologiche, che avrebbero conferito monnezza con wireless, pc e porta d'archiviazione di massa mefitica: ebbene, pare che al momento ce ne siano solo 5 (almeno a consultar il sito del Comune), itineranti e felici come un carrozzone circense per 14 punti cittadini, ma di chip (e ciop) nessuna notizia; la qual cosa è molto “cheap”  invero (forse che abbasti una chiavetta usb muy personal da portar seco??): effetto spot mediaticamente interessante, ma nei fatti alquanto inefficace. Dopo i fratelli Bennato al Plebiscito, la canzone di riferimento è “L'Isola che non c'è”: da rivedere il tutto, ma dai Giggino, “Non farti cadere le braccia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Af-fondi Comunitari.  “Si è arrivati a un punto in cui ci vorranno almeno 20 anni per smaltire i rifiuti ammassati in Campania. È spaventoso”. Questa la stoccata, senza stoccaggio, del commissario UE all'Ambiente, Janez Potocnik: sono ben 145 milioni di euro in palio, la fetta più grande e sostanziosa dei finanziamenti comunitari in arrivo (sempre che il piano della Regione  soddisfi i requisiti europei richiesti); attualmente tali fondi sono congelati, in attesa di "sblocco".  E chi ne richiese il blocco, all'incirca un annetto fa? E su, indovinate! Qualche indizio: è guascone, smargiasso, populista e imbandanato ; e già, perchè ad inizio 2011 il gruppo parlamentare Alde (sinistra indipendente) presenta una risoluzione molto netta a proposito di rifiuti. Dando una scorsa al documento si legge: “Il Parlamento europeo chiede alla Commissione di prolungare sine die la sospensione dei fondi Ue stanziati per i progetti nel settore dei rifiuti della regione e mantenerli congelati fino a quando non sarà pronto un piano per la gestione dei rifiuti stessi verificabile e concordato da tutte le parti interessate”. Primo firmatario Giggino Murat, in qualità di europdeputato Idv, lo stesso che da Scassatutto in pectore chiederà l'immediato sblocco degli stessi per favorire il piano di smaltimento basato su differenziata spinta ed inceneritori (non in quel di Napoli, ca va sans dire).  A Sant James Palace hanno richiesto di poter accreditarsi come soggetto intermedio, "per ottenere lo stralcio della quota parte già destinata al Comune di Napoli". A questi milioni s'aggiungono ulteriori 150 milioni di fondi FAS, destinati alle aree carenti sul piano strutturale, caratterizzate da un sottosviluppo urbano endemico, e che non possono essere attualmente impiegati perchè la Regione ha raggiunto il tetto del Patto di Stabilità. Ergo, Giggino s' è attivato per poter richiedere uno stanziamento diretto di tali risorse, bypassando in toto il Fantasma Caldorino: corsi e ricorsi (all'UE) storici. Staremo a vedere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Navi da Stir”.  “Arriveno 'e bastimente” , diuturno refrain, le navi dei Tulipani olandesi sono in viaggio da circa 6 mesi, a giudicare l'andazzo contrattualistico- amministrativo: annunciate e rimandate per un arco temporale infinito, il famigerato “cronoprogramma”  per sector del Murat, ha subito ampli rallentamenti, senza rallegramenti; sol baruffe similar chiozzotte. Attualmente la nave “Nordsten” (la nave da carico secco è lunga 88 metri, larga 13, con una stazza di 3700 tonnellate) è in dirittura d'arrivo, ad ore attraccherà all'ombra dello Sterminator; è cosa fatta. La monnezza (circa 3000 tonnellate delle oltre100mila che ristagnano eco-imballate negli Stir) s'imbarcheranno su “un cargo battente bandiera liberiana”  (a rimembrar Verdone) partito da Rotterdam la scorsa settimana, il cui vessillo svettante è di natura paradisiaca e fiscale. Giunta e tricoteuses carota accoglieranno commossi e festanti il boattone  arancionè che reca il bandierone di lontani atolli caraibici, quali Antigua e Barbuda, inserite  dall'OCSE nella specifica lista noir dei paesei off shore, e già all'attenzione mediatica per vicende legate alla gestione berlusconiana dei crediti internazionali vantati da Italialand verso i paesi creditori. Il Nanoleone arcoriano è sempre stato sensibile al fascino dei Caraibi (vi possiede numerose proprietà), in effetti. Un plauso al Comandante in pectore, il Murat c'ha messo del crono in più, ma il programma lo porta avanti di spadino, stola e feluca calata: alcuni rovelli però s'attorcigliano, nevvero. Perchè nessun mai ha pubblicato i dettagli relativi ai contratti tra la società mista Sapna-Asìa e l'olandese Awr che gestisce trasporto ed incenerimento del materiale a Rotterdam? Lo stesso ex presidente AsSIA,  Raphael Rossi, si schernì, preferendo scantonare alla domanda diretta: i dettagli non son comunicati, ed i rovelli non soluti; e tanti saluti alla trasparenza comunicativa, alle istituzioni al servizio della cittadinanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conflitto Comune-Regione. L'assessore alla sanità della Regione, Giovanni Romano, ha manifestato dubbi pregressi sulla trattativa Comune-Estero, accapigliandosi a distanza con il Vice-Murat Sodano: per la Regione, il trasferimento extra-confine sarebbe “pura operazione mediatica”, e non sussisterebbe per la frazione secca dei rifiuti, che Acerra riuscirebbe ad incenerire senza colpo ferire, e fino al completamento della quota annuale massima di 600mila tonnellate (con una produzione di energia elettrica  per 550 milioni di Kw): dunque il trasferimento della sola frazione secca (quella che in Olanda vogliono) costerebbe di più per Romano, dato che l'impianto d' Acerra è in grado di assolvere il compito in toto. Il problema resterebbe la frazione umida, cavallo di Frisia su cui si rischia d'infrangere il ciclo integrato dei rifiuti, vero anello rugginoso della catena, dato che è l'umido a dovere stazionare nelle discariche (che sono sempre di meno nella Regione); inoltre, qualora il Consigliodi Stato bloccasse i trasferimenti di questa quota parte di monnezza in altre Regioni (soprattutto Liguria, Toscana ed Emilia, per quantitativi non superiori alle 30mila tonnellate), ci sarebbe un'escalation di ristagni malmostosi che porterebbe ad un nuovo crash nella filiera dell'eterna telenovela- rifiuti. Non sapendo dove ficcare l'umido, si finirebbe per intasare gli Stir, bloccandone il funzionamento: la parte secca non la si selezionerebbe più, ed Acerra rimarrebbe all'asciutto. Secca (e non umida) la risposta del sinistrorso Sodano: per  l'assessore comunale il costo di Acerra “è stato semplicemente caricato sui fondi Fas, quindi di fatto viene pagato con fondi regionali che sono poi sottratti alle amministrazioni campane in termini di minori trasferimenti”: l'inceneritore è uno degli ultimi impianti a sfruttare il famigerato Cip6, pagato pertanto dalla cittadinanza italiota attraverso la bolletta dell'Enel. &lt;br /&gt;Il Vicesindaco contrasta il collega regionale, i termini del “conflitto” istituzionale sono viepiù ampli: “Se ad oggi sono state approvate le notifiche del solo rifiuto secco è perchè, dopo oltre due mesi, dalla Regione non hanno ancora autorizzato la lavorazione del rifiuto “tal quale” negli impianti stir, necessaria all'invio dello stesso rifiuto “tal quale” in Olanda”. Gli Arancioni sono compatti anche sul fronte inceneritore; non corrisponderebbe al vero che ad Acerra sia smaltibili tutto il “secco” prodotto in Campania, abbisognandosi comunque di trasferimenti fuori Regione:&lt;br /&gt;“Un documento dell'Area generale di coordinamento programmazione e gestione rifiuti della Regione Campania del 16/11/2011, infatti, precisa che "tale quantitativo, (600 mila tonnellate) è inferiore al quantitativo totale annuo prodotto in Regione, tanto che in diverse sedi questa amministrazione ha rappresentato alle Amministrazioni provinciali ed alle rispettive Società  la necessità di reperire soluzioni alternative per garantire lo smaltimento giornaliero della frazione secca tritovagliata prodotta in esubero”. Al momento la querelle rimane aperta, come contesa medievale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Termovalorizzami questo!  Giggineggia, il Murat; sotto la sua egida niuno inceneritor: nei giorni sgocciolanti prevacanzieri del dicembre 2011, la Giunta cocozza ha dato scacco alla Regione (e per dindi, anche alla Provincia), emanando una delibera che blinda Napoli Est nonostante la riapertura della gara per l'aggiudicazione dell'appalto per la costruzione dell'impianto; il 3 dicembre la gara andò deserta, il 29 il Comune murattiano presentò la delibera. Mossa strategica, valida sul piano metropolitano, non su quello provinciale (non di competenza); potremmo ritrovarci un  inceneritore in quel di Giugliano, del resto il piano integrato della rutilante “Munnezza History X” ne prevede di sicuro la costruzione. Sodano sottolinea l'andazzo: “Questo atto è stato stilato in conformità alla delibera approvata il 16 giungo scorso, nella quale si stabiliva di dover compiere ogni azione tesa alla individuazione di una soluzione che escludesse la realizzazione dell'inceneritore a Napoli Est in quanto ritenuto non necessario. Con questo atto inoltre si apre la strada per la realizzazione in città di un impianto per il trattamento della frazione umida” . Al momento non vi sono risorse atte alla costruzione di un sito di compostaggio, that's true; è l'amara verità. E però...la vicenda assume i contorni della beffa se ci si mette anche l'altro dioscuro meneghino della revolution arancionè, il Sindaco Pisapia: l'unica azienda interessata all'appalto è la medesima dell'impianto di Acerra, ovvero l'A2A, controllata per il 27,5 % ciascuno dal tandem comunale di Brescia e Milano; altra curiosità, l'A2A ha in gestione anche l'impiantistica da Stir di Caivano, da cui partirà la munnezza secca da spargere nei cieli olandesi (per 130 euro alla tonnellata). “Le vie del Signore sono infinite”, quelle del Murat passano per incroci curiosi del destino: ma Acerra bruciacchia le balle a meno “sacchi” (come dice la Regione)? Ai posteri deleghiam sentenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ASIA alla deriva continentale.  “E' tutto oro percolato”: la monnezza neapolitana equivale ad aurea materia, per certi versi. Facendo due conti, emergenza o non emergenza, il lavoro dell'ASIA è costato ai patenopei oltre 100 milioni di euro negli ultimi sette anni. L’azienda del Comune genera proventi dalla raccolta differenziata (che dovrebbe essere il suo "core business") per soli 4 milioni di euro, poco meno del 3% dei quattrini incassati ogni anno, un vero paiolo bucato. Murat affronta il problema, parlando subito di "ricapitolarizzazione ASIA". All'atto dell'insediamento, "abbiamo trovato un'azienda con 2.300 dipendenti, la maggior parte dei quali ultrasessantenni, ce ne sono 150 con ridotte capacità lavorative, il 60% delle vetture sono negli autoparchi per mancanza di manutenzione, insomma un mezzo disastro", ammoniva Tommasino Sodano. Per tale motivo si è pensato immantinente di attivare i canali finanziari con le banche, che però stringono il cordone quando si tratta del Comune; San Giacomo è un cattivo pagatore, nessun vuol rischiare le cococzze proprie (il comune rimette i crediti ai suoi creditori dopo circa 3 anni, in media): i  43 milioni di euro sono stati deliberati, ma per ora su vile carta (pare che a giorni, ore, momenti e nanosecondi se ne saprà di più); in più viene avanzata proposta all' INPS per procedere al pensionamento dei dipendenti che abbiano raggiunto i limiti d'età, ed alla contemporanea assunzione di nuove leve per rinverdire il capitale umano della disastrata azienda municipalizzata (un'"operazione svecchiamento" da 195 milioni di euro). “Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia...”&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Signor Rossi fa la differenzia(ta). Giggino azzera i vertici dell'azienda, arriva Raphael Rossi, il sabaudo paladino della correttezza anti-sprechi, l'homo novus al momento giusto, l'integerrimo  defenestrato dalla municipalizzata di Torino per non aver intascato tangente, avallando acquisti di macchinari sovrafatturati ed assolutamente inutili: la Rivoluzione non è un pranzo di gala, quindi armiamoci e partiamo, Rossi è l'uomo che fa per noi, porta la differenziata dal 16 % al 22%, è affabile, lavora con la cittadinaza attiva, crea eventi mediatici di pregevole fattura, come le “Quattro Giornate di Napoli per la  Raccolta Differenziata”; insomma si dà da fare. E poi, che fu?  &lt;br /&gt;Il manager riduce gli sprechi; riduce la busta paga degli organici dirigenziali (scontentando tutti), legando l'aumento di fascia economica a scatti di premialità e merito; riduce la filiera della procedura per le forniture; riduce le assunzioni ultronee, ribadendo un fermo “NO” alla richiesta dei partiti del Consiglio Comunale (approvata all'unanimità) di assumere senza concorso e senza necessità, 23 persone (età media 53 anni), ex stipendiati del “Consorzio di bacino Napoli 5”, mai costituito, se non su carta). Sforbicia  con zelo gianduiotto, il nostro Rossi, e dove può fa un eccellente lavoro a detta dello stesso Murat (che lo elogia), eppure non abbasta: Giggino imperat, Rossi è defenestrato. &lt;br /&gt;La conferenza stampa del 2 gennaio 2012 è un trionfo gaddiano di smozzicate frasi da pasticciaccio brutto, un'accozzaglia avvilente di borborigmi dirigisti da politicante alla prima lezione in boiserie da Frattocchie cremisi; un gorgogliare altalenante che nulla spiega e nulla aggrega: Rossi è bravo, però lo sposto; Rossi ha fatto bene, ma può esser più utile altrove; Rossi è qui di passaggio, no anzi lo inserisco nel progettino nacional; fumisterie da chi è alle strette, corda ben stretta e pronto al tracollo: difatti l'Astro Nascente Inarrestabile non convince nessuno. Al termine della conference scantona, scalcia e va via: solo le domande d'una imperterrita cittadina lo inchiodano alla sua nebulosa chiarificazione, e torna sui suoi passi, rinfoderando l'ego: “Qua si lavora, voi siete abituati al passato”. E passati i Rossi, ecco gli Arancioni: pragmatismo apicale in salsa partecipativa annacquata, alla faccia della Rivoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle prossime puntate.  “Non esiste nessuna zona d'ombra”, si rizela Giggino, raggelando  “Robberto” Saviano; si sposta in seconda linea Rossi (andrà probabilmente all'Elpis s.r.l., la concessionaria per l'attacchinaggio dei manifesti e cartellonistica del Comune), s'avanza a presidente ASIA  Raffaele Del Giudice (valido elemento, già consigliere dell' azienda ed ex direttore di Legambiente Campania), s'avanza tronfio su lastroni sottili come brina invernale: presto il gran rimpasto, valzer di deleghe e scambio d'assessori, ne vedremo delle belle, a poco meno di sette mesi dalla conquista del Regno; show must go on. Del resto si spostano uomini, anche simbolicamente efficaci ed efficienti, come fossero pedine per una dama personalisticamente apicale, giocata su tavoli pubblico-istituzionali, senza aprire alcun dibattito partecipativo, o comunque chiarificatorio: la squadra del Sindaco è scelta in parte intuitu personae, ma una volta che le scelte siano rese di dominio pubblico, non possono proditoriamente essere mutate senza delucidazioni di sorta. Una squadra si compone di ruoli ben precisi, e basterebbe chiedere al patron azzurro, l'amicone De Laurentiis, se lo scambio di ruoli sia davvero efficace; proviamo a spostare il portiere, invertendolo con l'attaccante, e stiamo a vedere di nascosto l'effetto che fa. La restaurazione dopo la revolution; almeno di vecchi metodi, in nome di un dirigismo parossistico, con confessioni e sconfessioni in presa diretta, con Rossi che urbi et orbi ribadisce di non aver compreso il siluramento, fermamente convinto del suo operato, dei suoi “No” agli sprechi ed alla spartizione partitocratica di posti e prebende, e Giggino Murat che s'affanna a ribadir concettto, che Rossi è bravo, continuerà rivoluzione, e la mancata assunzione dei 23 stipendiati del Consorzio di Bacino nulla c'entra in merito. A chi credere? Cui Prodest?  &lt;br /&gt;Una bella pagina per il nostro Murat, e amara alquanto. &lt;br /&gt;Perchè è inutile trincerarsi nel falansterio arancione, quando le fumisterie scassatutto rischiano di scoperchiar vaso di Pandora: l'umiltà, più che la tracotanza, riveste l'aurea sciassa del buon amministratore. La Nazione (forse) può attendere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-3377312989475504912?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/3377312989475504912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=3377312989475504912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3377312989475504912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3377312989475504912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2012/01/munnezza-s-history-channel-ovvero.html' title='Munnezza&apos; s History Channel ovvero, Giggino e la Telenovelas Infinida'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-bx97_qUjd9U/Twidy1x39uI/AAAAAAAABEU/nhJHCzqDasM/s72-c/3__0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-2845706014074025097</id><published>2011-12-26T08:37:00.000-08:00</published><updated>2011-12-26T08:39:40.510-08:00</updated><title type='text'>Metti una sera a teatro...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-PE3P0b4VmTg/Tvii4-BWHGI/AAAAAAAABEI/0SofzmvPe3g/s1600/bertolt-brecht.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 318px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-PE3P0b4VmTg/Tvii4-BWHGI/AAAAAAAABEI/0SofzmvPe3g/s400/bertolt-brecht.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690477228787637346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoli-  Baal, demone di libido, lussurioso spirto dei primordi, regressio animalesca e ferale, d'istinto impulsivo ed ontologico; vera natura d'uomo, ca va sans dire. Brecht, inseguendo il Superuomo nietzschiano, opera in subcoscio, banchetta d'Idealismo, sbranadone lacerti, rimestandone bolo per rifiiutarne il distacco passionale, le energie razionali miranti ad indebolir l'uomo, sottraendogli le “energie natural-vitali”. Baal, come profeta Zarathustra; assimila, il poeta, i disvalori d'occidente, le negazioni dell'inconscio, la superna fede  nella “terra”, negli istinti; morte a Dio, e “non vi fate sedurre, non esiste ritorno” ; coscienza e morale reprimono il vello ormonale e chimico, enfiando l'istinto teratologico del beluino, che alberga nell'umano; Baal come Lilith, distruttrice e fiera dea della morte (in tal guisa dell' ”Io”), come “Lulu” di Wedekind, speculare superominide che libera sé stesso nel gorgo di “dis-valori” moderni, eppure. Eppure “siamo stanchi dell'uomo”, perchè incapace di civitas appagante, di socialità aggregante, pur orbo di naturale effluvio; uomo castrato da sé stesso, alla ricerca d'una radice oscura, forse negata: opera giovanile, “Baal” è scritto radicale, sulle vicende di poeta beone, umorale, sinistramente dongiovannesco, sottile episteme d'astrazione marxista, chè nell'uomo va ricercato l'uomo. Weltanschauung istintuale che freudianamente son “principi biologici universali”; i quali, compressi, han generato l'inconscio, limaccioso sottobosco di desideri, impulsi auto-castrati, principio edonistico, di piacere, a cozzar contro realtà.  La Compagnia della Sala Ichòs di San Giovanni a Teduccio traccia il solco o-scenico d'un subconscio come limen, tra l'istintualità verace, speculare raffronto alla solida consistenza dei vincoli sociali; il Baal  di Brecht li dissolve, li soffoca, rutilante satiro, s'attira gli strali dell'auctoritas, s'ammanta di decadentismo decostruttivo per ritrovare la volta d'una libertà possibile, alla recherche d'una felicità promessa, agli uomini tutti. Il desiderio è inestinguibile, sete diuturna d'arsure mai taciute, né appagate: tutto è estremo, l'ingordigia è totale, non appagabile: nella trama vorticosa cadono amanti, donne e uomini, i legami s'infrangono in un transfert collettivo di libido; nel maelstrom cedono i vincoli, i valori. Rigurgiti pagani, annacquamento dell'individualità di natura borghese, per una solipsistica nature  che trasmuta lo spiritualismo teutonico (così in voga negli anni della stesura), ribaltandone il senso ed i canoni. Brecht evoca il suo “demone divoratore”, la fiera che sbrana la falsa concordia sociale, riemergendo dal subconscio per nutrirsi d'ostilità: tutto quel che è “divorabile” lo attira: sesso, donne, vino e convivio, la sua ars destruens diviene poetica romantica d'un esteta tres charmant, ossessivo e compulsivo  per uomini (siamo nel periodo bellico del '15-'18) che decantano il proprio tramonto, bramando al contempo l'appagamento materialistico degli istinti vitali, appetiti voraci. Nel verso attoreo rivive il guizzo gioioso e cannibalico d'una figura assoluta, cerbero e molosside che azzanna il senso comune, puntellando la carne viva d'una precarietà declinante, per fiero pasto d'umanità morente; in Baal residuano voluttà erotica e concupiscenza mortifera, si legge l'epitaffio incisivo d'una natura ridotta ad accessorio, il lamento e peana per uno spirito che conobbe il lattiginoso ventre di mater, e ne ritornò infine, di mota ricorperto, dopo salto pindarico nel buio della terra. Compagnia precisa, nel conto onirico d'uno spirito primordiale, su tavole di palco crepuscolare, muscolare, vitale; è ancestrale patto, silente accordo, tra scena e platea. Da riscoprire, un Brecht giovanile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-2845706014074025097?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/2845706014074025097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=2845706014074025097' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2845706014074025097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2845706014074025097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/12/metti-una-sera-teatro.html' title='Metti una sera a teatro...'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-PE3P0b4VmTg/Tvii4-BWHGI/AAAAAAAABEI/0SofzmvPe3g/s72-c/bertolt-brecht.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-7623483363301835659</id><published>2011-12-23T07:39:00.000-08:00</published><updated>2011-12-23T08:04:13.493-08:00</updated><title type='text'>Giggino Murat e    “L'Asseroscopo 2012”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-8BZlj_X90Nk/TvSmLVtZG_I/AAAAAAAABD8/gTo7KMUJPrY/s1600/oroscopo-2012.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 389px; height: 274px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-8BZlj_X90Nk/TvSmLVtZG_I/AAAAAAAABD8/gTo7KMUJPrY/s400/oroscopo-2012.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689354943012084722" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo”. (Umberto Eco) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I nati di questo mese sono un po' mammoni, ma anche un po' papponi”. (Alessandro Bergonzoni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Natale. Divino, genetliaco, genus di vino e pane, e carri rombanti in panne tra fiumane di shopping, et augurali mailing List senza Franz, né fronzoli, al minimo una Messa, e via, in moto ondoso, e in aumento; Stabat Madre, come museo e musa, ed al suo seno il piccino, e noi, abbagliati, senza senno, afrori puntuti di incensi e mirre, e mira, che festoni, opulenti e laminati; e comete, e comintern, per politici novelli come infanti in mangiatoia; principio d'anno, in danno al tempo morente, scomodando centurie, scongiurando sventure, palesando satolli danzanti dervisci, tra ghirlande del domani, che non v'è certezza, ma le stelle non stanno a guardare, ed auspicio benaugurante è incipit principiante per ogni Regnante Illuminato, e al massimo son luminarie. E dunque prosit!, e così sia, per Giggino Murat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scomodo Sibilla, fugo i rovelli, fumo a fiocchi, di neve, Vesevo, giusto un tocco, il senso s'ottunde, Cumana; borgorigmi carsici et inferni, è Metro-mare, collinare o circum-navigante? Fase R.E.M., oppure no, che s'abbastino i germani, Bennato al Plebiscito, Labufala è in comune, duo cantante “I Dioscuri” (ma uno è Volontario); ahimè, Pi-zia, che accade alla Cu-giggina? C'è un Forum nella Vela, s'affloscia  il gonfalone, cade albero, non c'è Maestro, dove kermesse, chiamami ancora Amore, che la mia Psciche è labile, flebile, Nobile,come dirigibile, digeribile, digestivo per assimilar bolo, bollo, e polo, e non tutte riescono col buco. &lt;br /&gt;Orsù Nostradamus, una mano alla centuria, un movimento sexy e via, oroscopiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-kJVBDEBRa1E/TvSh7ShrodI/AAAAAAAABBs/-rduahnYkMA/s1600/aries.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 157px; height: 137px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-kJVBDEBRa1E/TvSh7ShrodI/AAAAAAAABBs/-rduahnYkMA/s400/aries.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689350269233242578" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoroscopo all'Ambiente, Tommasino Sodano. &lt;br /&gt;Annus Horribilis, per il Vice di Giggino (quello ufficiale, l'ufficioso gentiluomo è l'Arancino Menor): Murat promette urbi et orbi, Sodano deve sorbirselo, in un dialogo tra sordi. Giggino: “Entro l'anno differenziata al 65-70 %”. Tommasino: “Arriviamo al 20-25% entro dicembre”. L'Arancionè spara Bagnoli per l'America's Cup? A Sodano toccano bonifica e la colmata immarcescibile.  Liaison d'amour destinata a qualche frizione, se non a  frigidaire (o frigiditè?), tra inceneritori come funghi in quel di Giugliano (Clini, il Ministro ultranuclearista pare convinto), differenziata claudicante (si dovevan raggiungere entro fine anno oltre 500mila abitanti, siamo fermi a 300mila e poco più), spot mediamente populistici e dati reali tendenzialmente migliorabili. Assessoroscopo attivo, 6 e ½.&lt;br /&gt;Amore.  Vita politico-sociale intensa, ti farai in quattro per il partner, oppure il partner farà a metà te (Giggino è focoso). E' possibile che il legame comporti maggiori responsabilità, ma non hai paura d'impegnarti nel pubblico (per il privato, arrangiati).&lt;br /&gt;Lavoro.  Ti rimetterai in gioco, e riconsidererai le tue deleghe in Comune. Rischi di incontrare degli ostacoli (differenziàti), ma la tua ostinazione li incenerirà e riuscirai ad ottenere il riconoscimento che ti spetta. Gestirai al meglio il tuo badget finanziario, e casomai chiedi a Realfonzo.&lt;br /&gt;Salute.  Stai per affrontare un periodo di stress, ti sentirai una monnezza; l'umido ti entra nelle ossa, l'organico è da controllare, ma con una svolta multimateriale rientrerai in forma, e la tua salute sarà colmata (ops!) di energia. Non aver paura di staccare quando devi, prenditi una vacanza in Asìa, o magari in riva al mare (mai pensato a Bagnoli?) e riciclati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-9L9pLJxMYQw/TvSjGoXyelI/AAAAAAAABB4/bo2lsTN4xwg/s1600/taurus.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 161px; height: 139px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-9L9pLJxMYQw/TvSjGoXyelI/AAAAAAAABB4/bo2lsTN4xwg/s400/taurus.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689351563587517010" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoroscopo alle Politiche Sociali, Sergio D'Angelo.&lt;br /&gt;Esordi equi e sociali, ma pur in conflitto, quelli del D'Angelo; Giggino Murat lo volle fortissimamente volle, nonostante questi fosse da sempre ai vertice di  vari consorzi e cooperative sociali, non ultima la Gesco (di cui  Sergione è stato Presidente), la quale è ente creditore del Comune (la somma di tutti i soggetti creditori ammonta a circa 100 milioni di euro per  gli ultimi tre anni); San Giacomo's Palace probabilmente chiederà un ingente prestito alle banche, dietro garanzia di una parte degli immobili comunali, e tant'è. Appena insediato, gli cade tra capo e collo una condanna per “occupazione di suolo pubblico ed induzione a manifestazioni violente” (per un sit-in di protesta che tenne in scacco il San Carlo impedendo l'accesso allo stesso per qualche ora; 4 mesi di condanna, pena commutata in euro 15 mila di ammenda). Condanna invero assai ingiusta, ca va sans dire. Si è rifatto azzerando i vertici della “Napoli Sociale”, azienda del Comune per il trasporto degli alunni disabili, i cui managers credevano di aver trovato il petrolio, mungendo le gobbe della vacca: oltre 5mila euro di stipendiuccio al mese, e tanti saluti all'equità sociale. Assessoroscopo in media, 5 e ½.&lt;br /&gt;Amore.  Futuro passionale come non mai, concretizzerai grandi progetti a lungo termine (sempre se le banche sganciano il credito). Sarà un anno decisivo, sulla tua strada incontrerai qualcuno che farà un buon investimento. Ma tu attraversavi fuori le strisce.&lt;br /&gt;Lavoro.  Avrai tutte le risposte che aspetti contemporaneamente, e la mole di lavoro ti sommergerà. In compenso il Governo ha tagliato i fondi per le politiche sociali (ti restano solo 4 milioni di euro). Il resto è mancia. Anche alla Caritas. &lt;br /&gt;Salute.  Rischi di avere delle indigestioni da Gesco, e tenderai ad accumulare adipe e debito. A parte questo, l'ente morale sarà eccellente. Sarai comunque pronto ad affrontare le sfide, tribunale permettendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-C4gNVoqPkb0/TvSjdzvdAnI/AAAAAAAABCE/YI3PRAw7Ymo/s1600/gemini.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 167px; height: 138px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-C4gNVoqPkb0/TvSjdzvdAnI/AAAAAAAABCE/YI3PRAw7Ymo/s400/gemini.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689351961776554610" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoroscopo all'Urbanistica, Luigi De Falco.&lt;br /&gt;Architetto di poca favella, l'ex segretario di “Italia Nostra Campania”, è ben legato al Piano Regolatore Generale per Napoli, approvato la prima volta nel 2004; da allora l'approccio bassoliniano alla materia è mutato come tufaceo sacello, e se prima era un imperativo categorico il non tanger nulla, col tempo s'è avviato un barnum rutilante d'interventismo metropolitano, grandi opere e vento in poppa. Quale il presente, per Urba-Napoli e De cata-Falco? Tre i PUA (Piani Urbanistici Attuativi) sul tablet dell'assesore, due per la periferia, Ponticelli (riqualificazione abitativa e commerciale per un'area di 8.506 mq) e Bagnoli (scongiurata forse la costruzione di un suppostone di 61 metri, ennesimo fallo eretto all'idiozia degli umani), uno per il Centro Antico (Patrimonio Unesco): 50 milioni il valore degli investimenti, mica cotiche. Scrutar sfera di cristallo? Meglio palla da calciare, visto che nei piani rientra anche la riqualificazione dello Stadio San Paolo, il tempio pallonaro, sancta sanctorum per pubblici Lavezzi e private virtù; il tempio si rifà il pronao, ci vuol nuova tecno-struttura a copertura velica (hai visto mai, tornasse utile per la Vuitton's?). Costo previsto, dai 50 agli 80 milioni. Pay per view.  &lt;br /&gt;Assessoroscopo fiacco, 5 e sto.&lt;br /&gt;Amore.   Avrai voglia d'intimità, e perciò riscoprirai le gioie della casa. Ma solo fino alla prima rata del mutuo. Il tuo piano regolatore è efficiente e controllato, purtroppo anche un pò inclinato, e la partner se ne lamenta. Troppo stess, curati che sembri una cariatide romana (e se scavi per la metro, trovi pure quella).&lt;br /&gt;Lavoro.  La mole di lavoro affidatati non ti spaventerà; a quello ci penseranno i debiti del Comune.&lt;br /&gt;Il tuo entusiasmo ti darà il coraggio di scelte difficili, finalmente butterai dalla finestra dell'Assessorato quel vecchio catafalco smollato dei tempi della Iervolino. Assicurati di non aver defenestrato proprio la Iervolino, in visita di cortesia.&lt;br /&gt;Salute.  Cura l'alimentazione, molti solidi, pochi liquidi (soprattutto in cassa). Starai attento ai segni che ti invia il tuo corpo, ti sentirai pesante come cemento, ma niente che un condono tombale non possa curare. Definitivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-wRmIf6gKkds/TvSjt6gYFWI/AAAAAAAABCQ/JR6CMo_nDL0/s1600/cancer.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 156px; height: 136px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-wRmIf6gKkds/TvSjt6gYFWI/AAAAAAAABCQ/JR6CMo_nDL0/s400/cancer.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689352238470272354" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoroscopo alla Cultura e Turismo, Antonella Di Nocera.&lt;br /&gt;Far cultura a Napoli; dovrebbe esser sì facile, come trovar greggio in Arabia, eppure. Eppure sovente è come cercar acqua nel deserto e nell'arsura. L' ex direttrice dell'Arci Movie di Ponticelli par aver in parte compreso le sorti del variegato mondo delle arti, quivi a Neapolis greco-romana: cultura ed arte per anni son stati bassa greppia per intellettualoidi da falasterio clientelare in salsa sinistrorsa. Quindi da oggi si cambia: “Niente fondi a pioggia per eventi che esauriscano i badget in poco tempo”, il che tradotto, sembrerebbe cosa buona e giusta, ma significa anche, nella città del Forum internazionale, “benvenuti gli artisti, benvenuto il volontariato”  (e del resto è pur sempre il Comune del Volontario Hermano Menor in cabina di regia, no?). Ottima, la Di Nocera, nell'inaugurar mostre e convegni, da ultimo il Museo del Giocattolo, al Suor Orsola (lodevole iniziativa); e di certo sarà rimasta imbambolata, nell'apprendere che il marito, Stefano d'Ambrosio, è capostaff dell'Assessore al Bilancio, Riccardo “Robinhood” Realfonzo. O forse no? Poco piglio e sottile polso anche sul Forum delle Culture, ma lì è Giggino Murat a piantar bandiera, sua la delega all' Evento Maior (dopo il caos Vecchioni, pare che Oddati ed ex prosseneti stian rientrando dalla finestra: non si ricordano esternazioni, o prese d'atto dell'Assessore in merito). O forse siam distratti noi. Assessoroscopo scarso, 4 e ½.  &lt;br /&gt;Amore.  “Chiamami ancora amore” è la tua canzone, sei molto passionale, ma avrai difficoltà a concentrati sugli affetti in questo periodo. Poco male, tanto tuo marito lo vedi tutti i giorni in Comune. Coltiva l'arte e mettila da parte.&lt;br /&gt;Lavoro.   La tua situazione professionale dovrebbe subire una vera trasformazione, sarai proiettata ad un livello superiore. Poi l'Assessore Regionale Miraglia di farà tornare di sotto con una certa solerzia manuale. Il tuo budget non ti permetterà di rimettere i debiti ai tuoi creditori.&lt;br /&gt;Salute.  Hai la tendenza a rivivere le scene del tuo passato come fossero un film. A già, tu questo facevi prima. Lascia il passato al suo posto, e goditi il tuo finchè dura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-8yKeivZqjO0/TvSkBKHPsnI/AAAAAAAABCc/r19LbRw63ds/s1600/leo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 174px; height: 131px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8yKeivZqjO0/TvSkBKHPsnI/AAAAAAAABCc/r19LbRw63ds/s400/leo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689352569077346930" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoroscopo alla Mobilità, Anna Donati. &lt;br /&gt;Il Leviathan, il Monstrum, la ZTL. Provvedimento coraggioso, parzialmente in linea con le aspettative dei napoletani, bisognosi d'affetto e sculaccioni, pedibus sic stantibus, la quistione complicata j'è. L'ex assessore alla Mobilità di Bologna a Neapolis ha trovato panforte per i suoi denti: la chiusura (parziale) del Centro Storico ha creato aspettative e delusioni, disagi et ingorghi da maelstrom norvegese nella mobilità gommata partenopea. Ma andiamo con ordine. La chiusura del tratto cardinalesco (nel senso di Sepe cardinale, non di cardini tografici) sul Duomo ha affossato l'economia (già di per sé sofferente) degli esigui esercizi commerciali della dead zone; ergo, proteste, sit-in e manifestazioni a go-go dei commercianti: finora, nessuna revisione al piano, vedremo. Su Via Pessina e Piazza Dante telecamere h-24 (fioccano multe come dardi di cupido), accesso (prossimamente) a pagamento per residenti, professionisti in servizio (medici, giornalisti), ed in base alla cilindrata dell'auto; intorno, nelle zone limitrofe, il caos totale (smog ed inquinamento acustico alle stelle), oppure, dopo una tal ora, il silenzio dei Tartari. ZTL, come cattedrale nel deserto. Et Ammèn. Piano traffico insufficiente, il Natale ha dato la mazzata finale: una baluginante anaconda di metallo che si dipana per le strade natalizie, fagocitando vigili, pedoni, vigilesse, trafficanti e traffichini; situazione ben differente se entrassero in funzione la metro di Piazza Nicola Amore e servizi pubblici su gomma maggiorati, ma un 7 – per il coraggio della Donati (che pare vada in giro nel sottosuolo, imbacuccata e confusa nella chiorma metropolitana, non si sa mai). &lt;br /&gt;Amore.  C'è parecchio traffico al momento, rischi l'ingorgo sentimentale. Ma sarai vigile, e nella corsia preferenziale ti faranno passare. Cacchio, sei pur sempre un Assessore!&lt;br /&gt;Lavoro.  Alcuni colleghi potrebbero metterti i bastoni fra le ruote. Questo non ti impedirà di lavorare in squadra, soprattutto dopo avergli fatto trovare le ganasce alle loro, di ruote. Dovrai ugualmente far fronte a problemi amministrativi che ti rallenteranno. Metti la sirena sull'auto blu. &lt;br /&gt;Salute.   Approfitterai della sosta natalizia, ma dovrai pagare la multa. Ma con le tue conoscenze, te la farai togliere e ti sentirai alleggerita. Ecco perchè ti ingozzerai durante il Cenone. Per senso di colpa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-WzswwKeyaI8/TvSkQSQetmI/AAAAAAAABCo/93epGQBoKSQ/s1600/virgo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 155px; height: 139px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-WzswwKeyaI8/TvSkQSQetmI/AAAAAAAABCo/93epGQBoKSQ/s400/virgo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689352828961601122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Assessoroscopo al Lavoro, Sviluppo, Commercio, Marco Esposito.&lt;br /&gt;“Vulimme 'o posto!”, refrain diuturno, peana sincopato per disoccupati di lungo corso, mantra cittadino e partenopeo che di sicuro è giunto all'Assessore Esposito, ex giornalista economico del Mattino, messo dal Generale Murat in prima linea contro i disoccupati dell'Apocalisse. “A Napoli ci sono circa 214mila persone in età da lavoro, che non hanno opportunità, e che altrove lavorerebbero”, ammette il milite comunale. Spinosa realtà, muy caliente, e basti ricordare l' “aggressione” (con tanto di virgolette d'obbligo) registrata nei confronti del Murat da parte dei Precari Bros (disoccupati cronici, bacino clientelare per politica piddina, e non solo, avvicinati in campagna marziale dallo stesso Giggino); ma nessuno mai promise loro il posto, e l'incazzatura degli esimii è giunta alle stelle (sarebbero formati per raccogliere la differenziata, ma la munnezza ristagna in percentuale, intorno al 20% di raccolta, dunque dove li piazziamo?): in piazza a prender a spintoni l'auto blu del prode Arancionè. Apriti cielo. Chissà se sbolliranno spendendo e spandendo il “Napo”, che il Comune mette a disposizione per i suoi cittadini (in mancanza di pecunia reale, meglio quelli del monopoli)? Sulla falsariga dello “scec” (già decantato dal Movimento 5 Stelle), il “Napo” è buono sconto al portatore, spendibile negli esercizi convenzionati ed appartenenti al circuito; sperando di non andare in corto, i commercianti ci guadagneranno una corsia preferenziale (aggireranno la ZTL?) per le decisioni in merito alla riqualificazione urbana dei quartieri in cui hanno  sede le attività stesse. Sul fronte del porto, l'Assessore rimarca come Napoli sia la prima città per sbarchi crocieristici, ma col minor rapporto tra turismo stanziale e quello d'approdo: vedi Napoli e poi fuje, verso Sorrento, Capri e le dolci costiere (e senza manco assaggiar pastiera). Trend da invertire, si dice, investendo nella trasparenza, accoglienza ed informazione, attivando un circolo tra federazione alberghiera ed assessorati competenti del Comune. Va poi dato atto ad Esposito di aver appogggiato la protesta contro il caro RCA in Campania, con Napoli capitale, portato avanti dal Movimento Mo' Bast e dalla Federconsumatori Campana (la raccolta firme è stata ottimale, la petizione popolare portata a Bruxelles e discussa in Commissione; staremo a vedere). In ultimo, è stato firmato un accordo per una banca dati online unica per Camera di Commercio e Comune (progetto portato avanti dalla vecchia amministrazione, in veritade), per snellire le code agli sportelli. Santa Burocrazia! Assessoroscopo variegato, 6 netto.&lt;br /&gt;Amore.  L’audacia che vi accompagna vi renderà più inclini a nuovi incontri, ma attenti ai cortei dei disoccupati, potrebbero occupare le mani vedendovi. E' venuto il momento delle decisioni importanti: cosa regalare al partner per le feste? Ha tante di quelle sciarpe da potersi impiccare.&lt;br /&gt;Lavoro.  E' il momento di abbandonare la vecchia via per la nuova, se riuscite a passare nel corteo di cui sopra. Ad ogni modo, non dimenticate di guardarvi le spalle, gli occhi son peggio delle schioppettate. Ma qualcuno gira pure armato.&lt;br /&gt;Salute.  Siete giù di tono, periodo di crisi muscolare, fate sport. Lavorate sui glutei, prima che ve li lavorino altri. Senza togliersi le scarpe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-44olhEX9FGQ/TvSkg3UqQ7I/AAAAAAAABC0/UJ2YGXxgXq4/s1600/libra.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 155px; height: 153px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-44olhEX9FGQ/TvSkg3UqQ7I/AAAAAAAABC0/UJ2YGXxgXq4/s400/libra.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689353113789154226" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoroscopo ai Beni Comuni, Alberto Lucarelli.&lt;br /&gt;E' l'assessorato delle meraviglie, quello sfavillante e arancionè, faro della democrazia partecipativa, chaval de battaille del prode Giggino e delle sue truppe cremisi; ma anche il più fragile, perchè permeabile al populismo di facciata e para-mediatico d'un Sindaco piacione a favor di telecamera. Il Professor Lucarelli ha tra le mani un vuoto simulacro, oppure l'oro di Neapoli? A giugno inoltrato, la Giunta appena insediatasi varò una delibera per la “pubblicizzazione dell'acqua” (sulla scia delle risultanze referendarie), mutando segno all'ARIN S.p.a. in soggetto pienamente pubblico, sugli exempla di Parigi e Berlino, che hanno abbassato le tariffe ed i costi di gestione, spalmando gli utili a livello locale e municipale. Cosa buona e giusta, peccato che alla guida dell'A.B.C. (Acqua Bene Comune), anzi dell'ARIN (pare che la trasformazione sul piano giuridico sia problematica e deve essere ben calibrata), ci sia ancora Maurizio Barracco, uomo di fede bassoliniana, e che la nuova cascata d'acqua altissima purissima et levissima sia ancora lontana dallo sgorgare. Ma è sulla democrazia partecipativa che l'assessorato fa acqua per davvero: Lucarelli ha previsto un “Laboratorio Napoli” con Assemblee del Popolo aventi “funzioni di rappresentanza della cittadinanza, con funzioni d’indirizzo generale della Costituente e di verifica della realizzazione delle iniziative di partecipazione”. Un organo di partecipazione della città, diviso per macroaree, sedici in tutto; le cui funzioni sono consultive, ma non vincolanti (il parere definitivo e la deliberazione attuativa spettano sempre alla Giunta ed al Sindaco ): si richiamano esempi di democrazia partecipativa, come per Porto Alegre in Brasile, ma si dimentica di accennare alla vincolatività delle assemblee comuni (Iistituzioni-Popolo) nelle statuizioni politico-normative, anche in materia di bilancio partecipato ed utilizzo delle risorse da gestire sul territorio. Sul sito del Comune i lavori son fermi alla propedeutica bozza, del documento definitivo ancora nessuna notizia. Partecipiamo all'attesa. Assesoroscopo in costruzione, diamo un 7- sulla fiducia.&lt;br /&gt;Amore.  Troverai nella sfera affettiva tutta la partecipazione che cerchi. L'amore è un bene comune, ma se il tuo partner s'incazza, addio democrazia. E benvenuta tirannide. &lt;br /&gt;Lavoro.  Dopo numerose esitazioni e dopo avere considerato i pro e i contro, prenderai una decisione irrevocabile: berrai solo acqua minerale in bottiglia. Avrai la certezza di avere fatto la scelta giusta e tiferai bello lieto Napoli, tiè!&lt;br /&gt;Salute.  Sarai affaticato dal troppo lavoro e ti rivolgerai ad un medico. Ambulatorio privato, che nell'ospedale pubblico non hai trovato nemmeno una barella libera. Ma è solo una fase, ti ritemprerai dopo aver soggiornato in una S.P.A. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-1slH0tTF2bk/TvSks_Zy_4I/AAAAAAAABDA/3_gTc5aFecE/s1600/scorpio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 143px; height: 158px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-1slH0tTF2bk/TvSks_Zy_4I/AAAAAAAABDA/3_gTc5aFecE/s400/scorpio.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689353322116611970" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoroscopo ai Diritti, Trasparenza e Sicurezza, Pino Narducci.&lt;br /&gt;Per l'ex PM dei processi di camorra &amp; malaffare, subito una doccia fredda, al momento della sua nomina; Palamara, Presidente dell'ANM (Associazione Nazionale Magistrati)  la giudicò “inopportuna” (cui seguì una tesa e vibrante contro-replica dello stesso Narducci). Rincarò poi la dose l'Alto Nonno in persona, Ser George Napolitano: invitò il Parlamento a regolamentare la possibilità di ricoprire funzioni politiche nello stesso distretto in cui si è operato da magistrato); insomma “Pino l'assessore” ha avuto una genesi travagliata. Travaglio che è continuato nello stesso Consiglio Comunale, con duri attacchi da parte di esponenti della stessa maggioranza del Murat (Rinaldi e Maurino, Lista Napoli è Tua, si scagliarono contro Narducci per l'uso disinvolto da parte dei Vigli Urbani, di manganelli e spray al peperoncino versus immigrati ed occupanti abusivi) nei confronti dello “sceriffo”, reo ( a parer loro) di aver duramente affrontato perfino Alex Zanotelli, padre comboniano da sempre in prima linea nel sociale. Pugno di ferro e senza troppo velluto, da “poliziotto cattivo”, a giudicare da alcuni episodi (uno su tutti, quello inerente ai fatti di Via Brin, dove alcuni agenti municipali usarono veemenza e modi poco urbani nei confronti di irregolari, sfrattati con le cattive da un' area comunale). Riguardo al “poliziotto buono”, l'Assessorato scende in campo contro il racket, sostenendo le imprese ed i professionisti che han denunciato estorsioni ed usura, patendo la pressione del malaffare organizzato; sarà più veloce la procedura per gli affidamenti in economia e per lavori e servizi (fino ad 1 milione di euro), attraverso l’inserimento in un elenco speciale istituito dal Comune. La lista è aperta agli imprenditori che han denunciato, portando alla condanna o comunque al rinvio a giudizio dei presunti estorsori. Assessoroscopo rude, 6 – (da rivedere a settembre).&lt;br /&gt;Amore.  Avrai bisogno di sicurezza affettiva, blinderai il rapporto ed ammanetterei il partner al tuo cuore. La chiave la ingoierai. Sul versante sessuale, avrai un'impennata di rigidità e manganellerai alla cieca. Perverso.&lt;br /&gt;Lavoro.  Il posto è al sicuro, hai avuto una soffiata. Non ci saranno segreti tra colleghi, aver piazzato quelle microspie in giro è stata una buona idea. Ti aspetta un periodo di avanzamento, ma non andare mai avanti da solo. La scorta te l'hanno data apposta.&lt;br /&gt;Salute.  Futuro promettente sul lato fisico, lo sport ti tonificherà e stimolerà il tuo appetito. Soprattutto per gli stangolapreti, ma tu li incasterai grazie alle intercettazioni. Attento al clesterolo cattivo. Il buono sta già collaborando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-a3L1rNs58Ok/TvSk6tJ2wII/AAAAAAAABDM/Du9fh-Dra6I/s1600/sagittarius.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 162px; height: 155px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-a3L1rNs58Ok/TvSk6tJ2wII/AAAAAAAABDM/Du9fh-Dra6I/s400/sagittarius.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689353557736079490" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoscopo alla Scuola ed Istruzione, Annamaria Palmieri.&lt;br /&gt;“Io speriamo che me la cavo”, è la prece quotidiana dell'assessore all'Istruzione di turno, in quel di Neapoli. E la Palmieri non fa eccezione: la situazione dell'edilizia scolastica è post-tellurica, i tagli al personale sono da brivido, i servizi offerti ne risentono sistematicamente, e l'abbandono del percorso formativo resta in percentuale tra i più alti d'Europa. “Bienveneau an paradis!”, molto dipende dagli stanziamenti centrali e non solo. “Attendiamo lo sblocco dei fondi Fas, per le aree sotto  la media di sviluppo europea, sono fondamentali”; per il rilancio degli interventi di manutenzione sulle strutture, sia ordinarie che straordinarie; per la battaglia contro l'evasione scolastica; per tutto. E il Comune? Ci vuol metter la faccia, soprattutto per gli asili e le scuole materne, dato che in quel di Partenope v'è carenza di strutture che permettano alle madri di poter conciliare vita lavorativa e cura parentale. “Gli asili nido sono strutture pedagogiche di primo livello, essenziali”, Palmieri docet. Accorpamenti, demensionamenti, taglia, cuci, scuci, più che un assessore val bene una sartina. Ma la svolazzante Palmieri, è comunque front-woman di primo livello, e sovente incontra madri, padri, alunni e docenti, spiegando che, fondamentalmente, il grosso è cercare di tirar avanti con quel poco che cade dal desco Romano.  Con piani strutturali che si intersecano con le politiche depressive in ambito culturale ed educativo di questi anni berlusco-replicanti. Assessoroscopo sgarrupato, 6 e ½  col segno rosso .    &lt;br /&gt;Amore.  Gli astri ti sono benevoli e sorridono. Probabilmente è solo una paresi. Il vero banco di prova sarà la fiducia verso il partner, lo terrai sotto esame per tutto il semestre. Ma all'orale ti darà delle belle soddisfazioni.&lt;br /&gt;Lavoro.  I tagli si fanno sentire, anche per te suonerà la campanella. Ma risalirai la graduatoria, fino alle prime posizioni. Poi una riforma dell'ultimo minuto ti segherà le gambe. E mancano anche gli insegnanti di sostegno.&lt;br /&gt;Salute.  Esami continui ti daranno ragione: l'herpes zoster l'hai contratto durante l'ora di educazione fisica. Con l'istruttore della palestra. L'ultimo quadro svedese l'hai barattato con una canadese,  almeno così state più comodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-DhO5RK6IiOw/TvSlIa25G3I/AAAAAAAABDY/1tWnHc3OzvI/s1600/capricorn.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 167px; height: 135px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-DhO5RK6IiOw/TvSlIa25G3I/AAAAAAAABDY/1tWnHc3OzvI/s400/capricorn.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689353793342872434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Assessoroscopo al Bilancio e Finanza, Riccardo Realfonzo.&lt;br /&gt;“Il Comune è sull'orlo del dissesto”. Niente male come biglietto di presentazione per l'assessore al Bilancio della nuova Giunta di Giggino, ma tant'è; agli albori della Rivoluzione, l'eredità della priora, la cara garruletta Iervolino, era un macigno di oltre 60 milioni d'euro (a tanto ammontava lo sforamento del Patto di Stabilità): al Robinhood di San James Palace non restava che inforcare forbici e colla vinilica per tagliare e rattoppare, vuolsi così colà dove si puote e più non domandiamo. Una bella fonduta di partecipate (Napoli Park, Metronapoli e ANM, trasformate nella “Società Unica Mobilità”), tagli alla direzione delle stesse, riduzione degli stipendi d'oro, massimo rigore nella spesa e messa in efficienza della macchina comunale mezza ingolfata; alla fine della filiera un taglio cesareo generale di circa 100 milioni d'euro. Specularmente, una spesa sociale che non si vuol ridurre completamente al lumicino, aumentando di conseguenza i controlli sull'evasione fiscale (con la minaccia di sospendere i servizi essenziali all'evasore comunale), aumenti di tributi mirati (la Tarsu aumenta d'un altro 5%), ed una capillare lotta ai furbi che non pagano multe ed ammende: Robinhood che diventa un po' Sceriffo di Nottingham. Niente male per “Riccardo Mani di Forbice”, ma l'evidenza è meglio dell'evenienza del fallimento, e quindi giù di rasoio a sforbiciare. “La contrazione economica generale ci ha già portato ad una riduzione dei trasferimenti  per 130 milioni di euro, con una previsione depressiva per un altro 20% nel 2012”; ed è pur vero che il Comune vanta crediti per 3, 3 miliardi di euro, con una elefantiaca procedura di riscossione mai efficientata, e conseguenzialmente risulta anche un cattivo pagatore (i ritardi nei pagamenti per servizi e forniture si aggirano sui tre anni di media). Insomma, una bella gatta da pelare, il pèlago partenopeo, le cui acque son viepiù agitate. Non resta che mettersi i braccioli e buttarsi. Assessoroscopo in riscossione, 7 e ½.&lt;br /&gt;Amore.  Farai dei progetti a lungo termine con il partner e costruirai una relazione durevole. Del resto un mutuo è per sempre. In amore si paga sempre un tributo, ma tu non ti spaventi e chiedi la rateizzazione.&lt;br /&gt;Lavoro.  Tempo di bilanci. Le entrate latitano e alla spesa corrente hanno staccato la spina. Uscite legate alle festività ti faranno sentire come Gesù. Dormire in una stalla; ti ci abituerai. Tieni d'occhio la posta, il Fisco ti manda i suoi auguri.&lt;br /&gt;Salute.  Non sarai al riparo da un congiuntura economica negativa, ma il tuo ottimismo eviterà il dissesto. Ti renderai conto che spesso i tuoi mali sono di origine psicosomatica, ma da quando hai venduto un rene per sfamarti, le cose sono migliorate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-kigFZnQDl0M/TvSlUzVR9yI/AAAAAAAABDk/iqyGqv8l2Ks/s1600/aquarius.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 161px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-kigFZnQDl0M/TvSlUzVR9yI/AAAAAAAABDk/iqyGqv8l2Ks/s400/aquarius.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689354006071211810" /&gt;&lt;/a&gt;Assessoroscopo allo Sport e Politiche Giovanili, Pina Tommasielli.&lt;br /&gt;In linea con le spoliazioni repentine et armate subite dai cavalieri in mutandoni azzurri, anche l'assessore allo Sport del Comune ha subito aggressione vandalica; non alla persona ma al suo bene immobile, lo studio professionale in cui opera come medico generico. Povera Tommasielli, chi tocca il Napoli ne subisce il danno, a quanto pare. E a  nessuno venga in mente di toccar lo stadio!, ammonì rizelato il Re Giggino, quando l'assessore osò profferir favella in merito alla vendita o meno del Sao Paulo al Regista Azzurro, il Divin De Laurentìs: “Per quanto riguarda il futuro del San Paolo e di piazzale Tecchio, vi è un discorso serio che trattiamo esclusivamente io e il presidente Aurelio De Laurentiis”, e gamba tesa sulla Tommasielli. E come osò la Tommasielli, questa è lesa Maestade?! E non contento, il Nostro le piazzò nello staff dell'Assessorato anche la Cu-giggina, Lucia Russo, giovane laureata in Scienze Motorie, giustificando il tutto con un paravento statistico: “Il Comune presenta circa 21mila dipendenti. Se la statistica è ancora  una scienza, mi sembra altamente probabile che una mia cugina possa lavorare come staffista presso una struttura del Comune”.  Parafrasando Cartesio, “Cogito, ergo rum”, probabilmente aveva alzato il gomito, chissà. Del resto, son tempi di crisi, meglio rifuggiarsi negli affetti familiari comuni. E la florida Tommasielli? Sorride ed abbozza, di più non può fare. Sul piano sociale è però da menzionarsi la delibera esecutiva con cui la Giunta ha approvato l'istituzione di un Registro di Unione Civile, “che riprende un decreto del1' 89 sull'anagrafe, che nell'articolo 4 definisce la famiglia come '...un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune”. E si aggiunga anche l'istituzione di un Registro delle Associazioni Giovanili, of course: "Il registro cittadino delle associazioni giovanili, al pari delle altre grandi città del nord, consente di aprire una finestra sul mondo dei ragazzi nella città più giovane d'Italia”. Et Ammèn. L' assessore la prenda con sportività. Assessoroscopo da registrare, 6 -.&lt;br /&gt;Amore.  Il rapporto amoroso si trascina in un'estenuante maratona, cerchi l'allungo, ma il partner ti dribla. E' il caso di metterci uno stopper definitivo. Coabitazione difficile con persone egocentriche e che hanno il cognome che finisce in “-istris” (ma quante ce ne saranno a Napoli?).&lt;br /&gt;Lavoro.  Prenderai sempre più iniziative, e la tua convinzione ti permetterà di imporre le tue scelte. Ma durerà giusto cinque minuti, il tempo che il Murat si riprenda dalla pennica pomeridiana. Riconosciuti i tuoi sforzi, si girerà dall'altra parte e comincerà anche a russare. &lt;br /&gt;Salute.  I nervi saldi ti permetteranno di mantenere questo ritmo serrato. Ti renderai conto che essere sola è comunque meglio che avere un parente non tuo intorno. Bada bene: non sei depressa, ti girano soltanto le palle. Rischi una crisi da stess, evita lo sport in questo periodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-COFekdwR4dU/TvSldn9KkpI/AAAAAAAABDw/zHcg3LCMwqc/s1600/pisces.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 178px; height: 138px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-COFekdwR4dU/TvSldn9KkpI/AAAAAAAABDw/zHcg3LCMwqc/s400/pisces.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689354157636096658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Assesoroscopo al Patrimonio e Personale, Bernardino Tuccillo.&lt;br /&gt;Napoli, città verticale, formicaio dove le case s'incollano le une alle altre, il tufo si fonde col cemento, il cemento preme, il suolo si sfalda, fiumi carsici magnano e rosicano le fondamenta, come denti di zoccole arruffate. Un bel patrimonio da gestire, soprattutto sul versante pubblico: il Comune ha da sempre il problema dei fitti passivi (molti sprechi irrazionali) e di quelli attivi (dove riscuote poco, i canoni non vengono indicizzati, le risorse sperperate). L'ex sindaco di Melito è partito lancia in resta, verso una dismissione forzata degli immobili in eccesso, o non gestibili per costi e noncuranza; atto dovuto, per carità, peccato che nell'elenco degli immobili pubblici possano rientrarci (per mera svista, s'intende) anche siti di storico interesse, come la casa di Giuseppe Moscati, in via Cisterna dell'Olio, pieno centro antico. Per la serie “ci vorrebbe un Santo in Paradiso”, e manco quello abbasta più, oramai. Il bene comune è cosa mia, è risaputo, e via d'abusivismo edilizio in quel di Partenope: e dove prima c'era striminzito loculo a balcone, adesso fiera e bella c'è veranda;  'o bissinesse è cosa buona, dunque Camurrìa gestisce il conto, et voilà! Il subaffitto illegale è garantito, non al legittimo assegnatario, ca va sans dire, ma se paghi sull'unghia e cash te lo cedo a prezzo di mercato. Nero ovviamente. Camorra che ti gestisce anche i veri loculi, quelli del cimitero, rivendendoli sottotraccia, o meglio sottoterra. Apriti cielo! Ma chiudete le fosse...e tutto ciò avrà  forse un freno grazie alla “Costruzione di un moderno forno crematorio che metterà Napoli al passo con le altre grandi città europee”, garantisce il Tuccillo. Preghiamo per noi. Tra dismissioni, tagli al personale, stipendi da congelare (per un risparmio di circa 6 milioni di euro annui), dipendenti da sorvegliare (attivo un nucleo di vigilanza interno per la valutazione dell'operato degli amministrativi, che non poche critiche s'è attirato, anche dai sindacati di categoria), affitti da riscuotere (il  Comune vanterebbe un credito anche da alcuni partiti politici per mancato versamento di canoni immobiliari, valore circa 1 milione di euro), cimiteri da costruire, è anche normale che uno si distragga, ritrovandosi nel proprio staff Dario Montefusco, figlio di Giuliana Visciola, direttore centrale del Comune, no? Ma è mera distrazione, basta spiegarsi: “I parenti di un amministratore devono per forza espatriare per lavorare? Credo nel merito, nella formazione, nella selezione del personale. Il resto è chiacchiericcio fangoso”. Tutto chiaro? Andiamo al regolamento, qualche cavillo, codicillo, Tuccillo, dovrà pur esserci: no, tutto regolare, basta che il parente non lavori nel tuo, di staff.; e questo è il motivo per cui anche l'Hermano Menor può scorrazzare felice per l'avito Palazzo, mentre Giggino sonnecchia tranquillo. Mica si pretenderà che espatri? Oltretutto è anche “Volontario”, all'estero subirebbe l'onta del pretium, del vil denaro come stipendo: orrore! Assessorato distratto, 5 (e stiam larghi).&lt;br /&gt;Amore.  Dismessi i panni del seduttore seriale, il cuore lo affitterai alla persona giusta ad equo canone. Attento allo sfratto improvviso, comunque.&lt;br /&gt;Lavoro.  Sei in un periodo vulcanico, le valutazioni immobiliari alle falde del Vesuvio stanno salendo.Non esitare a proporre le idee più pazze. Ma quell'idea della pizzeria vicino il forno crematorio la rivedrei. O almeno cambierei la pala per infornare.&lt;br /&gt;Salute.  Dovrai ridurre le risorse interne, rischi che la tua cubatura aumenti in modo esponenziale. Attiverai un programma di ristrutturazione per il periodo post-natalizio, ma i tagli imposti al personal trainer, ti impediranno di ritrovare il peso forma, e sarai registrato come “bene demaniale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Auguri. Buon 2012!”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firmato: “I Maya”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-7623483363301835659?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/7623483363301835659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=7623483363301835659' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7623483363301835659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7623483363301835659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/12/giggino-murat-e-lasseroscopo-2012.html' title='Giggino Murat e    “L&apos;Asseroscopo 2012”'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8BZlj_X90Nk/TvSmLVtZG_I/AAAAAAAABD8/gTo7KMUJPrY/s72-c/oroscopo-2012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-3579326662786910844</id><published>2011-12-19T10:43:00.000-08:00</published><updated>2011-12-19T10:51:44.096-08:00</updated><title type='text'>'A Casa der Signore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-uSIbriOf3iQ/Tu-GPDWYvyI/AAAAAAAABBQ/C5xTCsnrqME/s1600/Papa_Ratzinger_versione_Yoda.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 269px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-uSIbriOf3iQ/Tu-GPDWYvyI/AAAAAAAABBQ/C5xTCsnrqME/s400/Papa_Ratzinger_versione_Yoda.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687912447547588386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ICI, ICI, zento otore di tecnicucci....."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;"Suona er campanaccio,&lt;br /&gt;se vedeno li putti, er Cuppolone;&lt;br /&gt;s' a gode sua Eminenza,&lt;br /&gt;sontuoso e bello, cor cappellaccio:&lt;br /&gt;'a fazza illuminosa, pare un rosone;&lt;br /&gt;se ferma lì, s'affaccia e penza.&lt;br /&gt;"Me ponno scorticà, sordi nun caccio!&lt;br /&gt;du' chiesette, quattro case, tre casini,&lt;br /&gt;nun se tasseno, se sà, le robbe mie,&lt;br /&gt;da che monno è monno!&lt;br /&gt;Avemo già dato pe' corpa de' bambini;&lt;br /&gt;ce manca er conto per le cose pie!&lt;br /&gt;Nun se fa, nun ponno!".&lt;br /&gt;Giunge camerlengo, cor telefonino:&lt;br /&gt;"Santità, er Governo, pare urgente,&lt;br /&gt;ce sta coso, er lungaccione,&lt;br /&gt;er Premier novo, Mario Monti".&lt;br /&gt;"Ave Mario, tu ce tassi pane e vino!&lt;br /&gt;Fai torto a vecchio, pur piangente,&lt;br /&gt;'o sai, prenno poco de pigione,&lt;br /&gt;famo a cambio, aridateme Tremonti!".&lt;br /&gt;Po' se ferma, scura er volto,&lt;br /&gt;pare morto, nun se stacca;&lt;br /&gt;"Santità, ma che, se sente bene?".&lt;br /&gt;Er Papa piagne, pure molto;&lt;br /&gt;"Quell'altro alla patacca,&lt;br /&gt;questo al PIL, è n'ossessione!&lt;br /&gt;M'ha detto quel che disse Cesare:&lt;br /&gt;"Veni, vidi, vici",&lt;br /&gt;qua so' minchie amare!&lt;br /&gt;"Santità, c'è da pagà l'ICI"&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-3579326662786910844?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/3579326662786910844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=3579326662786910844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3579326662786910844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3579326662786910844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/12/casa-der-signore.html' title='&apos;A Casa der Signore'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-uSIbriOf3iQ/Tu-GPDWYvyI/AAAAAAAABBQ/C5xTCsnrqME/s72-c/Papa_Ratzinger_versione_Yoda.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-1244764860538484595</id><published>2011-12-19T07:24:00.000-08:00</published><updated>2011-12-19T09:00:34.102-08:00</updated><title type='text'>Buon Capo (fa) danno.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-EfExLmYaVAo/Tu9XX2GKnYI/AAAAAAAABBE/KBzogbpAPwo/s1600/img002.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-EfExLmYaVAo/Tu9XX2GKnYI/AAAAAAAABBE/KBzogbpAPwo/s400/img002.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687860921562209666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Divin Giggien, il Sindaque du Role all'ombra cremisì de lu Vesevo, l'inimitable.&lt;br /&gt;Le Maire Arancionè, ca va sans dire, è il tres chic de l'Italie, le plus, tres charmant, 'o meglio. "Fuori mi osannano" è il suo credo, ma almeno 'o sanno? &lt;br /&gt;Se è osanna nell'alto dei cieli-De Magistris, che almeno sia, di grazia, riconosciutagli una grazia, sì come preghiera: taglia, cuci, sposta, metti, intruglia, sfrucuglia, ammanta, smonta, fionda, ronda, randa, mandale a dire, tornale a dare, piglialo, dammelo, stendilo e strummolo, voglaimo che il Re conquisti lu Regno, di grazia, e intiero tutto! Oroscopando nell'iperuranio stellare del Giggino Murat, il 2012 sarà l'anno dell'Arancionè: nuove fortune in politica e amore (farà innamorar di sè tutti i sinistrorsi usciti dal letargo piddino), salute di ferro (per lui ed il fratello, l'Arancino Menor), lavoro alla grande e sesso alla glande! E NApoli a gorgogliar sullo sfondo, pennacchio calante...oppure no?&lt;br /&gt;E' l'anno che fa per Lui, pronti in resta, pronto alla lotta, elmo di latta, tre numeri al lotto, senza pianger sul latte, o cincischiar nel letto! Alle armi, seguendo le orme dei cavalieri senza macchia, nel mucchio, che l'arancione ammacca!&lt;br /&gt;E che resta se non fargli gli auguri?&lt;br /&gt;E' lui il vero Capo d'anno, e caput per tutti, capate a destra e manca poco alla sinistra, capito che capita, col Capitano? Caspita!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-1244764860538484595?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/1244764860538484595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=1244764860538484595' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1244764860538484595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1244764860538484595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/12/buon-capo-fa-danno.html' title='Buon Capo (fa) danno.'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-EfExLmYaVAo/Tu9XX2GKnYI/AAAAAAAABBE/KBzogbpAPwo/s72-c/img002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-2231715641930741732</id><published>2011-12-11T12:49:00.001-08:00</published><updated>2011-12-11T12:55:20.881-08:00</updated><title type='text'>Giggino Murat , Bagnoli, ed il Regno a mare (con tutti i panni sporchi).</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-G3CnzxahdIs/TuUXUAlrpuI/AAAAAAAABA4/wZ2W1dl-wts/s1600/Bagnoli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 264px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-G3CnzxahdIs/TuUXUAlrpuI/AAAAAAAABA4/wZ2W1dl-wts/s400/Bagnoli.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684975737147991778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma che - che - che occasione ma che affare &lt;br /&gt;Vendo Bagnoli chi la vuol comprare &lt;br /&gt;colline verdi mare blu &lt;br /&gt;avanti chi offre di più; &lt;br /&gt;Ma che - che - che occasione ma che affare &lt;br /&gt;Vendo Bagnoli con le ciminiere &lt;br /&gt;però sbrigatevi perché &lt;br /&gt;è un'asta conto fino a tre!”. &lt;br /&gt;(E. Bennato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cominciò prima a piovere e poi a grandinare. &lt;br /&gt;Seduti nel pulpito delle colate continue, udimmo la rabbia del cielo sopra le nostre teste; &lt;br /&gt;attraverso i vetri dei finestroni ci raggiunse una successione di lampi che ci ridusse a un forzato silenzio pieno d'attesa”.&lt;br /&gt;(E. Rea, “La dismissione”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incipit. Un'attesa messianica, diuturna, ormai quotidiana, che si dipana dal lontano 1904, da una delle innumerevoli Leges Speciales per Neapoli, la “Legge Gianturco”, che istituì il polo siderurgico bagnolese, affidando il territorio alla genovese Ilva, su terreni già adibiti ad agglomerato industriale, grazie alle industrie petrolchimiche finalizzate alla produzione di solfato di rame, acido solforico e fertilizzanti fosfatici (la cura ed il rispetto ambientale son genericamente nel dna italico). Mesdames et Messieurs, il 1910 foriero di grandi eventi e sviluppi futuri (e Bagnolifutura ne condensa massimamente il concetto) è qui per voi! Ed al resto ci pensa la Grand Guerre, con la produzione siderurgica alle stelle (nel 1918 erano già 4.000 gli operai occupati), cui si aggiunge a cavallo dei '30 la Montecatini, poi Montedison (ah, il caro vecchio amianto ad Eternit memoria!), passando per la  Seconda Grand Guerre (con distruzione pressochè totale degli impianti), il boom dei '60 (con la nascita certificata dell' Italsider), il cambio in corsa di piani regolatori del Comune Partenopeo (metà anni '70, per l'ampliamento dello stabilimento; '85, nuova variante: eliminate le prescrizioni sull'intera area, Bagnoli viene riservata completamente alle attività industriali e connesse), la chiusura dell'Eternit (la nocività dei materiali ne condanna senza appello la produzione), et voilà, les jeux son faits! Rutilanti cambi di nome, demansionamenti d'area, delusioni e  speranze, fino alla chiusura del '90 (altoforno e acciaieria, con le linee e la colata, vengono dismessi; chiude anche la Cementir, connessa alla produzione di cemento armato). Neapoli perde il suo polo d'industria pesante, inizia il declino ecomico post-industriale. Una cavalcata di cent'anni per una solitudine liquorosa e cristallizzatasi nell'immobilismo prossenetico di questi anni mutevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corpus (Domini). 1994, Anno II del Viceregno di Tottonno Bassolino, il Signore di Partenope, Don Antonio: da allora e fino al 2002 (anno di costituzione della Bagnolifutura, fu “Bagnoli S.P.A.”) per la prima bonifica e lo smantellamento del moloch siderurgico vengono spesi ben 343 miliardi di lire; indi poi, viene sottoscritto un protocollo d'intesa per il risanamento e la bonifica della costa disastrata, riconoscendosi nell' Ilva stessa il soggetto responsabile delle operazioni tecniche di dismissione. Inutile dire che bonifica mai fu completata, con le carcasse ossificate e derelitte in perenne disfacimento. &lt;br /&gt;Vulgata plebea vuole che mai furon completati, nell'ordine: un porto turistico per circa 700 posti barca (cassato dalla Sovrintendenza perchè interrompe la linea costiera); la rimozione della colmata di cemento armato (inquinatissima et nocumentissima et cancerogentissima), che a trasferirla costa un botto;  la mancata bonifica dei circa 330 ettari affacciati sul golfo, tra Posillipo e Nisida; il mancato avvio della costruzione di lotti d'immobili d'edilizia popolare su suoli edificabili ( ma sempre inquinati, of course); etc, etc.. Insomma una silloge perdurante di fallimenti vittoriosi e molto poco virtuosi per il Comune che ha fatto comunella (la Bagnolifutura è al 90%  nella disponibilità dell'assise di San Giacomo). E non dimentichiamo, a memento ed exemplum, che l'elemento chiave doveva essere il polmone cittadino e verdissimo, di clorofilla a saturare, d' enorme parco a scala urbana di circa 120 ha, che avrebbe dovuto esser, naturaliter, verde cerniera tra cittade grigia triste solitaria y final e Mare Nostrum, (o Monstrum, vista l'anomalia degli aromatici depositati in loco, sul fondale?). E come obliare la filiera di grandi alberghi e cotillons, estesi su di un'area di oltre 70 ha ai margini del parco, con annesse et connesse attrezzature turistiche e spa (inteso come luoghi di benessere, non di intrallazzo finanziario) a non finire? Ai posteri la sentenza, sperando che non sia quella d'un tribunale a ferale condanna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E già, perchè forte è il rischio d'un sequestro definitivo dell'area per inquinamento da eternit, cadmio, arsenico, idrocarburi e materiale di risulta, e che risulta esser una vera cloaca maxima, paradise in terra per oncogeni di buona volontà e neoplasie all'ultima moda. &lt;br /&gt;2011, salto in avanti e ritorno al passato: il Regno è passato di mano, dal ”Don” (Bassolino uber alles), alla “Donna”(garrula nonnina, felice Rosetta), forse al “Danno” (oddio, e se c'è Beffa? Se ne ceni, orsù!): al timone, fiero, masaniello ed impettito, c'è Giggino Murat, galloni lucenti ed alamari pezzotti; suo il veliero, sua la rotta arancionè. Presto, di libeccio, di scirocco, uno sciroppo oddio che tosse! Spiegate le vele, l'abbrivio è lesto, strambate, alla dritta, e se poi rovescio? Su, alla randa, ma qui si sbanda, attenti, o boma o morte, vai di bolina, ma niente cazzate! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'affaire Vuitton Cup ha riacceso il faro costiero su Bagnoli, la Procura neapolitana, con i pm Buda e Bisceglie, indaga e scava di draga: lo stesso Murat sentito dai magistrati, periti incaricati,  saranno (si spera in definitiva) le analisi delle acque a fugar dubbi e rovelli, accuse e sospetti. “L'80% dei campioni ha dato riscontro negativo”, fanno sapere dalla Bagnolifutura, mentre l'Arpac ed il Ministero dell'Ambiente guidato dal nuclearista et incenritorista Clini (per lui benzina verde vuol dire “ecologica”), confutano e ribaltano i dati come in pochade francais: “Ci sono tracce evidenti di IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e PCB (policlorobifenili) ad alta persistenza ambientale nelle acque antistanti la colmata in cemento: i primi 20 cm del fondale hanno un quoziente di rischio pari a 4737 volte la norma”. Un bel pastiche, ca va sans dire, anche se costruire una piattaforma rimuovibile, come nelle primigenie intenzioni di Giggino e dell'ACN (la società di scopo a partenariato pubblico-privato), su di una struttura elevata con materiale di scarto e risulta (circa 1300 metri cubi di munnezza altamente inquinante) non è il classico coupe de theatre che ti aspetteresti dal Nelson partenopeo (ma fosse cecato pure Murat?), anzi. E dire che la riqualificazione territoriale, la bonifica ambientale di Bagnoli erano il fiore all'occhiello (assieme al piano rifiuti integrato) del programma elettorale del Maire Nostrum, ed il suo infallibile fiuto da esarca fulgido e illuminato avrebbe di certo guadato e guidato fuor dal limaccioso trogolo impantanato, la corazzata di Bagnolifutura senza colpo (di spingarda) ferir. Poi che fu?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paiono lontani i sogni neapolitani di rendere Bagnoli novella Goitzsche teutonica (la regione mineraria di oltre 60 km quadrati di miniere di lignite a cielo aperto, riconvertite in laghi e parchi a misura d'uomo): azzerati i vertici del Cda, auto-dimissionatosi il presidente Marrone (vicenda astrusa e poco chiara invero), Bagnolifutura rimane un carrozzone vuoto, da barnum periferico che ha già ingollato 340 milioni d'euro, con previsioni di spesa lievitate in pochi anni come porcini all'ombra del Vesevo; circa l'86 % in più rispetto alle prime ottimistiche previsioni. 31 milioni di euro sarebbero stati impiegati solo per la bonifica, vexata quaestio dal kafkiano andazzo, mentre nel totale sarebbero 259.358.195 euro, i fondi stanziati per il recupero dell' ex area industriale. Gratta e vinci, ma qui a rosicar fortuna ci si rimette tempo, salute e denari.&lt;br /&gt;La “terrazza a mare”, come amava definirla il vicesindaco di Rosetta, Tino Sant'Angelo, è rotonda torta da spartirsi in riva al mare, e la rive guache della Sinistrata pidina a déjeuner sur l'herbe non fu da meno: colmata, bonifica e debiti son cimeli d'un'epoca che a Neapoli si ha per acquisita. Come dire?Archeologia politica et industriale.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Exicipit. La Vuitton Cup, o meglio le poco paludate preregate, porteranno un flusso di circa 38 milioni di euro a veleggiare verso Partenope; le colonne d'Eolo, a corrente alternata, sono flusso interrotto di capitali e credibilità da spendersi tra politica ed affarismo, Palazzi e Potere, tra Murat, Regione e Provincia. Eppure. “L'America's Cup è un mezzo molto importante per definire una volta per tutte la bonifica di Bagnoli”, chiosava il Metre di San Giacomo non molti mesi orsono; certi di maxima buona fede, la visione politica del Giggino è ben mediocre, v'è da dire: è pur vero che il Nostro è Sindaco da poco, e mai si vorrebbe additarlo come correo e responsabile di uno sfacelo che affonda le radici in un ventennio d'immobilismo e maramalderie scialacquatorie di una sinistra da manuale Cencelli nella spartizione di poltrone, incarichi e malaffare. Ma è dato certo che la miopia politica di questa fase murattiana è inescusabile, che la bonifica era da attuarsi in primis, ponendo il focus su Bagnoli per riqualificare gli ettari disastrati e dirottare gli introiti derivanti dalla Coppa America verso un rilancio cittadino a lungo termine. La mediocrità al potere non paga, l'arroganza ed  il personalismo son cavalli di Frisia da non cavalcare, dacchè gli ostacoli van aggirati, non caricati a corna basse. Forse il Murat è ancor inebetito dalla frenesia mediatica che lo pervade, da un berlusconismo comunicativo al limite del parossismo narcisistico, dai riflessi catodici dell'esser popular, nonchè populista. Il vezzo da purosangue bizzoso  e frusto non paga, e l'esser maschera mediatica non rafforza il messaggio: amministrare è percorso di lustri e costanza, pazienza e discernimento. Tutto quel che manca al Nostro, almeno fino ad ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le aree sono inquinate, Bagnoli sarà interdetta alla kermesse, questo è palese e fuor di dubbio. Bastava ascoltare i peana  dell'Assise di palazzo Marigliano e delle associazioni ambientaliste ( e Giggino non concesse  loro audienza), che da tempo chiedevano l'analisi dei rischi per Bagnoli, una bonifica seria e programmata e la rimozione della colmata: ma il Leviatano affascina il nostromo, come cetaceo pallido e mortale. A Palazzo han pronto il Piano B; sinistro suono, qual sito carnoso ove palpare a mano tesa: e in effetti stavolta ci vorrà fortuna, per non dir viepiù prosaicamente “culo”.  Via Caracciolo o Molo San vincenzo, per le regate a breve giro di boa i nodi son gordiani e da sciogliere al canto di sirena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giro velico in ottantacinque giorni dovrà gettar l'ancora alla fonda, nel Golfo incantato a promenade: il primo nodo da sciogliere è amministrativo, ovvero chi può o debba farsi carico delle nuove opere in essere. Bagnolifutura ha gestito la gara, con le opere in cantiere ed ancora sub judice; l'ipotesi è quella di considerare valida la gara già svoltasi, tenendo per rato e confermato che la Vuitton è assegnata a Bagnoli, salvo migrare per eventi contingenti, scavallando Posillipo e solo per la tornata del 2012. È un' ipotesi che non recide il fil rouge con le ditte appaltatrici per il secondo round del 2013 (che si vuole comunque a Bagnoli, sperando nel viatico del ministero dell'Ambiente) e non dovrebbe (teoricamente) scontentar nessuno. Ma Nessuno accecò il Ciclope monocolo, e Nelson l'ammiraglio, di occhio uno ne aveva in conto...&lt;br /&gt;Oppure no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-2231715641930741732?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/2231715641930741732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=2231715641930741732' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2231715641930741732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2231715641930741732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/12/giggino-murat-bagnoli-ed-il-regno-mare.html' title='Giggino Murat , Bagnoli, ed il Regno a mare (con tutti i panni sporchi).'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-G3CnzxahdIs/TuUXUAlrpuI/AAAAAAAABA4/wZ2W1dl-wts/s72-c/Bagnoli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-510886597049991090</id><published>2011-12-06T00:34:00.000-08:00</published><updated>2011-12-06T00:59:03.266-08:00</updated><title type='text'>L'uomo che rubò Gioconda</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-_9H9qGH2ORM/Tt3YIbisCWI/AAAAAAAABAs/NDkX-EPzkok/s1600/Vincenzo-Peruggia-.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 356px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-_9H9qGH2ORM/Tt3YIbisCWI/AAAAAAAABAs/NDkX-EPzkok/s400/Vincenzo-Peruggia-.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682935944155236706" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Principio novecento, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;belle epoque&lt;/span&gt; di fiere e commerci, artisti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;a la carte al chat noir&lt;/span&gt;, Monmartre e Moulin Rouge; Parigi val bene una festa, e quante per le vie e le &lt;span style="font-style:italic;"&gt;buttes&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;bohemiens&lt;/span&gt; alla Toulouse, borghesucci arricchiti e nobilucci spiantati: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mesdames et messieurs, bienveniue à Paris&lt;/span&gt;! Sola bisboccia, paillettes e sfavillio? Del rovescio v'è medaglia, è cosa nota, vox populi, vox dei. Dei soliti di grazia; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;prolétaires&lt;/span&gt; ed emigranti, sfasulati e senza soldo, a stento un cacio nella tasca, e niente pane. Vincenzo Peruggia, italiano di Dumenza, in quel di Varese, emigrante non per lusso, viepiù necessità, imbianchino e decoratore, è figlio di popolo in cerca di fortuna. O anche meno, che s'avanzi almeno un tozzo di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;baguette&lt;/span&gt;, se non di “cafone” (come pane); e chi il cafone, signori miei? Qui si fa l'Italia, e si muore di fame! Meglio Parigi, val bene una messa scalza, mani grosse cervello fino, sorriso giocondo. Ma che v'è meglio del sorriso di Gioconda, per italiano all'estero emigrante? Monnalisa, sia gentile, un po' per celia, un pò pe' Belpaese, sott'al braccio e così sia. Vincenzo Peruggia è l'uomo che rubò Gioconda, historia d' un “Erostrato” moderno ( costui passò alla storia per singolo gesto, ed avvetato, quale incendio di Tempio artemideo ad Efeso), ladro per orgoglio e appartenenza, italiano che sentiva il peso di costumanza e bandiera: sissignore, Monnalisa, la moglie di Messer Giocondo, in Francia dal principio del secolo XVI, nel fardello di Leonardo, fu di netto staccata dal sepolcro e nicchia parigina, e portato sottobraccio, sottotraccia, di nuovo in Italy. Da Vinci, perdinci, ancora al Belpaese; come biglietto unico di lotteria fasulla, che peschi il numero ed è destino fesso, cavo, e tu sei lì, stolido e imbambolato, a rimirar tagliando; ma non sempre t'accontenti. Vincenzo lavora, in quel di Francia, è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“mangiamacaronì”&lt;/span&gt; , forestiero, cugin povero d'Oltralpe, deriso, derelitto; e maledetti mangia-rane, mangia-baguette, francofoni con facce da mummie e da museo; ed è il Louvre il vostro stallo! Ma non di Monnalisa; la madonna, deride, sorride, sfruculea, “che ci facciamo ancora qui? “, par che gli dica: e su, Vincenzo, è un delitto laciarla lì. Furto, per la destrezza e precisione: piano semplice e svizzero (inteso da orologio), manolesta ed italico tocco: il 21 agosto del 1911 la Monnalisa s'involava nel pastrano liso e mondo dell'audace &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Macaronì&lt;/span&gt;; e Napoleone è sistemato, la ruberia pareggia il conto, rivalità ristabilità, uno a uno, balùn al centro. E poi che fu? Una sedia al centro, luci e cono d'ombra; in scena, corpo solido e d'un pezzo, Vincenzo è a processo. Firenze, 1913, latitanza, lontananza, per due anni Gioconda transfuga, tutti ai pazzi, Francia in primis, e poi &lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Tripoli e Italia”&lt;/span&gt; (dal nome di pensione dove il nostro fu arrestato, Monnalisa ritrovata): imputato Peruggia, si alzi e ci racconti, che fu, come dove, e perchè mai? &lt;br /&gt;Vostro Onore, che poi è il nostro, onore e vanto degli Italiani, tutti e nessuno, escluso (ma solo un pò) il Peruggia, che si fece un anno e passa al gabbio, tale il pretium da pagare. Audace colpo del solito ignoto che diviene assai noto, e nuota nell'oblio, per emergerne Eroe, oppure “Anti” , eppure chapeau!, e bravo Vincent Leonard, (questo il nick che il nostro adopra). Vicenda umile ed altissima, grottesca, tragicomica: eppure. Eppure l'appartenenza, il richiamo di sangue e radici che ti tira la giacca, anche quando dovresti farti i fatti tuoi, dovresti pensare alla tua di pagnotta, altro che orgoglio e onore, e Patria, e quel che è stato. Lo Stato.&lt;br /&gt;L'uomo che rubò la Gioconda, che gesto aulico, d'arte sublime, come metterci il baffo sopra, e ci fa un baffo il Duchamp, vero Peruggia? Un piccolo segno, uno squarcio, sulla tela del tempo, impronta di riscatto, se non riscossa. E nulla riscosse, a parte qualche anno di galera, ma applausi sì, e medaglie di latta da appuntarsi in bavero. Pacato vezzo d'esser italiano, e se un popolo, il Popolo, esiste, allora Peruggia è anima pura che rappresenta l'Italia geniale, o quel che ne rimane. C'è chi visse d'arte e chi semplicemente la rubò. Per restituirla al suo tempo e al suo Paese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-510886597049991090?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/510886597049991090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=510886597049991090' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/510886597049991090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/510886597049991090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/12/luomo-che-rubo-gioconda.html' title='L&apos;uomo che rubò Gioconda'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_9H9qGH2ORM/Tt3YIbisCWI/AAAAAAAABAs/NDkX-EPzkok/s72-c/Vincenzo-Peruggia-.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-8583856995172361004</id><published>2011-12-01T02:00:00.000-08:00</published><updated>2011-12-01T02:24:53.351-08:00</updated><title type='text'>El Hermano Menor,  ovvero "Un Arancione per Due"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-y_uv1IwPMFA/TtdQWpWuf1I/AAAAAAAABAg/08kIvtJqoyE/s1600/fratelli-magistris-.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-y_uv1IwPMFA/TtdQWpWuf1I/AAAAAAAABAg/08kIvtJqoyE/s400/fratelli-magistris-.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681097804939689810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Voglio che per secoli si continui a discutere di quello che sono stato, di quello che ho pensato, di quello che ho voluto” (C.M. de Talleyrand). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ab Urbe condita. E cioè succosa, umorale, vaporosa, oleosa historia neapolitana, come fresca 'nzalata de cestunia appriparata sul desco di Partenope, io nevver canto (e me ne vanto?). Venghino siori, venghino, che non di Livio (ne rimase forse livido?), qui è il conto e l'abbrivio, seppur di germani reali, e non romani, qui si favella; e fa vela, velletario, il vello al vento, ed è nocchiero il Piccolino ( di Palinuro?), di palo in frasca, in resta, segue mesto la scia d'un Fratello Grande, Rivoluzione  e Stocco, Arancione al tocco; “Claudio trema, la cugiggina è fuggita?” No, no un momento, un memento... Qui si scantona, gli avi s'azzuffano, è confusa-mente, ci si arrovella, affastella, appastella! Che di Napoli è la historia, e il giusto ac-conto di Rivoluzione, oggi come allor, ma l'alloro indi ove posa? Su collo merlettato o su pollo congelato? E questo è il conto, niuno sconto, ed è Commedia, e 'l Duca mio? Dica Duca (oddio il Principe!), di che o di cosa? Il conto, il canto! Ah, è vero, mi rizelo: il conto e il lauto pasto, e gli afrori, e del Forum il grande evento, e di germano il pio lamento, che è mal Comune, quindi mezzo gaudio; ergo, nuntio vobis gaudium magnum (e de che magno, poi?): “Sono Claudio de Magistris e non chiamatemi il Trota” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che Trota, va bene, col mare di Neapolis non Lega; ma col Maire Partenopeo, s'ammischia e s'accumoglia? Come s'è detto, “Dai nemici mi guardi Iddio, che al fratello ci penso io”. L'Hermano Menor aleggia, nevvero, in quel di Palazzo, novello  Talleyrand del Regno di Luigi (dopo il XVI c'è il 17, ih che marina!), è cosa nota; che ti nuoti l'avannotto quando lu guarragiggino (o più de coccio?) è in acque alte, al di fuori di scogliera, è arcano disvelato: un vice-Murat ci dovrà pur essere nell'acquartieramento, mica cotiche, diciam bene?. E allora largo!, tocca in pectore, spadino puntuto e coroncina in resta, al vicesindaco arancione. Sodano? Men che meno (ma è per diletto...o delitto?), al fratellino; ma che sia chiaro, per la vice-consiliatura nulla si percepisce, né vil denaro, nè prebenda, sola bastò virtù. “Prima di essere il fratello del Sindaco, sono un esperto di comunicazione e uno che sin da piccolo ha sviluppato la passione per la musica e per gli eventi.  Ora lavoro gratuitamente al fianco del sindaco, occupandomi di organizzazione e della sua segreteria politica”.  Appassionato di comunicazione, ne fece mestiere ed il cantagiro è tutto qua. Dove l'inghippo, di grazia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Annunciazione, Annunciazione! Gabriele (Corrado, l'ex assessore pidino alla qualunque) ti ha dato la buona notizia! “Ma quando de Magistris Claudio va a Palazzo San Giacomo e siede nel gabinetto del sindaco-fratello per chi lavora?”. Domandare e lecito, lievita l'attenzione, e cortesemente s'attende la risposta sulla question:  “Dopo la campagna elettorale il partito Italia dei Valori mi ha chiesto se volevo collaborare all’organizzazione del reparto comunicazione nazionale. Ho accettato, sono un cocopro”. E buon cocopro vi faccia! No davvero, cos'è Il Grande Fratello, fardello, friariello? Ma mi faccino il piacere, mi faccino, e la faccia dove la mette? Davanti alla testa, che è al solito posto, cioè sul collo, e ci facciamo il callo, e  va bene... ma lei un posto ce l'ha? “Per evitare certe polemiche ho scelto di non essere inserito nello staff anche se la legge non lo impedisce, perché lo staff è per sua natura di carattere fiduciario. Economicamente ci ho rimesso. Sono un volontario”. Fiat voluntas De-Ma! &lt;br /&gt;Collaborare all'organizzazione su scala nacional, e l'Arancione, il Fratello Grande che c'azzecca? Lo fa un po' per celia, un po' per il Sindaco, un po' per l'Idv, in attesa di morir (gratta e vinci, tranquillo)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come moscone di Serao, o Vespa aristofanea, il tarlo svolazza a fior di neo; fatta la legge, trovato l'inganno, facciamo la festa al nostro santo: San Giacomo può andare?  Il volontariato è regolamentato a livello nazionale da norme al passo di lumaca; la prima delle quali è la Lex 266/1991 (che istituisce i cosiddetti “registri regionali”), cui han fatto seguito un bel D.L. 328/2000 e la riforma costituzionale del 2001 (più casini del Millennium Bug) istitutrice del principio “di sussidiarietà orizzontale”.E torniamo al Volontario: c'è possibilità di salvare il “Soldato Claudio”? O lo abbandoniamo dietro le linee amiche, anzi fin troppo fraterne? Mettiamola così: una figura come quella dell'Hermano Arancino non è facilmente inquadrabile da un punto di vista formale e giuridico.&lt;br /&gt;Nessun norma! In Comune avrebbero dovuto avvalersi di "volontari", truppe  regolarmente iscritte nei registri previsti dalla Legge, e regolarmente non retribuite. E sull'assenza di stipendio ci siamo,  nevvero? In ogni caso trattasi di volontariato finalizzato alla erogazione di servizi alla comunità  (quali assistenza agli anziani, assistenza agli indigenti e via discorrendo), non certo alla collaborazione con le massime autorità cittadine, ancorchè tu li abbia visti fare pupù nel vasino da piccoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abstine, substine. Ma comma se fa se non c'è il cavillo? Quale il cavallo, per il De Magistris Equitum Imperii? Serve una pezza arlecchino, al minimo un canovaccio, val bene financo una mappina. “Il mio Regno per un cavillo!”, con Murat novello Riccardo III, di barda memoria, stracquo e assorto nel meriggio arancionè, eserca circonfuso d'aura giacobina, nonché rivoluzionaire: “Avimme scassate!”, ed invero un po' ha rotto, alfine. Prova il rappezzo l'Assessore al Patrimonio e Personale, il Bernardino Tuccillo: “Lui ha voluto lavorare al Comune come volontario, a titolo gratuito, come collaboratore del Sindaco per questioni legate alla comunicazione e alla cultura, che poi sono il suo mondo, quello nel quale lavora da molti anni. E nel quale, ripeto, è bravo”. Nessun rovello, amletico dubbio, sulla sostanza ad coadiuvandum: “Mihi pinnas inciderant!”, e per caritade, nessuna voglia di tarpar le ali alla colomba, e però...&lt;br /&gt;Però il divieto di svolta sinistra per una Giunta che agevola virtù e trasparenza, è cosa giusta a rimarcarlo; dove la sostanza, dove la virtù? Non si ricorda dunque, d'un germano reale di Bassolino, o nipotina di Rosetta  a scarrellare per l'avito Palazzo, no? O forse qui si pecca? No, in questo non v'è pecca, al massimo si picca, qualcuno, di concordanza in dissolvenza: si dissolve forse la “Revolution”, la discordanza col “consociativismo clientelare”, il familismo amorale di piddino andazzo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tengo Famiglia!”. A pensar male, il peccato è in agguato, ma sovente ci s' azzecca; e ci s'inzacchera, in guazzabugli d'azzaccagarbugli per due capponi con una fava; e sale la freva, di temperatura al galoppo, e torna il cavallo, il cavillo, l'asinino raglio. Che non è sia di Buridano: tra il collaborativo volontariato in comune et amorosi intenti, e l'astensione ascetica perchè più opportuna, il Claudio sa dove indirizzare il soma, nonché somaro; “Non chiamatemi il Trota!”. Eppur bordeggia in limine, di sponda, e spande propri panni in Comune tra noi; e non si faccia virgineo volto, stolido e sorpreso, che qui di balocchi non ci si balocca, ma di potere e posizioni. L'esser “Volontario” in Pubblica Amministrazione, non percependo alcuno, come speculum Principis per alveo di potere invaginato, vuol forse significare che non si goda di riflessi e scampoli di poter aggiunto? In Segreteria, al telefono, spendendo il nome, acquisendo concretezza come neuronale ganglio di pubblico legame, seppur privato, perchè di “Volontario” qui cianciamo? Malfidato, belfagor, luciferino; è solo un rovello, pardon, niente di più. Soccorre ancora il buon Tuccillo: “In ogni caso, trattandosi ovviamente di persona di fiducia del Sindaco, valuteremo tutte le ipotesi sul tappeto per come regolare la sua presenza a Palazzo San Giacomo. Fermo restando, ed è bene ribadirlo, che Claudio fa volontariato. E decidendo di lavorare gratis e non credo che la cosa rappresenti un problema per il Comune”. Oh, io credo di sì, invero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paradosso. La questione su come normare la permanenza fraterna del Murat è a carico nostro: un rapporto di famigli diventa quaestio giuridica per Comune e cittadini; non abbastasse la “Cugiggina” nell'assessorato sportivo della Tommasielli, giù di regolamento, inchiostro e scartoffie per ammettere che sì, è cosa ben strana, presenza vana (o forse no), di un onnipresente Fratellino, eppure. Eppure che dire se la famiglia rimane legame indicibile, catena infrangibile? Visto che nelle pubbliche amministrazioni volontari non ce ne possono essere, a meno che non siano visitatori autorizzati ad un singolo ingresso, o che abbiano un'autorizzazione anche permanente, ma scritta, per stazionare negli uffici comunali, che s'appripari il sigillo Reale. &lt;br /&gt;Il Regno è mio, e lo gestisco io. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paradosso Due. E' una bella mattina, ho tanti et numerosi amici in comune. Vado, mi presento, voi già mi conoscete, che dite? “Faccio il volontario, collaboro con voi, allarghiamo la Famiglia Comune! No, no, voi m'offendete, non voglio prebende, spendo solo il nome, niuno problema,  o no? Son di fiducia!” E mentre attendo che due robusti e nerboruti omini in camice bianco mi trascinino via di peso, sulle profetiche note di “Andiamo al Regolamento” d'arboriana memoria, farò anche il tempo a  gettare il mio straziante lamento, “Non sono il Trotaaa!”, facendo un rapido e fugace saluto al Vicesindaco. No, non Sodano. Quell'altro. Il Volontario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-8583856995172361004?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/8583856995172361004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=8583856995172361004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/8583856995172361004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/8583856995172361004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/12/el-hermano-menor-ovvero-un-arancione.html' title='El Hermano Menor,  ovvero &quot;Un Arancione per Due&quot;'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-y_uv1IwPMFA/TtdQWpWuf1I/AAAAAAAABAg/08kIvtJqoyE/s72-c/fratelli-magistris-.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-8045839606141103138</id><published>2011-11-24T02:38:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T03:14:09.721-08:00</updated><title type='text'>Il Senso Comune  ovvero, il Confor-Populismo politicante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-1QMzBo7nuE4/Ts4fYucmlgI/AAAAAAAABAU/PYWzIiYcF98/s1600/popolo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1QMzBo7nuE4/Ts4fYucmlgI/AAAAAAAABAU/PYWzIiYcF98/s400/popolo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678510689806095874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il conformista &lt;br /&gt;è uno che di solito sta sempre dalla parte giusta, &lt;br /&gt;il conformista ha tutte le risposte belle chiare dentro la sua testa &lt;br /&gt;è un concentrato di opinioni &lt;br /&gt;che tiene sotto il braccio due o tre quotidiani &lt;br /&gt;e quando ha voglia di pensare pensa per sentito dire &lt;br /&gt;forse da buon opportunista &lt;br /&gt;si adegua senza farci caso e vive nel suo paradiso”.  (G. Gaber)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conforme: Agg. o Prop., “Che si modella su qualcosa; che corrisponde, si accorda con qualcosa” (dizionario della lingua italiana).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conformisti, esser umani, che s'attagliano all'ovvio dei tempi, quandi i tempi son grami oppur grassi (come il Cinghialone Ferrara, maitre de camp delle falangi armate e cammellate (e siliconate) del Berlusca fu Silvito); vuol consuetudo che se ne discorra, discuta ed argomenti, con ghirba contratta e palese bile verdognola a sobbollir dal labbro, cauto dileggio e congruo o semplice disgusto. Per i conformisti, pedoni irredenti dell'ovvio tracimato in philosophia studium virtutis, non s'usa odiare, né singulti d'animosi intenti vengono espressi in loco, per gli allocchi del gretto e banale florilegio espresso (ed espressivo). Il conformista, conforme e conformato, non pensa mai da solo, e quando lo fa, segue corrente come salmonide controcorrente: segue il verso, è la natura. Naturaliter.&lt;br /&gt;Conformista, come compromesso, viepiù faticoso, tra l'umano sentire (Comune, di grazia)  ed il puro, semplice, nulla , bianchicco ed ovattato refegium pensatorum; il che, in qualità di compromesso, nessun sentesi soddisfatto, fuorchè il conformista istesso.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Signor Gaberscik direbbe che siam davanti a nuova razza, o vecchia quanto l'im-mondo, d'homo novus in senso letterale, “progressista, al tempo stesso liberista, antirazzista” e pure molto buono, “animalista, non più assistenzialista” , insomma uno che di solito sta sempre dalla parte giusta,  &lt;br /&gt;che “s'allena a scivolare dentro il mare della maggioranza”.&lt;br /&gt;Manganelli (Giorgio) in parte ne tesseva elogio, ergo non si dica che i pareri degli eletti sian concordi; come lunatico esergo, incipit sannitico d'un orfano del senso comune (ah, il Comune!), il colpo del Manganelli calava sui letterati conformisti, come “tribù di gentes, pugnaci quanto irregolari milizie di individui anonimi” che però fan massa critica, formano la communis opinio, strambano il boma costrictor nel verso di corrente e mai contro di essa; “vivandieri, il loro posto è attorno ai grandi, così come in un quadro celebrativo di un santo o un eroe, buffoni e cortigiani si stipan lungo la cornice, pronti ad uscirne, in qualsiasi momento”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in politica? Quanto conta e premia, e loda e s'imbroda, il conformista? Presupposto ontologico è il premeggiare comunicativamente, mediaticamente, sulla mota immobile della mediocrità autoreferente e referenziale, sul cicaleccio disturbante e malcreato, tendente alla caotica espressività emozionale, e mai razionale. Tale tipo di conformismo è viepiù “urlato”, viaggia per isole comuni, intese sul “senso” immediato, comunica istintualmente e si rivolge ad una società di massa caratterizzata dal predominio socio-mediatico-culturale di strati medi e inferiori metropolitani inseriti in strutture di consumo omologo ed omologante. Il conformismo varia nelle modalità e nel grado di accettazione delle idee ed opinioni prevalenti: i politicanti alla blade runner, replicanti di sottotesti, sottotracce (sottopancia?), monadi impazzite in uno schermo liquido, procedono per scissioni identitarie, per proclami sloganistici e sempliciotti; ed è tutta un'escrescenza di passepartout massmediologici, buoni a scardinare la credenza ancestrale, le false sicumere, a solleticare gli istinti autoconservativi e tribali più profondi, non certo ad innestare un logos comunicativo razionale e cartesiano. Primati della semiologia mediatica. Eppure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, premia. Cicerone collocherebbe i conformisti moderni quali retori (e si fa torto ai legulei e parlatori antichi!) “ad animos permovendos” che vogliono dimestichezza con gli ascoltanti, devozione quasi totalizzante alle loro passioni, ai loro pregiudizi, ai capricci ed agli imperativi locali (Lega docet) o globali; vogliono lacrumas, lacerate tuniche e carni straziate a disvelar ferite; financo sventolio d' orfani, se i pargoli son sottomano. Questi novelli Demostene, non proponendosi di docere, vale a dire fornire esaustive informazioni, equilibrate dissertazioni, ma solo movere compulsivamente all'empatia, plasmano la realtà permeante, conformandola alla loro personalistica, utilitaristica, visione comune ed identitaria.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Togliatti ad esempio: il Migliore, costruì un partito ideologico-identitario, che tendeva a dividere i “nostri”, i compagni, dalla linea Maginot, dal vallo nemico; noi di qua,  gli “altri”, di là. Tutti più o meno inaffidabili. Scissione identitaria, appunto. Indispensabile al rafforzamento comune, interno, non può però riprodursi troppo a lungo, perché produce fenomeni di tipo autoreferenziale ed entropico, alquanto implosivi. L’eccesso identitario soffre di patologie narcisistiche e paranoiche: I Migliori siamo e saremo soltanto noi. L'autodafè del conformismo politico espresso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per citar poi l'Omino della Bassa e le sue genti, i Berluscones anni '80, tettonica e sederonica visione d'un'Italietta scosciata e plastificata, d'un conformismo politico, onirico, ad aziendam provincialotta e bauscia andante; ancora perdurante la lascivia godereccia da pornosoft estetizzante, il Grand Guignol delle Libertà ha come Master of Muppets, il Cavalier Silvio Armstrong Custer Berlusconi; Re di Denari, esarca, monarca, menarca (il pelo sempre in resta, testa, festa, mesta e moggia alfine), plutocrate conforme al detto “la palla è mia (l'ho portata, l' ho comprata) e la gestisco io”, politico della prima ora, perchè quella legale era scoccata per Craxi e socialisti (non soltanto, nevvero) sparsi ed assortiti, il Nostro Calimero trapiantato ha agitato i fantasmi ed i lemuri del suo immaginario ipotricotico per un ventennio (o quasi) e giù di lì. Abbiam conosciuto tutti indistintamente, cavalcando lo sdegno o la pietas mediatica, il monstrum berlusconiano, il Leviatano disturbato ed i suoi spauracchi ginecologici, in una seduta di transfert collettivo-istituzionale durata i fasti e gli s-fasci d'un Mascellone d'antan: e via con un tripudio di “Comunisti, Giudici, Antipolitica, Libertà, Maggiorate, Minori, Bunga-Bunga, Barzellette ed Apicella, il tutto Ad Personam” ; una carnascialata costata debito, spread, dignità in quel d'Europa e di Barack (God Bless Obamerika). Ammèn, la mestìa è finita (forse)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E all'ombra del Vesevo, signora mia? Giggino Murat è vettore mobile di populismo tres charmant, gradiente funzionale alle sfumature della vox populi, il vellicolo che l'ha sgravato conta sul placido conformismo di un riformismo progressista para-rivoluzionario (Viva Zapata!...O era 'O Zappatore??). E vai col tango (a proposito, signora mia, lo fa il casque, e senza prender il cachet,  nemmanco il cascè di Vecchioni?): “No ai partiti personali, bisogna risolvere i problemi della gente” (31-10-2011... la “gente” ha sempre problemi, un cheval de bataille buono per tutte le stagioni); “Voglio ricordare Pasolini, poeta che sapeva stare tra il popolo” (02-11-2011...il Poeta apprezzerà); “No ai licenziamenti facili” (03-11-2011...e come dargli torto?); “Ho sempre dialogato, ma no ai patti con i violenti” (04-11-2011...i violenti sarebbero i Bros che l'hanno contestato, ed un vecchia un po' alterata ha dato un pugnetto sulla carrozzeria della berlina blu: viuleeeenza inaccetabile!); “Non sono entusiasta dei Governi tecnici”(10-11-2011...la Politica, la Politeia, la Polis, va bene pure il Polipo affucato, il Poli-Tecnico mai!); “Segui il tuo corso e lascia dire le genti”( 11-11-2011...cita Dante, passando per Marx ,per giustificare alcune indiscrezioni riguardanti l'assunzione di parenti nel suo staff o in quelli limitrofi: noi i Migliori, gli altri i detrattori, i Nemici); “I giovani serbatoio di cultura inestimabile”(16-11-2011...poveri giovani, son serbatoio più capiente d'una cisterna petrolchimica); “I Maesti son gli studenti” (17-11-2011...e giù altre amenità basilari da corso politicante-comunicativo di primo livello); e tante altre perle rare di saggezza Murattiana a decantare nel calderone ribollente della Revolucion Arancion!&lt;br /&gt;Ma il ragazzo si farà, anche se ha le scarpe strette...l'empireo movimentista attende il suo Re, ergo Giggino calerà feluca, galloni ben in vista, sellato il cavallo, accavallate le idee in nome della razionalità populistica, il Movimento sarà pronto a breve, scalpitando ai box (il pilota testa-arancio sarà como siempre el Nostro). “Italia è Tua”, e guai a chi me la tocca! Indignato con gli Indignados, studente con gli studenti, giovane coi gggiovani; dalla parte degli operai, contro i padroni, per il Sud, per la Piazza, svoltando a sinistra, imbopccando il Movimento, aggirando la ZTL, tornando alla periferia per puntare al Centro del Palazzo, a Roma Capitale (ma almeno il capitone se lo mangia per l'anno venturo?): una sciassa per tutte le stagioni, di rotta e di sgomento, di lotta e di Governo. Murat è l'ultimo della schiera, i conformisti-populisti pullulano e son tra noi. Ha visto anche lui cose che noi umani possiamo solamente immaginare, e guai a chi replica! Ma il replicante chi è? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il conformarsi ai valori propugnati da una società in un determinato complesso storico-normativo contingente, sovente sul piano politico si  può tradurre in un populismo frenetico, una recherche ininterrotta del consenso etero-indotto: l'indivuo, l'homo politicus, raccoglie i borborgmi della civile societas trasmutandoli in segnali decodificati, in istanze politiche; tale è la funzione propositiva della classe istituzionale di riferimento: possono veicolarsi valori positivi, è vero; ma sovente anche dis-valori (le gutturali rimostranze di bassa-Lega sono qui a memento imperituro), antinomie razionali che cozzano col senso comune, con le categorie “giusto” e “sbagliato”. &lt;br /&gt;Sta al politico cauto e misurato cavalcare la Tigre, e non esserne cavalcato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-8045839606141103138?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/8045839606141103138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=8045839606141103138' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/8045839606141103138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/8045839606141103138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/il-senso-comune-ovvero-il-confor.html' title='Il Senso Comune  ovvero, il Confor-Populismo politicante'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1QMzBo7nuE4/Ts4fYucmlgI/AAAAAAAABAU/PYWzIiYcF98/s72-c/popolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-7338294994571756095</id><published>2011-11-16T11:41:00.000-08:00</published><updated>2011-11-16T11:45:34.628-08:00</updated><title type='text'>“Napoli è Tua, l'Italia è Tua, ma è tutto mio”  ovvero, Giggino Murat ed il Regno d'Italia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-83UIKNvKg7g/TsQSClfgcQI/AAAAAAAABAI/p3sXFO5HEtQ/s1600/LDM.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 235px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-83UIKNvKg7g/TsQSClfgcQI/AAAAAAAABAI/p3sXFO5HEtQ/s400/LDM.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675681266026967298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Gli uomini fuggono da chi dice sempre le stesse cose. Ma se uno le dice con sufficiente arroganza, da costui si lasciano dominare” (E. Canetti). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esprit du temps per un popolo italico “in media” Re (Sua Metà d'Arcore par messo alle corde), gramaglie luttuose come sciassa arlecchina a rivestir il tessuto globale di finanza euroscettica ed economia canaglia, il partitismo di massa pare collassato per gravità, verso un centro freddo e buio come buco debitorio (e quanto il botro oscuro imperversa nell'onirico; oppur nell'urologico). &lt;br /&gt;Autre Gouvenement, autre chose, o corsa, e sull'abisso di uno spread du temps che sarà nuova piaga, in luogo di locuste (o preferite vacche magre e la moria, come voi ben sapete?); orsù, lo Zeitgeist teutonico soffia di libeccio, e quivi , in quel di Partenope, il ragù arancio-cremisi si colora su scala Belpaese di nuovo afflato tricolore: sissignore, Giggino Murat, dioscuro bivalve dell'empireo parthénopéen (citofonare Comune, risponde germano), lancia l'asso, nasconde masso, scompagina le carte come vento della Storia: “Dobbiamo esultare per l’uscita di scena definitiva di Berlusconi; allo stesso tempo però non bisogna esultare per la nascita del Governo Monti”. Di grazia, pourquoi pas? “Questo Governo non ha una legittimazione democratica e nasce per assecondare il volere della Borsa, delle banche, della Banca Centrale Europea e di Bruxelles. C’è il serio rischio che la politica scompaia”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A veder la composizione alchemica d'ampolla, tutti i torti il Maire “scassatutto” non ha; il Monti Python Show, se di lacrime non s'abbevera , né di plasma a sugger via (i conti son sballati e vampireschi), suggella invero la sua genesi alle idi d'un berlusconismo declassato sul piano europeistico e finaziario: screditato, commissariato, il Paese è alla deriva, la barra non è dritta, il motore è imballato, ed il mercato mostra il medio, se non l'indice puntuto. Che è negativo, a dirla tutta. Ma il Gotha-City alto-borghese ed internazionale bat-man concorde, segue sulla bitmap il percorso alatalenante dei bund e dei suoi derivati: pretazzi papalini in odor di liquidità, banchieri alla Passera (non è moda la patonza), bocconiani engagè, il meglio del barnum sulla scena romana, nominato dai mercati a presiedere il consesso, di un Governo spread in resta. E che ci resta, a naso, di democrazia sì asfittica, ma almeno semi-eletta? A proposito, niente Letta? (ad una o due Piazze Affari?). “Dobbiamo cominciare da subito a costruire un’alternativa politica al neoliberismo che Monti rappresenta e che ha fallito”, Giggino dixit. E s'accominci ordunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Rivoluzione paga, e chi scassa insacca il premio; e se prima era Napoli la perla, adesso è italico il diadema: “Napoli è Tua”, ma è cosa mia, si raddoppia nell'andazzo, io non lascio, ti raddoppio, calo l'asso e guarda ccà! Tre son le carte, mesdames e messieurs, nessun trucco, niuno inganno: “C’è una straordinaria partecipazione politica nel paese, un’energia vitale per il paese che non ci possiamo permettere di perdere. L’indignazione che io ho guardato in questi mesi negli occhi deve essere trasformata - come è accaduto a Napoli - in mobilitazione e in partecipazione politica”.  &lt;br /&gt;Parole sante, mefistefelico è il rovello: democrazia partecipata, chi era costei? Massa critica, velleità populistiche che il Murat solleticava, in marzial campagna elettorale, d'aprire il Palazzo, scalzando il consociativismo corporativo e spartitico del viceregno bassolinico; d'esser trait d'union, per union d'intenti e partecipazione: poi che fu? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;S'era in quel di settembre, il 12 precisamente, in Santa Maria la Nova, rendez vous tra il Murat e la schiera di ex candidati della lista (mia creatura!), “Napoli è Tua”: e che accadde allora? . &lt;br /&gt;“Voglio contribuire a creare un movimento politico organizzato”. Orbene, Giggino, siam pronti, alla pugna, alla prugna, alla macedonia, che non c'è tempo ormai, siamo alla frutta!&lt;br /&gt;“E' da Napoli che deve partire l’ideazione di un nuovo modus operandi per far politica. “Napoli è Tua” potrebbe essere la parte iniziale di un movimento nazionale, ma non sono io che devo decidere. Non sono io il soggetto proponente”. Sì, mio Capitano, My Captain, “Napoli è Tua” c'è, la Base di ex candidati ed attivisti risponde, al tuo fianco, o anche a lato, a latere, all'atto! Presto 'O Documento! E giù di lena, si struttura ex carta il Movimento: fatto Statuto, adopriamoci per una sede, e via, partiamo. &lt;br /&gt;Murat si complimenta, eppure. “Napoli è Tua può far parte di un Movimento politico più amplio, su base nazionale: un movimento che affianchi i partiti nella via del risanamento. Mi muoverò nell’ottica di creare qualcosa di più grande che incida sul territorio nazionale. Il livello successivo è la strutturazione, una sede, entro quindici giorni proporrò la mia idea di Statuto, con struttura snella, portavoce designati ed un consiglio che prenda decisioni rapide”. Contrordine Companeros, Giggino non propone ma decide. Solo sulla tolda, tricorno in testa; solo al comando, nella gran ressa. &lt;br /&gt;E la Base? &lt;br /&gt;E la partecipazione, la democrazia? &lt;br /&gt;E la proposta, i giorni quindici, la sede, la voglia, 'O Movimento?? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Movimento fu. “Napoli è Tua”, alfine?. Il Maire Arancionè se ne catafot, per dirla alla francais: il 17 di settembre Murat incarica i fedelissimi: “Italia è Tua” è  'O Movimento, cosa mia e così sia (e ari-daglie!); si acquista il dominio web, sia avvia il percorso di sintesi movimentista, (a cui partecipa qualcuno dei consiglieri comunali della ex Lista, ma nessuno per la Base), si affina il manifesto d'adesione e valori: “Voglio riproporre il metodo e le dinamiche sociali che hanno portato alla mia elezione a Sindaco, avvenuta soprattutto al di fuori dei partiti”. Vero, sacrosanto. E' stata la società civile a battersi per la sua affermazione, i cittadini attivi ed informati, che hanno invaso le piazze, che non volevano il sepolcro imbiancato, la sola facciata. Né la sola affacciata del Murat su Piazza (Municipio). Così, con nonchalance e vanagloria, a cader da manica, ecco l'asso, ed il lasso tempo. “Entro novembre presenteremo il manifesto politico di un grande movimento che traduca le istanze della democrazia e della partecipazione e...bla..bla..bla”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sbreco su tela, baffo sbeffeggiante sulle sacre immagini della spartitocrazia italica, barattolo di zuppa movimentista messo in bella vista per la nuova vetrina nacional, urlo indignados che fa tanto chic, il nuovo mantra modaiolo della partecipazione dal basso diviene Movimento, “Italia è Tua” in fieri. Fil rouge, o meglio arancionè, per nuovi orditi su scala maggiorata. &lt;br /&gt;“Il laboratorio che immagino io comprende soprattutto i movimenti: i precari, i sindacati e in particolare la Cgil e la Fiom. Certamente non sono molte le personalità in grado di immaginare un percorso simile nel centro-sinistra”. Murat è il solo leader, ricordiamo, “Gli altri al massimo capipartito”. E così, senza colpo ferire, si troverà, nel 2013 (se non prima, dipende dai tecnici al Governo, dai politicanti in Parlamento) al tavolo delle primarie di coalizione, con Vendola, Bersani e Di Pietro a pasteggiare; e il tutto senza aver cassa, senza aver partito, senz aver  perizia (a lungo termine); sola, la ghirba ben furbetta, ed un mantra altisonante: “Un movimento che affianchi i partiti sulla via del risanamento, un movimento che non è antipolitica, un movimento che porta la partecipazione del popolo, un movim...”. Colpo al cerchio, rotola la botte, partiti ubriachi e Murat in campagna d'Italie.    E il Regno aspetta, al di là dei Monti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ghe pensi mi”. E par di risentire con accento partenopeo, gli echi del Tappo della Bassa, l'homo novus che ondeggia tra gigioneria, (“giggineria”?) e voluttà mediatica a lungo raggio: Giggino è giovane, è ambizioso, è furbescamente guascone ed impaziente. “Italia è Sua”, come lo fu la lista di  “Napoli”? Alla Rivoluzione segue sempre un Napoleone, è ormai acclarato; la partecipazione dal basso pare annacquata e loffia (a dispetto di Beni Comuni sulla scia di Porto Alegre, ma ancora ben lontani dalla samba partecipativa brasileira), il decisionismo è fiero ed il petto è amplio, bello tronfio, ed ha spazio per ben altri galloni e medaglie. "A' la guerre comme a' la guerre", e&lt;br /&gt;“Se la guerra non mi annovera tra le sue vittime, tornerò operto di gloria e con la stima di tutti i miei concittadi”. Murat (quello vero) docet.&lt;br /&gt;Oggi come allora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-7338294994571756095?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/7338294994571756095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=7338294994571756095' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7338294994571756095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7338294994571756095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/napoli-e-tua-litalia-e-tua-ma-e-tutto.html' title='“Napoli è Tua, l&apos;Italia è Tua, ma è tutto mio”  ovvero, Giggino Murat ed il Regno d&apos;Italia'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-83UIKNvKg7g/TsQSClfgcQI/AAAAAAAABAI/p3sXFO5HEtQ/s72-c/LDM.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-3746344302788950687</id><published>2011-11-15T05:57:00.001-08:00</published><updated>2011-11-15T05:57:52.381-08:00</updated><title type='text'>Requiem per Nanoleone</title><content type='html'>“Il vecchio maliardo giaceva alfine al suolo. Il bianchiccio simulacro di quello che era per tutti l’emblema, l’egida stessa del Potere, il Monarca Assoluto, dal mediatico eloquio, palpitava ancora, giù nelle sue pudenda illividite, di viagresco ardore: il grigiore mortifero irrigidiva le membra, assommandosi al rigore cavernoso del suo membro indispettito. Come nel più triviale e boccaccesco conto, il sultano priapesco se n’era andato venendo, satiro caprino e smargiasso: di certo in vita godeva, e financo in morte aveva goduto. Allo sfocato leucore di candele corrose da fiamme danzanti, a raggiera disposte attorno all’alcova, la tronfia albagia del fellone smorto e stramorto, pareva sfumare nel chiarore incipiente che s’affacciava da fuori”. E questo è il conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Racconto pop, dell’Elvis della Bassa, fosse dunque conto, sarebbe barocco, satirico e satiresco; e popular quanto abbasta, nonché populista. E lo pagheremmo all’unisono ed in coro. Tutti noi.&lt;br /&gt;Sua Emittenza che lascia il solco, smolla l’aratro e cessa di seminar zizzania e vanagloria nel campo italico e in quello marziale (come epigramma licenzioso) e mediatico. Nanoleone ha abdicato, nella posizione del di-missionario, quella più lasciva, a lui men consona, eppure appagante; un passo indietro, due di lato, mano e cabeza in sincrono, questa è la Gran Macarena del Potere. Teutoniche e serrate avanzano le truppe europeiste, euro-peste, a far le pulci al Nano ed al suo Governo di governicoli, sfuggiti all’oblio per linguacciuto e gracchiante prossenetismo; e vai col tango Sandrino-Bond, lecchino lesto e poeta maledetto (poesucole da incartar lupini, e di gran lena); avanti Brunetta, forza un salto, op-op, la poltrona di Ministro è forse alta? Uno scranno, una spanna, ed è in basso, che s’avanza Belfagor-Ignazio, che chiccheria le Maserati cingolate alla Difesa; e in cielo il ballon soufflè, il Ferrara inghirlandato, tronfio e ciccioso come non mai, che fa, s’invola?; “Ha tentato!”, Grida il Belpietro, e prima che il gallo canti, l’oca diventerà parlamentare, ma chi ha tradito il Mestìa? Desdemona-Carlucci, avrai la tua rovina! Presto, un Frattini Dry, che arsura alla gola! Ma anche accidia, lussuria, ira….e mira, la pira. Arde la fiamma, il contrappasso, Virgilio! No, son fuochi fatui, son le aste dei Bot che s’infiammano, tossiche, vanno in fumo, e presto un estintore, Ser Pelliccia! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fanfara francofona,  si rompon gli indugi, Carlà rompe le acque, e l’inondazione dei mercati di titoli tossici è compiuta. È dramma come allora? Sfiducia del Consesso, 25 luglio? Badoglio come Monti? Insomma uno sbaglio, Napolitèn, sù Vittorio, pardon Giorgio, errore fu…Può uno “Sbadoglio arginare il mare”; di debiti, di interessi, d’asset spauriti, di finanze rincretinite? E’ l’alveo, è pregno, è ottuso: tracima, singulta, s’ammassa, c’ammazza…l’inverno del nostro scontento è qui, e dai Monti che scende la brina, a briglia sciolta, ad annunciar che “L’Italia è fatta”. E il Nano è lì, ancor con le braghe calate? No, pardon, scusate, avi ed evi che s’affastellano, si fa confusione. Che non si parla, quivi, di Risorgimento, al massimo di risollavamento: di morale, di gabbasisi, di borse, indici, spread, spritz, sottomento e minigonne;  animo gente, gli zombies politicanti son ancora invitti, in vita, scantonano, scandagliano, scannerizzano, si scannano, per frattaglie di poltrone, brandelli di potere, lacerti di prebende, incarichi, scarichi, e la fogna è appilata, a PIL raso; il bolo starnazza, è contrito, a metà strada: non sale e non scende, ci vuole un rigurgito o un rutto di Bossi, un ratto delle Sabine Began, un ritto sulla tolda, un retto nella bolgia, un dritto a Palazzo. E il Poeta che direbbe? Pasolini non ripete, ahimè. Ma piano col mazzo; chè le chiavi, come quello? Ah, no, e meno male: le chiavi son del regno, dello scrigno, del capitale. E ci resterà, la Capitale, o dovremmo venderla alla Totò, come quel catino di Trevi, o alla Treviri, come Marx e i suoi fratelli, collettivizzando gli utili? Adda venì Barroso! UE, UE, e sono singulti fastidiosi, moniti e vagiti, striduli nella culla: oppure rischiamo la sindrome post-natale, ma ci arriviamo a Natale? Le luci, l’albero…il treno Italia è deragliato, l’ha beccato in pieno. Capo, la stazione è giusta, oppure è solo la prima della Via Crucis?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I mercati son generali, comandano e s’agitano come in borbonica ammuina; comma 22, legge ai pazzi, pizza per tutti e pozzi di greggio a sobbollire nervosi; la mota è in moto, è la somma dei titoli che fa il totale, non il dettaglio, il consumo, la massaia di Voghera, anzi. Tutti a vogare, dal Vomero al vomere, che il popolo è sempre bue, e adesso bua, abulico, mangia; e c’è sempre chi ci mangia, e non lascia avanzi, e non paga il conto, e canta la messa, posa la quaglia, insomma ma che siamo in un film comico? E dov’è il Principe? Ci rimane solo il Menarca, l’omuncolo dalla patonza in testa, trapiantata pure quella, prigioniero del più-sess-meno-stress, di Freud, degli anni ottanta, dell’iconografia tettonica e senza placca, ancora seduto al Drive In, a risentire le vecchie barzellette, a rimirarsi nello specchio, “wilde” e maschio, crine al vento (scollatosi?) da premio, da Premier, di sicuro da Oscar?  E ‘o scarrafone è bello, e Mamma Rai ringrazia, svilita, sciupata, illividita e depressa a furia di minzolini notturni, perdendo liquidi e ascolti, perdendo dignità. E le macerie, sempre in conto nostro, Cavaliere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frau Merkel e Sarkoz-Igor si danno di gomito, si fregan le gobbe, e “prima-vedere-cammello”, cammelliere, cavaliere, carpentiere (o forse “muratore”, massone piduista al canto di malauGelli?). S’odono spread far festa, e di festa s’apprepara il desco, ahi Serva Italia! E che almeno sparecchi, no?  E se non serve, che fine fa il servo sciocco e giullare, il Pulcinella arcoriano?  Fu vera, Gloria? E poi Nicole, Deborah, Daniela, Rubacuori (a tacer del portafoglio), Noemi, Naomi, Mara, Mariastella e che Letizia! Le prefìche che plaudono in coro, al capezzale del Potere, ne cullano, come Ciullo (D’Alcamo, of course) i sogni più inverecondi. Sic transit gloria immundi, per tacer del resto. Hai visto mai, a seguir Bettino si facesse la fine del Libico? &lt;br /&gt;Mesdames, Messieurs forse che sia finito il tempo di farlocchi mafiosetti dalla faccia ingiallita e dalle narici bianchicce? Forse che il barnum del potere, il lascivo spettacolo delle minne a cozzare con il machismo blando e femmineo dei cardinaletti, dell'ecclesia aurea e burocratica, del potere imporporato e sotto papalina sia lasso e vacuo, e in perdurante rotta? &lt;br /&gt;Basterà la cura da cavallo, da somaro, Sancho Panza vacante e Don Chisciotte a trotterellare, che il nuovo Governo s’appresterà a dare? Ai posteriori la sentenza, e ce ne servirà di fortuna. Che è cieca, mentre la sfiga…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, no, Silvio, ho detto sfiga, con la “esse”; che è lunga, e alla lunga, stanca pure quella. A te giammai, caricato a molla; e molla l’osso che le aziende calano, i figli chiamano, pigolano, abbi Fede, che Fedele Confalonieri è già al desco. L’ernia del desco, bravo che un altro po’ ti sbracavi di brutto, perdevi roba, e addio Ruby! L’Ultima Cera. Al Mausoleo di Ardcore.&lt;br /&gt;Il Mestìa è al suo centro. Allarga il sorriso, benedice l'apostolato a sua congrega, alza il calice, cala la sacra ostia: come fossero in pena, come fossero Penati, già crepati, gli apostoli rivolgon lo sguardo a favor di Berlusconi, a favor di telecamera. Fidi e fidati, che cambian la marcia, innestando la retro; e "va' de retro, Silvio! Alla malora! Oste, porta via i resti, che banchettar con carogne non compete!". Quanti ne ha visti passare il Nostro, quanti i sottopancia, i leccaculottes, gli smutandati, smandrappati, lenoni che ha allattato, che ha allevato in questo ventennio. Il Mestìa li conosce, li blandisce, li riconosce a fiuto, qualcuna al tatto, ma son figli ingrati, eppur Lui è generoso. Non li ha mai traditi, li ha solo comprati, son oggetti cari al suo modernariato da museo cerato, oramai. La Sindrome dittatorella colpisce in senescenza, "dai nemici mi guardo io, che dagli amici mi guardi Papà", avrà rimurginato l'Unto e Bisunto dal Signore (Craxi?). L'ultima cera, l'ultima gag, forse, prima di spegnersi lentamente, fulminato come da cavo di corrente: perchè l'Unto è lì, a cincischiare da sempre con parabole ed antenne, ma è vecchio ormai, troppi acciacchi e reumatismi. Non resse il vento, nè i lampi. Un problema maniacale ai lombi, e restò all'antenna, attaccato da scossa fulminante. Assurgendo finalmente nell'Etere Profondo. &lt;br /&gt;Adieu, che la Terra ti sia allieva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E che dai Monti spunti un’alba migliore, o al minimo decente; che di Tremonti cremisi così non vogliam vederne più.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-3746344302788950687?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/3746344302788950687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=3746344302788950687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3746344302788950687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3746344302788950687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/requiem-per-nanoleone.html' title='Requiem per Nanoleone'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-7779938245806114919</id><published>2011-11-14T04:12:00.000-08:00</published><updated>2011-11-14T04:43:12.308-08:00</updated><title type='text'>Manifesto dei Valori e della Partecipazione Associativa  Movimento Politico “Napoli è Tua Attivisti”</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-aMf8thIJiWQ/TsEHtt0MEqI/AAAAAAAAA_8/XItvviC0sbw/s1600/Attivisti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-aMf8thIJiWQ/TsEHtt0MEqI/AAAAAAAAA_8/XItvviC0sbw/s400/Attivisti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674825487437533858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capo I&lt;br /&gt;Principi e Soggetti del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua Attivisti e' un Movimento Politico fondato sui diritti fondamentali riconosciuti e garantiti dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Pari opportunità, libertà ed uguaglianza, sono riconosciuti a tutti gli aderenti al Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'adesione al Movimento si completa attraverso la sottoscrizione del presente Manifesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Napoli è Tua Attivisti si impegna a rimuovere ogni elemento ostativo al raggiungimento della piena democrazia partecipativa all'interno del Movimento, nel pieno rispetto dei principi democratici, e nel solco della partecipazione politica attiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Napoli è Tua Attivisti non è un Movimento avente fini di lucro. Ha come scopo sociale la promozione e l'implementazione della partecipazione democratica attiva dei suoi aderenti e dei cittadini tutti, attraverso la difesa, la promozione e la tutela dei diritti dei singoli e della collettività. Il Movimento riconosce gli ambiti sociali e le competenze personali di ogni cittadino, favorendo il pieno raggiungimento della parità tra uomini e donne per l'accesso a tutti i livelli della vita partecipativa ed associativa. Fine precipuo di Napoli è Tua è lo sviluppo di una coscienza civica e politica da parte di tutti i cittadini, per l'integrità e la coesione del tessuto sociale, incoraggiando l'impegno politico come progetto teorico e cammino pratico per il miglioramento della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Napoli e' Tua Attivisti riconosce e rispetta il pluralismo delle idee, la libera circolazione delle stesse, delle opinioni politiche, sociali e culturali entro i limiti previsti dalla Costituzione della Repubblica Italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Napoli è Tua Attivisti propone un programma politico unitario di indirizzo e gestione della Cosa Pubblica, impegnandosi a realizzarlo in ogni suo aspetto, collaborando con le istituzioni politiche ed amministrative presenti sul territorio, le associazioni e gli ordini professionali e di categoria, i movimenti civici, nel solco della massima implementazione e scambio di informazioni e progettualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 2.&lt;br /&gt;Partecipazione al Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua Attivisti è aperta alla partecipazione di coloro i quali ne sottoscrivano il Manifesto Associativo e si riconoscano nei Valori in esso espressi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Napoli è Tua Attivisti riconosce agli aderenti il diritto di:&lt;br /&gt;a) partecipare alla scelta dell'indirizzo politico del Movimento ed alla sua attuazione;&lt;br /&gt;b) eleggere eventuali cariche associative;&lt;br /&gt;c) partecipare alle Assemblee Politiche del Movimento.&lt;br /&gt;d) avanzare la propria candidatura a ricoprire eventuali incarichi per il Movimento;&lt;br /&gt;e) proporre, commentare e votare progetti ed iniziative di Napoli è Tua Attivisti; &lt;br /&gt;f) avere sedi permanenti di confronto, costruzione e sintesi politica;&lt;br /&gt;g) essere informarti compiutamente e dettagliatamente delle attività associative, ai fini di una partecipazione effettiva alla vita del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Napoli è Tua Attivisti prevede da parte degli aderenti, il dovere di:&lt;br /&gt;a) partecipare attivamente alla vita democratica del Movimento;&lt;br /&gt;b) favorire l'ampliamento dei consensi verso Napoli è Tua negli ambienti sociali di riferimento;&lt;br /&gt;d) rispettare coerentemente il Manifesto dei Valori e le regole interne del Movimento.&lt;br /&gt;e) contribuire al finanziamento delle eventuali iniziative politiche e sociali del Movimento.&lt;br /&gt;4. L'adesione al Movimento è aperta a coloro i quali abbiano compiuto il diciottesimo annon d'età. L'adesione è individuale ed è cumulabile con l'iscrizione ad associazioni e movimenti politici ulteriori, purchè non in contrasto con le finalità, gli scopi ed i principi di Napoli è Tua Attivisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 3.                                                                                                                                                       Organi del Movimento.&lt;br /&gt;1. L'Assemblea degli aderenti è l'unico organo decisionale del Movimento. Essa delibera a maggioranza assoluta. In caso di parità, le operazioni di voto si ripeteranno per una volta soltanto. In caso ancora negativo, la decisione assembleare non verrà adottata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Le sedute delle Assemblee degli aderenti sono riassunte in un verbale apposito redatto dal Segretario e sottoscritto dal Presidente della singola Assemblea. Il Presidente è deputato ad aprire e chiudere l'Assemblea, moderare gli interventi nel rispetto dell'ordine del giorno, controllare le votazioni e le delibere. Il contenuto del verbale, le deliberazioni, le rendicontazioni e le decisioni sono pubblicate integralmente o per estratto sul sito internet di Napoli è Tua Attivisti e sulla pagina di Facebook attinente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Per l'espletamento di incarichi o perizie tecniche possono costituirsi appositi Gruppi Tecnici interni al Movimento. Tali articolazioni sono suddivise per materia ed attribuzioni corispondenti. Non costituiscono un numero chiuso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. I Gruppi Tecnici elaborano sintesi documentale di progetti, proposte, idee, a contenuto tecnico-normativo, da sottoporre all'Assemblea degli aderenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. L'Assemblea controlla, supervisiona e coordina l'attività dei singoli Gruppi Tecnici. &lt;br /&gt;6. IL Movimento si propone di instaurare un contatto continuo col territorio cittadino, attraverso il lavoro degli attivisti nei territori stessi, eventualmente coordinando singoli gruppi  su base municipale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO II&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manifesto dei Valori e Diffusione del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 1.&lt;br /&gt;Principi generali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Non possono in alcun modo aderire al Movimento Napoli è Tua Attivisti, coloro i quali non sottoscrivano il presente Manifesto dei Valori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Napoli è Tua Attivisti si prefigge, come fine etico e politico, la promozione democratica e attiva, a tutti i livelli associativi ed istituzionali, dei principi di libertà, uguaglianza, parità e rispetto tra tutti i cittadini. Lo sviluppo e la promozione di norme di legge, morali, etiche attinenti all'effettiva democratizzazione del tessuto sociale, sono lo scopo ultimo che Napoli è Tua Attivisti intende perseguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 2.&lt;br /&gt;Manifesto dei Valori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua Attivisti è una libera associazione di cittadini che si impegna a combattere l'indifferenza civica, l'oscurantismo legale, etico e morale che abbrutisce le coscienze, rende abulico il pensiero, spegne il fuoco ardente dell'indignazione. L'indifferenza politica è una non-scelta, avviene perché i cittadini abdicano e rinunciano all'espressione partecipativa, ad esercitare quel controllo democratico sulle istituzioni e sugli organi che ne assumono il controllo, sovente abusando del potere politico ed esecutivo di cui sono investiti a nome della maggioranza. Napoli è Tua è tessuto collettivo, Movimento di idee, idee in movimento, rete di persone che rifiutano l'indifferenza, operando in nome di un principio comune di partecipazione attiva e sinergica. Perché democrazia è partecipazione. Al tal fine Napoli è Tua Attivisti promuove i diritti e doveri dei singoli e della collettività, s'impegna affinchè i principi e le norme della Costituzione Italiana non rimangano vuoto simulacro, ponendosi come interlocutore per tutti coloro che vogliano contribuire ad un reale ed effettivo cambiamento del modo di interessarsi e gestire la "Res Publica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Napoli è Tua Attivisti ha natura indipendente ed autonoma. È aconfessionale, senza fini di lucro ed è fondata su principi di democrazia diretta, trasparenza, tolleranza, solidarietà e convivenza. Assimila e promuove i valori dell'antifascismo, ed è contro la guerra come mezzo d'offesa all'autodeterminazione ed autonomia dei popoli. E' attenta a tutte le nuove forme di intolleranza, razzismo, discriminazione ed autoritarismo, restituendo al cittadino la centralità nel tessuto sociale in cui agisce e svolge la sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Napoli è Tua Attivisti promuove una politica attiva che riduca gli sprechi in tutti gli ambiti pubblici, che contrasti le connivenze tra pubblica utilità e privato interesse, il vampirismo clientelare, e che sia volta alla diminuzione progressiva dei costi abnormi del sistema politico. A tal fine intende vincolare eventuali contributi o rimborsi elettorali a scopi e fini di pubblica utilità ed interesse collettivo, nel segno della massima trasparenza di gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Napoli è Tua Attivisti riconosce al cittadino il pieno diritto di esplicare attitudini, competenze, valori, impegno, attraverso il lavoro, inteso come mezzo di sussistenza materiale e morale per la ricerca della piena stabilità personale, familiare e sociale. Lavoro come diritto da pretendere e non privilegio da richiedere, nel solco delle previsioni costituzionali e contro ogni forma di indiscriminato utilizzo del lavoratore, rispettando il principio della giusta ed equa retribuzione, contrastando le politiche lavorative che assimilano la persona a mera forza lavoro da sfruttare e che ne umiliano e degradano le competenze e le individualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Napoli è Tua Attivisti promuove attività di confronto, studio, ricerca, formazione, informazione su problematiche afferenti l'ambiente e le politiche di bonifica territoriali, il ciclo integrato dei rifiuti, dalla differenziazione dei materiali di scarto, risulta et similia, fino al loro completo riciclo e riutilizzo. Promuove modalità di partecipazione alla vita socio-politico-economica dei cittadini, inerenti alla gestione ed erogazione dei servizi pubblici, all'organizzazione funzionale delle risorse territoriali, ai problemi di mobilità e trasporto di persone, cose, combustibili ed energie, all'analisi dell'influenza sociale delle lobbies politico/economiche, al risparmio delle risorse e allo sviluppo d'una sensibilità ambientale ed a basso impatto ecologico, alla sicurezza e salute dei cittadini, alla prevenzione e tutela della sanità pubblica, alla solidarietà tra persone, alla pacifica convivenza di culture e tradizioni differenti, nel solco dei principi democratici garantiti dall'Ordinamento e dalla Costituzione della Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Il Movimento favorisce le forme di democrazia diretta, tutte quelle iniziative che prevedono la possibilità di intervenire direttamente nelle decisioni dei rappresentanti eletti e dei dipendenti impiegati nelle aziende e negli organismi della pubblica amministrazione. Compito del Movimento è stimolare gli enti locali, le aziende, le associazioni, i cittadini a migliorare i servizi pubblici, le infrastrutture e l'equa ridistribuzione ed utilizzo delle risorse pubbliche impiegate. Stimolare altresì gli enti locali e le amministrazioni competenti alla massima trasparenza nelle scelte effettuate e negli obiettivi perseguiti e da perseguire, attraverso un maggior dialogo costruttivo con i singoli cittadini e le varie forme di rappresentanza sociale, quali associazioni, comitati, gruppi, eccettera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Napoli è Tua Attivisti avvierà una piattaforma mediatica permanente sulla rete Internet, attraverso pubblicazioni periodiche on line di filmati, documenti, notizie, materiale multimediale di matrice politico-economico-culturale. L'utilizzo della piattaforma mediatica e delle risorse disponibili su Internet permette una maggiore integrazione tra le finalità ed i valori che il Movimento persegue, e la partecipazione attiva dei cittadini alla vita interna e alle attività pubbliche dell'associazione. &lt;br /&gt;8.  Napoli è Tua può, nel pieno rispetto delle norme e delle finalità del predetto Statuto, svolgere ogni ulteriore attività lecita e conforme, complementare, strumentale e sussidiaria per il raggiungimento dell'oggetto associativo, anche attraverso attività di natura commerciale in conformità con le leggi vigenti e nei limiti consentiti dal D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 e successive modifiche ed integrazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Gli incarichi elettivi, nominali e tecnici di Napoli è Tua Attivisti sono esercitati a titolo gratuito e nessuna indennità o retribuzione è dovuta per l'espletamento degli stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 3.&lt;br /&gt;Promozione del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua Attivisti promuove attività politiche e culturali per la diffusione e lo sviluppo di una partecipazione democratica e diretta alla vita del Movimento e dell'intera collettività. A tale scopo Napoli è Tua Attivisti stabilisce relazioni e rapporti di collaborazione con Associazioni, Fondazioni, Movimenti, Centri di Ricerca ed Istituzioni Pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. La partecipazione a tavole rotonde, forum tematici, incontri, covegni, attività sul territorio, manifestazioni è aperta a tutti i cittadini che si riconoscano nelle finalità politiche e culturali che il Movimento promuove attivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. La libertà ed il pluralismo associativo sono garantiti secondo le norme costituzionali. Napoli è Tua Attivisti riconosce i movimenti, le istituzioni, le associazioni e fondazioni quali strumenti per la divulgazione del sapere, libero ed accessibile a tutti, per l'elaborazione di una piattaforma politico-programmatica condivisa e collettiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-7779938245806114919?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/7779938245806114919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=7779938245806114919' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7779938245806114919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7779938245806114919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/manifesto-dei-valori-e-della.html' title='Manifesto dei Valori e della Partecipazione Associativa  Movimento Politico “Napoli è Tua Attivisti”'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aMf8thIJiWQ/TsEHtt0MEqI/AAAAAAAAA_8/XItvviC0sbw/s72-c/Attivisti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-6059628063089315876</id><published>2011-11-11T06:24:00.000-08:00</published><updated>2011-11-11T06:30:11.924-08:00</updated><title type='text'>Dramma di Regime</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-muUfkXbfDNI/Tr0w6uQAMXI/AAAAAAAAA_w/w7FbbcSMzuU/s1600/othello1_large.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-muUfkXbfDNI/Tr0w6uQAMXI/AAAAAAAAA_w/w7FbbcSMzuU/s400/othello1_large.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5673744890962391410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluschello con Desdemonella Carlucci, alla Camera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non mi dimetto! Giammai! A me li traditori!"&lt;br /&gt;Berluschello, Atto, I oscena qualunque.&lt;br /&gt;Il Moro c'è, ed piccoletto; praticamente un moretto.&lt;br /&gt;E c'è il fido, infido, Jago-Letta, ed il tradimento ordito.&lt;br /&gt;Ha scoperto l'andazzo osceno, la Desdemonella Carlucci l’ha tradito.&lt;br /&gt;Chi? Chi il marrano? Con Pierferdy Cassio-Casini.&lt;br /&gt;Il fido, infido, braccio armato, luogotenente prediletto, ma Berluschello l’aveva cacciato, tacciato d'infamia, dopo il duello con Roderfranco Finigo.&lt;br /&gt;Ma l'alveo è ancor materno, orsù torna Cassio-Casini!&lt;br /&gt;Anche lei, Desdemonella Carlucci, prega e spanteca, ma nulla.&lt;br /&gt;Jago-Letta si finge amico, "niuna vendetta, Messere!", ma in realtà spiana il cammino agli occhi verdi di gelosia: che vada nella Camera, che lavi l'onta, per affondarla.&lt;br /&gt;Berluschello geme, spread nei suoi occhi, la vede alfine; guarda e scruta, alfin la prova; tra le mani giunte, il grave e turpe tradimento: un vessillo scudocrociato!&lt;br /&gt;"DC..dicci o donna, maliarda e spergiura! Tu il mio cuore di pietra, aggravi. Quale disdetta, che vedo...il fazzoletto!"&lt;br /&gt;E Desdemonella Carlucci soccombe: "Io a Berluschello diedi il mio cuore. Muoio di una morte crudele, senza colpa".&lt;br /&gt;Cala il sipario sulle nostre miserie.&lt;br /&gt;Ah, ma il marrano, l'altro.. Alfano!?&lt;br /&gt;Che parte, per Alfano, nel dramma di Berluschello?&lt;br /&gt;Nulla, come sempre.&lt;br /&gt;Al massimo sta a cuccia, novello Pdl.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-6059628063089315876?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/6059628063089315876/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=6059628063089315876' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6059628063089315876'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6059628063089315876'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/dramma-di-regime.html' title='Dramma di Regime'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-muUfkXbfDNI/Tr0w6uQAMXI/AAAAAAAAA_w/w7FbbcSMzuU/s72-c/othello1_large.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-5993275635359955754</id><published>2011-11-08T23:47:00.000-08:00</published><updated>2011-11-08T23:49:27.139-08:00</updated><title type='text'>Ricetta per un ribaltone coi fiocchi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-XLEPT6onopU/TrowHQPqiTI/AAAAAAAAA_k/xsLfwE2DcAI/s1600/abbuffata.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 318px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-XLEPT6onopU/TrowHQPqiTI/AAAAAAAAA_k/xsLfwE2DcAI/s400/abbuffata.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672899581804448050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Prendete un Premier bollito e ben pelato; aggiungete un pizzico di spread ai crauti; una manciata di maneggioni, con una spruzzata di grana padana; un'opposizione rosè light e vellutata; un contorno di patate già depilate; mezzo vasetto di vaselina; un cucchiaio di burro, qualora non bastasse la vaselina; un chilo di paccheri alla Napolitano; mezza cipolla per la commozione. Aggiungete mezzo bicchiere di Grecia di in tufo (acrobatico), fate scaldare a fuoco vivo sulla carne dei contribuenti e spalmate i crostini di Belpaese filante. Servite in tavola agli amici degli amici e fate una grande abbuffata. Per dessert una cascata di approfitteroles dell'ultima ora. Buon pro magnaccia, e ricordate che Lavitola è bela. Basta avere l'umbrela. Quello di Altan, per capirci.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-5993275635359955754?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/5993275635359955754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=5993275635359955754' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5993275635359955754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5993275635359955754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/ricetta-per-un-ribaltone-coi-fiocchi.html' title='Ricetta per un ribaltone coi fiocchi'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-XLEPT6onopU/TrowHQPqiTI/AAAAAAAAA_k/xsLfwE2DcAI/s72-c/abbuffata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-1322715487133814586</id><published>2011-11-08T03:21:00.000-08:00</published><updated>2011-11-08T03:35:36.603-08:00</updated><title type='text'>"Harcoreland uber alles!"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-2CMVefvioVo/TrkTn_jM1vI/AAAAAAAAA_Y/EHV5enuc93o/s1600/aa_berlusconi_morto_2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 262px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-2CMVefvioVo/TrkTn_jM1vI/AAAAAAAAA_Y/EHV5enuc93o/s400/aa_berlusconi_morto_2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672586783444752114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non farò la fine di Craxi". Eviterei l'Africa, dopo Gheddafi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Voglio vedere in faccia chi mi tradisce". Culi ovunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Si dimetterà", dice Ferrara. Ferrara, l'unico umo che fa provincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è attaccato alla sedia. Ma prima o poi daranno corrente.&lt;br /&gt;      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sente inamovibile. Quando il culo è flaccido, aumentano le difficoltà di deambulazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non teme le oscillazioni dei mercati. Quando pensa al pendolo, gli scende l'acquolina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Borsa attende le sue dimissioni. Crolla, ma non mollo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vuole vedere chi lo tradirà. Ma in fila hanno già terminato i numeretti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi più fidati abbandonano. Gliene sono rimasti ancora pochi  Ma solo per la catena al collo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato non aver investito in ricerca. Avrebbe clonato Scilipoti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si va al "ti rendiconto"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si riunisce ad Arcore con i figli. Stanno studiando i piani di fuga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui, quelli di figa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anticipata la strategia difensiava di Ghedini: "No sbara, no sbara!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confalonieri lo invita a resistere. Brutta cosa l'incontinenza a quell'età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Dimissioni?. Voglio vederli in faccia i traditori". Difficile che li possa riconoscere. Gli hanno dato sempre le terga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli chiedono un passo indietro. Se continua così imparerà il "moonwalk".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-1322715487133814586?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/1322715487133814586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=1322715487133814586' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1322715487133814586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1322715487133814586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/harcoreland-uber-alles.html' title='&quot;Harcoreland uber alles!&quot;'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-2CMVefvioVo/TrkTn_jM1vI/AAAAAAAAA_Y/EHV5enuc93o/s72-c/aa_berlusconi_morto_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-645183730126402907</id><published>2011-11-08T01:10:00.000-08:00</published><updated>2011-11-08T01:23:31.400-08:00</updated><title type='text'>L'Ultima Cera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-BSc9586sERs/TrjyLLatn4I/AAAAAAAAA_M/1QfUImnd8kI/s1600/Berlusconi%2Btradire.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 250px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-BSc9586sERs/TrjyLLatn4I/AAAAAAAAA_M/1QfUImnd8kI/s400/Berlusconi%2Btradire.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672550004530454402" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il desco è approntato, il Mestìa è al suo centro. Allarga il sorriso, benedice l'apostolato a sua congrega, alza il calice, cala la sacra ostia: come fossero in pena, come fossero Penati, già crepati, gli apostoli rivolgon lo sguardo a favor di Berlusconi, a favor di telecamera. Fidi e fidati, che cambian la marcia, innestando la retro; e "va' de retro, Silvio! Alla malora! Oste, porta via i resti, che banchettar con carogne non compete!". Quanti ne ha visti passare il Nostro, quanti i sottopancia, i leccaculottes, gli smutandati, smandrappati, lenoni che ha allattato, che ha allevato in questo ventennio. Il Mestìa li conosce, li blandisce, li riconosce a fiuto, qualcuna al tatto, ma son figli ingrati, eppur Lui è generoso. Non li ha mai traditi, li ha solo comprati, son oggetti cari al suo modernariato da museo cerato, oramai. La Sindrome dittatorella colpisce in senescenza, "dai nemici mi guardo io, che dagli amici mi guardi Papà", avrà rimurginato l'Unto e Bisunto dal Signore (Craxi?). L'ultima cera, l'ultima gag, forse, prima di spegnersi lentamente, fulminato come da cavo di corrente: perchè l'Unto è lì, a cincischiare da sempre con parabole ed antenne, ed è vecchio ormai, troppi acciacchi e reumatismi. Non resse il vento, nè i lampi. Un problema maniacale ai lombi, e restò all'antenna, attaccato da scossa fulminante. Assurgendo finalmente nell'Etere Profondo. &lt;br /&gt;Adieu, che la Terra ti sia allieva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-645183730126402907?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/645183730126402907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=645183730126402907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/645183730126402907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/645183730126402907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/lultima-cera.html' title='L&apos;Ultima Cera'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-BSc9586sERs/TrjyLLatn4I/AAAAAAAAA_M/1QfUImnd8kI/s72-c/Berlusconi%2Btradire.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-5410678160245009522</id><published>2011-11-07T09:25:00.000-08:00</published><updated>2011-11-07T09:46:05.665-08:00</updated><title type='text'>Giggino Murat ed il Cine-Forum dei Vecchioni</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-1eWRNaNUFQo/TrgU--nDF4I/AAAAAAAAA-4/YG5mX1LoPg4/s1600/Vecchioni.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 161px; height: 161px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1eWRNaNUFQo/TrgU--nDF4I/AAAAAAAAA-4/YG5mX1LoPg4/s400/Vecchioni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5672306802864363394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Nella foto Vecchioni, già stanco del chiacchiericcio politico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E morì con un Forum in fronte”. &lt;br /&gt;Riavvolgendo il nitrato di pellicola, riparte il frame, come dagherrotipo ad libitum, se non ad libidinem; buio in sala prego, silenzio, action!. Scena madre, sfida al PD Corral; Nicolino “El Baffo”suda, trasecola, mano alla cintura; è Drogo di Fortezza (o il Drugo?), l'ultimo avamposto in trincea per pidini asfittici e desaparecidos. Deserto e polvere, altro non rimane delle campagne di Rosa Russo; Oddatos, quinta colonna e moschettiere, è al redde rationem: Giggino Murat ha il colpo in canna, e senza vento, punta il bersaglio, preme e spariglia. E morì, il tapino, con un Forum in fronte: El Baffo, s'affloscia, minaccia, “a' la guerre comme a' la carte” (di marche e tribunali, ma nulla più), ma è tempo di lotta, non di lotti(zzazione). E loculo fu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giggino imperat: dura per l'ex, sed lex. “Aprire il Forum delle Culture alla città, non è tempo di politica e Palazzi”, così disse il Murat. E se il Palazzo è vecchio, meglio un Vecchioni. Che ha le idee ben chiare fin dal principio: “Non so con chi lavorerò, non so in chi avere fiducia...aprirò un sito per ricevere proposte, non sarà un evento d'elite, voglio una Napoli come Berlino”. “Wenn ich das Wort Kultur höre...”, non, no, meglio lasciar perdere. Che la smoking gun è ancora nelle mani del Banderas, non sia mai che partisse un altro colpo. Al cerchio ed alla botte; defenestrato Oddati, a Giggino toccano “Vecchioni-Chiamami ancora Forum” (copiright by Paolo Macry) alla Presidenza, Beppe Barra (monaciello sempreverde), Marta Herling (nipote discesa dal Croce, mesi orsono in polemica col “vate” Saviano), il sociologo Derrick (con tanto d'impermeabile) de Kerckhove, ed il regista Guido Lombardi, per il comitato scientifico. Il direttore generale tocca al Fantasma Caldorino, destrorso in rincorsa anti-cosentiniana, che nomina l'ambasciatore Francesco Caruso ( in attesa di altre nomine a completare le parterre de Roi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona la prima. Ma facciamo retro-march! Il Forum Internazionale delle Culture ha visto il suo primo vagito nell'alveo iberico, in quel di Barcelona nel 2004; visione mirabile dell'allora sindaco catalano Joan Clos, tanto mirabile che se ne registrò la paternità nei secoli a venire: a tutt'oggi il Forum è un marchio, un format registrato che le singole città assegnatarie comprano per garantirsi la vetrina international. Come fosse prodotto e rivenduto da un' Endemol qualunque, a sgallettare come hermano mayor in favor di telecamera, tradotto prosaicamente come “Grande Fratello” (e neanche letterario). O fardello (ma ci arriveremo). 'O Friariello. Per dire dalla pajella alla brace, passando per un robusto ragù a fermentare in quel di Neapolis. &lt;br /&gt;E già perchè sui centouno giorni del Forum, diviso in cinque macro-aree tematiche (Condizioni per la pace; Sviluppo sostenibile; Conoscenza; Diversità culturale; Memoria del futuro), pendono come gladio, e senza gaudio, circa “un milioncino di euri”, retaggio molto politico e poco culturale, della Rosetta dei Venti (all'incirca gli anni del bassolinismo a Napoli), la pidina e squillante Iervolino, che nel 2007 organizzò una mega trasfertona a spese di Pantalone, meglio dire Pulcinella, nell'afosa ed inospitale Monterey, Mechico. Talmente inospitale, che alcune delle cento persone che componevano la delegation partenopea, decisero di soggiornarvi per circa due mesi o giù di lì. Roba da perderci le staffe (o lo staff?), e la cabeza. Che deve stare al solito posto, cioè sul collo. Di Oddati, e difatti ce ne han messo di tempo per decollarlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E decollo fu. Sparato nell'iperuranio di “ex politicante”, il Nostro baffo probabilemte rientrerà dalla porta di servizio del Forum (forse); se non da presidente (largo ai Vecchioni!), almeno da segretario, da secretaire, da segregato (no?!); insomma la competenza c'è, la maneggioneria anche, le conoscenze pure. All'epoca, ecco che diceva infatti Nicolino, assassino alla Cultura:"Un successo strepitoso che è frutto di un anno di lavoro, a volte svolto nello scetticismo di molte persone che qualche volta è sfociato addirittura in ostilità”. Ostilità che Giggino Murat non ha mai nascosto fin dal suo esordio in campo di Marte; era ancora in resta, bandana arancio a sventolare, che sicuro tenne a battesimo la Giunta tenendosi ben strette le deleghe ai grandi eventi neapolitani. Insomma, “O Forum, o morte! (del Baffo, beninteso). E viepiù di recente: “Oddati deve capire che una stagione è finita e ne è cominciata un'altra [..] a me questo dibattito non entusiasma neppure”. E di certo non l'avrà entusiasmato nemmanco la critica al fulmicotone dell'ex assessore regionale Corrado Gabriele (che ha già i suoi problemi, condannato in primo grado per abusi sessuali sulle figlie minorenni della ex compagna), nei confronti dell'arcifratello del Maire Arancionè, il fido De Magistris 2 la vendetta: “C'è un sospetto: che a gestire il Forum delle Culture possa essere qualcun altro. Sarà opportuno che nelle prossime settimane, il sindaco chiarisca il ruolo di suo fratello Claudio ed il suo eventuale coinvolgimento attraverso la società Sud Arte, di cui è titolare, che ha già da tempo lavorato per la realizzazione degli eventi legati al Forum stesso”. Brindisi all' arsenico e vecchi merletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dai nemici mi guardi Iddio, che del fratello mi circondo io”. Che l'Hermano Menor, aleggi onnipresente nelle aule del Palazzo è cosa nota; quando il Murat è in campagna marziale, un vice-Giggino ci dovrà pur essere nell'acquartieramento reale. Ergo, tocca in pectore, spadino al fianco e stola arancina, al fratello; che sia chiaro, per la vice-consiliatura nulla si percepisce, giammai! &lt;br /&gt;Né vil denaro, nè vil prebenda, sola la virtù. E però vero che per il Forum vi sono in ballo di sfessania circa un centinaio di milioni d'euro a calar d' oltralpe; ed è vero anco che Claudio è manager in campo artistico e culturale in quel di Partenope; e che il Prof. Vecchioni è giunto dal Murat su invito dell'Arcifratello. Son concordanze, balocchi del Caso, e vi sembra il caso, scusate?&lt;br /&gt;Nulla di male si dirà, e chiediam venia; ma far peccato è facile nequizia, e a penzar male si sbaglia, ma sovente ci si azzecca. Leggasi il Gobbo. Non di Notre Dame, quello nostrano. D'Andreotti. Sarebbe pertanto cosa buona e giusta, il chiedere con fermezza al Sindaco, di tale presenza in quel di Palazzo; certi di buonafede e mai cattiva sorte, Giggino avrà risposta lesta e pronta, nonché giusta. Confidiamo che gli specula Principis siano palesi, ancorchè fraterni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultima nota, la dolente. Suonano le campane fesse, a festa, e per chi suona? Partono i bastimenti (per l'Olanda?), parte il barnum, il circo degli eventi. Vuitton cup, Beni Comuni, Forum Culture. Per ora abbondano gli spot, la carta dei progetti. La Pro loco del Forum sì è già messa in evidenza, gira reclame di ottima fattura, modo e maniera, da red carpet d'ordinanza. Eppure carente di sostanza, come dire? Belle facce, faccio cose, vedo gente: sorrisi e tufo, monumenti e ristoro; mare, sole, cuore e amore. E fantasia. Che forse ammanca? Qualche cartellone per la via, nulla ancora nel carnet: c'è il fumo, ma s'attende la ciccia a rosolare al sol di Napoli. O dell'avvenire; ma dovrà pur venire? Vecchioni ha incantato le platee sanremesi, chiamando a gran voce e sconsolato, ancora amore: il suo canto sarà maschio alquanto, da incantar Sirena? E d'altro canto abbiamo già Cimone a blandire il cuore della Partenope.“Divieto di fumo”, pare sia affisso in Comune, e vale per tutti, nessuno escluso. Un anno e poco più, e la vetrina sarà aperta, il sipario alzato. E a Napoli non resterà che calare la maschera.&lt;br /&gt;Non è poi così lontana, Samarcanda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-5410678160245009522?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/5410678160245009522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=5410678160245009522' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5410678160245009522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5410678160245009522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/benvenuti-al-kultur-club.html' title='Giggino Murat ed il Cine-Forum dei Vecchioni'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1eWRNaNUFQo/TrgU--nDF4I/AAAAAAAAA-4/YG5mX1LoPg4/s72-c/Vecchioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-2034413994869907822</id><published>2011-11-06T01:00:00.000-07:00</published><updated>2011-11-06T01:02:54.372-07:00</updated><title type='text'>Il Garibaldi incavolato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-vlMof1yovT4/TrY_BG4sp6I/AAAAAAAAA-s/J7eIX-uZuuc/s1600/Garibaldi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-vlMof1yovT4/TrY_BG4sp6I/AAAAAAAAA-s/J7eIX-uZuuc/s400/Garibaldi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671790068980557730" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Cosa penserà di noi Garibaldi? “. E' il refrain diuturno, file rouge come camicia rossa, imporporata, aperta e fiera, petto villoso: Garibaldi, l'Eroe. Svetta immobile, su bestia sellata, come sagoma; per di più di bronzo, nemmanco animato, silente. E scruta. S'ammanca del Belpaese, è fiero il suo sguardo? Nota, scruta, vede e prevede: laggiù una scarola padana, come Trota controvento, seguendo la corrente, d'una spinta verdognola e padana; rigurgiti e mitopoiesi da baluba (sia detto con rispetto), ma ancora per un Po; e dalla valli del Comacchio, si percorre il papalino andazzo, in sempiterna Cittade imperitura: “O Roma o morte!”, magnifica visione, tremenda la fattura! Il conto è salato, mio Generale. Che il Diavolo ti porti, se non dico il vero: supera la breccia (guarda la calca dei bersaglieri), inquadra il bersaglio, ecco le Sicilie! Mezzogiorno, ed è di fuoco, da fuggire Cassa in spalla (e quanti l'han fatto!). Non li vedi i pulcinella, servetti priapeschi penduli e buffoni? Non lo vedi il Brighella d'Arcore, un tempo Pantalone (se almeno nelle notti li tenesse addosso!). Hai ragione, Generale son Craxi nostri.&lt;br /&gt;Diavolo d'un Generale, a te solo gloria e belle donne, e onore; vile mai, né vil denaro; giammai. Biondo, occhio vispo ceruleo, nerofumo profondo, latino e gaudente; il Pepin negli occhi ci vedeva quel che sognava, quel che doveva, guai ai nemici!! E sul piatto scintillante, niente ori, al massimo un soldo di cacio, e metteci del vinello, oste della malora! Ed un tozzo di pane; questo è Garibaldi; dall'Uruguay, Brasile, al tango d'Argentina; e poi Roma (“o morte! “ ; e sì l'abbiam capito), Quarto, Sicilia, mille e ancora mille, e poi Volturno. E guarda adesso, mio Generale: roba da sottane, e pretazzi, e politicanti arruffoni, e mafiette in doppiopetto (ai tuoi tempi ti bastò solo la camurria in quel di Napoli, ma eran tempi oscuri); cosa dici, Generale? Che a te bastò Caprera, e ne ritrovi d' italiche capre, fors'anche pecoroni? Sì, è vero, ma la crisi, la congiuntura, i nani (anche più d'uno) le ballerine, i gaudenti, i finti eroi, puttane, pochi santi, un Cristo ancora in croce, un Papa in formalina, pardon in ermellino, marinai pochi, è vero, come i sognatori, poco mossi gli altri mari, eppur c'è maretta e la nave vacilla...&lt;br /&gt;Insomma, Garibaldi, ma che vuoi? “Anche al Peppino, piacevano le donne”, e lo dicon tutti; la memoria è viva, come femmina tra l'erba alta, le cosce invitanti, la chioma vogliosa; che nessuno s'azzardi alla pugna, tocca al Generale, è sua la Storia! E' la donna, come Italia; fu vinta ed ammaliata. “Qui si fa l'Italia o si muore!”. &lt;br /&gt;E l'Italia fu fatta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-2034413994869907822?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/2034413994869907822/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=2034413994869907822' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2034413994869907822'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2034413994869907822'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/il-garibaldi-incavolato.html' title='Il Garibaldi incavolato'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-vlMof1yovT4/TrY_BG4sp6I/AAAAAAAAA-s/J7eIX-uZuuc/s72-c/Garibaldi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-1250107801690143869</id><published>2011-11-05T03:04:00.001-07:00</published><updated>2011-11-05T03:08:37.735-07:00</updated><title type='text'>Racconto in regalo (ci sono i saldi)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-8iGnmCIfuYI/TrUKswr-1WI/AAAAAAAAA-g/aDvGveglHV8/s1600/copj170.asp.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 170px; height: 241px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-8iGnmCIfuYI/TrUKswr-1WI/AAAAAAAAA-g/aDvGveglHV8/s400/copj170.asp.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671451069842904418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;MAGIC NAPLES&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le stupefacenti avventure &lt;br /&gt;di Mago Genny&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutte le comparse di questa vita menzognera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cocaina: alcaloide che si ottiene dalle foglie &lt;br /&gt;della Erythroxylon coca, pianta del Sudamerica, &lt;br /&gt;largamente coltivata in Perù e Bolivia. A volte Messico. &lt;br /&gt;                                                                                                                        (Wikipedia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Se solo mi ricordassi cosa viene dopo “abra”, &lt;br /&gt;farei sparire l’intero pubblico».&lt;br /&gt;                                                                                                                 (Harry Houdini)   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Signorina, se squilla il telefono non risponda! &lt;br /&gt;Potrebbero aver sbagliato numero».&lt;br /&gt;                                                                                                                 (Groucho Marx)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Mago Genny, allora mia figlia si sposa o no?». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La voce all’altro capo della cornetta sobbolliva nervosa. Una punta d’acidula apprensione non bastava a tradire le origini nazionalpopolari di quell’epigona vogherese in salsa verace. Lo spirito di Partenope ne pervadeva la frenesia verbosa, arrampicandosi su tonalità catarrose e gutturali da quatrana d’alto bordo. E mentre aspirava ampie volute di ragù fermentato, riformulava a cantilena la fatidica domanda: quello splendido sconciglio di figlia che aveva partorito a calci e preghiere ben quarantacinque anni prima avrebbe mai trovato un vruoccolo scafesso da impalmare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo rimuginava bovino, non sapendo che cartuccia sparare; doveva generare una bobina di minchiate, sollevare l’argano e dare energia a quel mostro di balla che stava per partorire in diretta telefonica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Signo’, la verità? Nelle carte c’è confusione, il futuro è nebuloso, ci ho l’Appeso che non mi promette buono, ma la Temperanza, eh, la Temperanza! Vediamo che cosa mi esce. Qua le carte devono essere interpretate, sennò il responso non è chiaro».&lt;br /&gt;«Mago Genny, ma è grave ’a Temperatura?».&lt;br /&gt;«La temperatu…? Signora, questa è la Temperanza, una carta dei Tarocchi assai importante: le carte so’ precise, signora mia, ma non vi preoccupate, che la giovane troverà presto l’amore. Tempo al tempo, vedrete che non di amore piccolo si sta cianciando, qua ci sta in ballo l’Amore grande, quello con la lettera maiuscola! Secondo le carte la ragazza va sposa entro quest’anno».&lt;br /&gt;«Uh, che mi dite! Mago Genny, ma siete sicuro? Mia figlia non tiene l’uomo, è femmena sconzolata, manco uno che se la sia guardata a questa povera anima in pena!».&lt;br /&gt;«Signora, qua le carte mi dicono che l’avvenimento è imminente. Scusate la domanda indiscreta: vostra figlia è vergine?».&lt;br /&gt;«Adesso non mi ricordo il segno, comunque è nata a marzo…».&lt;br /&gt;«No, non avete capito. Dicevo: ’a guagliona è vergine? Cioè, tiene confidenza con le cose intime?».&lt;br /&gt;«No, io delle intimazioni di mia figlia non saccio niente. Ma poi a voi che v’interessa? Fatevi i fatti vostri!».&lt;br /&gt;«Signo’ – tagliò corto il Mago, che si stava leggermente rompendo i coglioni –, quali intimazioni e intimazioni?! Qua le carte parlano, il destino vi sta chiamando, voi che vi credete? Io mica sto qua a prendervi per il cu… cioè, ve lo dico col cuore in mano!». &lt;br /&gt;«Sì, ma io…».&lt;br /&gt;«E allora scusate, qua la mano degli Arcani l’abbiamo avuta, mo’ ce vo’ solo ’a mano d’ ’a Maronna! Le carte hanno parlato: la ragazza se è vergine troverà prima l’amore, sennò ammèn! E poi queste sono argomentazioni da sessuologo, io sono solo un ciarlata… un umile scrutatore del futuro. Sissignore, io sono un mago serio, signora mia, non come tanti buffoni tutti paillettes e stelle filanti che vi danno ’na fregatura, v’intortano di chiacchiere, e voi spendete soldi a palate con quelle linee per sporcaccioni zozzi! Che poi si sanno ’ste cose: chi vi risponde sta alle isole tropicali a grattarsi il pacco… di banconote fregato dalle tasche di quei poveretti come voi che telefonano come fessi, sperando in chissà quale miracolo, pregando in un aiuto che solo il cielo sa…».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era partito. E quando partiva era un treno in fregola: condensava tutte le cazzate che mente umana potesse concepire, e senza pagar dazio o pedaggio ai lobi prefrontali, puntava alla cieca il bersaglio, premeva il grilletto e sparava a mitraglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sì, Mago, ho capito, ma mia figlia…». &lt;br /&gt;«Signo’, non m’interrompete. Io lo dico a favore vostro, che vi fate fregare dai buffoni col mantello alla Mago Zurlì… Che poi, tra parentesi, io potrei pure farveli i nomi di questi approfittatori, ma non li faccio, non ve li dico perché sono un signore. Adesso saluti, mia bella signora, e non vi dimenticate che se volete l’amuleto di Mago Genny potete chiamare pure all’altro numero che vedete qua alla mia sinistra, o alla mia destra o dove cacchio sta scritto. Il talismano di Mago Genny, ricordate: l’unico e solo che previene il malocchio, tiene lontani i malefici e vi fa bollire l’acqua sul fuoco. E se sul medesimo fuoco scarfate ’sti sassi, questi perfetti manufatti della scienza tarocca, vi fanno passare financo i dolori alle ossa. Sì, amiche mie, avete capito bene, pure i reumatismi vi faccio passare!».&lt;br /&gt;«Vabbè, Mago Genny, io vado, che si sta attaccando ’o sugo…».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu, tu, tu… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Signora, signo’? Come dicevo, se volete parlare in privato, più tardi attacchiamo la linea privè, così non fate sapere i casi vostri alla gente, che poi è maligna, che ve lo dico a fare. La linea è qua in sovraimpressione: solo due euri al minuto, io so’ economico. Lineee libereee!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Mago Genny, noto ai mortali col nome terreno di Gennaro Pellecchia, di napoletanissimi natali e neanche sì nobili, non era quello che l’estetica dominante avrebbe classificato come bell’uomo. Lontano anni-luce dalle copertine patinate di Uomo Vogue che quella troglodita di sua moglie comprava a scadenza fissa e con inutile sperpero danaroso, sotto la sua faccia da triglia, la panza da commenda e il petto villoso da lupo marsicano era arduo scorgere una pur minima traccia d’umanoide di razza caucasica: lo spettacolo era quello d’una larva bozzolosa ed enfia, entrata a forza in un sacco rosé a pelo corto e coi pendenti molli al seguito. Un perfetto incrocio tra un molosside ripieno dalla pelle grinzosa e uno a caso dei Cugini di Campagna (esclusa la checca isterica biondiccia). Oddio, non che la sua signora fosse un fiore: il tempo l’aveva scalpellata a dovere, e la Madonna con puttini s’era trasformata in un involtino primavera scotto a puntino, un cespo misto di rughe, unghie laccate e crine biondo-cenere-un tempo-castano che le pendeva floscio dal capo bombato, come lo sbuffo indolente d’una balena cotta in una zuppa d’agosto. E nemmeno cinquemilaseicentocinquantavirgolaventi euro di tette rifatte (il che faceva più o meno duemilaottocentoepassa euro a tetta), posate nelle mani lisce d’alabastro del noto chirurgo plastico Eugenio Filiberto Leonardi Strozzi, dell’antica stirpe de Lumi Mannari della Medicina, avevano reso più appetibile la femmina, ormai sulla soglia dei cinquanta, in menopausa attiva e con picchi ormonali tali che neanche un novello Messner avrebbe osato scalare. Adesso rassomigliava vagamente a un trumò con gli airbag; un incidente di percorso cui la donna stava già pensando di porre rimedio, ma che a Gennaro Pellecchia non dispiaceva affatto: ora che la moglie pareva un giulianoferrara sgusciato e senza pipino, non sentiva più il peso del dovere coniugale né di quell’estro virile che un tempo gli animava le pudenda. Fin qui tutto bene, ma alla signora la cosa non andava giù. «Ecchecazzo, io mi faccio ’ste pere spaziali e quello stronzo neanche mi guarda? No, eh, così non va!». E questo era il motivo della presenza in casa Pellecchia, in quel preciso istante e momento, del “Dott. Girovazzi Adelmo, commercialista e affini”, il quale oltre a ripassare i conti del Mago, si ripassava paonazzo la di lui consorte, con evidente soddisfazione soprattutto della fedifraga, sicura e conscia da sempre che quell’affini comprendesse prestazioni extra, più da letto a due piazze che da scrivania. Dopotutto, le pere non a tutti piacciono col formaggio.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno squillo prolungato e impertinente interruppe il flusso celebrale del Mago: era dalla mattina che un tarlo gli rodeva, una pulce lo pungeva e il deretano gli prudeva. Aveva minuscole stalattiti scongelate a rigargli la fronte, un estuario di rivoli setosi sfilacciati da un’ansia febbrile. Guardò verso il basso. Questa volta la roba era decisamente troppa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;«Pronto, è il tuo Mago della serenità e della fortuna che ti parla. Chi sei, amico caro?».&lt;br /&gt;«Mago Genny, ciao, mi chiamo Bruno. Gli amici mi chiamano Brunello perché sono bassino. Scusa, sono emozionato, non ho chiamato per l’altezza, ma per la bassezza di quella sottospecie di mia moglie… Sono un paio di mesi che quella stronza mi nasconde qualcosa, è strana, credo che non mi ami più come prima. Qua ci vuole la mano tua, vedi le carte che dicono».&lt;br /&gt;«Eh, sento dal tono di voce la tua sfiducia, ma non appaurarti che per soli, e dico soli, due euri al minuto, ti risolvo tutti i dubbi del mondo, perché lo sai che sono un paraculomagoefattucchiere di modesta pretesa ma dai grandi poteri. Il mio occhio non mente! Del resto al giorno d’oggi le donne non sono più quelle di una volta, e meno male. Ma dimmi, non voglio farti perdere tempo perché sicuramente sarai sulle spine, dico bene?».&lt;br /&gt;«Infatti…».&lt;br /&gt;«Ecco, appunto, non vorrei che si pensasse che una persona onesta come me, l’unico Mago Genny degno di questo nome, abusi del vostro tempo. Allora dimmi, Antonio».  &lt;br /&gt;«Bruno, mi chiamo Bruno!».&lt;br /&gt;«Bruno, appunto. Vediamo, di che segno sei?».&lt;br /&gt;«Mi pare Ariete». &lt;br /&gt;«Ariete. Bel segno, un segno forte, di fuoco. E tua moglie?».&lt;br /&gt;«Toro».&lt;br /&gt;«Toro! Ah, e questo non è buono. Voi vi state scornando perché, perché…».&lt;br /&gt;«Dimmelo tu: perché?».                                                                                                                                                                         &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E adesso che cazzo s’inventava? Tabula rasa, la capa come una landa africana arroventata. Nulla, nada, zero. Roteò la testa, inarcò sbuffando le narici e puntò come un torello i suoi occhi sanguigni in quelli di Ernesto, l’unico cristiano che aveva accettato di lavorare per lui, eccezion fatta per la sua assistente molto personale; ma quella era un’altra storia. Ernesto, un cubo di Rubik di centotrenta chili, lo guardò inebetito, la pupilla acquosa, e mentre con una mano porcina si detergeva la cascata sudoripara sottoascellare, con l’altra disegnò la parabola invereconda di un paio di corna taurine, sventolandole alte e fiere, come un vessillo medievale.&lt;br /&gt;«Mago, ci sei ancora? Pronto?».&lt;br /&gt;«…perché tieni le corna!».&lt;br /&gt;Gli uscì tutto d’un fiato. &lt;br /&gt;«Lo sapevo, chella stronza! Quella sono mesi che non mi guarda più in faccia, che non fa più l’amore con me… Manco s’inventa più ’e male ’e capa come prima, nooo! Me lo dice senza fronzoli, papale papale: “Mi fai schifo, io vicino a te non mi ci strofino più!”».&lt;br /&gt;«Eh, so’ finiti i pruriti!».&lt;br /&gt;«Mago, quella la sera esce, dice che va a trovare le amiche o che va dalla madre. Io la chiamo ma il telefonino è spento, dice che ha problemi di campo… Ma se continua così saranno problemi di camposanto!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era il momento d’improvvisarsi consulente matrimoniale, il tempo macinava sbilenco i suoi grani frettolosi. Antonio, Bruno o come cavolo si chiamava il cornutone, doveva essere liquidato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Antonio, il disegno degli arcani mi si è svelato nella sua pienezza: le carte nella loro saggezza astrale mi dicono che vi siete scambiati i segni».&lt;br /&gt;«Cioè?».&lt;br /&gt;«Perdona la franchezza, ma il toro sei tu, e mugliereta è ’na zoccola! Ma non disperare che… Pronto?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu, tu, tu…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«È caduta la linea. Speriamo che Antonio non faccia sciocchezze. L’amore dà, l’amore toglie. A volte la vita fa strani scherzi, ma il vostro Mago Genny vi può aiutare, chiamate con fiducia. Il numero sta qua sotto, sono solo due euri: manco ’o cafè ci pigliate più! Lineee libereee!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Gesù, Gesù, un buffone di questo calibro! Ma come si fa al giorno d’oggi a perdere tempo appresso a ’sti maghetti da strapazzo? Io a questo lo arresterei solo per la faccia che si ritrova!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il maresciallo Stanassi, dei Carabinieri del raggruppamento “Puteoli”, teneva gli occhi incollati allo schermo di un piccolo monitor a colori che rimandava la faccia sorniona del Pellecchia. Dentro il camioncino si soffocava, l’inferno s’era liquefatto in nuvole di vapore liquoroso, miste a olezzi di sudore pungente e dopobarba dozzinale. L’appostamento era durato anche troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Minchia, la divisa! Col caldo è peggio d’un sudario… Ridi, ridi, stronzo, che fra poco ti cancello il sorriso insieme a tutti i denti! Mangerai solo pastine in brodo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello schermo luccicava il sorriso luciferino del Mago. La sua voce catramosa di fumo risuonava nelle cuffie del carramba.&lt;br /&gt;«Sai che risate si farà il pubblico ministero, quando si sente ’sta robba! Cuccurullo, ma tu lo vedi a ’sto volpone?». &lt;br /&gt;Il giovane Cuccurullo, da poco nella Benemerita, sfatto e appiccicoso come un beduino in una sauna turca, si avvicinò al superiore inforcando la cuffia. L’ombra di un sorriso si affacciò sul suo volto ben sbarbato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le indagini sul conto del Pellecchia andavano avanti da due mesi e mezzo. Il suo curriculum era degno di un arseniolupin rubagalline armato di scacciacani, ma in provincia questo bastava e avanzava per piazzarsi in pole e fare punti malavita: evadeva sistematicamente le tasse, truffava senza remora alcuna, emetteva assegni a vuoto come neanche Cecchi Gori, e non contento del suo limpido cursus honorum, era indagato pure per spaccio di coca et similia. Il che lo rendeva una rotellina molto utile nell’ingranaggio dei clan locali, implicati in truffe, droga e rock’n’roll, più baldracche compiacenti e pizzo al seguito.&lt;br /&gt;«Questa volta ’sto stronzo lo becchiamo. Altro che evasione fiscale! Cuccurullo, la  pattuglia di rinforzo?».&lt;br /&gt;«Arriva a minuti, maresciallo».&lt;br /&gt;«Ok, pronti ad intervenire».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto Pellecchia, staccate le linee, sbattuto il telefono in faccia ai babbei, s’era attaccato alle mammarelle della predetta assistente muy personal. Nel suo studio orale, a una poppata intervallava una sniffata, rapida e precisa. Sul tavolino, in evidenza, quattro lunghe strisce di coca, pronte all’attraversamento nasale in surplace. Giusy Parente era in estasi preamplesso, e senza neanche aver toccato la bianca col suo nasino da bambolina cinese: quell’errypotter posseduto sapeva come ripagarle gli straordinari, anche se la sua virtude guerresca, laggiù nei bassifondi, era tutto fuorché extra ordinem. Ma dove non puote natura, puote costanza. &lt;br /&gt;Il povero diavolo sbuffava a mantice in piena sindrome preinfartuale, paonazzo di viso e di cappella. Si udì uno squillo a manca. E mancava effettivamente poco al coitus, meno ancora all’ictus, quando i militi noti pensarono bene di fiondarsi a grappolo nello studio, senza preavviso a garanzia del decoro, bastante il solo avviso di garanzia, al grido crucifero di: «Alt, Carabinieri, non vi muovete o vi rompiamo il culo!». &lt;br /&gt;Il cervello strafatto dell’uomo elaborò due o tre rapidi pensieri. Nell’ordine:&lt;br /&gt;1. «Sono fottuto»;&lt;br /&gt;2. «Non si scopa più»;&lt;br /&gt;3. «Due o tre piste di polvere non sono un problema».         &lt;br /&gt;Problema che, inverecondo, si poneva per l’involucro dabbasso, d’un biancore allucinante, processualmente aggravante certa, che di colombiana pura e granulosa ne conteneva due chiletti e passa o giù di lì, la qual cosa non mancò di corrucciare il Mago, che da rubizzo divenne smorto. O direttamente morto, dato che quella coca era del ras di stanza orientale, la zona più losca dell’hinterland, detto ’O Monacone perché da giovinetto aveva strozzato un parrino a mani nude. Del resto, per abbracciare Dio si deve pur passare da un prete, no? La fraterna amicizia dimostrata dal Pellecchia al Monacone per celare la sostanza in cambio di quattrini stava per mutar segno nonché misura, attestandosi sul metro e settantacinque, centimetropiùcentimetromeno, bastevole di sicuro per una cassa in radica di noce a nome suo.  &lt;br /&gt;«Merda!», proruppe il tapino, ancora imbrigliato nel reggipoppe della donna, la quale arrancava stranita sulle di lui vergogne: pigolava come un’oca starnazzante, fioca la luce dell’intelletto, turgidi i seni, non arrestava il suo carnale andazzo, tutta presa dal maghetto e dal suo ballo indemoniato. Il Pellecchia s’inarcò come un orso imbizzarrito, catapultando la donzella all’altro capo della stanza. Allungò le zampacce sulla busta, mugghiò, si rivoltò come un’otaria, ma nulla: la busta di neve non  si squagliava, non scioglieva e non coagulava.&lt;br /&gt;Ci voleva un’idea. E l’idea venne, seppur a strappo: volteggiò grifagna posandosi su di un ramo periferico della sua capoccia di Homo Poco Sapiens, schiantandosi come fava colpita da piccione. Nell’angolo, un lembo turchese dell’alcova disfatta lasciava intravedere una superficie bombata e circolare: ma sì, la palla! Il globo oculare delle Graie, la sfera da strapazzo, scenografica e fasulla, di tutti i silvan smandrappati, compagna fedelissima dei maghetti galbusera scaduti e indigesti: se ne stava lì, immobile ed opaca, a fissarlo.&lt;br /&gt;L’uomo ne afferrò la base strappandone a morsi il doppio fondo, ci ficcò dentro la roba a cazzotti e richiuse il tutto, stabilendo il nuovo record mondiale di occultamento coca. E fu così che il maresciallo Stanassi lo trovò, massa irsuta a contemplare la palla, uno sferisteo opaco tra le cosce, carezzata con mano amorevole e paterna. L’altra, invero, aveva un gran daffare: strizzava il culo alla biondona con malcelata nonchalance. La tipa sembrava stranamente euforica: se ne stava seminuda sul pavimento, rideva di gusto ed emetteva trilli a ripetizione, come un campanellino sbatacchiato dal vento.&lt;br /&gt;«I pinguini, so’ arrivati i pinguini!», ripeteva inebetita, indicando i militari nel loro scafandro scuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due anni e mezzo dopo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pioveva.&lt;br /&gt;Novembre, un mattino abulico con goccioloni umidi a scheggiar finestre, nuvolaglia striata all’orizzonte. Gennaro Pellecchia, alias ’O Mago ’e Poggioreale, si lasciò dietro alle spalle smagrite i battenti ferrosi del carcere partenopeo. Umore nero, vestito a righe color kaki, macchie e polvere. &lt;br /&gt;Dal gabbio era uscito smunto e incazzato, la zazzera ingrigita, arruffato come un cucciolo in una pozzanghera: il filo gli era sfuggito, gli eventi precipitati e la vita gli aveva presentato il conto. Salato, maledettamente salato. Poco più di due annetti ed era stato ripulito come un casinò. Solo che lì, in quel mondo in chiaroscuro, non c’era nessun georgefacciadafigoclooney ad aspettarlo col motore acceso. Unica compagna, un’ossessione a chiocciola, che s’arrovellava su sé stessa, variabile impazzita da cui dipendeva il suo futuro. E che volete che sia: una chiazza melmosa, uno sputo e via, il futuro di un ex galeotto è grama cosa, è un casellario annerito. Anzi bianco. Come la neve, come la coca. Un pacco di bianca, per la precisione.&lt;br /&gt;Pazza idea: recuperare la sfera dei desideri, piazzarla per bene, e fanculo al mondo, benvenuto a El Paso! Aveva un cugino in Texas, un certo Bill Pecuraro o qualcosa del genere, amico fraterno, sposo degenere. Uno yankee tutto patria e famiglia: aveva menato la mogliettina per venti anni consecutivi con l’asta della bandiera. Quando si dice un amore combattuto. Poi lei aveva perso il match e l’aveva piantato coi marmocchi. &lt;br /&gt;Ma questa è un’altra storia. La sua era appena iniziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una voce pastosa, da sbornia atomica post prediale, rispose infine al telefono: «Chicazzeeè?».  &lt;br /&gt;Così, tuttattaccato. Era lui, senza dubbio: Tony Permaflèx. Il nickname lo doveva alla sua attività di facciata: per la legge degli uomini era il probo titolare d’una azienda che sfornava molle per materassi; sì, quegli involucri soffici per il riposo del corpo, anonimi bozzoli per culi flaccidi e tette alla zuava. Solo che i materassi erano strafatti: tolta la merinos, di lana ne rimaneva ben poca, e quel che fruttava era la coca. La schiena ne soffriva, ma in compenso te li potevi pippare. Senza esagerare, altrimenti il riposo diventava eterno.&lt;br /&gt;I due compañeros avevano un comune passato. Addirittura biblico: s’erano scrutati guardinghi il grugno una prima volta mentre si facevano massaggiare le membra da solerti geishe in perizoma nel centro benessere “L’Eden Terrestre”, paradiso d’orge posticcio, harem per infoiate a pagamento, perfetta agorà per scopare e fare affari. Si veniva al sodo passando per le sode. Il tutto con garanzia: erano troie certificate e non v’era pericolo che giungesse qualcuno a interrompere l’idillio perverso. A parte la Polizia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Tonino? Sono Genny Pellecchia. Devi darmi una mano…».&lt;br /&gt;Un’ora e venti minuti dopo i due se la stringevano.&lt;br /&gt;«Figlio d’una cagna allupata… E quindi presa ’sta cazzo di palla te la squagli, eh?».  &lt;br /&gt;L’amico lo guardava di sottecchi, gli occhi ridotti a uno scippo felino.                  &lt;br /&gt;«Il piano è semplice ma rischioso. Magari ’o Monacone la sta cercando ancora, cazzo ne so? Giro la ruota e spero che la pallina si fermi sul mio numero. Come la vedi?».&lt;br /&gt;«Meglio che giocare alla roulette o finire sotto i ponti in roulotte… Facciamo che mi dai qualche giorno e ti rimedio la palla magica. Sputami in faccia se non sono amico tuo!».&lt;br /&gt;«In faccia dovrei sputarmi da solo: in villeggiatura ci son finito come un pivello qualunque. Erano mesi che mi seguivano con quel cazzo di furgone, bastava sollevare il muso dalla sottana di Giusy per sentire puzza di sbirri, e invece…».&lt;br /&gt;Giusy! A quel nome gli occhi ebbero uno sbalzo di tensione, illuminandosi a giorno. &lt;br /&gt;«Ehi, che t’è preso? E adesso perché cazzo ridi?».&lt;br /&gt;Pellecchia era estatico. Sulla faccia da galera si stampò lo sbrego stregato d’un Gatto del Cheshire; fissava l’amico con le pupille dilatate, sobriamente sbronzo senza aver toccato il doppio strato di Jack Daniel’s nemmeno di striscio. Lanciò la mancia al ragazzotto in livrea, centrando il bicchiere con un sordo tintinnio: dopotutto era pur sempre whiskey da due soldi, il piscio paglierino del vecchio Jack. Tonino lo vide allontanarsi in una nuvola di salatini; fissava ancora l’orlo del tavolo, mentre l’amico s’era già liquefatto. Una figura sfocata, persa tra la chiorma della via, il bavero rialzato a nascondere un sogghigno.    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ombre dolenti ad avvolgere corpi e cose si allungavano sul profilo cremisi del vulcano, mentre la sera avviluppava i vicoli a raggiera col suo manto artificiale: l’andazzo giornaliero andava scemando, la risacca cittadina schiumava verso casa. Sguardi tufacei di persone distratte, pallide lune storte e assorte, maratoneti stanchi di rincorrere la vita. Tutto scivolava via come inchiostro catramoso. Gennaro non ricordava l’odore del crepuscolo; era sfumato anch’esso, era un vago sentore di umori passati, distillato d’una vita affastellata, ingolfata alla partenza. O forse era solo il puzzo dell’olio motore di quella Ritmo ridotta a simulacro, ricetto momentaneo dal pungente incedere della tramontana. Febbrile, non mollava la presa, lo sguardo inchiodato a un portone dagli alamari lucenti, frenesia e paura a disegnargli un solco in piena fronte. Sulle colline a ponente la notte arriva prima, riversandosi sui serragli alto-borghesi, colmando i vuoti con assordante silenzio, ricoprendone serica le vergogne. Al sesto mozzicone gettato via con stizza, finalmente scorse una figura familiare uscire dal maniero, salutando frettolosa un capoccione a cespuglio che sbirciava dall’alto, affacciato sul fossato di begonie. Una donna. Una bella bionda.&lt;br /&gt;Camminava svelta, sculettando, i glutei ben fasciati e sinuosi, altezzosi nella brezza della sera, il guizzo femmineo di chi è conscia di virtù. Sola, un profumo arabescato a cingerle la chioma, prese le chiavi dalla pochette arcobaleno, avviandosi alla macchina in divieto, incurante del tramestio roboante dei suoi tacchi a stiletto, pronti ad infilzare basoli e selciato. &lt;br /&gt;Era proprio lei.       &lt;br /&gt;«Sei sempre ’na bella femmena», proruppe improvvida una voce. &lt;br /&gt;Oddio, il solito maniaco guardone in crisi asmatica. La donna piroettò di scatto, le unghie smerigliate a graffiare l’aria, in posa per la pugna: l’artefatta baldanza della preda che si vede perduta.&lt;br /&gt;«Chi è? Se t’avvicini te lo stacco a muozzeche, hai capito?! Ma… Uggesù, Gennnaro?! Sei scappato di galera, sei un evasore!».&lt;br /&gt;L’uomo provò ad aprir bocca, almeno per correggere quell’obbrobrio lessicale, ma non fu abbastanza lesto: un effluvio al sandalo e spezie di Sumatra lo stordì, avvoltandolo in un trionfo naive di ricchipremi e cotillons. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ordito del tempo s’era sfilacciato, un imbuto nero aveva assorbito le vane esistenze di quei due derelitti: l’ultima volta che il Mago le aveva guardato l’ampio petto prosperoso, le mammelle pendule e grosse come cantalupi settembrini, una banda di psicolabili in assetto da guerra s’era fiondata nel suo studio, sancta sanctorum di vizi morbosi e private virtù, strappandogli dalle mani a ventosa le suddette cioccie polpose. Le strade degli uomini sovente divergono; quando poi c’è di mezzo la palizzata triplo strato di un carcere infernale, i legami marciscono, ammuffendo d’un tratto. Marcescenza sfiorita, ricordi sfumati e astinenza forzata portarono i due ad aggrovigliare i corpi come rollè ripieni nell’angustia della Smart amaranto di Giusy, alcova mignon per ammortizzare l’amplesso. &lt;br /&gt;«Credo di avere le stigmate sulla schiena, per non parlare degli incisivi scheggiati sul    volante!», esordì il mandrillo nella requie post-olimpica del coitus. &lt;br /&gt;Questa volta almeno non era stato interruptus all’acme dello sforzo.&lt;br /&gt;«Stronzo! – si risentì quella, massaggiandosi due vertebre annichilite e compresse –. E allora, come mai ancora tra i piedi? Cos’è, voglia di scopare via il passato con due colpetti di reni?». &lt;br /&gt;«Mi offendi: cosa credi che sia, una sanguisuga succhiasangue?». &lt;br /&gt;La smorfia della bionda gelò quel sofficino rachitico che gli deformava la mascella. &lt;br /&gt;«E va bene, hai vinto, non sono qui per una sveltina, ho bisogno di un aiuto. Tu puoi essere la chiave di volta, mia cara. E dando una mano a me, risollevi pure il tuo bel culetto dai bassifondi. Non vorrai mica spupazzarti a vita quel babbeo con la capa alla bobbemarlei?».&lt;br /&gt;La donna gettò un’occhiata distratta nell’oscurità, laddove s’intravedeva l’antro sibillino che l’aveva vomitata qualche ora prima.      &lt;br /&gt;«Ok, andiamo a casa mia. Ma se mi accorgo che mi vuoi fottere ancora, giuro che te lo stacco sul serio!».      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nevica. Nei sogni nevica. Bianca soffice impalpabile granulosa effimera pura. COCAINA. Quintali, spumose vette di finissima coca da scalare e discendere a nari piene, da farci palle di nevischio, da bordeggiare risalendone il verso, pippando a pieni polmoni, naso all’ingiù, come idrovora felice. E su tutto, un’enorme, titanica, pantagruelica, iperbolica sfera roteante ed eburnea ad eclissare il sole, a gravitare attorno. &lt;br /&gt;Gennaro si destò di colpo, zuppo: il sonno della ragione genera foschi, iettatori presagi. La palla di neve alla fine lo travolgeva, Sisifo veniva disfatto. Rischiarava, e il piccolo rifugio di Giusy appariva ancor più striminzito alla luce lunare dell’alba incipiente. A passo incerto trovò il bagno, un velo sospeso di condensa s’aprì al suo passaggio: riflesso in uno specchio appannato, un volto stanco chiedeva riscatto. Ce l’avrebbe mai fatta?&lt;br /&gt;«Che c’è, troppo duro il mio divano?». &lt;br /&gt;Una mano ben curata gli scompigliò i pensieri. &lt;br /&gt;«Cazzo, Giusy, ho un chiodo conficcato nel midollo. Manco un fachiro ci dormirebbe su quella branda da campo».&lt;br /&gt;«Ti va bene se ti opero qui, con il coltello da roast beef?». &lt;br /&gt;La mano divenne d’arpia, conficcandogli le unghie retrattili in profondità, come raspa a solcargli il cervello, aggrappandosi ai ciuffi sale e pepe per avere maggior appiglio.&lt;br /&gt;«Ma porca putta…».&lt;br /&gt;«Senti, cazzetto moscio, ascoltami bene: adesso mi spari fuori tutte le rane obese che ti gozzovigliano in gola, capito? Spero che la dormita ti abbia schiarito la nebbia in quella testa da orango rincoglionito! Non voglio neanche immaginare di ritrovarmi in una situazione minimamente simile a quella di due anni fa, con la Polizia che mi fissa le tette mentre ti cavalco strafatta…».&lt;br /&gt;«Sssantagata… Giuseppe Santagata – biascicò Pellecchia, mentre tentava un salto fosbury per liberarsi dalla stretta –. Questo è il nome del destino. Permaflèx ha richiamato, è riuscito a rintracciare la mia roba, le stelle, gli arazzi… E la palla, quella fottutissima palla…».&lt;br /&gt;«E questo Santagata che mi rappresenta?», disse quella, mollando la presa.&lt;br /&gt;«Uno stronzo, una mezza tacca con qualche quattrino da buttare. S’è improvvisato imprenditore de’ noantri reinvestendo denari a perdere in un network più sfigato del nostro, la Tele Felix Canal Plus, un carrozzone di giro con nani e ballerine. E per allestire uno spazio di magia da pataccaro di provincia, ha preso a prezzo stracciato tutto quello che mi apparteneva. Il mio passato scontato della metà, bell’affare!».&lt;br /&gt;«E io che dovrei fare in questa sceneggiata? Fartelo fuori?». &lt;br /&gt;Pragmatica, formosa, tremenda Fredegonda!&lt;br /&gt;«No, ma se vuoi potresti affogarlo tra gli airbags… Santagata me lo devi tenere lontano il tempo necessario a recuperare la coca. Questo babbeo manco s’immagina su cosa ha messo le mani: due chili, porcaputtana, due chili e passa di cocaina purissima!». &lt;br /&gt;Le iridi riaccesero la dinamo, il cuore pompava indemoniato, l’istinto predatorio rullava la grancassa: era tempo d’agire.&lt;br /&gt;«Voglio una parte, Genny. Qualche scopata tra noi non t’assolve mica, devi impegnarti di più se vuoi che ti pari il posteriore. Finisco dritta in cella, stavolta, e senza neanche passare dal via. Quindi patti chiari: voglio la metà della somma che ricaveremo dalla coca. Altrimenti fatti crescere le tette e seducitelo da te, ’sto sfasulato di Santagata!».   &lt;br /&gt;«Che grandissima figlia di… Ok, qua la mano, socia!».    &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era un sole amorfo. La Smart color ecchimosi di Giusy conteneva a stento la frenesia del Mago, il muso lupesco puntato sottovento, a fiutare il viavai di auto e persone sotto gli studi di Tele Felix. Che nome del cazzo: una sigla pomposa a celare le miserie di un barnum diroccato: più che una mano di vernice, a quel posto occorreva una mano santa.&lt;br /&gt;«Allora, si può sapere come è fatto ’sto fesso di Santagata?».&lt;br /&gt;La bionda principiava a dar segni d’impazienza. Oltretutto, aveva anche sbagliato l’abbinamento delle calze magenta con la minigonna ascellare pitonata. Un vero peccato.&lt;br /&gt;«Esattamente come quel tipo là».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Santagata, intabarrato in uno spolverino grigio-topesco che aveva conosciuto tempi più augusti, s’era impalato sotto i suoi “Studios” come una faina in cerca di carogna, pronta all’agguato. Almeno quella era l’impressione che dava. In realtà era semplicemente alle prese con una sigaretta neghittosa alla vampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Santagata?».&lt;br /&gt;Da vicino l’impressione era anche peggiore. Il trench liso, con macchie catramose di nicotina che s’allargavano a sbuffo sul colletto, galleggiava in un arcipelago di grigiore, calzando a pennello su quella figura annodata, gli occhietti vispi a scrutare le forme sinuose della donna che gli stava di fronte. L’omuncolo pareva sorpreso. Si lisciò il codino unto come un’acciuga sott’olio e puntò le pupille spilliformi su quella coppia da avanspettacolo. La Bona e la Bestia.&lt;br /&gt;«Sì, in persona. Che volete?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Bona s’illuminò d’immenso e allentò le briglie del reggipetto. Il seno si espanse libero, rispondendo soffice al bianchissimo sorriso del nosferatu oleoso, cui l’operazione non sfuggì di un millimetro: da diversi secondi era intento a farle un’accurata mammografia a scansione ottica, allargando di riflesso la sua tagliola al curaro. La puzza di sorcio ristagnava sospesa, il Pellecchia ne aveva fiutato la scia da un chilometro, mentre l’altro, quasi ne percepisse il ripulso, arricciò gli occhietti per inquadrarlo meglio controsole, mantenendo sempre quel sorriso freddo come la lama di un coltello puntato al fegato.&lt;br /&gt;«Scusi l’assalto, signor Santagata. Sono Giusy Del Buono, giornalista di Tele Astroni Napoli, la televisione sui fatti e per i fatti. Vorrei proporle un’intervista veloce veloce, abbiamo saputo che i programmi della sua emittente stanno riscuotendo un grande successo. Specialmente con quello nuovo, Amicaunamaca?, pare che stiate facendo mangiare la polvere a tutti. Ci tengo a farle il servizio prima di altri, in questo mondo ne coviamo di serpi in seno».&lt;br /&gt;«Ehm, sì, il programma temo si chiami Amicamaga, è una linea di preveggenza a pagamento, ma mi faccia pure il servizio», ammiccò quello, incrociando lo sguardo da triglia negli occhi senza fondo di Gennaro. Con quel grugno lì, un cazzotto in pieno viso avrebbe di sicuro riequilibrato la sventura che gli era toccata. Il toporagno si lisciò i baffetti, agitando la codina con sudicia compostezza. &lt;br /&gt;Il sole s’era annacquato, c’era puzza di pioggia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studi, ciclopica struttura dal maestoso ingombro, almeno stando al verboso vaneggiamento di Santagata, si dimostrarono una prosaica accozzaglia di cianfrusaglie, balocchi deformi e cenciose pezze alla rinfusa: una vetusta e vulgare silloge, ben magro tempio per l’arrembante sbrilluccichio dello showbiz moderno. Stanze ingombre e corridoi labirintici, attrezzature sceniche, luci, trucco e parrucco: era tutto un magma ribollente di vacuo e ipertrofico nichilismo reificato. In parole povere, lì dentro non c’era un cazzo, nulla che valesse la pena di rubare. Al primo sguardo la libido precipitava, al secondo ci s’immalinconiva a depressione. Quell’odore di gomma strinata, disinfettante ospedaliero e linoleum consunto aveva riportato il nostro Mago ai fasti del suo passato mediatico, quando starnazzava beato tra le gracchianti frequenze a onde corte del suo circo da teleimbonitore. Era dai tempi del suo Magic Naples che non avvertiva quel brivido famiglio lungo la colonna; il caos disadorno, quelle rovine decadenti, erano per lui suadente richiamo. Ulisse era tornato ad Itaca.&lt;br /&gt;«Si lavora freneticamente, il tempo è risicato e non abbiam potuto sgombrare il campo… Vogliate scusare l’incomodo, del resto è il minimo, no?», s’autoassolse Santagata. &lt;br /&gt;Lo studio, seppur ingombro di ciarpame, era desolatamente vuoto quanto a presenze umane.&lt;br /&gt;«Ma si figuri, mi crede se le dico che pensavo peggio?», ridacchiò Gennaro. &lt;br /&gt;Una gomitata dritta e nervosa al costato ne arrestò la risata.&lt;br /&gt;«Accomodiamoci pure, giusto il tempo di rilassarci. Oh, ecco, questa è la mia personale assistente, Adelaina. Cara, ci porti pure un thermos intero del suo prezioso nettare, quel caffè ormai celebre nel mondo! Ho da fare un’intervista con questi squisiti signori», chiosò mickeymouse.&lt;br /&gt;La suddetta Adelaina, a chi (Gennaro) s’aspettava concupiscente una sventolona ergonomica di fabbricazione svedese, lasciò recisamente il fiele in bocca: la valchiria tornita con lo stacco da giraffa e il crine frondoso da leonessa in caccia lasciò beffardamente il posto a un goblin irsuto e sdentato, asciutto come prugna senza nocciolo, che s’estendeva stentoreo in tutto il suo metro e quaranta, il quale, spalancati due fanali grinzosi sul gruppetto, sputacchiò: «’A machinetta s’è scassata, ’o cafè è asciuto afore tutto quanto. L’aggia fa’ ’n’ata vota? Pecché po’ ’o cafè se po’ ’ncarzapella’, ’nce vo’ ’a mano ’e Ddio pe’ ne fa’ ’n’ato! Avite capito bbuono?!». &lt;br /&gt;Il grammofono quietò il cicaleccio per un istante, il che permise al terzetto di riprender fiato. Santagata, scuro in viso come un pulcinella incarognito, ebbe un sussulto impercettibile, ma si ricompose subito, torcendosi il codino ribelle, quel baffo indisponente sfuggito alla scriminatura ben laccata, come il tentacolo d’un calamaro dalla friggitrice. Punto sul vivo, digrignò gli incisivi, sibilando un’antica prece di malaugurio in uzbeko misto aramaico: «Aaaadelaina! È pagata anche per questo. E adesso ci lasci, che dobbiamo parlare di lavoro!». &lt;br /&gt;La vecchiaccia, non adusa al comando deciso, si azzittì. Poi, come demoniaco feticcio a molla, scattò serpentesca, sciamana ipnotica e funesta. La faccia di cuoio rinsecchito s’apriva come una bocca dell’inferno. Lanciato un anatema sul consesso miscredente, la megera si girò, avviandosi lentamente per il corridoio, mentre la sommessa nenia sfumava nelle nebbie dell’incubo: «’O cafè!». E l’eco rimbombava, perdendosi tra le mura mezzo ammuffite.&lt;br /&gt;«Scusate, è anziana, spero capiate i disagi che l’età comporta. Allora sparate pure, il vostro Santagata è pronto a rispondere».&lt;br /&gt;«Oh, purtroppo spariamo solo a salve…», caricò il Pellecchia. &lt;br /&gt;L’ennesima gomitata sottoascellare lo mise a tacere. Fedele al memento che a pensiero segue l’azione, Giusy scoprì la contraerea: le tette a espansione puntarono come torpedini il bersaglio e Gennaro fu libero di snocciolare insulse domande, cui l’ingrifato diede risposte ancora più vacue.&lt;br /&gt;«Cosa vuol dire essere editore al giorno d’oggi?».&lt;br /&gt;«Scartoffie, mio caro, solo cartacce da timbrare e firmare, dati e cifre… Si tratta pur sempre di far quadrare i conti, prevedendo le perdite e sperando in un’abbondante dose di fortuna per quel che riguarda i guadagni. Siamo una piccola emittente, è vero, ma siamo agguerriti, su questo non ci piove».&lt;br /&gt;Il fragore d’un tuono novembrino informò i presenti che invece pioveva. Almeno fuori, perché dentro l’ambiente sublimava, la condensa galleggiava a mezz’aria e il pollo era pronto per la cottura. Giusy lo stava ammaliando con sguardo lascivo, o forse bastavan le cosce sode da porcellana, vallo a sapere.&lt;br /&gt;«Un’idea davvero brillante quella del programma magico, mi creda. E com’è che si chiama? Amicamagia?». &lt;br /&gt;Genny sorrideva a latere, godendosi il momento.&lt;br /&gt;«Le sue seno, ehm… sono domande interessanti. Come ha detto di chiamarsi? Signor…».&lt;br /&gt;«Passalacqua. Gennaro, per gli amici. Ma non mi sembra questo il caso…». &lt;br /&gt;E tre. La quarta gomitata s’era già prenotata, Giusy lo stava battendo come un polipo.&lt;br /&gt;«Iniziamo dagli sponsor: chi vi ha appoggiato in questo vostro delirio?». &lt;br /&gt;Poker! Ormai le costole erano diventate blu cobalto.&lt;br /&gt;«De… delirio, dice?  Beh, effettivamente è stato azzardato. Il progetto, dico. Capitali ingenti, investimenti coraggiosi e margini di guadagno sempre a rischio. Le sponsorizzazioni ci sono state fornite dalla nota azienda Pane, salame e… dei fratelli Mazzincapa, ditta celebre nel mondo degli insaccati bovini, suini ed affini. Devo poi ricordare le Carrozzerie Cascella, esempio fulgido di imprenditoria con valori saldamente radicati nel territorio e nelle saldature, perché proprio di questo si occupano. E poi come dimenticare gli autori, i tecnici e la nostra primadonna, la “Signora”, e mai termine fu più esatto, Francesca Bufalini, gloria indiscussa del teatro di prosa napoletano, un curriculum pazzesco, direi leggendario. Insomma, non ci siamo fatti mancare niente».&lt;br /&gt;«Siamo davvero colpiti. Quindi sono questi gli ingredienti per un programma di successo?». &lt;br /&gt;«Vede caro amico, il successo è un miscuglio indefinito, forse indefinibile, che ognuno crede di…».&lt;br /&gt;Era giunto all’apice dell’umana sopportazione, doveva emergere da quel pantano di cazzate in cui Santagata lo stava trascinando, un minuto di più e non avrebbe risposto di sé, un ebete del genere non lo incontrava da tempo immemore. Da almeno… due anni. Anni che però lo avevano scolpito, intagliandogli un briciolo di amor proprio nella coriacea scorza truffaldina. Vergognandosi d’aver riconosciuto in quell’opossum che gli sedeva innanzi il Pellecchia d’un tempo, si alzò di scatto, interrompendo sul più bello quel fiume d’ormoni alla johnwayne.   &lt;br /&gt;«Io vi lascerei un momento soli. Impellenze urologiche, la prego di scusarmi».&lt;br /&gt;Santagata con un grugnito espressivo gli indicò l’uscita, o forse direttamente il cesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mago Genny aveva l’aspetto d’una belva notturna, eppure quel dannato tremolio alle giunture gli azzannava i muscoli, paralizzandogli il morso. Presa la roba, se la sarebbe svignata, era deciso. Peccato per Giusy, ma non era il caso di dividere il premio per due. E poi la ragazza poteva sempre diventare l’amante di Santagata: mollava il capoccione e si prendeva il topastro. Santagata la trasformava in soubrette, magari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripercorreva le orme riflesse nel dedalo budelloso, in cerca d’una traccia che potesse istradarlo, sperando di incrociare il sentiero della sua palla sfuggente. E per poco non incrociò davvero qualcosa. Adelaina si aggirava come un automa per il corridoio in chiaroscuro, gli occhi due mirini stroboscopici, laser a infrarossi puntati in ogni direzione.&lt;br /&gt;Il minotauro era in caccia, e lui non aveva daghe, specchi ustori o unguenti prodigiosi al seguito. Tornò indietro, fino alla tana dei due amanti focosi. S’accostò curioso, origliando compiaciuto. Il vetro smerigliato rimandava ombre danzanti, al di là della caverna: s’udivano carezzevoli sospiri e piacevoli lamentazioni, la miglior paccottiglia pornosoft a solleticargli le orecchie. La moanalisa dall’altra parte stava invero superando sé stessa. &lt;br /&gt;Avanzò a tentoni controvento, ritrovandosi in campo aperto, l’emiciclo d’uno stanzone circolare s’apriva a ventaglio, ingombro com’era di cavi elettrici e luci fulminate. C’erano due tipacci intenti a sistemar bobine e scatoloni, meglio non dare nell’occhio. &lt;br /&gt;Una porta semichiusa attirò la sua attenzione. Sulla targhetta campeggiava un SALA TRUCCO a lettere sbiadite. Buio pesto dentro, al terzo tentativo beccò l’interruttore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Click.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Déjà vu. Davanti a lui, messe in bella evidenza come in una fiera campionaria, c’erano quelle che alla prima occhiata riconobbe come la sua pezzottatissima roba: il tavolino traballante, la scenografia di cartongesso, il mantello da supersfigato, il turbante azzurrino… E la palla? Dove cazzo era finita quella maledetta? &lt;br /&gt;Eccola! Era in un angolo, raggomitolata su sé stessa, perlacea nella sua nuda essenza. La raccolse con mano tremante, il cuore a manetta: e se la coca s’era ammuffita? E se la Polizia l’aveva poi trovata? E se Santagata se l’era pippata? E se…&lt;br /&gt;Forzò il fondo, sfiorando qualcosa: la droga era ancora lì, le sue preghiere avevano trovato ascolto. Il dio dei pusher aveva fatto il miracolo.&lt;br /&gt;«Sono un fottuto genio, sono un fottu…».&lt;br /&gt;«E voi chi siete, che ci fate nel mio camerino?».  &lt;br /&gt;Una voce roca aveva interrotto la sua danza maori.&lt;br /&gt;‹‹Sono fottuto!››. Gennaro si girò di scatto verso la fonte di quel ruggito da ungulato, che scoprì essere un donnone scuro, truccato come una bagascia in tiro. L’orso baloo lo stava osservando con aria assorta, perdipiù minacciosa.&lt;br /&gt;«Che ci fate qua dentro? È proprietà privata, dovete uscire, questo è il camerino di una signora!».  &lt;br /&gt;Era il bufalo. Cioè la Bufalini. L’Amicamaga in carne, fin troppa, ed ossa.&lt;br /&gt;«Neh, ma chi siete? Io non vi ho mai visto prima. E che state facendo da tre ore co’ ’sta palla in mano?».&lt;br /&gt;Situazione idilliaca: lui, la coca e la balena. Oltretutto, il mostro s’era impuntato; a gambe larghe e nerborute gli sbarrava il passo, bloccando la fuga.   &lt;br /&gt;«Signora Bufala, non si preoccupi, sono Peppe, mi hanno assunto da poco».&lt;br /&gt;Il donnone ebbe un sobbalzo, e Gennaro pareva un goffo pollicino al cospetto dell’orco.&lt;br /&gt;«Al ladro! Fermo là che adesso t’aggiusto io! Massimooo, aiutoooo!».&lt;br /&gt;La Bufalini fece per rotolar via, ma l’uomo le afferrò il braccio nel disperato tentativo di trattenerla. Guardandola indifeso negli occhi spiritati, provò a giocare l’ultima carta.&lt;br /&gt;«No, aspetti, dove va? Ecco, io mi vergogno un poco… ma la stavo cercando, sono un suo grande ammiratore, sa? Potrebbe farmi un autografo? La prego…».&lt;br /&gt;«Tutto ’sto casino per un autografo? E che problema c’è? Venite qua, dettate! Allora: “Al mio amico Peppe – che bel nome, pure mio padre si chiamava così – con affetto, la balena bia…?”. Neh, ma siete impaz…».&lt;br /&gt;La frase le morì a fior di labbra, dato che il suo “amico” le aveva appena calato come un maglio micidiale la palla di coca sul testone: nel trambusto gli si era incollata alla mano, trasformandogli il braccio nell’arma del destino. La mazzata mandò la donna giù lunga per terra, kappaò al primo round, mentre la sfera esplose spargendo frammenti scintillanti per tutta la stanza.&lt;br /&gt;«Merda! E adesso?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già, e adesso? Guardava la Bufalini tramortita – e se invece l’aveva fatta fuori? – mentre il panico prendeva possesso delle sue meningi obnubilate. Ci mancò poco che cacciasse un urlo. Era stato un attimo, aveva agito d’istinto, come quando al luna-park sparava ai peluche per la figlia; solo che allora l’elefante rosa non lo beccava mai, neanche a pagarlo, mentre adesso l’aveva centrato in pieno e al primo colpo. &lt;br /&gt;La cicciona doveva sparire. &lt;br /&gt;Provò a tirare il moloch per le braccia con sincero spirito olimpico, ma fu tutta fatica sprecata: sarebbe servito uno spalaneve per spostare quella valanga imparruccata.&lt;br /&gt;Cambiò angolazione, tirando calci al flaccidume immobile, quando si udirono dei colpi in successione. Era l’aiuto-balena.&lt;br /&gt;«’Onna France’, tutto bene? M’avete chiamato? Fra dieci minuti iniziamo a registrare. Lo sapete, no?».&lt;br /&gt;Imitando il vocione rauco della femmina, Gennaro si lanciò in corsa: «Sì, caro, adesso arrivo. Un’ultima ritoccata al trucco… Voi intanto preparate tutto, ok? ».&lt;br /&gt;«Va buono. Noi siamo pronti, quando volete». &lt;br /&gt;Il piano s’era complicato, la cicciona non rientrava nel risiko prestabilito. &lt;br /&gt;Pensa, Gennaro, pensa. Cosa fare quando il nemico ti fotte con le spalle al muro? Cavallo di Troia! Anzi un intero ippopotamo per fregare gli Dei. Spogliò la Bufalini del vestito extralarge, provò a indossarlo, ma anni di sbobba da galera l’avevano prosciugato e nell’abito ci sguazzava. Ergo, abbrancò dei cuscini a puff legandoseli al busto; vuotò di uno l’imbottitura, ficcandoci la busta polverosa. In questo modo non avrebbe più rischiato di perdersela, almeno. Afferrò una parrucca riccia color carota e si guardò allo specchio, trattenendo a stento un conato di vomito. Mancava il tocco di classe: uno spesso strato di belletto e nessuno avrebbe notato la differenza col bigfoot svenuto, caduto, morto. Scavalcò d’un balzo il corpo del reato, ingoiando la chiave della porta. Le luci della ribalta lo attendevano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tuffo nel passato. La scenografia che gli parò innanzi era di un trash avanguardistico: tavolino sbilenco da seduta spiritica, microfoni ad imbuto, luci technicolor e una quinta cartonata sullo sfondo. Il classico set da supertrucidi cafardoni senza inventiva, l’Uomo e Dio che si tendevan l’uno verso l’altro, sfiorandosi con le dita, davanti ai suoi occhi di miscredente travestito. Se l’avesse visto Michelangelo, si sarebbe impiccato ai ponteggi della Sistina. Il dito onnipotente lo scrutava, lo puntava indagatore, e per un istante il Mago trasalì. Era solo autosuggestione, o almeno lo sperava.&lt;br /&gt;«Donna France’, che faccia che avete! Ma state bene?». &lt;br /&gt;«Sì, sì, l’aria dello studio è fredda…».&lt;br /&gt;«Fredda? Ma qua si schiatta dal caldo, con ’ste luci! Secondo me tenete la febbre, pure la voce mi pare più bassa… Dopo vi do ’na pasticca per il virùs. Lo sapete, quello ’o virùs tiene la faccia cattiva».&lt;br /&gt;Cercò d’immaginare il ghigno mefistofelico del virùs, ma proprio non ci riuscì.&lt;br /&gt;«Grazie, caro, non vi preoccupate… Allora cominciamo?».&lt;br /&gt;Era finito in una gabbia di matti. Cullandosi il ventre, si avvicinò al tavolino a balzelloni.&lt;br /&gt;«Scusate, signo’ – era ancora quel rimbambito –, niente palla magica oggi? Mo’ ve la vado a prendere in camerino...».&lt;br /&gt;«No! – quasi gridò l’homme travestì, tre ottave sopra la media –. Non vi preoccupate, oggi ne faccio a meno. Per essere maga bastano il fluido, le carte e le telefonate dei cretini che chiamano in studio». &lt;br /&gt;«Se lo dite voi… Franco, attacca ’o telefono!».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era teso come pelle di bue. Un Pellecchia-kamikaze pronto ad esplodere. Il passato davanti agli occhi, il futuro celato sotto quelle vesti sgargianti.&lt;br /&gt;«Pronto, Amicamaga? Sono Antonietta».&lt;br /&gt;«Qui è la tua Amicamaga. Dimmi il tuo problema e dammi il tuo cuore… Come ti chiami?».  &lt;br /&gt;«L’ho già detto: Antonietta!».  &lt;br /&gt;«Sì, scusami, amica mia, Mago Gen… generalmente la tua maga sta sempre attenta, ma oggi mi sento debole, sarà il virùs dell’influenza… E a proposito di influenza, vediamo come le carte interpretano il tuo piano astrale».&lt;br /&gt;«Nooo, io voglio sapere del piano di sopra, casomai. Quello Gaetano sono sicuro che se la intende con quella vajassa del terzo piano. Chella zoccola! Allora, ’o ’nnammurato mio tornerà da me?».&lt;br /&gt;«Adesso vedo nelle carte. Il futuro sta nel dubbio, e solo noi maghi possiamo vederlo, ricordate. Adesso vado a spaccare il mazzo di carte e vediamo che…».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La frase rimase appesa nell’aria perché un grido belluino echeggiò nello studio, raggelando gli astanti: nell’incavo della porta si stagliavano due figure fuggite dal Tartaro, o quantomeno partorite dalla follia tenebrosa di uno scrittore in overdose. &lt;br /&gt;Era la donna cannone, accompagnata da Igor-Adelaina. Gli occhi di bracia erano due tizzoni ardenti nella penombra. &lt;br /&gt;«’Stu scurnacchiato, mo’ t’ ’o spacco io, ’o mazzo!».&lt;br /&gt;L’eco battagliero della Bufalini risuonò tronfio colpendo in pieno petto l’impostore che l’aveva accoppata, usurpandole il trono. Evidentemente era riuscita a liberarsi attirando l’attenzione della racchia che le stava al fianco, uggiolante come un cerbero ammaestrato. In mutandoni e reggimeloni, nella sua oscena nudità era entrata di corsa danzando, in un tripudio di ciccia ballonzolante. &lt;br /&gt;Sembravano appena scappate da una cattedrale neogotica: il golem gigantesco e il gargoyle nanesco.&lt;br /&gt;«Porca puttana!», proruppe Gennaro, e furono le parole più sensate che riuscì a pronunciare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vortice di fuoco, accadde tutto in un momento. &lt;br /&gt;Come un rugbista folle, il Pellecchia si gettò nella mischia: rovesciò il tavolino sulle spoglie del povero Massimo, rifilò una gomitata alla vecchia sdentata, staccandole di netto l’ultimo incisivo, e con una spallata spinse via la grassona desnuda, che rovinò sulla scenografia michelangiolesca. Tra quel Botero urlante e il Michelangelo di cartone non ci fu partita: la donna travolse il cartonato che si andò a schiantare su due tecnici che nella baraonda generale cercavano di capire chi doveva menare chi.                &lt;br /&gt;«Pronto?! Pronto?! Ma che succede? Amicamaga, mi sentite?».&lt;br /&gt;Nessuno che se la filasse di striscio, e la povera Antonietta, affranta da cotale indifferenza, mise giù il ricevitore, non prima di aver mandato tutti affanculo.&lt;br /&gt;«Dove cazzo sta l’uscita?», ansimava Gennaro, disperato come un criceto in gabbia e con un pezzo di groviera da qualche milionata nascosto nella gualdrappa kitch. Finalmente una luce in fondo al tunnel. Spinse il maniglione della porta e si catapultò fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appuntato Di Renzo non credeva ai suoi occhi.&lt;br /&gt;Stava fermo al posto di blocco, inchiodato dallo stupore, con la paletta stretta in mano a mò di scettro, non sapendo a cosa imputare quella processione schizzata di maschere carnevalesche rotolata fin lì. Rio de Janeiro non era mai stata così vicina. &lt;br /&gt;Una donna. No: a guardare meglio, era un uomo vestito da donna, e correva come se avesse il pepe al culo, inseguito da un corteo indemoniato di figuri vagamente incazzati.&lt;br /&gt;«Ispetto’, ma oggi è Carnevale?».&lt;br /&gt;Il viceispettore Tommaso Esposito, detto Tommy Seduto per la peculiarità di dormire più ore nell’autopattuglia che nell’alveo smollato del suo baldacchino, sbadigliò cavernoso, con gli occhi cisposi e mezzo incollati. Il sonno dei frusti.&lt;br /&gt;«Di Renzo, ma sei scemo? Stiamo a novembre, come fa ad essere Carnevale?».&lt;br /&gt;«Ecco, appunto, ispetto’. Allora mi sa che dobbiamo intervenire. Ho appena visto un uomo correre via, tutto vestito da femmina, inseguito da una folla invasata e minacciosa».&lt;br /&gt;«Ma minacciosa quanto?».&lt;br /&gt;«Abbastanza da scuoiarlo vivo, credo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fiato corto, vista lattiginosa, un martellamento alla carotide, Gennaro era un maratoneta scadente: sudava come un tacchino nel microonde, il trucco da battona  stava raggrumando sulla ghirba, catrame bavoso che gocciolava giù, alla base del collo. Quegli assatanati non lo mollavano, rosicavano polvere e cemento ad ogni piè sospinto. Gettò palandrana e panza finta alle ortiche, scartando di lato, sperando che un tir travolgesse quel carrozzone al seguito. La coca se la teneva stretta, non sarebbe stato saggio liberarsene. &lt;br /&gt;Finalmente il gruppo d’inseguitori mollò la scia. Sfinito, con un ultimo scatto s’eclissò in un vicolo anonimo, panni ben in fila agli usci bassi, facce biliose alle finestre. Ce l’aveva fatta davvero: d’ora in poi solo mare, sabbia, donne belle come sirene! Già, una sirena. Blu lampeggiante. Il suo canto straziante. E si stava avvicinando. Gennaro si girò come un’istrice, stralunato e sfinito: una fottutissima volante della Polizia lo stava inseguendo. Tentò l’ultimo allungo, il balzo estremo, ma non ci fu tempo per rifiatare: l’auto si fiondò in picchiata e un solerte figlio di madama lo raggelò con una sportellata al basso ventre.&lt;br /&gt;«Stai fermo, stronzo – urlò quello, puntandogli la pistola a un centimetro dalla faccia –. Non fare un passo!».&lt;br /&gt;«Bella mossa, bravo Di Renzo!».&lt;br /&gt;«Grazie, ispetto’. L’ho visto fare una volta in Miami Vice, non mi perdevo una puntata».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muoversi? E come faceva? Quel bastardo lo aveva menomato, le palle ridotte a colibrì, un ronzio in sottofondo, sangue copioso a fiottare dalla proboscide. Fuori discussione una fuga alla Papillon, faceva fatica a respirare, figuriamoci a reggersi sulle gambe. La stazione eretta era l’ultima fermata disponibile. Forse stava per partorire. Forse s’era semplicemente pisciato addosso. Cercò di afferrare la cocaina sottovuoto, ma le mani arrancavano, stringendo bolle d’aria. La neve s’era sciolta per davvero.&lt;br /&gt;«Coca… coca…», vaneggiava, annaspando per terra.&lt;br /&gt;«Di Renzo, secondo me l’hai colpito troppo forte, questo s’è scimunito proprio».&lt;br /&gt;«Eh, ho esagerato, ispetto’, ma quando mi ricapitava un’occasione così?».                                               &lt;br /&gt;L’appuntato stava per ammanettarlo, quando un ufo sparato da un discobolo attirò l’attenzione dei due, atterrando sulla pantera sotto la sirena: sul cofano della macchina c’era un guanciale. &lt;br /&gt;«Cazz’è? Ispetto’, ma è vostro ’sto cuscino?».&lt;br /&gt;«Di Renzo, ma ti sei bevuto ’o cervello? Secondo te quando sto in servizio mi metto a dormire?».&lt;br /&gt;«Lasciamo perdere, ispetto’…».&lt;br /&gt;Di Renzo mollò la presa, e il Pellecchia s’afflosciò. Dal cuscino si sfilò la federa e la coca biancheggiò nel sole: nonostante il volo non aveva subito danni. Quando si dice la fortuna.&lt;br /&gt;«Uh Maronna, ma questa è droga! E qua ce ne stanno almeno tre chili! Questo stronzo sarà un trafficante internazionale. Saremo famosi, ispetto’, ci premieranno a tutti e due. Avanzamento di carriera per merito speciale!».&lt;br /&gt;«Hai ragione, Di Renzo. Ammanettiamolo, che questo sarà pure ricercato. Magari è colombiano. Guarda che faccia da sudamericano! Che a me mi stanno pure sul cazzo dai tempi di Maradona!».&lt;br /&gt;«Ma perché non tifavate Napoli?».&lt;br /&gt;«Di Re’, ma qua’ Napoli, vuoi mettere con la mitica Spal di Dell’Omodarme e Massei? Figlio mio, e che vuoi capire tu di pallone?».&lt;br /&gt;Il giovane poliziotto scrutò l’omologo in divisa, ma non riuscì a ribattere nulla perché Gennaro gli sfilò la pistola con una zampata. &lt;br /&gt;«Fermi, non fate cazzate e ne uscirete vivi!».&lt;br /&gt;«Stai calmo, non t’agitare, cerchiamo di non fare stronzate. Mica vuoi peggiorare la situazione? Da bravo, dai la pistola al mio collega. Di Renzo, adesso il signore ti dà la pistola, non è vero?».&lt;br /&gt;«A Di Renzo al massimo do questo – disse Gennaro, mollandogli un calcio sugli attributi –. Ecco, così siamo pari. Tu come ti chiami?».&lt;br /&gt;«Sono l’ispettore Esposito. Ti consiglio di non…».&lt;br /&gt;«Muto, panzone! Passami la busta di coca e non fare il coglione, che se no vi faccio un buco in più a tutti e due. Magari a te fa pure comodo un bucherello per la cintura, così non ti stringe troppo, eh? Facciamo un bel gioco: voi adesso vi inchiodate a questo palo qua, io me ne vado tranquillo con la mia roba e nessuno ci rimette niente, ok?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tono risoluto, da pistolero cazzuto, la voce che non tradiva la minima emozione. Mantenendo il sangue freddo, Mago Genny li ammanettò entrambi come salamelle.&lt;br /&gt;«Non volevate finire sui giornali? E state sicuri che una bella foto di voi due abbracciati qualcuno la pubblicherà, diventerete famosi… Mi fermerei volentieri a fare altre due chiacchiere ma è meglio andare, non è sicuro camminare con tutta questa roba in mano, potrebbe arrivare la Polizia».&lt;br /&gt;Detto questo, si allontanò di gran carriera, mentre una risata beffarda s’allargava tra le brecce dei vicoli, sfumando in dissolvenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Di Renzo, come stai?». &lt;br /&gt;«Eh, male, male assai, ma sta passando… Ispetto’, e mo’ come la spieghiamo questa figura di merda?».&lt;br /&gt;«Nun ce penza’, figlio mio, nun ce penza’. Piuttosto, ce la fai ad allungarti e prendere il cuscino?».&lt;br /&gt;«Penso di sì, ma ormai la droga se l’è portata via, a che vi serve?».&lt;br /&gt;«Me fa male ’o culo, me lo voglio mettere sotto, così sto più comodo…».&lt;br /&gt;«Ispetto’…».&lt;br /&gt;«Che c’è?».&lt;br /&gt;«Fatemi una cortesia…».&lt;br /&gt;«Eh, quale?».&lt;br /&gt;«Andatevene affanculo!».  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strada deserta, tutto quel frastuono nella testa, e il suo sogno ancora intatto: l’adrenalina pompava sangue al limite, le arterie erano sifoni intasati, era morto e risorto, e tutto nell’arco di dieci minuti. Come minimo gli davano una ventina d’anni per il giochetto tirato a quei due. L’avrebbero lasciato in cella a macerare nella sua stessa lordura per il resto della vita. O forse no. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segnale dava libero.&lt;br /&gt;«Pronto! Ma chi è?».&lt;br /&gt;«Il Mago Zurlì… Tonino, sono io, Gennaro. Sentimi bene: sono riuscito a recuperare la cosa… Adesso non ti posso dire quello che ho passato, ma devi salvarmi il culo. Vienimi a prendere!».&lt;br /&gt;«Ok. Stai calmo e non dare nell’occhio».     &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La Tempra a targhe false sfilava grigia, e l’amico non faceva domande. Macinavano chilometri, la meta non aveva importanza. Gennaro cominciò a rilassarsi. Di Polizia in giro neanche l’ombra. E del resto cosa doveva temere? Era al sicuro, protetto dall’anonimo reticolato viario dell’hinterland metropolitano.&lt;br /&gt;«Permaflèx, pensavo che non arrivassi più. Roma è lontana per un pellegrinaggio a  piedi».&lt;br /&gt;«Roma?».&lt;br /&gt;«Ho pensato di nascondermi nella capitale per qualche giorno, aspettare che si calmino le acque, per piazzare la coca in un posto meno caldo. E poi i voli internazionali partono tutti dall’Urbe, no?».   &lt;br /&gt;L’amico sorrise, guardando fisso Gennaro, la testa deforme nelle lenti scure. Occhi poco amichevoli i suoi.&lt;br /&gt;«Buona idea. Magari potresti fermarti a Napoli, però, potrei aiutarti io con la droga. A proposito, dove l’hai messa?».&lt;br /&gt;«Al sicuro, nel santuario della mia virilità».&lt;br /&gt;«Dove?!». &lt;br /&gt;«Nelle mutande, Toni’, nelle mutande!».&lt;br /&gt;Cacciò la busta dai pantaloni, ancora intatta. Era così morbida che veniva voglia di dormirci sopra. &lt;br /&gt;«Porca vacca! Non mi ricordavo che fosse così tanta. Eh, ma a questo punto sorge un problema…».&lt;br /&gt;«Che problema?».&lt;br /&gt;«Beh, vedi, il tuo piano è buono, può funzionare, ma credo che il nostro sia meglio».&lt;br /&gt;«Cazzo vuoi dire? Nostro di chi?».&lt;br /&gt;«Mio. E della mia amica Beretta».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel bastardo d’uno Iago non scherzava. Impugnava ben stretta la pistola, tenendola premuta sul torace ansimante di Gennaro. Un colpo da quella distanza e il suo piccolo cuoricino avrebbe preso il volo, scagliato in orbita e senza speranza di rientro alla base.&lt;br /&gt;«Vedi, maghetto, è vero che ci conosciamo da un po’, ma se devo scegliere tra te e un mucchio di soldi, io non ho dubbi. Sarò un sentimentale, ma scelgo i quattrini». &lt;br /&gt;«Non scherzare, Toni’… Aspetta, cerchiamo un accordo, ci deve essere per forza una via d’uscita, no? Siamo pur sempre due persone ragionevoli, cazzo!».&lt;br /&gt;«E hai ragione. La soluzione è semplice, senti come fila il ragionamento: io ti sparo, tu muori. La tua via d’uscita è anche la più facile da percorrere. Non volevi sparire per sempre?».&lt;br /&gt;«Non mi sembra la soluzione migliore per la mia salute. E se facessimo a metà? Piazzandola bene, ci ricaviamo almeno un centomila euro a cranio, forse anche di più!».&lt;br /&gt;«Ma non lo sai che c’è l’inflazione da euro? E che ci facciamo con quattro spiccioli a testa? Ci cambio la macchina, e poi? Spiacente, ma per il mio bene tu devi tirare le cuoia. Addio, cazzaro!».&lt;br /&gt;«Attento, la Polizia!».&lt;br /&gt;«Merda!…».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attimo d’incertezza fu fatale all’altro: il Pellecchia con un pugno a molla gli fratturò il setto, deviandogli il colpo. Il proiettile sibilò accanto, frantumando il finestrino alla sua destra. I frammenti impazziti accecarono Tonino, e l’auto saltò tre uscite di fila con un salto carpiato. L’urto fu violento, la Tempra decollò sfondando il guardrail. Un folle rally che finì la curva a gomito in uno sterrato fangoso, piantando il muso dell’auto contro un platano secolare. Ma non prima di aver travolto una baracca di lamiere che doveva fungere da pollaio, almeno a giudicare dal fatto che i due uomini si ritrovarono in compagnia di una mezza dozzina di gallinacei starnazzanti. Anche i pennuti parteciparono alla disfatta, avvolti in un polverone ovattato di cocaina purissima. E se prima Mago Genny aspirava a un futuro migliore, adesso se lo stava  pippando. Se non altro non sentiva alcun dolore, con tutta quella droga in corpo.&lt;br /&gt;Rumori indistinti, suoni lontani, voci di donne e bambini. Il battito forse stava accelerando ma non ne era sicuro. Non era più sicuro di niente. Sentiva il sangue colargli sugli occhi, era come un bovino nella plaza de toros, aspettava il matador che menasse il fendente final. Poi il suo corpo divenne leggerissimo, si librò in aria, come novello Cristo in ascensione, mille mani a sostenerlo, una luce che avvolgeva tutto, calda e autunnale.&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi e si lasciò andare, scivolando nel buio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una settimana dopo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terminal era spettrale, i neon faticavano a carburare. Dopotutto erano solo le cinque e venti, prima mattina. O meglio, primera mañana. Oramai coi travestimenti ci aveva preso gusto, adesso sotto una cascata di capelli spioventi e corvini e due baffoni a setola di cinghiale s’intravedeva il profilo spagnoleggiante di Alfonso Pelechia de Tortillas. Nome di merda, in effetti, ma non l’aveva scelto lui. Tutto sommato, poteva andargli peggio.&lt;br /&gt;La stessa cosa non poteva dirsi per l’amico Permaflèx. Il volo del calabrone era stato fatale: adesso era cibo per i vermi, l’avevano seppellito con tutta la macchina, tre metri sotto terra, le budella vermiglie a scaldare il metallo della cassa.&lt;br /&gt;La vita da emigrante non era il massimo, ma sicuramente meglio di quella cimiteriale. &lt;br /&gt;Lo schermo ultrapiatto proiettava immagini catatoniche a getto continuo. Il volo per Cancun era prossimo al decollo. Gennaro buttò uno sguardo distratto alla sua faccia riflessa. Miseria, con tutte quelle lampade pareva una camilla annerita. Nervoso, accese una sigaretta, lo sguardo sulla pista: il cicognone di metallo era lì ad attenderlo. Poi l’Atlantico e infine il Messico soleggiato ed arso. Una vita da gringo. &lt;br /&gt;«Non lo sai che il fumo uccide?». &lt;br /&gt;Il freddo mortale d’una canna mozza alla schiena lo strappò ai suoi pensieri, precipitandolo nell’orrore. Merda, ’o Monacone l’aveva trovato! E come cazzo glielo spiegava a quello psicopatico che la coca era concime per polli?&lt;br /&gt;«Monaco’, aspetta, ti spiego tutto. Tu però tranquillo, eh?». &lt;br /&gt;La sagoma incappucciata gli fiatava sul collo. Un odore pungente, forte. La morte s’era messa in ghingheri. Un profumo corposo, vagamente orientale. E femminile. Giusy! La donna liberò la chioma fatale, scoprendosi il volto. Che paracula. &lt;br /&gt;«Genna’, ma un rossetto alla schiena fa ’st’effetto? Ammazza che figo, pari il sergente Garcia!». &lt;br /&gt;La faccia a betacarotene era tirata come un mocassino, il cuore stava ancora al piano di sopra, martellandogli la strozza.&lt;br /&gt;«Ma che cazzo, Giusy! Ancora un po’ e mi pisciavo addosso. Ma come sapevi che io…».&lt;br /&gt;«La puzza di cialtrone non te la lavi mai via, e poi sei bravo solo a scappare, qua dovevi capitare. Per non parlare di un caro amico alla security che teneva d’occhio tutti i voli per il Sudamerica. Anzi salutalo: è quello alto e pelato laggiù». &lt;br /&gt;Un omone con la faccia da  Costanzo ebete lo salutava con la manina, ridendo a ganascia.&lt;br /&gt;«Stronza… E adesso che pensi di fare, venire in Messico pure tu, a fare la fame?».&lt;br /&gt;«Beh, in Messico di sicuro, ma il pezzente come ruolo riesce meglio a te. Se poi non vuoi aiutarmi a piazzare un po’ di questa polvere magica, fatti tuoi». &lt;br /&gt;Detto ciò, si scoprì la scollatura: tra i seni gonfi e sodi galleggiava una busta bianca. Sui promontori era caduta la neve. &lt;br /&gt;«Maronna mia! Ma questa è cocai…». &lt;br /&gt;Uno schiaffo a rovescio lo riportò nei ranghi. &lt;br /&gt;«Zitto, coglione! Cosa credevi, che mi limitassi a pipparla soltanto, la tua polvere? Una striscia a me e un’altra la conservavo, una a te e un’altra al fondo pensione… M’hai sempre sottovalutato, io ero quella buona a scopare e basta».&lt;br /&gt;«No, sono io quello inutile, hai ragione… Non ho combinato mai una mazza nella vita. Solo imbrogliare, solo fottere!».&lt;br /&gt;«Smettila, scimunito. E comunque a fottere non sei niente male – gli strizzò l’occhio lei –. E adesso prendi il trolley e muovi il culo, che non voglio perdere l’aereo».&lt;br /&gt;La voce della donna incominciò a rimbombargli nella testa: la sentiva amplificata, lontana. La testa non accennava a star ferma; girava, girava e girava come una trottola impazzita. Vedeva il suo passato in bianconero, una cartolina sgranata tra le mani, quella chioccia della moglie, Tonino abbracciato al Monacone, e poi un enorme bufalo con una vecchia rancida a cavallo, un topo bisunto e una palla bianca a rotolar veloce, come per magia. E su tutto un sedere zebrato a sculettargli davanti, in perfetta sintonia col trolley tigrato.&lt;br /&gt;«Arrivati in Messico le comprerò un cazzo di vestito», pensò il Mago, cingendole i fianchi corposi. &lt;br /&gt;Il sole era sorto, finalmente. Uno spicchio indisponente a velare l’infinito.&lt;br /&gt;Primera mañana.&lt;br /&gt;                                                                  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                   Fine&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-1250107801690143869?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/1250107801690143869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=1250107801690143869' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1250107801690143869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1250107801690143869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/11/racconto-in-regalo-ci-sono-i-saldi.html' title='Racconto in regalo (ci sono i saldi)'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8iGnmCIfuYI/TrUKswr-1WI/AAAAAAAAA-g/aDvGveglHV8/s72-c/copj170.asp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-1645799218518847579</id><published>2011-10-31T10:40:00.000-07:00</published><updated>2011-10-31T10:55:31.900-07:00</updated><title type='text'>Maserati a Misurata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-FnJe4SX2sbE/Tq7fiis279I/AAAAAAAAA-E/Io7R1mHUkZI/s1600/LArussa%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-FnJe4SX2sbE/Tq7fiis279I/AAAAAAAAA-E/Io7R1mHUkZI/s400/LArussa%2B2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669714765429534674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Velate polemiche per il Ministro Ignazio ed il suo Ministero a testuggine romana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciannove Maserati son troppe per un solo Ministro! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ignazio si difende: "Minchia, sono per il "Made in Italy!". E poi volete mettere &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'invidia dei ribelli quando vedranno i nostri militari pattugliare le strade in &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maserati? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah...i militari continueranno a girare in Lince semi-scassati? Eh, ma il lusso vuole &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le sue vittime!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-1645799218518847579?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/1645799218518847579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=1645799218518847579' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1645799218518847579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1645799218518847579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/10/maserati-misurata.html' title='Maserati a Misurata'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FnJe4SX2sbE/Tq7fiis279I/AAAAAAAAA-E/Io7R1mHUkZI/s72-c/LArussa%2B2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-3473081051319391198</id><published>2011-10-31T02:03:00.000-07:00</published><updated>2011-10-31T02:19:42.016-07:00</updated><title type='text'>Satira affabulatoria per baruffe e batuffoli da batton rouge</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Yt_LNx2f1zg/Tq5lFSnZeFI/AAAAAAAAA9Q/bGqxAxyKBcA/s1600/matteorenzi.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Yt_LNx2f1zg/Tq5lFSnZeFI/AAAAAAAAA9Q/bGqxAxyKBcA/s400/matteorenzi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669580122476869714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Nun me l'accettano più neanche all'Ipercoop".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su(o)pposizione. Renzi porterà "solo idee" per il partito. Per i voti si stanno ancora attrezzando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il "Big Bang" all'interno del PD. Ma è il solito kamikaze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su(o)pposizione 2. Renzi: "Non sappiamo quando, chi e come, ma adesso tocca a noi". Ne apprezzo la visione chiara.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bersani non teme il confronto. Ma per ora lasciate un messaggio in Segreteria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scienze. La strategia dei virus è sopravvivere replicandosi nell'ospite. Ma ora basta parlare di Renzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. Il Ponte di Messina si farà. Quando si fugge via, ci si porta lo Stretto indispensabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gozzip. E’ uscito il nuovo libro di Bruno Vespa. Ovviamente, lo trovate nei vespasiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TV. Ferrara a Raidue al posto di Santoro. Ci starà stretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavoro. La situazione non è così drammatica. Si riesce ancora ad avere il pasto fisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Economy. Una rete di protezione per l'Italia. Con questo governo è d'uopo il preservativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sport. Malore per Cassano. All'improvviso ha iniziato a parlare in italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cassano sta lentamente migliorando. Già riconosce i suoi conti correnti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Politique. Montezemolo: "Per salvare il Paese, governo di salute pubblica". Dopo quello d'igiene mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gozzip. Esce il libro di Fabri-Fibra,"Dietrologia". Già dal titolo si capisce che parlerà di politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. Sacconi: "Temo una stagione di violenza". Nelle riunioni del Consiglio dei Ministri introdotti gatti a nove code, manette e tute di latex.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;USA. In arrivo protesi al seno gonfiabili. E per i più agguerriti c'è anche la versione Tomahawk.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sesso. Per il 60% degli uomini sarebbe un ottimo antistress. Il resto conosce già tua moglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. “In Russia godo di grande popolarità”. Lo chiamano "Il Generale Infermo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-3473081051319391198?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/3473081051319391198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=3473081051319391198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3473081051319391198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3473081051319391198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/10/satira-affabulatoria-per-baruffe-e.html' title='Satira affabulatoria per baruffe e batuffoli da batton rouge'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Yt_LNx2f1zg/Tq5lFSnZeFI/AAAAAAAAA9Q/bGqxAxyKBcA/s72-c/matteorenzi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-1559077417862589826</id><published>2011-10-28T10:33:00.000-07:00</published><updated>2011-10-28T10:56:01.415-07:00</updated><title type='text'>Avanti Populism!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-N_yTGVqctc8/TqroWFvjWDI/AAAAAAAAA9E/kmaddp-ttkQ/s1600/img_3565.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 271px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-N_yTGVqctc8/TqroWFvjWDI/AAAAAAAAA9E/kmaddp-ttkQ/s400/img_3565.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5668598547195582514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Noi siamo i soli a considerare chi non partecipa alla vita pubblica non come un cittadino tranquillo, ma come un cittadino inutile”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seme ed eloquio d’un Pericle d’antan, sintesi di vulgata popolare in salsa ateniese, s’era intorno al 430 a. C. quando il nostro s’accingeva a smollare il potere, dopo un trentennio sul pulpito più apicale dell’Ecclesia ellenica che fu (e peste lo colga! Come, ahimè, lo colse). &lt;br /&gt;“Etade di Pericle” par si dica, indicando un vetusto periodare di progetti d’arte varia e cultura pop(olare), a nome dei più, e di maggioranze eque ed egualitarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veloci s’affastellano gli evi, forse gli avi, ed in quel di Neapolis, città ellenica e meticcia per antonomasia e velleità, ecco il prode Giggino Murat, varare in un lampo, arandone il campo, la sua personale ecclesia popolare, un distillato di démos e cràtos in ragù al bacio, sul fuoco e sulla cenere (bassoliniana) a pippiare. &lt;br /&gt;Mesdames e Messieurs, vestite la sciassa delle assisi comuni, i beni son del Popolo! (“Soviet  fratelli far festa!”). E giù nell’impasto, gaudenti e flambè, come chef da cousine, frattaglie di democrazia rappresentativa, lacerti d’assesorati e consiliature, feijoada di Porto Alegre, uno spruzzo di democrazia diretta e costituente, ed a commiato dal desco una corposa chocolat Svizzera e referendaria: benvenuti “Da Giggino, voto ‘e press”, et voilà, la Costituente è servita! &lt;br /&gt;Oppure preferite il Laboratoir Parthénopéen, dove s’ammischino fragranze balsamiche per rinvigorire la vox populi leggermente affumichè? Non v’appaurate, c’è modo, maniera e codificazione certosina; e allora andiamo al regolamento! (e qui ci starebbe bene l’arboriano memento per andar indietro tutta). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esso recita testuale accussì: Art 1: “Il Comune di Napoli promuove la Costituente dei beni comuni, al fine di tutelare e valorizzare i beni di appartenenza collettiva e sociale che sono garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini”. Come incipit è ben certo che sia valido e valente: in democrazia effettiva, non sincopata, i panni di clientes arraffoni, piranhas politicanti ed elites para-industriali, son da lavare in privati consessi, ed è palese che beni collettivi sono del “popolo”, e ben saldi, dovendo rimanere nel demanio pubblico; è cosa sacrosanta, oltrechè giusta. Eppure. &lt;br /&gt;Eppure: anni sviliti di senso e democrazia, fallacia e malafede partitica, e partecipazione silente; occupazione indebita di sedi pubbliche da parte di margravi e prosseneti smargiassi, crapule finanziarie e speculatorie; soggettivismo illecito ed arruffone, massoneria legislativa come pret a porter per nani da giardino; tutto ciò non rende vano il richiamo al collettivo, a ciò che non è “mio”, perché “nostro”.  Ed è meritorio, è bene (comune) che il Comune s’assieda alle assisi (mi si perdoni il calambour, il pastiche lo lascio Gadda); ma…cui prodest?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiarifico il pensiero: si menziona, viepiù sotto, nel medesimo codicillo (art. 4 del regolamento) l’ “Assemblea del Popolo” (che s’abballi in quel di Napoli, il comun-twist?) con “funzioni di rappresentanza della cittadinanza, con funzioni d’indirizzo generale della Costituente e di verifica della realizzazione delle iniziative di partecipazione”. Dunque organo di democratica partecipazione della città, diviso per macroaree, sedici in tutto; dalla generica consulta sulla “Promozione della pace e della cooperazione internazionale”, passando per “Ambiente, Rifiuti, Tutela della Salute” (tematica sì attuale su base territoriale e provinciale), “Politica della casa” (per consiglieri sfrattati dall’alveo materno ed accasati altrove??), “Politiche Giovanili”, “Sport” e concludendo con “Bilancio Partecipato” e “Beni Comuni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bilancio Partecipato, ed in parallelo, la similitudine corre a ritmo di samba in quel Porto Alegre, capitale del Rio Grande, a sud del più Sud del mundo: samba-salsa al ritmo de carioca e de democrazia, dal verde-oro al giallo-rosso del labaro comunale neapolitano; è dal 1989 che la partecipazione diretta della cittadinanza è un pilastro della democrazia associativa della metropoli brasilera. Bilancio in rosso per entrambe le città, Napoli finanziariamente non è Alegre, ma neanche Porto lo era: casse in dissesto, progettualità asfittiche, rabbia e scetticismo per la latina; casse in dissesto, vulcanismo del Murat, energia cittadina ed un’onda civica in risacca, per la Partenope addormentata. Riflessi speculari, partecipazione allargata; il paso doble democratico pare possibile. Il cammino partecipativo di Porto Alegre ha portato la cittadina carioca ( che conta circa 1.4 milioni d’individui) a varare una serie di riforme ed elaborati su base cittadina fin dall’89. In Europa cadeva il muro, in Brasile si rischiava di rimanerci sotto: eppure. &lt;br /&gt;Un percorso dinamico, quello del Bilancio Partecipativo, che negli anni più recenti ha raggiunto una ciclicità progressiva e ben sedimentata: in ognuno dei sedici distretti si tengono assise plenarie cittadine, con la presenza del Sindaco e degli amministratori competenti. Gli scopi sono riassumibili nella elastica e pragmatica adattabilità delle richieste dei singoli distretti alle soluzioni reali offerte dagli amministratori, all’implementazione dello scambio informativo, alla disamina dei progetti pregressi già realizzati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Focus su Napoli adesso; parallelamente, alle consulte vesuviane sono iscrivibili singoli ed associazioni, collettivo civico spontaneo ed organizzato, al massimo per tre consulte in sincrono, il tutto attraverso rete del web. Cosa buona e giusta, del resto Internet è bene comune, Giggino docet.&lt;br /&gt;L’assessore di turno prende parte alla consulta, il Sindaco è facultato, è attivata una segreteria speciale presso l’Assessorato ai Beni Comuni, e viene nominato un “facilitatore” per area tematica; orbene, alla fine della filiera, il prodotto è smerciabile? Andiamo al regolamento (e daglie, Arbore!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tavoli di Lavoro, art 6, co. 5 e ss.: “La Giunta ed il Consiglio dovranno tener conto della deliberazione della consulta in ogni atto riguardante l’argomento in questione. Qualora la Giunta &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;non tenga conto delle indicazioni provenienti dalle consulte&lt;/span&gt; dovrà fornire adeguata motivazione, inserendola nel testo della deliberazione. Nel caso in cui la consulta non si sia ancora espressa su un argomento […]  la Giunta &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;non è obbligata ad attendere il pronunciamento della Consulta&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ergo, Sindaco e Giunta non sono vincolati, non v’è la tassatività delle delibere popolari, non c’è obbligo d’esecutività per gli organi amministrativi comunali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salto transatlantico, de nuevo: alle assemblee del Bilancio Partecipativo (e a quelle tematiche) partecipano tecnici del comune per le discussioni più ostiche e meno fruibili; terminati queste “preliminari”, si organizzano nuove e Seconde Assemblee, nelle quali saranno votate le priorità del Distretto, con l’elezione di 2 consiglieri che rappresentereanno lo stesso nel Consiglio Municipale di Bilancio (un Consiglio slim composto da 2 consiglieri eletti, più due consiglieri per ogni forum tematico). Funzioni previste per tale assise:recepire le richieste popolari emerse nei vari distretti, conciliarle con le risorse, proporre ed approvare il bilancio assieme ai membri dell’amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un lavorìo contiguo, bilaterale, uno stretto contatto tra rappresentatnti eletti e cittadini: il Consiglio Municipale del Bilancio esamina  l’intero processo del Bilancio Partecipativo, decretandone il fallimento o la riuscita sul campo reale e politico-partecipativo. Negli ultimi Bilanci di Porto Alegre le assemblee organizzate dal basso si occupano financo delle spese per il personale della medesima amministrazione, stabilendo anche la suddivisione dellle singole risorse per ambiti ed esigenze distrettuali. Dulcis in fundo, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;il Bilancio Partecipativo è approvato senza alcuna modifica, in maniera de facto vincolante &lt;/span&gt;dal Consiglio Comunale, e gli amministratori (leggasi Sindaco in primis) sono tenuti al rispetto delle decisioni dirette della cittadinanza attiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morale della favola per il Pifferaio Magico: ammaliare le masse è mediaticemente stimolante e proficuo, decretare il successo d’innovazioni politiche e democratiche è sovente più complesso e ben arduo. E’ progettualità sedimentata nel corso dei decenni, sperimentazione continua, compartecipazione e condivisione di mission comune. E non solo per il Comune. &lt;br /&gt;La formazione di un corpo elettorale che non sia massa acritica e plaudente al tocco del piffero, ma che trasmuti come in alchemico athanor, in cittadinanza attiva ed informata, richiede una visione che sia profetica ed iper-reale come vaticinio di Sibilla (e in quel di Napoli ce ne intendiamo ancora). Può l’Amministrazione Cittadina operare la sintesi mirabile, la trasmutazione medievale, in sì poco ed esiguo tempo? Oppure si rischia di trovarsi il Taumaturgo a curar scrofole con l’imposizione di mani, quando invece s’abbisogna di cervello? &lt;br /&gt;Per adesso abbiamo il Regolamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sperando che Sibilla non diventi Cassandra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-1559077417862589826?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/1559077417862589826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=1559077417862589826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1559077417862589826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1559077417862589826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/10/avanti-populism.html' title='Avanti Populism!'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-N_yTGVqctc8/TqroWFvjWDI/AAAAAAAAA9E/kmaddp-ttkQ/s72-c/img_3565.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-2628271044346825886</id><published>2011-10-24T09:57:00.000-07:00</published><updated>2011-10-24T10:08:56.525-07:00</updated><title type='text'>Suture di satira per satiri saturi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-ywtSJCiYMzA/TqWa_DUMdkI/AAAAAAAAA8s/3y8G8EGSVIc/s1600/Merkel%2BSarkozy.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 262px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ywtSJCiYMzA/TqWa_DUMdkI/AAAAAAAAA8s/3y8G8EGSVIc/s400/Merkel%2BSarkozy.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667106114128082498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Parbleu Nanò! Non attache co' moi...prova con la Culonà Inchiavabil!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Politique. Da Napoli Alfano inneggia al PDL come "partito degli onesti". Seduto tra Cosentino, Cesaro e mentre saluta Landolfi e Nespoli. Ma era solo il lancio della nuova stagione di "Scherzi a Parte".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoli 2. Spopola sulle banacarelle il video hard di Belen. Lo vendono sotto l'etichetta "comizi politici" del nuovo "Forza Gnocca".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. "Mai aiutato Tarantini e Lavitola", ha dichiarato Madre Teresa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Politique. Nasce il Movimento di Responsabilità Nazionale. Berlusconi e Scilipoti assieme sul palco. Il Mostro di Rostov ha disdetto all'ultimo momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italique. No-Tav, il giorno della protesta. Non si vedeva così tanta massa concentrata per un tunnel da quella volta dei neutrini del Cern.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gheddafix. Il corpo del dittatore restituito ai cari. Berlusconi avrà la mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. Per il Premier la questione Lavitola è "colpa d'Alfredo" (il maggiordomo). Del resto la sua è una vita spericolata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Politique. Frattini: "Inopportuno ridicolizzare l'Italia". Quest'attacco diretto al Premier non è da lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinema. Va forte "Matrimonio a Parigi". Specialmente la scena in cui Sarkozy e la Merkel mettono sotto con la limousine il nano da giardino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaticanews. "Serve una nuova autorità finanziaria mondiale". Ed anche questa siederà alla destra del Padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. In arrivo dodici condoni. Ma basterebbe una condanna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su(o)pposizione. Indagato D'Alema. Quando non possono prendersela con il Premier, attaccano i suoi più intimi amici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-2628271044346825886?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/2628271044346825886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=2628271044346825886' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2628271044346825886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2628271044346825886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/10/suture-di-satira-per-satiri-saturi.html' title='Suture di satira per satiri saturi'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-ywtSJCiYMzA/TqWa_DUMdkI/AAAAAAAAA8s/3y8G8EGSVIc/s72-c/Merkel%2BSarkozy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-1009621460577279870</id><published>2011-10-17T01:51:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T01:56:29.965-07:00</updated><title type='text'>Neapoli, Via Foria, tra passato e presente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ExpcISb7gpU/TpvtXGh3RNI/AAAAAAAAA8g/-bP_XAHxoXA/s1600/Via%2BForia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 215px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ExpcISb7gpU/TpvtXGh3RNI/AAAAAAAAA8g/-bP_XAHxoXA/s400/Via%2BForia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664381937493951698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cos’è una città? Ve lo siete mai chiesto? E’ un agglomerato di mura e mattoni, palazzi e strade, cemento e monumenti? Oppure, oltre ad essere un luogo fisico, è “anche” una costruzione metafisica al contempo? Non è forse un “corpus” unico di relazioni e passioni, tradizioni e tradimenti, sorrisi e tormenti?&lt;br /&gt;Se la città è questo “unicum”, questo terreno fecondo, l’ humus primigenio da cui si generano ed accrescono le umane vicende, allora Napoli è “cosa umana” per eccellenza, è frutto prelibato e privilegiato della socialità e della cultura che ogni uomo può e deve esprimere. Napoli come ombelicus mundi delle passioni viscerali, dei tormenti e delle epifanie di un popolo complesso che da sempre si dibatte in sé stesso, avviluppato in logiche politiche e sociali che paiono sempre più marginali, ed incapaci di arginare il Mare Magnum di una indifferenza civica che rasenta ormai il qualunquismo più bieco e menefreghista. Ma non è stato sempre così. C’è stato un tempo in cui i fregi delle statue e gli stucchi delle vie rilucevano al sole d’una capitale monarchica  e millenaria, di matrice e stampo illuminato, di specie illuminista, in definitiva europea: c’è stato un tempo in cui questa metropoli possedeva un’anima feconda ed avanzata, tale da poter rivaleggiare con le altre gran dame d’Europa; le vesti sgargianti, il passo sicuro, incedeva maestosa  nelle sale barocche del Gran Ballo della Storia, rilucente e regina, lo sguardo teso verso una gloria terrena che mai più riuscì a sfiorare. Quasi tre secoli son trascorsi da allora, il Settecento s’assise sul suo trono regale, quietando il suo spirito, assopendosi tutto, in un ozio mortale che s’impresse nel cuore e nella mente di una Napoli non più padrona del suo destino. Ed oggi? Lo sguardo della Gorgone ci ha a tal punto pietrificato? A tal punto il remo d’Ulisse s’è infisso nel tufo ambrato delle cave greche, delle mura angioine e dei palazzi nobiliari? Uno stato comatoso che si protrae nell’abbandono dei luoghi, nell’incuria delle vie, nella solitudine dei vicoli, nell’ombra marmorea delle chiese: un cupio dissolvi, horror vacui dell’anima un tempo feconda, di una città che dal mare spumoso nacque e che nei gorghi di un presente paludoso di sabbie e veleni rischia di affondare. E nessuna mano si palesa all’orizzonte, tesa nel soccorso, c’è solo la nostra ombra che s’allunga nel meriggio inquieto d’una notte tentacolare, oscura e silente come l’abisso del mare profondo. Allora, quali le speranze? Quali le soluzioni per una Napoli nobile decaduta, di antica dignità signora, e di cui s’ignorano ancora colpevolmente le potenzialità inespresse? Prenderemo ad esame un segmento topografico ben preciso, un tassello chiave per ricostruire per intero il mosaico partenopeo nella sua complessità metropolitana: la nostra analisi partirà dal celebre Museo Archeologico Nazionale, percorrendo tutta la direttiva viaria, e si concluderà nella piazza dedicata ad uno dei regnanti più amati dal popolo napoletano, Carlo III di Spagna, semplicemente Re Carlo per i Napoletani di qualche secolo orsono.&lt;br /&gt;Il Museo, quel che un tempo era il Palazzo degli Studi, s’erge maestoso alla punta della via, anzi del Viale di Foria, scrigno Farnese e di classiche vestigia, voluto fortemente dai Borbone, perché Napoli rivaleggiasse con Vienna,  Parigi  e l’Europa tutta, senza timore reverenziale: un monumento che s’imprime nello sguardo del turista e nel quotidiano e frettoloso incedere dei napoletani d’oggi, che rincorrono il tempo senza afferrarne mai la coda. Speculare ad esso è la Galleria del Principe di Napoli, sorella minore di quella ben più salottiera (almeno nell’immaginario oleografico e da cartolina) e tagliata su misura per quell’ “Umberto”, Re Savoia della Partenope monarchica; la “Piccola”, costruita sul finire del secolo XIX, fu una dei primi edifici ad intessere una trama di vetro su un’anima di ferro, marmi e  stucchi che si rispecchiano in un Liberty d’antan, che negli anni prese piede nelle vie chic e alto borghesi della città. Il progetto unitario del Viale di Foria, la cui toponomastica è da ricercarsi nei nobili casati del tempo che fu, e precipuamente in quello dei principi Caracciolo di Forino, che nella zona possedevano beni immobili e terre a coltivazione, vide la luce ai Lumi del Settecento, con l’avvento sul trono napoletano del nobile Re Carlo, che avviò un rinnovamento culturale ed urbanistico senza pari, rivoltando l’ex vicereame spagnolo come un pedalino merlettato. Sorsero dal nulla monumentali complessi rosso pomepeiani, di bugnato e tufo inghirlandati, promenades illuminate ad olio, ville e camminamenti di pubblico dominio: Napoli s’apriva al mondo europeo ed internazionale, pur conservando intatte le sue contraddizioni e i chiaroscuri così cari a viaggiatori  e letterati d’Oltralpe; se ne leggono di bozzetti al riguardo, dall’americano Henry James, passando per il sarcasmo tipicamente British di Oscar Wilde, per finire al fantasioso virtuosismo barocco del  francofono Dumas. Napoli da sempre ha attirato lo sguardo dei popoli come fosse una maledizione: forse l’invidia, forse l’incomprensione, fatto sta che lo straniero nei nostri confini si sente padrone di cantarcele sempre quattro, come se non fossimo da sempre bravi a cantarcele da soli! Tralasciando le beghe letterarie, continua la nostra promenade verso l’attuale Piazza Cavour (che immancabilmente, nel gergo più comune diviene “Càvour”, l’accento retrattile, come sfregio felino sulle rotondità savoiarde dell’esimio Camillo), nella quale ci si trova scissi e frastornati: alla nostra sinistra le meraviglie barocche del Seicento fruttuoso, la chiesa domenicana della Madonna del Rosario, detta del “Rosariello alle Pigne”, con la sua doppia facciata di stucchi eburnei; alla nostra sinistra, una colata di cemento armato di foggia rettangolare, un casermone frutto della rapacità imprenditoriale e del malgoverno laurino del secondo dopoguerra: l’edificio, costruito per ospitare  moderne sale operatorie, strutture amministrative e logistiche dell’ospedale degli Incurabili, non servì mai all’uopo e da decenni ospita un comprensorio scolastico di vari indirizzi didattici. Il ciclope incombe maligno sull’emiciclo della piazza, oscurando i resti murari della Neapolis del V secolo a.C., e togliendo aria alla collina degli Incurabili alle sue spalle: il progetto di recupero urbanistico, che contava di ripristinare l’antica destinazione murattiana di villa e giardino pubblico, rimane lettera morta, mentre il sepolcro imbiancato ci guarda altezzoso, indifferente alla sua deformità architettonica.&lt;br /&gt;Ma non è l’unica aberrazione urbanistica che incontriamo sul nostro cammino, quasi che la Dea dell’Armonia fosse vilipesa con dolo razionale da Tiresia ciechi e senza il dono della preveggenza: uomini indifferenti alla plasticità perfetta degli antichi, che l’arrivismo rampante di anni convulsi rese orbi ed arroganti. La chiesetta neoclassica di Santa Maria delle Grazie è sprofondata  tra due faraglioni di cemento armato, che come due corazzieri implacabili la scortano dagli anni del dopoguerra; il complesso pare quasi soffocare, una prece silente che nessuno ascoltò mai, che non impietosì di certo i costruttori e gli affaristi del tempo. Sulla stessa direttiva s’apre l’antica Porta San Gennaro, uno degli innumerevoli portali in piperno del periodo vicereale, affrescata con perizia dal calabrese Mattia Preti, in occasione di uno dei pestilenziali flagelli che s’abbattevano con regolarità circadiana sulla sventurata Partenope; alla base dell’affresco è assiso un San Gennaro marmoreo che benedice la cittadinanza. Nello specchio della porta s’intravede lo spicchio dell’antico complesso monastico di Gesù delle Monache, con l’elegante facciata di piperno a doppio vestibolo tipico del Seicento barocco napoletano: la chiesa è un gioiello di fregi e decorazioni, al suo interno vi sono le opere delle grandi firme dell’epoca, quali il Solimena, Luca Giordano, il Vaccaro, il de Matteis; il monastero s’ allunga poi su via Settembrini, dove l’antico ed il moderno si tendono la mano, in una contiguità muraria tangibile, oltre che figurata. Il MADRE svetta signorile e compatto tra stradine che un tempo risuonavano dei canti antichi e delle urla sguaiate di  un popolino signore indiscusso dei vicoli: il museo è stato inaugurato nel duemilacinque nei locali di quello che nell’Ottocento era il convento di Santa Maria di Donnaregina, e che fu in parte ridimensionato per l’ apertura della Via del Duomo, cardine principale che collegò il Settecentesco Viale di Foria con la zona portuale. Arte concettuale, Dada, Pop Art, Minimalismo, hanno trovato una casa feconda in cui svelare sé stesse ad un pubblico di cultori  o semplici curiosi: numerose le opere ospitate, tutte ascrivibili ad artisti di fama internazionale ed indiscussa, quali Kounellis, Koons, Paladino, Kapoor, la Horn, eccetera. Continuando il nostro iter per il Viale, tornando per un momento all’intersezione di Via Duomo, davanti ai nostri occhi si staglierà il Palazzo dei Busti dell’architetto Schiantarelli, lo stesso cui si deve l’armonizzazione del Museo Archeologico con i dettami funzionali e decorativi dell’epoca: l’edificio, abbellito con busti in marmo di pregevole fattura, fronteggia l’ennesimo monstrum sorto dal marasma degli anni post bellici, il grattacielo Ottieri, una follia di cemento armato alta quanto un transatlantico, nel pieno centro della città. Ancora frastornati dal caleidoscopio architettonico che ci si para innanzi, e che frammenta le dinamiche urbanistiche in isole a mosaico di diversi generi e stili, sulla prosecuzione del Viale di Foria ci imbattiamo nella chiesa secentesca di San Carlo all’ Arena, con l’annesso convento circestense oggi sede di comprensori scolastici. La chiesa prende il nome dalla rena che anticamente si riversava a valle dei Vergini, nei giorni di acque torrenziali, trascinando seco argilla e masserizie d’ogni sorta, un fenomeno visibile fino agli inizi del Novecento, annoso tormento per gli abitanti dei bassi, per le matrone dei vicoli che si dannavano l’anima per tenere l’acheronte fangoso fuori dei loro usci, armate di ramazze e scopettoni di stracci. Più avanti, sulla nostra destra, si noteranno due bastioni imponenti, le Torri Aragonesi, o meglio quel che delle torri resta, nella sola base dei due maschi, che cingevano l’angolo a nord del perimetro murario ai tempi Angioini ed Aragonesi: nel Seicento le spesse mura di piperno furono inglobate nel convento dei Padri Agostiniani di San Giovanni a Carbonara, che si fregiò di aver tenuto a battesimo intellettuali  ed umanisti di pregevole ingegno, quali il Pontano e Jacopo Sannazzaro. &lt;br /&gt;Al principio del secolo XIX, a seguito delle nuove ordinanze napoleoniche che sopprimevano gli ordini religiosi, i frati lasciarono la costruzione, che fu riconvertita ad uso militare e paramilitare: fino alla prima metà del Novecento, il complesso ha ospitato la caserma Garibaldi, che ad oggi è la sede dei giudici di pace. Ogni mattina sciami d’avvocati calano in zona per attendere ai loro uffici, e la viabilità ordinaria ne risente, ingolfandosi e enfiandosi come un fiume in procinto di tracimare. Siamo infine giunti all’ultimo tratto del Viale di Foria; ai lati della via si stagliano, maestosi,  palazzi nobiliari che sfidano l’incedere del tempo, aprendo lo sguardo ai fasti borbonici dell’Orto Botanico e del Palazzo dei Poveri, il Real Albergo voluto fortemente dalla consorte di Re Carlo, Maria Amalia di Sassonia. Alla nostra destra Palazzo Ruffo di Castelcicala, dall’elegante facciata neoclassica , tre portali che ne disvelano gli androni di spazi e di luce, le scale squadrate che s’arrampicano al cielo come in un quadro di Escher, marmi d’ un lucore accecante, stemmi e stucchi che scrutano il viandante dall’alto della loro gloria passata. All’incrocio del Viale di Foria con via Pontenuovo, gettando uno sguardo all’interno del reticolo viario si scorgerà la residenza dei Principi Caracciolo di Forino, ramo blasonatissimo della famiglia Caracciolo, che nella zona possedevano sfarzosi palazzi e financo il loro sepolcro nel convento di San Giovanni a Carbonara.  Da loro infatti prenderà nome il Viale che ci onoriamo di percorrere. &lt;br /&gt;Le traverse adiacenti, sempre sulla nostra destra, celano i fasti e le assi polverose di due tra i più celebri teatri di Napoli, il Totò ed il San Ferdinando: soprattutto il secondo, l’“Elicona” delle muse che ispiravano Eduardo De Filippo, monte sacro della tradizione napoletana, ha avuto un passato travagliato ed il suo futuro non appare ancora del tutto chiaro. Distrutto dai bombardamenti alleati nel settembre del ’43, il teatro fu ricostruito fedelmente, asse dopo asse, putrella dopo putrella, fino ad alzare il sipario a metà anni Cinquanta, tenuto nuovamente a battesimo dal suo vate indiscusso, quell’ Eduardo che a Napoli vide la luce e a cui di riflesso donò il cuore e l’anima, ma soprattutto la voce. Attualmente il San Ferdinando ha ripreso gli spettacoli, e fa parte del circuito del Teatro stabile comunale, assieme al Mercadante. Ed eccoci infine giunti innanzi a d un monumento storico senza pari, quell’Orto Botanico tra i primi d’Europa per la sua centralità scientifica e per lo studio delle biodiversità vegetale, fondato nel 1807 dal Re Bonaparte, su un pregresso progetto Borbonico: naturale evoluzione di quegli “Orti dei Semplici” di fattura monastica, pregevoli esempi di una scienza e d’una coscienza empirica in progressione, in cui si portavano a coltura erbe e piante medicinali d’ogni sorta, l’Orto fu voluto fortemente per innovare la ricerca medica sul campo, con lo studio della biosfera vegetale assunto come paradigma del fertile momento che le scienze tutte vissero nel Secolo dei Lumi. Non che a Napoli non vi fossero isole felici dove si coltivassero piante ed alberi da fusto, ma erano appunto insulae private, oasi fugaci e semi-clandestine in cui lo studio dei pochi si contrapponeva all’ignoranza dei più: esempi in merito furono il cosiddetto “Giardino della Montagnuola” del dotto Pinelli, sito sulla collina dei Miracoli, oppure la “Villa delle Due Porte”, sulla prospicienza  del Vomero, di proprietà dell’ottimo Gian Battista della Porta, o per finire, il giardino botanico della Carbonara, del Niccolò Cirillo, avo del più famoso Domenico, scienziato e martire della furia Borbonica  susseguente alla Rivoluzione del 1799. Esempi di una curiosità intellettuale a macchie, miceti sporadici che pian piano colonizzarono il fertile humus partenopeo, instillando il daimon della ricerca scientifica, pungolando le menti degli studiosi del tempo, e che diedero come frutto eccelso proprio la costruzione di un Orto Botanico Reale, dove lo scambio culturale e d’informazioni non trovasse ostacolo alcuno, ma anzi fosse un tempio laico sotto cui trovare ricetto e conforto. La progettazione architettonica dell’ Orto risente di vari influssi, ma la facciata a doppia rampa la si può con certezza ascrivere alla matita dell’ottimo Giuliano De Fazio, che realizzò anche alcuni dei viali interni del giardino; nei secoli passati l’Orto fu aperto al pubblico, e rivaleggiava con la Riviera di Chiaia e la Villa Comunale col suo stile liberty: le famiglie borghesi e gli artigiani del rione della Sanità, le popolane chiassose, del “Buvero” matrone indiscusse, si ritrovavano nella torma domenicale, perse nel cicaleccio festoso dei giorni sonnacchiosi, passeggiando a braccetto sulla Terrazza Carolina, camminamento panoramico prospiciente il Viale di Foria. La via che porta alla chiesa di Santa Maria degli Angeli alle Croci, così appellata perché anticamente v’erano infisse delle croci ai lati della stessa (simbolo di pietas e monito del Golgota), porta ancor oggi il nome del primo direttore della serra botanica, quel Michele Tenore che ne serrò le redini fino all’Unità d’Italia, contribuendo non poco alla diffusione delle scienze biologiche nel Regno di Napoli. Pochi metri più innanzi s’erge il monumento più significativo e “disgraziato” dell’intero Viale, quel Real Albergo dei Poveri che dalla sua fondazione ad oggi, ha conosciuto un destino tormentato e peregrino, e che da trionfale porta d’ingresso della città per chi discendeva dal belvedere di Poggioreale, s’è trasformata in labirinto informe, in cui il minotauro napoletano s’è smarrito, rimanendo appeso al filo della speranza, nell’attesa che un giorno la sua dimora risplenda come allora, ancora una volta. &lt;br /&gt;Certo il vecchio architetto Ferdinando Fuga aveva fatto le cose per bene, non risparmiando se stesso, né lesinando energie; e lo stesso dicasi per il buon Re Carlo, che allargò i cordoni della borsa oltre misura, pur di realizzare la sua utopia popolare, dando ricovero ai diseredati e agli accattoni del Regno intero; ed il suo sogno vide finalmente la luce nel 1819, quando fu posta l’ultima pietra a compimento del monumentale sforzo urbanistico: nel momento di massima espansione demografica della città, l’Albergo arrivò ad ospitare circa duemila reietti, che furono avviati all’insegnamento di un qualsivoglia mestiere che restituisse loro dignità e rispetto. Da allora l’edificio ha ospitato ogni sorta di iniziativa didattica, laboratori artistici, associazioni polisportive, e quanto di più fantasioso abbia mai partorito mente umana. Fu il terremoto del 1980 a segnare la fine del più grande ricovero mai costruito: le scosse telluriche diedero la spallata finale ad un edificio già gravemente danneggiato dall’usura del tempo e dalle bombe a grappolo piovute dal cielo nelle notti senza luna, quando l’unico canto che s’udiva sul mare, era quello delle sirene antiaeree che preannunciavano una pioggia di fuoco dall’esito incerto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi starete forse chiedendo il perché di un ‘anamnesi storica così prolissa per una inchiesta incentrata su una Via, su di un Viale, che è a tutt’oggi ben presente nella topografia partenopea, e che migliaia di persone e veicoli percorrono quotidianamente, sciamando dall’area Nord della metropoli, verso le direttive centrali e collinari di una Napoli oramai ingolfata e strangolata da una traffico aritmico e sincopato, gorgo infernale governato dalle sole leggi del caos e della necessità. Ed è proprio per rendere l’idea di quel che questa via, che questo singolo frammento di Napoli, rappresenta nell’intera economia metropolitana, che s’è voluto ripercorrerne la storia così ricca e feconda: il Viale di Foria non rappresenta soltanto un tratto viario; dalle sue mura, dai suoi palazzi, trasuda l’essenza vitale di una città che fu capitale europea, che conobbe primati scientifici e culturali in ogni campo, che si vestì dell’abito delle grandi occasioni, divenendo meta obbligata per uomini d’eccelso intelletto, un faro che illuminò l’intero continente per quasi due secoli, a partire dal Settecento. E nel Viale di Foria vi sono ancora le tracce di quei fasti antichi; le pietre, a saperle interrogare, ancora ci narrano d’un passato signorile e gentilizio, i cui monumenti s’ergono nella loro maestosità a rammentarci che la Storia, quella vergata col carattere cubitale, è passata per queste vie, lasciandoci tracce di magnificenza ad ogni piè sospinto. Cosa è rimasto oggi di quel passato? E cosa gli abitanti, i commercianti, o i semplici passanti che si trovano a percorrere la zona di Foria, conoscono di quel che si palesa loro innanzi? La Storia pare passata invano; giacchè nell’immaginario comune e litografico post bellico, Via Foria rimane scolpita nella memoria collettiva come la “via del cimitero”, quella che conduce su per il Poggio Reale al cimitero ed ai luoghi dei penati familiari: un luogo di triste passaggio, la Via Crucis del lutto e dei calessi bardati di drappi neri, immancabilmente segnato nell’iconografia popolare come topos vagamente iettatorio. Ancora riecheggiano, nelle pagine della Serao, strazianti pianti di donne precocemente vedove, madri che si strappano il crine, percuotendosi il viso ed il petto alla ricerca di una vana consolazione, quadriglie con foschi pennacchi che scalpitano sui ciottoli umidi ed impregnati dell’odore dolciastro dei fiori; un dantesco girone di anime senza ristoro, una livida processione di dannati senza catene che s’incamminavano su per la Doganella, seguendo i tornanti del poggio che andava increspandosi, come mare fremente di spuma, verso l’ultima dimora dei loro amati e cari.&lt;br /&gt;Indubbiamente un quadro a tinte fosche quello ricamato dalla penna di Donna Matilde, ma che rende fedelmente o quasi, il clima che si respirava per il Viale nei giorni di lutto:  come ogni aspetto della vita terrena, anche la morte per il Napoletano era uno spettacolone carnascialesco, e guai a mutarne le liturgie financo d’una virgola: il morto andava rispettato, ed una prefica in più o in meno, un petto blandamente percosso, o un cavallo emaciato e smorto, potevano significare che la processione non era ben riuscita, con la possibile nemesi del defunto, che sarebbe apparso nelle notti senza luna a far le sue rimostranze all’atterrito congiunto di turno. Dunque una Via “triste e tristemente famosa”, si diceva; eppure Foria è una zona brulicante di attività commerciali, con numerosi comprensori scolastici presenti sul territorio, e dunque anche anagraficamente “giovane”, se così può dirsi; a vederla immersa nel suo caos organizzato, sfidando ogni giorno le più elementari regole della civile convivenza, la zona par quasi un’isola sospesa, in cui il tempo scorre seguendo un flusso oscuro ai mortali, come se la realtà fosse frammentata e frullata in un caleidoscopio di umori e figure che esulano dalla umana comprensione. Una visione onirica, un serpente di lamiere a scaglie che s’agita fremente, tra tubi di gas che gorgheggiano il loro disappunto per essere stipati come sardine, nel più classico e napoletano ingorgo a croce: uncinata, a doppio braccio, quel che si vuole, ma pur sempre una croce! &lt;br /&gt;Ma i napoletani a questo sono avvezzi, il dinamismo caotico delle nostre vie è ben noto, e non è bastato il maquillage ad opera dell’ architetto Gae Aulenti, che si è adoprata anche nella riprogettazione della zona dell’antico Mercatello, l’odierna Piazza Dante, per risolvere l’annosa problematica del sovraffollamento e della atavica mancanza di spazi di sosta per le autovetture. Gli interventi urbanistici, caldeggiati fortemente anche dall’Associazione “CentroForia”, hanno indubbiamente ridisegnato il volto del Viale, partendo dal Museo Nazionale, dove lo slargo di Piazza Cavour è stato asfaltato, rendendo più veloce ed agevole la circolazione, ma anche più insicuro l’attraversamento pedonale, e nel quale sono state apportate migliorie estetiche di sicuro impatto, quali il rifacimento e l’ampliamento dei camminamenti pedonali,  il piantamento di filari di palme, e la ridefinizione degli spazi adibiti a parcheggio veicolare. &lt;br /&gt;Ma l’ammodernamento del Viale di Foria, non si è fermato certo qui, anzi si è esteso verso l’Albergo dei Poveri, e riguarderà tutto l’emiciclo di Piazza Carlo III nei prossimi anni: pur tuttavia l’istanza di rinnovamento, con la giusta proposta di limitare il traffico di veicolare, pare essere l’unica percorribile. Solo limitando l’uso e l’abuso di automobili e motocicli si otterrà una riqualificazione globale del territorio, consentendo una maggiore fruizione delle risorse presenti in loco, incrementando proporzionalmente il commercio e l’economia: un maggiore investimento in termini di qualità della vita, comporterà una ricaduta positiva anche sui consumi e sull’espansione delle attività commerciali, attirando per osmosi ulteriori investimenti . Via Foria è una zona “ibrida”, in cui sono presenti catene di abbigliamento di fascia media,  esercizi che forniscono beni commestibili e di prima necessità di ottimo livello, quali pizzerie e bar, tarallifici, pasticcerie ed un panificio che rifornisce dei  suoi prodotti una  clientela che va ben al di là dei confini topografici; nel tratto finale antistante l’Orto Botanico, sono inoltre presenti e ben concentrate, circa una decina di attività antiquarie e di restauro di mobili ed oggettistica antica, radicate da generazioni nel territorio, e che ben conoscono le problematiche di un quartiere che pare sottodimensionato, relegato ad un ruolo da comprimario sul palcoscenico della città. Un’area cruciale, internodo viario principale, costretta ad essere cerniera  tra i mercati rionali della Sanità e del Borgo Sant’ Antonio Abate, uno spreco di risorse inimmaginabile, che si riverbera immancabilmente sulla qualità della vita di chi vi abita e lavora. Ascoltando le voci della strada, raccogliendo le testimonianze dirette di chi Via Foria la vive sulla propria pelle, di coloro che ne respirano gli umori quotidiani, emerge una frustrazione di fondo, una insoddisfazione nel vedersi abbandonati dall’amministrazione comunale ed in primis dalla persona dell’attuale Sindaco: v’è un’amarezza che incrina i toni, arrochisce la voce, diviene rabbia silente di chi sente d’esser stato abbandonato dalle istituzioni cittadine, e che non s’assopisce neanche quando viene ricordato che la riqualificazione urbana operata sulla Via  ha di certo cambiato in meglio la prospettiva presente, se non quella futura. Ma “sono interventi puramente di facciata”, si dice, “un abbellimento effimero” e che non serve a nulla e nessuno, se non accompagnato “da una severa opera di recupero della zona”: istanze profonde, un malcontento diffuso e generale, in special modo tra le utenze commerciali, che lamentano la scarsità di parcheggi, l’illuminazione pubblica ancora insufficiente, una politica di sicurezza fallimentare su tutti i piani, dato che il Viale di Foria dopo la chiusura delle insegne luminose diviene un  “deserto dei Tartari”, terra di nessuno, ancora preda di una criminalità che con cieco opportunismo si continua ancora a definire “micro”. Ma la soluzione per sciogliere questo nodo gordiano non deve discendere per imposizione, dall’alto; c’è bisogno d’una partecipazione informata di tutti i cittadini, di una coesione dal basso che si faccia portatrice dei bisogni e delle speranze collettive, un’unica voce polifonica che faccia sentire le ragioni dell’intelletto a chi non ha il cuore d’ascoltarle, in modo che anche il peggior sordo si veda costretto a prestare orecchio ed attenzione ad una richiesta di rinnovamento che affonda le radici nell’humus d’una collettività che, seppur frammentata, percepisce i fremiti sotterranei che la percorrono, si riconosce nell’ appartenenza e nei desideri comuni, un subconscio che s’agita inascoltato, alla continua ricerca di una risposta esaustiva che ne quieti i rovelli, fugandone i dubbi. E forse è proprio questo il ruolo di un’ Associazione collettiva, quale il CentroForia si pregia di essere, quello di incanalare le istanze propositive d’una popolazione di quartiere che pretende di migliorare fattivamente la propria qualità di vita, riempiendo gli spazi vuoti, gli alveoli spugnosi di un tessuto sociale in progressivo disfacimento, con una presenza costante, quasi “militante”sul territorio, non rintanandosi negli usci, tra focolari domestici divenuti bastioni impenetrabili dall’esterno, spiando la strada dalle finestre semichiuse: perché la strada, soprattutto quando si parla di un Viale così ricco di Storia e di storie quale quello di Foria, deve essere vissuto, deve rivivere attraverso una rinascita civile e partecipata, ma soprattutto cosciente. Ed è proprio per risvegliare le coscienze assopite che bisogna urlare il proprio sdegno per una Napoli avvilita, serva di interessi corporativi e politici di dubbia integrità, preda degli appetiti voraci d’una classe dirigente che diviene lupesca, nella sua ribalderia scialacquatoria: solo occupandosi in prima linea del proprio quartiere potrà attuarsi quella rigenerazione culturale, economica e sociale che si auspica da tempo immemore. Un nuovo Rinascimento dell’anima, ma che questa volta non si tramuti in nuovo Medioevo dei Barbari, come già avvenuto in passato: perché la città merita la sua resurrezione dopo i giorni della passione, perché i Napoletani sono stanchi di vivere in perenne attesa messianica, mentre la lava del Golgota ci brucia gli occhi e la gola, nell’eterna notte partenopea. Il recupero del Viale di Foria è solo il primo tassello sulla via di una rinascita possibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-1009621460577279870?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/1009621460577279870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=1009621460577279870' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1009621460577279870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/1009621460577279870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/10/neapoli-via-foria-tra-passato-e.html' title='Neapoli, Via Foria, tra passato e presente'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ExpcISb7gpU/TpvtXGh3RNI/AAAAAAAAA8g/-bP_XAHxoXA/s72-c/Via%2BForia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-6242256240588678918</id><published>2011-10-16T08:36:00.000-07:00</published><updated>2011-10-16T08:40:06.259-07:00</updated><title type='text'>Giggino Murat ed il Regno di Napoli</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-aGsEzHCT7lg/Tpr6YZmgfHI/AAAAAAAAA8U/jqX6MXRu11I/s1600/De-Magistris-caricatura.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 246px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-aGsEzHCT7lg/Tpr6YZmgfHI/AAAAAAAAA8U/jqX6MXRu11I/s400/De-Magistris-caricatura.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664114778468023410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Citius!, Altius!, Fortius!”.&lt;br /&gt;L’olimpica locutio ben s’attaglia al possente, onnipresente, “Sindaque du Role”, il Maire Partenopeo, l’arancione De Magistrìs. Sindaco per voluntas populi dal giugno 2011, e già presente nella “Top Five” (classifica redatta dalla Scavolini, la più amata degli Italiani) degli Amministratori “très charmant”, i più amati d’Italie, il Nostro Arancione, con lungimiranza e “bonapartenopeismo” di stampo zapatista, è fermamente in groppa al vento del cambiamento. Dunque, se son rose, o purtualli, fioriranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tempo al tempo, mes amis; scindiamo i piani prospettici, vestiamo la sciassa del diavolo leguleio (veste Prada pure quello?), ed intoniamo fiero il canto: “Giggino Murat” è il nostro aedo?&lt;br /&gt;Vessillo cremisi della révolution parthénopéen, fulmine e nemesi della “Historie d’ ‘O PD” (a Napoli ancor si favoleggia di “Primarie d’Egitto”, in cui i faraoni della Sinistrata s’affossarono come Mammalucchi nel pantano sabbioso d’un bassolinismo senza più rilievo), irruppe fiero sul destriero populista; “Avimme Scassate!”, come mantra a piena gola, piazze piene e “Banderas”(nota la rassomiglianza con lo Zorro d’Andalusia) in Comune a svolazzare.&lt;br /&gt;Narciso e fiero, audace e guascone come il Re Gioacchino che fu, Giggino oscilla, in perdurante disequilibrio, tra l’empireo regale del dioscuro sceso in terra a fugare i mali e le miserie (politiche) del mondo, e la tempestosa bolgia dell’umano sentire, l’aspirazione ed il vezzo d’esser “il Migliore”, con un Ordine Nuovo e Partecipativo da rifondare ex novo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nova Era, vezzi antichi: il tipo è piacione, e assaje piace. Sindaco “ad personam”, nell’acclarare il senso d’un leaderismo mediatico profuso a piene mani, nel parossistico inseguimento del favor populi, e di quel di telecamera; e in tempi grami e di gramaglie luttuose, di un’afonia sinistrorsa pressochè totale, in cui capi e capesante cincischiano ammiccanti, s’ammischiano avvilenti, arrovellandosi nel catto-centrismo inCasinato (“Io leader naturale, loro soltanto capi di partito”, De Magistris docet), è tutto caseo che cola in attesa di cagliare, raggrumandosi attorno al fuso d’un movimentismo politico da strutturare su scala nazionale (“Italia è Tua”??).&lt;br /&gt;E Giggino Murat, come il suo antesignano, non dirà giammai di marciare contro il “nemico”, quel morente partitismo comatoso che ha colonizzato la Democrazia Italica, viepiù sarà concorde il suo “Seguitemi!”, alla riscossa d’un tessuto civico che vuole il cambiamento, se non la palingenesi partitocratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioacchino Re tribolante rintuzzava e contrastava l’augusto Cognato, scimmiottandone il verso, ma in segreto ammirandone il cipiglio e l’aura mediatica (da “medium”, messagio sfolgorante che si faceva carne, con lustrini e galloni in petto); e così Giggino, pur stigmatizzando ed avversando il priapismo inverecondo e la maneggioneria privatistica ed anti-costituzionale dell’epigono brianzolo, in sordina (e non soltanto) ammira il parabolismo comunicativo ed omnicomprensivo di Sua Metà, Nanoleone da Harcore, il McLuhan piazzista e padrone del vapore che impone con mano il suo tocco da Mida; una ubiquità mediatica profusiva, invasiva, diuturna: fosse per curar scrofole, toccar giovanili deretani o per pagar dazio e mazzette per il suo governo delirante, il “bauscia” da operetta (e da Mafietta) è sempre in video.&lt;br /&gt;E De Magistris ne insegue l’ombra, dal punto di vista populistico-comunicativo, seppur tarando il tutto a sinistra ( quella progressista, riformista, solidale, equa e per i beni comuni; ma che non disdegna la privatizzazione capitalista che fa tanto “liberal”, da mano invisibile e regolatrice).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uso eccessivo del pronome “Noi” a fare da pendant con il deprecato “io” berlusconiano, che il buon Gadda definiva come “il più lurido dei pronomi”, un manifesto politico d’unione in fieri, una voluptas di nazionale senza filtro (partitico): Giggino Murat parte da Napoli, da Sindaco in pectore (e da soli sei mesi di iperattività presenzialista) per la nuova Campagna d’Italia, di rottura politica con il sistema claudicante del nostro Nanoleone da museo delle cere.&lt;br /&gt;Souvenirs d’Italie, per un paesucolo preda di satiriasi e velinismo, e faciloneria e clientelismo sfrenato: è questa la Palude malmostosa in cui nuotano il Caimano ed i suoi fidati politicanti alle(v)ati alle sue mammelle.&lt;br /&gt;Mentre a Sinistra balbettano in coro, indicando il dito. Che per pudicizia lasciamolo dov’è, ad indicare la Ruby (o la Letizia, la Minetti, la D’Addario di turno).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco sfolgorante il De Magistris Equitum Imperii, l’icona dell’homo novus che rimira il sole e non teme d’esserne abbagliato; la solutio è nel movimentismo partecipativo e democratico, quella sintesi speculare di movimenti “Uniti” (contro la crisi, contro il Governo, contro la finanza mondiale) nel nuovo mantra civile che gl’istessi partiti in coma etilico si ripetono l’un l’altro: l’antipolitica è il male assoluto, da combattere crocifisso ecclesiale e “vaticanesco” in resta; il movimentismo no, è cosa buona e giusta se rimarcato nell’alveo del Partito costituito e benedetto (XVI o più volte di fila).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto si studia da Re di Napoli in attesa del salto nella capitale dell’Impero: e quindi si traccheggia a metà campo del San Paolo, fulminati sulla via di Lavezzi, oppure trasvolando l’Atlantico con l’asso della Viutton’s in valigia e sulla Manica; si stringono a “cum passio” teche disciolte come pellegrini al bacio, (ed il Santo non s’ingrugna, al massimo vermiglia) aggiungendo Sepe alla minestra; ci si commuove a Samarcanda, chiamando Vecchioni, cacciando i vecchi pidini a pedate, al grido di “Al Forum! Al Forum!” ( il baffo a sparviero d’Oddati s’è incrinato per mestizia); si inaugurano zone limitate nel traffico ma non nelle proteste (la ZTL non piace ai negozianti del Centro, e non piace soprattutto per la mancanza di una concertazione sinergica alla base); si disegna di Bagnoli il Futura, ma non se ne bonifica il passato (orme già percorse, adesso ormeggi da creare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, un repulisti delle sabbie comunali in piena draga, da cabina di regia posta e salda nelle mani del “Sindaco Murat” (il 65 % dei voti fu tutto per lui); e qui non s’ entra nel merito specifico, ma nella questione alla sua base: può il decisionismo volitivo e maschio da Politico Alfa, essere il propano univoco e solo dell’espansione democratica in città?&lt;br /&gt;Può l’uomo solo al comando innovare il modus agendi, e l’agenda politica in essere, senza allargare la partecipazione su tematiche sì stringenti alla Società Civile tutta, ai cittadini attivi e ben informati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il solco democratico è ben sottile limen, come rasoio per demiurghi di primo pelo: e se non è “ la barba che fa il filosofo”, così il polso non può dare solingo, la temperatura della democrazia. Si può esser leader da molto, troppo o un tanto al chilo; o da poco, poco tempo, o forse uomini d’unica fattura, nonchè pezzo: ma il cavalcare a briglia sciolta, raminghi, rischia di trasformare la vittoria in quel di Pirro, ed uno sfavillante destino nel luccichio d’una bordata, nove colpi al cuore in quel di Pizzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai posteri l’A(r)dua sentenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-6242256240588678918?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/6242256240588678918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=6242256240588678918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6242256240588678918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6242256240588678918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/10/giggino-murat-ed-il-regno-di-napoli.html' title='Giggino Murat ed il Regno di Napoli'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aGsEzHCT7lg/Tpr6YZmgfHI/AAAAAAAAA8U/jqX6MXRu11I/s72-c/De-Magistris-caricatura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-2897899480689269532</id><published>2011-10-15T01:16:00.000-07:00</published><updated>2011-10-15T01:32:42.435-07:00</updated><title type='text'>Bozza Preliminare di Statuto del Movimento Napoli è Tua (elaborato dalla sua Base)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-8TV2Jfzo_-g/TplFJMhzfZI/AAAAAAAAA8I/RKyYEjhh1Lc/s1600/napoli-tua1.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 201px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8TV2Jfzo_-g/TplFJMhzfZI/AAAAAAAAA8I/RKyYEjhh1Lc/s400/napoli-tua1.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663634030679260562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;Bozza dello Statuto del Movimento Napoli è Tua&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO I&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Principi e Soggetti del Movimento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 1&lt;br /&gt;(Partecipazione al Movimento)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. E' costituita l'associazione politico-culturale Napoli è Tua con sede in.....&lt;br /&gt;La sede legale potrà, in qualunque momento della vita associativa, essere cambiata a maggioranza assoluta dall'Assemblea degli Iscritti. Il trasferimento non comporta modifica statuaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Napoli è Tua e' fondata sui diritti fondamentali riconosciuti e garantiti dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Pari opportunità, libertà ed uguaglianza, sono riconosciuti a tutti gli iscritti di Napoli e' Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Napoli è Tua affida a tutti i suoi iscritti le decisioni fondamentali concernenti l'indirizzo politico, la scelta delle candidature, nonchè l'elezione delle cariche interne dell'Associazione medesima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Napoli è Tua si impegna a rimuovere ogni elemento ostativo al raggiungimento della piena democrazia partecipativa all'interno del Movimento. Ai suoi iscritti è assicurata, a tutti i livelli, la possibilità di accedere alle cariche dirigenti, esecutive e di rappresentanza, nel pieno rispetto dei principi democratici, e nel solco della partecipazione politica attiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Napoli è Tua non ha fini di lucro. Ha come scopo sociale la promozione e l'implementazione della partecipazione democratica attiva dei suoi iscritti e dei cittadini tutti, attraverso la difesa, la promozione e la tutela dei diritti dei singoli e della collettività. Il Movimento riconosce gli ambiti sociali e le competenze personali di ogni cittadino, garantendo pari opportunità per le donne e per gli uomini, tra i cittadini e le cittadine dell'Unione Europea, ovvero per i cittadini e le cittadine di altri Paesi e Nazioni, favorendo il pieno raggiungimento della parità tra i generi per l'accesso a tutti i livelli della vita partecipativa ed associativa. Fine precipuo di Napoli è Tua è lo sviluppo di una coscienza civica e politica da parte di tutti i cittadini, per l'integrità e la coesione del tessuto sociale, incoraggiando l'impegno politico come progetto teorico e cammino pratico per il miglioramento della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Napoli è Tua è collettore di idee in Movimento. Raccoglie, diffonde, produce informazioni trasparenti ed esaurienti inerenti al mondo della cultura, dell'ambiente, del sociale, dell'economia, della politica, relativamente a tutto quanto possa contribuire alla crescita di una coscienza civica e critica, stimolando il dialogo tra i singoli, i movimenti, le associazioni, le istituzioni, nel pieno rispetto delle regole istitutive della società civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Napoli è Tua esprime l'indirizzo politico presentando propri candidati alle elezioni amministrative e politiche, organizzando iniziative di sostegno della Lista Civica Napoli è Tua, curando le pratiche amministrative necessarie, coordinando ogni aspetto della campagna elettorale, inclusi gli aspetti finanziari e di raccolta dei fondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Napoli e' Tua riconosce e rispetta il pluralismo delle idee, la libera circolazione delle stesse, delle opinioni politiche, sociali e culturali entro i limiti previsti dalla Costituzione della Repubblica e dall'Ordinamento. Riconosce altresì la piena autonomia delle organizzazioni sociali, delle associazioni democratiche e del lavoro, rispettandone i principi e la sfera di azione politica e sociale. Garantisce inoltre pari dignità a tutte le condizioni personali senza alcuna distinzione di età, sesso, etnia, orientamento sessuale, religione, disabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Napoli è Tua stabilisce e regola l'elezione ed il ricambio delle cariche istituzionali secondo un legale principio di trasparenza. Candidature ed incarichi associativi sono regolati dal presente Statuto e dal Codice Etico; ad ogni livello associativo e per ogni ambito istituzionale, sono stabilite precise regole che prevedono la contendibilità, la durata, il cumulo o meno, ed il rinnovo periodico dei mandati elettivi, garantendo la piena autonomia politica e funzionale di Napoli è Tua. Le modalità di sottoscrizione associativa ed auto-finanaziamento per afferenza di singole quote, sono finalizzate all'esclusione di ingerenze economico-politiche di soggetti esterni al Movimento nella formazione dell'indirizzo politico e dei gruppi e delle cariche direttive. Gli iscritti, gli eletti, dovranno attenersi rettamente alle norme dello Statuto e del Codice Etico, ispirati a criteri di competenza, merito e partecipazione, pena l'esclusione dal Movimento e la decadenza dalle nomine e dagli incarichi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Napoli è Tua assicura la piena partecipazione democratica attraverso un Sistema Informatico che adoperi tutti i canali delle moderne teconologie telematiche, favorendo lo scambio di informazioni in tempo reale utili e necessarie a tale scopo. Il Sistema Informatico consente ai cittadini, agli iscritti, il libero e trasparente accesso alle informazioni relative a Napoli e' Tua, alla vita interna del Movimento, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia di privacy personale per ogni singolo utente. Il Sistema Informatico consente altresì di partecipare al dibattito politico interno, avanzando proposte e progetti di pubblica utilità, votando attraverso la rete Internet, con la possibilità di accesso ad un'apposita area riservata mediante identificazione preordinata, e con rilascio di parola chiave ad ogni utente iscritto al Movimento. Le proposte più votate sono trasmesse per area di competenza alle singole Commissioni Tecniche, sottoposte al Consiglio Direttivo, ed inoltrate alle competenti Istituzioni Amministrative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Napoli è Tua rende accessibili le informazioni relative al bilancio periodico, alle riunioni, alle delibere assembleari, al profilo pubblico ed alle attività dei soggetti e degli organismi eletti a cariche direttive ed esecutive. Napoli è Tua promuove la circolazione collettiva delle tematiche politiche e socio-culturali, degli indirizzi programmatici, nonché lo sviluppo e l'incremento di competenze e capacità degli iscritti favorendone la sintesi condivisa, anche attraverso momenti di studio, formazione ed elaborazione tecnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. Napoli è Tua propone un programma politico unitario di indirizzo e gestione della Cosa Pubblica, impegnandosi a realizzarlo in ogni suo aspetto, collaborando con le istituzioni politiche ed amministrative presenti sul territorio, le associazioni e gli ordini professionali e di categoria, i movimenti civici, nel pieno rispetto dei diritti e dei doveri riconosciuti e garantiti dalle norme e dall'ordinamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13. Il presente Statuto può essere emendato, modificato o cassato (tranne nel suo scopo sociale) solo ed esclusivamente dalla Assemblea Straordinaria degli Iscritti, a maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 2.&lt;br /&gt;(Soggetti fondamentali ed iscrizione al Movimento)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua è aperta a molteplici forme e gradi di partecipazione. Si identificano come soggetti pienamente partecipi alla vita democratica interna del Movimento, gli iscritti. Per "iscritti", si intendono le persone di ambo i sessi, cittadini e cittadine italiane, dell'Unione Europea o anche di altri Paesi, purchè muniti di regolare permesso di soggiorno, che si iscrivono a Napoli è Tua sottoscrivendo il presente Statuto, il Manifesto dei Valori, il Codice Etico ed i Regolamenti interni, accettando di fornire tutti i dati necessari per la registrazione nell'anagrafe degli iscritti ( ex D.L. 30 giugno 2003, n. 196 sulla tutela dei dati personali) e di versare la quota associativa annuale prevista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'iscrizione a Napoli è Tua è il presupposto per l'esercizio dei diritti e dei doveri previsti dallo Statuto. L'iscrizione è individuale, ed avviene presso la Segreteria Centrale di Napoli è Tua, oppure presso le singole Articolazioni Territoriali mediante la sottoscrizione dei moduli ed il ritiro della tessera nominale. Quando, sulla base dello Statuto e del Codice Etico, gli Uffici predisposti all'adesione ed al tesseramento ritengano che non vi siano i presupposti per il rilascio della tessera, sono tenuti a comunicare agli organi di garanzia ed al Consiglio Direttivo le motivazioni dell'avvenuto rifiuto, contemporaneamente alla comunicazione trimestrale degli iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Napoli è Tua riconosce ai suoi iscritti ed iscritte il diritto di:&lt;br /&gt;a) partecipare alla scelta dell'indirizzo politico del Movimento ed alla sua attuazione;&lt;br /&gt;b) eleggere le cariche associative;&lt;br /&gt;c) partecipare alle Assemblee, ordinarie e straordinarie, secondo le norme del presente Statuto;&lt;br /&gt;d) avanzare la propria candidatura a ricoprire le cariche associative;&lt;br /&gt;e) partecipare a forum e commissioni tematiche;&lt;br /&gt;f) prendere parte ad ogni forma di consultazione democratica di Napoli è Tua;&lt;br /&gt;g) votare nei referendum riservati agli iscritti;&lt;br /&gt;h) avere accesso al Sistema Informatico;&lt;br /&gt;i) proporre, commentare e votare progetti ed iniziative di Napoli è Tua, sia tramite Sistema Informatico che nelle riunioni ordinarie e straordinarie;&lt;br /&gt;j) ricorrere agli organi di garanzia e riceverne congrua e celere risposta, in caso di violazione di norme dello Statuto e del Codice Etico&lt;br /&gt;k) avere sedi permanenti di confronto, costruzione e sintesi politica;&lt;br /&gt;l) essere informarti compiutamente e dettagliatamente delle attività associative, ai fini di una partecipazione effettiva alla vita interna di Napoli è Tua;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Napoli è Tua prevede da parte dei suoi iscritti il dovere di:&lt;br /&gt;a) partecipare attivamente alla vita democratica del Movimento;&lt;br /&gt;b) sostenere lealmente i candidati di Napoli è Tua alle elezioni politiche ed amministrative;&lt;br /&gt;c) favorire l'ampliamento dei consensi verso Napoli è Tua negli ambienti sociali di riferimento;&lt;br /&gt;d) rispettare coerentemente lo Statuto ed il Codice Etico sottoscritti, pena l'esclusione da Napoli è Tua e la decadenza dalle cariche elettive;&lt;br /&gt;e) contribuire al finanziamento del Movimento versando la quota annuale d'iscrizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. L'iscrizione a Napoli è Tua può avvenire esclusivamente attraverso la sottoscrizione di moduli d'adesione all'uopo previsti, ed apponendo la propria firma in calce ad essi solo dopo aver dato lettura dello Statuto, del Manifesto dei Valori e del Codice Etico del Movimento. L'iscrizione è individuale e non è cumulabile con l'adesione e l'iscrizione ad ulteriori forme d'associazionismo a contenuto politico. Sono pertanto esclusi dalla registrazione i tesserati e gli attivisti di partiti politici costituiti o costituendi. Sono altresì esclusi gli iscritti a movimenti o associazioni non partitiche aventi un riconosciuto scopo ed un contenuto politico contrari alle finalità, agli scopi ed ai principi di Napoli è Tua. La procedura associativa è perfezionabile a partire dal sedicesimo anno d'età.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. L'iscrizione a Napoli è Tua sarà perentoriamente esclusa per coloro i quali abbiano riportato condanne giudiziarie di natura penale in via definitiva. Pertanto sarà fatto obbligo, al momento dell'iscrizione al Movimento, di esibire un valido documento di riconoscimento corredato da un'autocertificazione attestante l'incensuratezza del richiedente, nonchè l'assenza di carichi pendenti di natura penale. Napoli è Tua si riserva in ogni caso di valutare unilateralmente le singole richieste di iscrizione inoltrate. Qualora la Commissione di Garanzia abbia cognizione di una causa ostativa concernente persone già registrate a movimenti, associazioni o partiti, o che abbiano riportato condanne penali definitive, ne informa gli organi direttivi ed esecutivi, decretandone l'immediata cancellazione, e stabilendo un congruo termine entro cui tali persone non possono richiedere una nuova registrazione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO II&lt;br /&gt;Organismi del Movimento&lt;br /&gt;Funzioni, composizione, modalità d'elezione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 3.&lt;br /&gt;(Presidente)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Presidente rappresenta Napoli è Tua, ne esprime l'indirizzo politico sulla base dello Statuto, del Codice Etico e dei regolamenti interni. Convoca e presiede le Assemblee periodiche, ordinarie e straordinarie, controfirmando le delibere Assembleari e del Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Presidente presiede altresì le riunioni del Consiglio Direttivo di Napoli è Tua. Rappresenta il Movimento nelle sedi legali, amministrative, istituzionali e in ogni ordine e grado di giudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il Presidente non può essere rieletto qualora abbia già espletato due mandati, consecutivi o cumulativi. Il Presidente è eletto dall'Assemblea degli iscritti, a maggioranza assoluta dei componenti, tra coloro i quali siano eletti alle cariche del Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Se il Presidente cessa dalla carica, o ne decade, i suoi poteri e funzioni sono esercitati dal Vicepresidente fino alla convocazione dell'Assemblea degli iscritti, che provvederà all'elezione del nuovo Presidente. Se il Presidente si dimette per dissenso espresso e motivato verso delibere approvate dal Consiglio Direttivo, l'Assemblea degli iscritti può eleggere un nuovo Presidente per la restante parte del mandato con la maggioranza assoluta dei componenti. A tale fine, il Presidente dimissionario convoca l'Assemblea entro quarantacinque giorni a far data dalla presentazione delle dimissioni. Se nessuna candidatura espressa raggiungesse il quorum previsto per l'elezione a Presidente, si procede a nuove elezioni assembleari per il rinnovo delle cariche degli organismi di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Se il Presidente viene sfiduciato dal Consiglio Direttivo o dall'Assemblea degli Iscritti, si procede all'elezione di un nuovo Presidente tra coloro i quali siedono nel Consiglio Direttivo. Il seggio del Consigliere eletto Presidente viene occupato dal primo dei non eletti al Consiglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 4.&lt;br /&gt;(Vicepresidente)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Vicepresidente è nominato dal Consiglio Direttivo. Possono nominarsi fino a due Vicepresidenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Vicepresidente assume i poteri e svolge le funzioni proprie del Presidente, qualora questi sia assente, impedito, sfiduciato, o decaduto dalla carica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il Vicepresidente può essere delegato dal Presidente a svolgere precipue funzioni in sua vece.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 5.&lt;br /&gt;(Segretario)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Segretario è nominato dal Consiglio Direttivo. Non possono nominarsi più Segretari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Segretario collabora e coadiuva il Presidente, dando esecuzione alle delibere presidenziali e del Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il Segretario è tenuto a redigere e firmare i verbali delle riunioni degli organi del Movimento, conservandone con cura gli originali e controfirmandone le copie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 6.&lt;br /&gt;(Consiglio direttivo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Consiglio Direttivo è l'organo collegiale avente funzioni esecutive. Coadiuva e coordina l'indirizzo politico di Napoli è Tua unitamente al Presidente. Assume le proprie determinazioni attraverso la votazione di mozioni, ordini del giorno, delibere esecutive, risoluzioni politiche e regolamenti interni. Le decisioni del Consiglio Direttivo sono prese dai suoi membri con votazioni a maggioranza assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Consiglio Direttivo è composto da non più di quindici membri, compreso il Presidente, eletti a maggioranza semplice dall'Assemblea degli iscritti. Tale Organo delibera a maggioranza assoluta dei presenti. Possono concorrere alla carica di membro del Consiglio Direttivo unicamente gli iscritti a Napoli è Tua. Le riunioni dell'organo direttivo consiliare sono convocate dal Presidente almeno una volta ogni due mesi. In via straordinaria può essere convocata la riunione del Consiglio Direttivo se lo richieda almeno un quinto degli iscritti di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il Consiglio Direttivo svolge funzioni di controllo sull'attività politica espressa dal Presidente attraverso interpellanze ed interrogazioni in forma scritta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Il Consiglio Direttivo nomina il Vicepresidente, il Segretario, il Tesoriere. Nomina altresì i membri delle Commissioni Tecniche di Napoli è Tua, scegliendone i componenti anche tra esperti, professionisti e tecnici non iscritti al Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il Consiglio Direttivo coordina, supervisiona e controlla l'operato complessivo e le singole attività funzionali delle medesime Commissioni Tecniche. Tali funzioni vengono esercitate per tutte le articolazioni organiche e territoriali del Movimento Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Il Consiglio Direttivo opera come supremo organo garante dell'indirizzo politico espresso dalle singole commissioni, dirimendo eventuali conflittualità tra le medesime purchè non di ordine etico o statutario, di competenza della Commissione di Garanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Nel caso in cui Consiglio Direttivo operi in contrasto con le norme dello Statuto, del Codice Etico e dei regolamenti interni del Movimento, la Commissione di Garanzia è l'organo deputato a vigilare sul rispetto e la conformità delle decisioni consiliari alle norme politiche, etiche e morali di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Sono membri di diritto del Consiglio Direttivo: il Presidente; i Vicepresidenti; il Tesoriere. Nel caso in cui un membro del Consiglio Direttivo decade, rinuncia, o è impossibilitato ad esercitare le funzioni inerenti il suo mandato, si provvede alla nomina del nuovo membro tra coloro i quali risultino primi in graduatoria tra i non eletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Il Consiglio Direttivo può, su mozione adeguatamente motivata, ed approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, sfiduciare il Presidente o nominare un nuovo Tesoriere. In caso di sfiducia verso il presidente, si procede all' elezione per la nuova carica entro tre mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 7.&lt;br /&gt;(Assemblea degli Iscritti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L'Assemblea degli iscritti di Napoli è Tua è composta da coloro i quali abbiano sottoscritto i moduli d'adesione, lo Statuto, il Codice Etico, i regolamenti, versato la quota associativa prevista, e che siano in regola con i precedenti versamenti annuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'Assemblea degli iscritti approva lo Statuto, il Codice Etico, il Regolamento Elettorale, ed ogni altro Regolamento interno che sarà portato alla sua attenzione dal Consiglio Direttivo. Approva altresì il bilancio preventivo, ed il bilancio consuntivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. L'Assemblea degli iscritti ha competenza inerente l'indirizzo politico del Movimento, attraverso il voto di mozioni, ordini del giorno, risoluzioni, secondo le modalità previste dallo Statuto, dal Codice Etico e dai regolamenti interni. Ha inoltre compiti di indirizzo nella proposizione delle candidature per le elezioni amministrative cui la Lista Civica Napoli è Tua partecipa, sulla base del Regolamento Elettorale elaborato dal Consiglio Direttivo e dal Presidente. Discute, emenda ed approva altresì il programma elettorale proposto dal Consiglio Direttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. L'Assemblea esercita le sue funzioni sia attraverso assise plenarie, sia attraverso singole commissioni permanenti o temporanee. Tali funzioni, ove non fosse possibile la convocazione dell'assise, saranno esercitabili attraverso deliberazioni per via telematica accedendo al Sistema Informatico di Napoli è Tua, anche in base a quesiti, mozioni, progetti, individuati dal Consiglio Direttivo e dagli organi del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. L'Assemblea degli iscritti elegge il Consiglio Direttivo ed il Presidente a scrutinio segreto. Nel caso in cui nessun candidato Presidente abbia raggiunto la maggioranza delle preferenze alla prima votazione, si procede ad una seconda votazione di ballottaggio tra i due candidati più votati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Nell'elezione del Consiglio Direttivo, qualora più membri riportino pari numero di preferenze, avrà precedenza il candidato più anziano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. L'Assemblea degli iscritti è convocata in via ordinaria dal Presidente almeno una volta all'anno. La convocazione deve avvenire mediante pubblicazione-annuncio sul sito web, sulle pagine ufficiali dei social networks oppure tramite e-mail o sms, da inviare almeno una settimana prima della data dell'Assemblea a tutti gli iscritti. L'Assemblea può e deve essere convocata quando ne faccia richiesta altresì un terzo degli iscritti. Qualora in prima istanza non si raggiunga il quorum previsto, detto quorum viene abbassato ad un quinto degli aventi diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. In via straordinaria, l'Assemblea può essere convocata dal Presidente o, qualora ne avanzi richiesta, dalla metà più uno degli iscritti al Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. L'Assemblea degli iscritti può, su mozione adeguatamente motivata, ed approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, sfiduciare il Presidente, il Consiglio Direttivo ed il Tesoriere. In caso di sfiducia, si procede alle elezioni per le nuove cariche entro tre mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. L'Assemblea degli iscritti a maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti, delibera le modifiche al presente Statuto (non sono consentite modifiche inerenti lo scopo), l'estinzione anticipata di Napoli è Tua, ed ogni decisione inerente la modifica della destinazione degli utili del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Le sedute dell'Assemblea degli iscritti sono riassunte in un verbale apposito redatto dal Segretario e sottoscritto dal Presidente. Il Presidente apre e chiude l'Assemblea, modera gli interventi nel rispetto dell'ordine del giorno, ne controlla le votazioni e le delibere. Il contenuto del verbale, le deliberazioni, le rendicontazioni e le decisioni sono pubblicate integralmente o per estratto sul sito internet di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 7-bis.&lt;br /&gt;(Assemblea Costituente)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L'Assemblea Costituente di Napoli è Tua è la prima assise plenaria che elegge le cariche esecutive, funzionali e rappresentative del Movimento. Vota ed approva lo Statuto, il Codice Etico ed il Manifesto dei Valori. Essa esaurisce il suo compito una volta che siano elette tali cariche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'Assemblea Costituente è composta esclusivamente da candidati della Lista Civica Napoli è Tua che hanno concorso e partecipato, attraverso la candidatura diretta, alle elezioni amministrative comunali del 16 e 17 maggio 2011. I candidati della Lista Civica Napoli è Tua concorrono all'elezione degli organi e delle cariche del Movimento Napoli è Tua, avanzando la propria candidatura ed esprimendo la propria preferenza in sede assembleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ai fini dell'elezione, le candidature possono essere avanzate e presentate unicamente dai candidati della Lista Civica Napoli è Tua. Le cariche elette dall'Assemblea Costituente hanno una durata non superiore ad un anno. La durata delle medesime non è computata ai fini del cumulo e della durata delle cariche del Movimento elette dall'Assemblea degli Iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. I candidati della Lista Civica Napoli è Tua sono ammessi all'Assemblea Costituente ed alle procedure di voto, unicamente se in possesso di un documento di riconoscimento valido e dei requisiti richiesti dal presente Statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 8.&lt;br /&gt;(Durata dei mandati)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I mandati elettivi e nominali del Movimento Napoli è Tua sono svolti a titolo gratuito ed hanno una durata non superiore ad anni due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Qualora il mandato non fosse portato alla sua scadenza naturale per impedimento, dimissioni, rinuncia o sfiducia dell'organo eletto o nominato, si procederà secondo le norme del presente Satuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il Presidente indice l'elezione assembleare per il rinnovo dei mandati e delle cariche relative almeno tre mesi prima della scadenza dei medesimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. I mandati elettivi e nominali non possono essere cumulati, nè ricoperti per più di due volte consecutive. Ulteriori candidature sono ripresentabili trascorso un periodo di anni due dall'ultimo mandato espletato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO III&lt;br /&gt;Struttura del Movimento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 9.&lt;br /&gt;(Commissioni Tecniche)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le Commissioni Tecniche costituiscono articolazioni tecnico-professionali ed organizzative interne al Movimento, cui gli iscritti partecipano in base a precipue competenze individuali e requisiti di capacità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Tali Commissioni Tecniche non costituiscono un numero chiuso. Esse sono istituite in base all'indirizzo tecnico e professionale dei singoli componenti. Possono essere chiamati a prendervi parte anche professionisti e tecnici non iscritti al Movimento Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il Consiglio Direttivo nomina le singole Commissioni Tecniche. Ogni Commissione è composta da un numero di membri non superiore a sette e non inferiore a tre. I membri delle Commissioni sono tenuti al rispetto delle norme dello Statuto e del Codice Etico, pena l'esclusione da Napoli è Tua e dalle Commissioni medesime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Le Commissioni Tecniche elaborano sintesi documentale di progetti, proposte, idee, a contenuto tecnico-normativo, da sottoporre al Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo può a sua volta delegare le singole Commissioni per l'elaborazione di pareri motivati su delibere, istanze, regolamenti non soggetti a valutazione eminentemente politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Le Commissioni Tecniche adottano decisioni motivate a maggioranza assoluta. Ogni Commissione nomina al suo interno un referente unico per il Movimento. Referente e membri delle Commissioni ricoprono i loro incarichi per un periodo non superiore ad un anno. Termine prorogabile di tre mesi qualora la natura dei progetti elaborati o promossi, sia di particolare tecnicsmo e complessità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Il Consiglio Direttivo controlla, supervisiona e coordina l'attività delle singole Commissioni. Eventuali decisioni riguardanti la natura, la compatibilità, la professionalità, la competenza, la decadenza dalla carica dei singoli membri spettano a detto organo. Tutto ciò premesso, la competenza spetta alla Commissione di Garanzia qualora il conflitto tra Commissioni e Consiglio Direttivo sia inerente ai principi etici e statuari di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 10.&lt;br /&gt;(Articolazioni Municipali)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le Articolazioni Municipali costituiscono le unità organizzative su base territoriale di Napoli è Tua. Attraverso le Articolazioni Municipali gli iscritti partecipano alla vita interna del Movimento, concorrono fattivamente a dare un'identità socio-culturale al medesimo, attivando democraticamente le energie individuali per l'espressione di un indirizzo politico multilivello ed unitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Le Articolazioni Municipali sono dislocate sul territorio cittadino in base alla suddivisione amministrativa ed istituzionale del Comune di Napoli per singole circoscrizioni municipali di decentramento, dette "Municipalità". Ai fini del presente Statuto, il numero delle Articolazioni Municipali di Napoli è Tua è pari alle dieci unità, così suddivise:&lt;br /&gt;a) Articolazione Municipale "Chiaia-Posillipo-San Ferdinado";&lt;br /&gt;b) Articolazione Municipale "Avvocata-Montecalvario-San Giuseppe-Porto-Mercato-Pendino";&lt;br /&gt;c) Articolazione Municipale "Stella-San Carlo all'Arena";&lt;br /&gt;d) Articolazione Municipale "San Lorenzo-Vicaria-Poggioreale";&lt;br /&gt;e) Articolazione Municipale "Arenella-Vomero";&lt;br /&gt;f) Articolazione Municipale "Barra-Ponticelli-San Giovanni a Teduccio";&lt;br /&gt;g) Articolazione Muncipale "Miano-Secondigliano- San Pietro a Patierno";&lt;br /&gt;h) Articolazione Municipale "Chiaiano-Piscinola-Marianella-Scampia";&lt;br /&gt;i) Articolazione Municipale "Pianura-Soccavo";&lt;br /&gt;j) Articolazione Municipale "Bagnoli-Fuorigrotta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Le Articolazioni Municipali sono unità organizzative aperte alla partecipazione di tutti i cittadini, anche e indipendentemente dall'iscrizione a Napoli è Tua, e fungono da circoli territoriali di riferimento per le attività politiche e di intervento civico del Movimento su base cittadina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Gli iscritti a Napoli è Tua sono registrati in appositi albi presso le Articolazioni Municipali di residenza e presso la Segreteria Centrale del Movimento, nel rispetto delle normative vigenti in tema di trattamento dei dati personali e di tutela della privacy. L'Ufficio per le adesioni delle singole Articolazioni trasmetterà i dati relativi al tesseramento alla Segreteria Centrale entro dieci giorni dalla sottoscrizione dei moduli. I dati di base sono accessibili ai singoli iscritti ed agli organi direttivi di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. L'iscrizione al Movimento Napoli è Tua non prevede vincoli relativi alla residenza municipale o territoriale. Non è comunque cumulabile per più Articolazioni Municipali contemporaneamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Le Articolazioni Municipali sono elementi organizzati nel pieno rispetto delle norme statutuarie, del codice etico e dei regolamenti di Napoli è Tua. Il funzionamento degli organi interni, gli ambiti di attitudine e competenza, professionale e partecipativa, e la disciplina degli iscritti sono stabiliti e normati da regolamenti interni alle singole municipalità sottoposti alla supervisione degli organi direttivi del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. La partecipazione alla vita interna delle Articolazioni Municipali avviene nel segno della più amplia e trasparente condivisione di tematiche e prospettive, nella visione di un comune, proficuo e fattivo indirizzo unitario. I cittadini, anche non iscritti, possono partecipare attivamente attraverso riunioni da tenersi nelle singole sedi, o attraverso appositi forum tematici in via telematica predisposti da Napoli è Tua, agevolando:&lt;br /&gt;a) proposte politiche;&lt;br /&gt;b) idee d'indirizzo e coordinamento;&lt;br /&gt;c) progettualità e suggerimenti;&lt;br /&gt;d) quesiti da sottoporre;&lt;br /&gt;e) informazioni da richiedere;&lt;br /&gt;f) informazioni da comunicare.&lt;br /&gt;8. Le Articolazioni Municipali disciplinano in appositi regolamenti la modalità d'elezione, compatibiltà, durata del mandato e funzioni dei referenti delle singole articolazioni territoriali. I referenti hanno funzioni e compiti di sintesi, raccordo ed impulso tra le singole articolazioni e gli organi direttivi di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. La modalità d'elezione dei referenti deve in ogni caso attenersi al rispetto delle norme del presente Statuto, del Codice Etico, dei Regolamenti del Movimento. La Commissione di Garanzia è tenuta a vagliare i singoli regolamenti adottati, nonché la corrispondenza o meno degli stessi ai principi di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Possono eleggersi fino ad un massimo di due referenti per Articolazione Municipale. La durata del mandato non può comunque essere superiore ad anni due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO IV&lt;br /&gt;Codice Etico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 16.&lt;br /&gt;(Principi generali)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Non possono in alcun modo aderire al Movimento Civico Napoli è Tua come iscritti, non possono essere candidati a cariche interne del Movimento o essere candidati da Napoli è Tua a cariche istituzionali ed amministrative, coloro i quali risultino esclusi sulla base del presente Codice Etico e non ne sottoscrivano il Manifesto dei Valori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Napoli è Tua si prefigge la promozione democratica e attiva, a tutti i livelli associativi ed istituzionali, dei principi di libertà, uguaglianza, parità e rispetto tra i cittadini. Lo sviluppo e la promozione di norme di legge, morali, etiche attinenti all'effettiva democratizzazione del tessuto sociale, sono lo scopo ultimo che Napoli è Tua intende perseguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 17.&lt;br /&gt;(Manifesto dei Valori)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua è una libera associazione di cittadini che si impegna a combattere l'indifferenza civica, l'oscurantismo legale, etico e morale che abbrutisce le coscienze, rende abulico il pensiero, spegne il fuoco ardente dell'indignazione. L'indifferenza politica è una non-scelta, avviene perché i cittadini abdicano e rinunciano all'espressione partecipativa, ad esercitare quel controllo democratico sulle istituzioni e sugli organi che ne assumono il controllo, sovente abusando del potere politico ed esecutivo di cui sono investiti a nome della maggioranza. Napoli è Tua è tessuto collettivo, Movimento di idee, idee in movimento, rete di persone che rifiutano l'indifferenza, operando in nome di un principio comune di partecipazione attiva e sinergica. Perché democrazia è partecipazione. Al tal fine Napoli è Tua promuove i diritti e doveri dei singoli e della collettività, s'impegna affinchè i principi e le norme della Costituzione Italiana non rimangano vuoto simulacro, ponendosi come interlocutore per tutti coloro che vogliano contribuire ad un reale ed effettivo cambiamento del modo di interessarsi e gestire la "Res Publica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Napoli è Tua ha natura indipendente ed autonoma. È aconfessionale, senza fini di lucro ed è fondata su principi di democrazia diretta, trasparenza, tolleranza, solidarietà e convivenza. Assimila e promuove i valori dell'antifascismo, ed è contro la guerra come mezzo d'offesa all'autodeterminazione ed autonomia dei popoli. E' attenta a tutte le nuove forme di intolleranza, razzismo, discriminazione, massoneria ed autoritarismo, restituendo al cittadino la centralità nel tessuto sociale in cui agisce e svolge la sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Napoli è Tua promuove una politica attiva che riduca gli sprechi in tutti gli ambiti pubblici, che contrasti le connivenze tra pubblica utilità e privato interesse, il vampirismo clientelare, e che sia volta alla diminuzione progressiva dei costi abnormi del sistema politico. A tal fine intende vincolare eventuali contributi di rimborso elettorale a scopi e fini di pubblica utilità ed interesse collettivo, nel segno della massima trasparenza di gestione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Napoli è Tua riconosce al cittadino il pieno diritto di esplicare attitudini, competenze, valori, impegno attraverso il lavoro, inteso come mezzo di sussistenza materiale e morale per la ricerca della piena stabilità personale, familiare e sociale. Lavoro come diritto da pretendere e non privilegio da richiedere, nel solco delle previsioni costituzionali e contro ogni forma di indiscriminato utilizzo del lavoratore, rispettando il principio della giusta ed equa retribuzione, contrastando le politiche lavorative che assimilano la persona a mera forza lavoro da sfruttare e che ne umiliano e degradano le competenze e le individualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Napoli è Tua promuove attività di confronto, studio, ricerca, formazione, informazione su problematiche afferenti l'ambiente e le politiche di bonifica territoriali, il ciclo integrato dei rifiuti, dalla differenziazione dei materiali di scarto, risulta et similia, fino al loro completo riciclo e riutilizzo. Promuove modalità di partecipazione alla vita socio-politico-economica dei cittadini, inerenti alla gestione ed erogazione dei servizi pubblici, all'organizzazione funzionale delle risorse territoriali, ai problemi di mobilità e trasporto di persone, cose, combustibili ed energie, all'analisi dell'influenza sociale delle lobbies politico/economiche, al risparmio delle risorse e allo sviluppo d'una sensibilità ambientale ed a basso impatto ecologico, alla sicurezza e salute dei cittadini, alla prevenzione e tutela della sanità pubblica, alla solidarietà tra persone, alla pacifica convivenza di culture e tradizioni differenti, nel solco dei principi democratici garantiti dall'Ordinamento e dalla Costituzione della Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Gli iscritti di Napoli è Tua si impegnano a favorire l'implementazione e lo scambio di idee, informazioni, progettualità, capacità e competenze a tutti i livelli della vita collettiva e partecipativa, nel pieno rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali, perseguendo finalità di promozione di diritti e di riconoscimento dei doveri rivolte principalmente a soggetti esterni al Movimento. Napoli è Tua, attraverso l'impegno volontario dei suoi iscritti, promuove, coordina e sostiene incontri tematici, convegni, seminari, iniziative pubbliche, manifestazioni ed ogni altra attività avente lo scopo di favorire la libera circolazione di idee ed informazioni utili ai cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Napoli è Tua favorisce le forme di democrazia diretta, tutte quelle iniziative che prevedono la possibilità di intervenire direttamente nelle decisioni dei rappresentanti eletti e dei dipendenti impiegati nelle aziende e negli organismi della pubblica amministrazione. Compito del Movimento è stimolare gli enti locali, le aziende, le associazioni, i cittadini a migliorare i servizi pubblici, le infrastrutture e l'equa ridistribuzione ed utilizzo delle risorse pubbliche impiegate. Stimolare altresì gli enti locali e le amministrazioni competenti alla massima trasparenza nelle scelte effettuate e negli obiettivi perseguiti e da perseguire, attraverso un maggior dialogo costruttivo con i singoli cittadini e le varie forme di rappresentanza sociale, quali associazioni, comitati, gruppi, eccettera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Napoli è Tua mira a riunire coloro i quali hanno interesse alla promozione di iniziative volte allo sviluppo delle varie comunità locali, interagendo con le istituzioni regionali e nazionali, intraprendendo azioni mirate alla tutela della libertà e dei diritti dei singoli cittadini secondo le modalità previste e stabilite dal presente Statuto e nel pieno rispetto delle norme vigenti. In merito, si prevedono forme di promozione di tavole rotonde, seminari, mostre, gruppi di studio, proiezioni di filmati e documentari a scopo socio-culturale e d'attualità, e ogni ulteriore attività avente lo scopo di favorire ed implementare la partecipazione attiva del cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Napoli è Tua avvierà una piattaforma mediatica permanente sulla rete Internet, attraverso pubblicazioni periodiche on line di filmati, documenti, notizie, materiale multimediale di matrice politico-economico-culturale. L'utilizzo della piattaforma mediatica e delle risorse disponibili su Internet permette una maggiore integrazione tra le finalità ed i valori che il Movimento persegue, e la partecipazione attiva dei cittadini alla vita interna e alle attività pubbliche di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. Napoli è Tua può, nel pieno rispetto delle norme e delle finalità del predetto Statuto, svolgere ogni ulteriore attività lecita e conforme, complementare, strumentale e sussidiaria per il raggiungimento dell'oggetto associativo, anche attraverso attività di natura commerciale in conformità con le leggi vigenti e nei limiti consentiti dal D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 e successive modifiche ed integrazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Gli iscritti di Napoli è Tua si impegnano a rispettare e sottoscrivere il Codice dei Valori, pena l'esclusione dal Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. Le cariche direttive ed esecutive, gli incarichi nominali e tecnici di Napoli è Tua sono esercitati a titolo gratuito e nessuna indennità o retribuzione è dovuta per l'espletamento del mandato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 18.&lt;br /&gt;(Deroghe per le cariche elettive)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Gli iscritti di Napoli è Tua possono ricoprire cariche istituzionali ed amministrative. Dette cariche sono incompatibili con le cariche direttive ed esecutive del Movimento, tranne i casi in cui questo sia richiesto dalla natura delle cariche istituzionali ricoperte o da particolari e stringenti contingenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Eventuali modifiche e deroghe alle precedenti disposizioni devono essere deliberate dal Consiglio Direttivo, su parere tassativo della Commissione di Garanzia, ed approvate dall'Assemblea degli iscritti a maggioranza assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. La deroga può essere concessa in base ad una specifica relazione scritta che evidenzi il contributo determinante che, in virtù delle competenze, capacità, esperienza maturata, il soggetto che usufruisce della deroga potrà conferire all'attività di Napoli è Tua. La deroga può essere concessa solo su richiesta dell'interessato. In caso di bocciatura della richiesta di deroga, la domanda da parte del soggetto interessato è ripresentabile per una sola volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. E' previsto il parere della Commissione di Garanzia per ogni contenuto, delibera e valutazione che concerna i casi di incompatibilità, ineleggibilità, incandidabilità degli iscritti di Napoli è Tua. Si fa, in ogni caso, esplicito richiamo alle norme contenute nel Capo VII del presente Statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 19.&lt;br /&gt;(Doveri degli eletti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Gli eletti alle cariche direttive ed esecutive di Napoli è Tua si impegnano a collaborare lealmente ed in maniera continuativa con gli organi del Movimento e con i singoli iscritti, per affermare le scelte programmatiche e l'indirizzo politico comune.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Gli eletti alle cariche istituzionali ed amministrative si impegnano a collaborare lealmente con gli esponenti ed iscritti di Napoli è Tua, implementando la trasparenza informativa, la partecipazione allargata degli iscritti, la discussione di delibere e progetti normativi, nonchè la sintesi tecnica e politica degli stessi da presentare presso le istituzioni preposte. Qualora tali impegni siano disattesi ed elusi, Napoli è Tua potrà disconoscere ufficialmente la programmazione e la documentazione normativa e politica prodotta e diffusa a suo nome, nonchè disconoscere l'operato politico dei singoli eletti a suo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Gli eletti alle cariche istituzionali sono tenuti tassativamente al rispetto delle idee programmatiche e d'indirizzo politico espresse su base partecipativa dalla maggioranza degli aderenti a Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Gli eletti alle cariche istituzionali hanno inoltre il dovere di contribuire al finanziamento del Movimento versando alla tesoreria di Napoli è Tua una quota percentuale proporzionata agli emolumenti ed indennità percepiti e derivanti dalla carica ricoperta. Tale quota non può comunque essere inferiore al venticinque per cento degli emolumenti percepiti, è deliberata annualmente dal Consiglio Direttivo ed è passibile di rivalutazione. Il mancato versamento del contributo previsto è causa di incandidabilità a qualsiasi altra carica istituzionale da parte di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Gli eletti hanno il dovere di rendere conto agli iscritti e agli elettori delle loro attività, anche attraverso il Sistema Informatico per la partecipazione attiva predisposto da Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Se nelle competenze discrezionali degli eletti rientra la nomina di organi tecnici o amministrativi e gestionali, di consulenti e professionisti, gli eletti si impegnano a seguire i criteri selettivi di competenza, merito, capacità comprovata e pubblicità dell'intera procedura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Gli eletti alle cariche istituzionali ed amministrative di Napoli è Tua sono tenuti a rendere pubblico il regolamento di disciplina delle loro attività inerente alla carica ricoperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO V&lt;br /&gt;Strumenti per la partecipazione&lt;br /&gt;e l'elaborazione del programma politico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 20.&lt;br /&gt;(Forum tematici)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. I Forum tematici hanno la finalità di coordinare la libera discussione, la partecipazione alla vita pubblica ed interna di Napoli è Tua, la formazione politica degli iscritti e dei cittadini, nonché il loro coinvolgimento nell'elaborazione condivisa di proposte programmatiche. I Forum tematici producono materiale utile alle decisioni ed all'indirizzo politico del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. I Forum tematici hanno un accesso multilivello, sia attraverso la rete Internet che attraverso la partecipazione effettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Ai cittadini non iscritti a Napoli è Tua è consentito l'accesso ai canali telematici per la visualizzazione delle attività poste in essere dal Movimento. E' consentito altresì partecipare a riunioni territoriali e tematiche di pubblico rilievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Agli iscritti è consentito accedere alle aree riservate degli indirizzi telematici Internet, attraverso un codice personale preordinato, con la facoltà di votare le proposte migliori, e di avanzarne di proprie, nel solco della massima estensione del concetto partecipativo allargato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. I Forum tematici prevedono la possibilità di partecipare alle attività del Movimento. I cittadini non iscritti non hanno facoltà di votazione delle proposte tematiche avanzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Gli organi direttivi ed esecutivi di Napoli è Tua si esprimono sui materiali prodotti dai Forum tematici quando discutono o deliberano su contenuti attinenti, secondo le modalità previste dal presente Statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Il materiale audio-video, i documenti prodotti all'interno dei singoli Forum tematici sono pubblici ed accessibili a tutti in forma gratuita, e non sono protetti dal diritto d'autore. Napoli è Tua può tenerne conto nell'elaborazione del proprio programma politico ed elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 21.&lt;br /&gt;(Assemblea programmatica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Presidente di Napoli è Tua indice l'Assemblea programmatica una volta all'anno. I temi oggetto dell'Assemblea sono determinati dal Consiglio Direttivo, anche sulla base di specifiche proposte avanzate dell'Assemblea degli Iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Sui temi prescelti, il Presidente presenta brevi documenti per relazionare circa l'oggetto della discussione all'ordine del giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. All'Assemblea programmatica prendono parte tutti gli organi direttivi ed esecutivi ed i singoli iscritti di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Al termine della discussione, il Segretario stilerà il documento programmatico sottoscritto dal Presidente e sottoposto all'approvazione dell'Assemblea degli Iscritti, che lo approva con votazione a maggioranza assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 22.&lt;br /&gt;(Referendum)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua disciplina lo svolgimento dei referenda e di altre forme partecipative e di consultazione alla formazione delle decisioni del Movimento anche attraverso appositi Regolamenti interni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. E' indetto un referendum interno qualora ne facciano richiesta il Presidente o il Consiglio Direttivo, ovvero almeno un quinto dell'Assemblea degli iscritti. La proposta di referendum deve indicare la specifica indicazione del quesito, nonchè la sua natura deliberativa o consultiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. La proposta referendaria risulta approvata se ottiene la maggioranza dei voti validamente espressi. Può essere indetto un referendum su qualsiasi tematica afferente l'indirizzo politico, l'organizzazione, le finalità di Napoli è Tua. Le decisioni referendarie sono irreversibili, non soggette ad ulteriore referendum interno per un minimo di due anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Le norme ed i principi fondanti dello Statuto, del Codice Etico e del Manifesto dei Valori non possono essere soggette a referendum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 23.&lt;br /&gt;(Promozione del Movimento)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua promuove attività politiche e culturali per la diffusione e lo sviluppo di una partecipazione democratica e diretta alla vita del Movimento e dell'intera collettività. A tale scopo Napoli è Tua stabilisce relazioni e rapporti di collaborazione con Associazioni, Fondazioni, Movimenti, Centri di Ricerca ed Istituzioni Pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. La partecipazione a tavole rotonde, forum tematici, incontri, covegni, attività sul territorio, manifestazioni è aperta a tutti i cittadini che si riconoscano nelle finalità politiche e culturali che il Movimento promuove attivamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. La libertà ed il pluralismo associativo sono garantiti secondo le norme costituzionali. Napoli è Tua riconosce i movimenti, le istituzioni, le associazioni e fondazioni quali strumenti per la divulgazione del sapere, libero ed accessibile a tutti, per l'elaborazione di una piattaforma politico-programmatica condivisa e collettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Napoli è Tua riconosce la preponderanza, la ricchezza e la novità del contributo della collettività, e dei giovani in particolare, alla vita del Movimento. Fine precipuo dell'associazione è la piena partecipazione dei cittadini alla vita politica ed il suo ulteriore ampliamento mediante le forme della democrazia partecipata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO VI&lt;br /&gt;Organi e procedure di garanzia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 24.&lt;br /&gt;(Commissione di Garanzia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le funzioni di garanzia inerenti alla corretta applicazione delle norme dello Statuto, del Codice Etico, e dei Regolamenti interni di Napoli è Tua, sono svolte da un'apposita Commissione di Garanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. La Commissione di Garanzia vigila altresì sul rispetto delle predette norme da parte degli iscritti e degli organi interni, nonché dei candidati eletti alle cariche istituzionali ed amministrative di Napoli è Tua. Essa vigila inoltre sul rispetto della democrazia paritaria e la sua applicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. La Commissione di Garanzia vigila sulla tenuta e sul contenuto dei dati inseriti nell'anagrafe degli iscritti di Napoli è Tua, esercitando un controllo finalizzato alla tutela della privacy, al rispetto delle procedure di composizione, raccolta e trasmissione degli stessi. L'anagrafe è accessibile agli iscritti su esplicita richiesta, e agli organi direttivi ed esecutivi del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. La Commissione di Garanzia redige annualmente una breve relazione sullo stato di attuazione del Codice etico, da inviare al Consiglio Direttivo ed al Presidente di Napoli è Tua. La Commissione verifica che tutti i candidati nelle liste del Movimento, sia per le elezioni interne che per le candidature amministrative ed istituzionali, a pena di incandidabilità, abbiano i requisiti richiesti dal Codice etico e abbiano sottoscritto il medesimo. A seguito della verifica, la Commissione è tenuta a stilare un documento da inviare agli organi summenzionati entro una settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. La Commissione di Garanzia vigila sulle candidature avanzate, accertandosi che i candidati dettaglino sulle spese elettorali sostenute, sui contributi ricevuti da terzi e destinati all'attività politica, alla campagne elettorale o alla competizione interna. Verifica inoltre che entro tre mesi dalla data delle elezioni, i candidati eletti presentino un bilancio relativo alle entrate e alle spese elettorali, verificandone la compatibilità con i limiti previsti dalla Legge e dalle norme del presente Statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. La Commissione di garanzia è tenuta a verificare l'appartenenza o meno degli iscritti ad associazioni, organizzazioni, comitati, gruppi di pressione che tutelino o perseguano interessi di natura finanziaria o fini di lucro, nonché i ruoli di rappresentanza o di responsabilità eventualmente ricoperti all'interno di dette organizzazioni, ai fini di eventuali candidature.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. La Commissione di Garanzia esprime parere sui Regolamenti interni di Napoli è Tua, anche su quelli da approvarsi nelle rispettive Articolazioni Municipali, e sulla loro congruità con lo Statuto. Il parere positivo delle Commissione di Garanzia è obbligatorio e preventivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. La Commissione di Garanzia esamina e delibera sui ricorsi dopo una fase istruttoria non superiore a quindici giorni, garantendo comunque l'esito definitivo dei ricorsi entro quaranta giorni dall'inizio della procedura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. Qualora la Commissione di Garanzia si renda responsabile di ripetute omissioni dei compiti affidatigli, ovvero di grave danno all'immagine e agli organi del Movimento, è passibile di scioglimento. La proposta di scioglimento può essere presentata dal Presidente, dal Consiglio Direttivo e da un quinto dell'Assemblea degli Iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. I membri della Commissione di garanzia, detti "Probiviri", sono scelti tra gli iscritti di Napoli è Tua di riconosciuta indipendenza, moralità e competenza. L'incarico di membro della Commissione è incompatibile con l'appartenennza a qualunque altro organo elettivo o nominale del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11. Durante tutto l'arco del mandato, i membri della Commissione di Garanzia sono interdetti dal presentare la propria candidatura per qualunque carica interna di Napoli è Tua, nonché dal sottoscrivere la candidatura di terzi per i medesimi incarichi. In caso di violazione della disposizione, il probiviro decade dalle sue funzioni e la candidatura avanzata non può essere ammessa, e la sottoscrizione effettuata non viene computata nel numero di firme richiesto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12. Il numero dei membri della Commissione di Garanzia non può essere inferiore al numero di tre, né superiore a quello di sette Probiviri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;13. I Probiviri sono eletti dall'Assemblea degli Iscritti a maggioranza semplice. La durata del loro mandato è di due anni. La Commissione di Garanzia nomina tra i suoi membri il Presidente, avente funzioni di coordinatore e referente dei componenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14. I Probiviri decadono automaticamente dal loro incarico qualora violino le norme del presente Statuto, del Codice Etico e del Manifesto dei Valori. Qualora il numero dei Probiviri risulti inferiore al minimo, l'Assemblea degli Iscritti provvede ad una nuova elezione del collegio di garanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 25.&lt;br /&gt;(Ricorsi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. La Commissione di Garanzia vigila sulla corretta applicazione dello Statuto, delle norme, delle finalità di Napoli è Tua da parte degli iscritti e degli organi elettivi e nominali del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Ciascun iscritto può presentare ricorso scritto alla Commissione in ordine al mancato rispetto di norme e principi del presente Statuto, del Codice Etico, o dei Regolamenti interni di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Nessun iscritto può essere sottoposto a procedimento disciplinare per posizioni assunte nell'esercizio dei diritti sanciti dallo Statuto, fermo restando l'obbligo dell'osservanza dei doveri statutari e del rispetto dei diritti degli altri iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Ciascun iscritto sottoposto a procedimento disciplinare deve essere debitamente informato della presentazione di tale richiesta, nonché dei fatti che gli vengono addebitati. L'informazione deve avvenire mediante comunicazione scritta con raccomandata A/R, via fax o e-mail. Nel caso, e in ogni fase del procedimento, l'iscritto ha diritto ad essere ascoltato per chiarire e difendere il proprio comportamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il ricorso sospende, dal momento della sua presentazione, l'esecuzione della misura disciplinare fino a conclusione definitiva del procedimento. La Commissione può tuttavia, in presenza di fatti acclarati e rilevanti, adottare un provvedimento di sospensione cautelare immediato dell'iscritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Qualora nei confronti di un iscritto sia stato avviato un procedimento di natura penale per reati gravi, non di opinione, e che possano comportare la restrizione della libertà personale o l'interdizione dai pubblici uffici, la Commissione di Garanzia, dopo averne informato gli organi direttivi del Movimento, adotta un provvedimento di sospensione cautelare dall'iscritto da qualsiasi carica elettiva o nominale del Movimento. L'iscritto ha il diritto di presentare documentazione a contrario in sua difesa. La sospensione perde efficacia qualora il procedimento sia archiviato o si concluda con assoluzione nel merito. In caso di prescrizione del reato addebitato, la Commissione valuta a discrezione se reintegrare o meno l'iscritto nelle sue funzioni. In caso di condanna definitiva, l'iscritto è espulso da Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Salvo casi di urgenza, le riunioni della Commissione debbono essere convocate almeno cinque giorni prima della data di svolgimento, e ne viene dato avviso agli Iscritti mediante il sito internet, sms o posta elettronica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Le decisioni sono prese a maggioranza assoluta. Il contenuto delle riunioni è sempre pubblico ed i verbali devono essere pubblicati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 26.&lt;br /&gt;(Incompatibilità, incandidabilità, ineleggibilità)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Nessun iscritto può far parte contemporaneamente di più organi esecutivi di Napoli è Tua. Qualora l'iscritto si trovi a dover ricoprire una doppia carica, deve optare per una delle due, a pena di decadenza da entrambe le cariche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Qualora la Commissione di Garanzia sia a conoscenza di casi di ineleggibilità per cumulo di più di due mandati cumulativi e consecutivi, ha l'obbligo di chiedere all'interessato e al Consiglio Direttivo di rimuovere le cause di ineleggibilità a pena di annullamento della elezione e di riconvocazione straordinaria dell'Assemblea degli Iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Napoli è Tua prevede tassativamente che non sono candidabili, alla data di presentazione delle liste elettorali e per nessun tipo di elezione: coloro nei cui confronti sia stato emesso decreto che dispone il giudizio oppure una misura cautelare personale; sentenza di condanna ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento per un reato criminalità organizzata o contro la libertà personale, per delitti per cui sia previsto l'arresto obbligatorio in flagranza, ovvero per determinati reati quali la violenza privata, l'incitamento all'odio razziale o religioso, lo sfruttamento della prostituzione, corruzione, concussione e reati contro la pubblica amministrazione, l' omicidio colposo derivante dall'inosservanza delle norme sul lavoro o sulla sicurezza stradale. Le condizioni ostative alla candidatura decadono allorchè intervenga sentenza definitiva di proscioglimento, o di intervenuta riabilitazione, nonché di annullamento delle misure summenzionate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Il mancato o incompleto versamento della quota associativa alla Tesoreria di Napoli è Tua, comporta l'incandidabilità a qualsiasi carica istituzionale del Movimento. Gli organi direttivi di Napoli è Tua invitano l'iscritto a regolarizzare la propria posizione entro una settimana. In caso di rifiuto o di scadenza del termine previsto, la Commissione delibera la sua incandidabilità e ne dà comunicazione agli organi direttivi ed esecutivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Gli iscritti eletti o componenti degli organi interni, nonché gli eletti a cariche e mandati amministrativi ed istituzionali, che risultano non in regola con i versamenti previsti dal regolamento di Tesoreria decadono dalle cariche interne e dall'anagrafe degli iscritti di Napoli è Tua. Dopo aver regolarizzato la propria posizione, l'iscritto viene reintegrato nell'anagrafe del Movimento ma non nelle cariche direttive o nominali dello stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 27.&lt;br /&gt;(Revisione dello Statuto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le modifiche del presente Statuto, del Codice Etico e del Manifesto dei Valori sono approvate dall'Assemblea degli Iscritti a maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Sono sottoposte all' esame e al relativo voto, le proposte che siano sottoscritte da almeno un quinto degli iscritti di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Le modifiche dello Statuto possono essere sottoposte a referendum qualora non siano approvate a maggioranza dei due terzi dell'Assemblea. Il referendum è valido qualora si raggiunga la maggioranza assoluta degli aventi diritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO VII&lt;br /&gt;Principi di gestione finanziaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 28.&lt;br /&gt;(Tesoriere)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Tesoriere è nominato dal Consiglio Direttivo, ed è scelto tra le personalità che presentino i requisiti di onorabilità previsti dal presente Statuto, e di professionalità maturata attraverso esperienze omogenee con le funzione che lo stesso è chiamato a svolgere all'interno di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Tesoriere dura in carica due anni ed è rieleggibile per soli due mandati, consecutivi e cumulativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il Tesoriere cura l'organizzazione amministrativa, contabile e patrimoniale di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;E' preposto allo svolgimento di tutte le attività che abbiano rilevanza economico-finanziaria e patrimoniale, e svolge le sue funzioni nel rispetto dei principi di economicità della gestione, assicurando sempre ed in ogni caso l'equilibrio finanziario del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Nel caso in cui il Tesoriere si dimetta o cessi dalla carica prima del termine del mandato, il Consiglio Direttivo nomina un nuovo Tesoriere che ricopre la carica fino alla naturale scadenza della sua carica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il Tesoriere ha la rappresentanza legale di Napoli è Tua per tutti gli atti attinenti alle proprie funzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 29.&lt;br /&gt;(Collegio Sindacale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L'Assemblea degli iscritti nomina un Collegio Sindacale composto da tre membri effettivi indicandone il Presidente. Nomina altresì due sindaci supplenti, che subentrano per anzianità in caso di impedimento o rinuncia o decadenza dei sindaci effettivi. Il numero dei sindaci non può in ogni caso essere inferiore a tre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. I Sindaci effettivi, come quelli supplenti, sono scelti tra soggetti che abbiano determinati requisiti professionali e di onorabilità, trasparenza e moralità. I Sindaci, o almeno un sindaco effettivo ed uno supplente, devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili o negli albi contabili individuati con decreto del Ministro di Giustizia o devono essere professori universari di ruolo in materie economiche o giuridiche. La cancellazione da tali albi è causa di decadenza dall'incarico secondo le norme del codice civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Doveri e poteri del Collegio Sindacale trovano corrispondenza e compatibilità con le norme dettate dal codice civile dagli artt. 2403 e 2403 bis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Il Collegio Sindacale effettua il controllo sulla legalità dello Statuto, dei Regolamenti e delle delibere associative. Può impugnare dinanzi al tribunale gli atti non conformi alla Legge o allo Statuto. Verifica inoltre l'adeguatezza e la corrispondenza dell'organizzazione amministrativa e contabile ai requisiti previsti, segnalando all'Assemblea degli Iscritti eventuali discrasie e fatti rilevanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il Collegio Sindacale può in ogni caso denunciare all'Autorità Giudiziaria eventuali irregolarità riscontrate nella gestione finanziaria e contabile dell'associazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 30.&lt;br /&gt;(Finanziamento)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Gli iscritti a Napoli è Tua hanno l'obbligo di sostenere finanziariamente le attività politiche e culturali del Movimento con la quota di iscrizione. Ogni anno il Consiglio Direttivo, sentito il Tesoriere, stabilisce la quota per l'iscrizione a Napoli è Tua. Tale quota è da intendersi come minima. Le quote di iscrizione saranno acquisite al patrimonio sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Gli eletti di Napoli è Tua alle cariche amministrative ed istituzionali, nel rispetto dello Statuto e del Codice Etico, sono tenuti a versare al Movimento una quota mensile percentuale degli emolumenti ed indennità percepiti nell'espletamento del mandato, così come previsto dall'art. 19, comma 2, del presente Statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 31.&lt;br /&gt;(Modalità di spesa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Le modalità di spesa del Movimento si articolano secondo i principi, le regole e le metodologie tipiche della contabilità finanziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Al momento della redazione del bilancio preventivo il Tesoriere assegna, in base al bilancio preventivo stesso, le disponibilità a ciascuna Articolazione Municipale. Tale assegnazione è subordinata alla presentazione, da parte dei referenti di ciascuna Articolazione, di una previsione di spesa relativa al programma di attività politica e culturale da svolgere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Successivamente all'assegnazione delle disponibilità per singola Articolazione Municipale, gli impegni di spesa presi saranno sottoposti annualmente a verifica da parte del Tesoriere, onde appurare la tenuta degli equilibri contabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Per poter contabilizzare correttamente i costi sostenuti, gli esborsi e le entrate del Movimento, occorre che gli stessi siano supportati da idonea documentazione contabile, anche nel rispetto della normativa fiscale applicabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 32.&lt;br /&gt;(Bilancio ed organizzazione amministrativa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il Bilancio consuntivo e gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Il Tesoriere elabora inoltre il bilancio di previsione per l'esercizio successivo conformemente ai principi, alle regole ed alle metodologie tipiche della contabilità finanziaria, dello Statuto e dei Regolamenti del Movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Alla fine di ogni esercizio il Tesoriere compila il rendiconto contabile da sottoporre agli organi direttivi ed esecutivi di Napoli è Tua, accompagnato da una relazione sulla gestione. In base alla rendicontazione contabile ed alla relazione, il Consiglio Direttivo elabora un piano finanziario e di impiego delle risorse a bilancio che deve essere sottoposto all'approvazione dell'Assemblea degli Iscritti a maggioranza assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. La contabilità delle attività di Napoli è Tua è rendicontata attenendosi ai principi della contabilità economico-patrimoniale previsti dalle norme del codice, uniformandosi con le normative, anche comunitarie, previste in materia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. In sede di redazione del bilancio annuale del Movimento, sarà elaborato un prospetto di conciliazione del bilancio stesso con le risultanze a consuntivo del bilancio di previsione, atto a verificare la coerenza degli aspetti finanziari con la rappresentazione del conto economico e degli assetti patrimoniali di Napoli è Tua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. I bilanci vengono pubblicati sul sito Internet di Napoli è Tua, entro quindici giorni dalla loro approvazione da parte dell'Assemblea degli Iscritti, unitamente al piano finanziario relativo alle risorse da impiegare ed alle spese da sostenere elaborato dal Consiglio Direttivo e sottoscritto dal Presidente, per l'esercizio annuale successivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Qualora l'Assemblea degli Iscritti non approvi il rendiconto economico, la gestione finanziaria, ed i bilanci proposti dagli organi direttivi ed esecutivi di Napoli è Tua, deve essere disposta la decadenza degli stessi, che rimangono in carica per la sola ordinaria amministrazione sino alla riunione straordinaria degli iscritti che provvederà alla nuova elezione degli organi decaduti. L'Assemblea Straordinaria degli Iscritti deve essere convocata entro trenta giorni dalla data di decadenza e deve tenersi entro i successivi quindici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 33.&lt;br /&gt;(Patrimonio Sociale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il patrimonio dell'associazione è costituito dalle quote d'iscrizione, dalle erogazioni percentuali dovute dagli eletti a cariche amministrative ed istituzionali, dalle erogazioni liberali provenienti dalle campagne di autofinanziamento, dalle entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali, donazioni e lasciti testamentari e dalle disposizioni di Legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Durante la vita del Movimento, il patrimonio sociale non può essere destinato o distribuito, anche in modo indiretto, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per Legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Le quote ed i contributi associativi sono intrasmissibili, ad eccezione dei trasferimenti causa morte, e non sono oggetto di rivalutazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. In caso di scioglimento di Napoli è Tua, il patrimonio sociale netto sarà devoluto ad altre associazioni con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, nei modi e nei tempi stabiliti dall'Assemblea degli Iscritti che delibera lo scioglimento, sentiti gli organi di controllo sindacale e di garanzia, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAPO VIII&lt;br /&gt;Norme transitorie e finali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 34.&lt;br /&gt;(Organismi di Napoli è Tua)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. L'Assemblea Costituente eletta il giorno.....assume le funzioni attribuite dal presente Statuto all'Assemblea degli Iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L'Assemblea Costituente approva lo Statuto, il Codice Etico, ed i Regolamenti interni eventualmente emanati. Gli organi eletti o nominati alla data della summenzionata Assemblea Costituente esercitano un mandato non superiore ad un anno. Ai fini della previsione della durata e del cumulo dei mandati previsti per gli organi di Napoli è Tua dal presente Statuto, le cariche espresse dall'Assemblea Costituente si hanno per non computate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. I Regolamenti interni di Napoli è Tua sono approvati dal Consiglio Direttivo. Possono altresì essere modificati dall'Assemblea degli Iscritti a maggioranza assoluta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo 35.&lt;br /&gt;(Circoli e confederazioni)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Napoli è Tua si riserva la costituzione di eventuali circoli territoriali, la cui normazione sotto ogni aspetto, troverà spazio in appositi Regolamenti interni da emanare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Napoli è Tua si riserva la possibilità di stringere accordi confederativi, compartecipativi, e di coalizione con altre associazioni o partiti politici in occasione delle tornate elettorali nazionali o territoriali. Accordi siffatti non devono comunque essere in contrasto con le norme ed i principi dello Statuto, del Codice Etico e del Manifesto dei Valori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Napoli è Tua ha vita e durata illimitata, salvo quanto previsto dal presente Statuto e dalla Legge.&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-2897899480689269532?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/2897899480689269532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=2897899480689269532' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2897899480689269532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2897899480689269532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/10/bozza-preliminare-di-statuto-del.html' title='Bozza Preliminare di Statuto del Movimento Napoli è Tua (elaborato dalla sua Base)'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8TV2Jfzo_-g/TplFJMhzfZI/AAAAAAAAA8I/RKyYEjhh1Lc/s72-c/napoli-tua1.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-8452367850890915180</id><published>2011-10-15T00:50:00.001-07:00</published><updated>2011-10-15T02:40:01.263-07:00</updated><title type='text'>"Napoli è Tua" ed il destino che l'attende</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-uk4uW0-irpE/Tpk93KAAlBI/AAAAAAAAA7w/jPdSEcNUY4Y/s1600/luigi%2Bde%2Bmagistris_0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 218px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-uk4uW0-irpE/Tpk93KAAlBI/AAAAAAAAA7w/jPdSEcNUY4Y/s400/luigi%2Bde%2Bmagistris_0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663626024181601298" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Napoli è Tua", il soggetto politico nato su base cittadina a Napoli, ha raggiunto, nelle scorse elezioni, un risultato inaspettato: 4,6 % sul livello territoriale, 8 consiglieri comunali, 9 municipali eletti. Ha scritto un suo Statuto preliminare ed un Manifesto dei Valori, la Base si è periodicamente incontrata per dar vita ad un Movimento strutturato, una sintesi tra la solidità partitica e la movimentazione attiva e coordinata. Il Sindaco De Magistris ha finora evaso le domande sulla costituzione dello stesso poste dalla Base, proponendo (al momento nulla però è pervenuto) uno Statuto scritto di suo pugno che dovrà dare regole definitive a Napoli è Tua. Regole condivise o calate dall'alto sic et simpliciter? Ai posteri.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Voglio contribuire a creare un movimento politico organizzato”. L’ha affermato più volte il Sindaco De Magistris, nel corso dell’incontro tenutosi lunedì 12 settembre presso l’antico refettorio di S. Maria La Nova con gli ex candidati della Lista Civica “Napoli è Tua”. Presenti anche i consiglieri comunali, con il capogruppo Vittorio Vasquez, e i nove consiglieri delle singole municipalità della ex Lista Civica fortemente voluta e “creata” dallo stesso De Magistris.&lt;br /&gt;Un plesso che porta bene al Primo Cittadino, è lì che radunò i suoi sostenitori armato di megafono dopo la prima vittoria al ballottaggio, lanciando la volata per la sua futura elezione a Sindaco. “Adesso dobbiamo passare al livello successivo”, continua De Magistris, “nel Paese ci sono forti spazi per creare un movimento politico organizzato”; sguardo fermo, l’afa pomeridiana imperla la fronte, il pensiero si fa fluido: “Un movimento tale non può essere un partito, né una lista civica, né un’associazione. La voglia di politica non va dispersa, è da Napoli che deve partire l’ideazione di un nuovo modus operandi per far politica. “Napoli è Tua” potrebbe essere la parte iniziale di un movimento nazionale, ma non sono io che devo decidere. Non sono io il soggetto proponente”. Le istanze civiche si condensano, c’è voglia di rinnovamento politico, Napoli pare essere “l’ombelicus mundi” di un ordito politico che si va sfilacciando: in questo momento di profonda emergenza per la partitocrazia ufficiale, l’occhio del Paese, seppur cerchiato e livido per i segni della crisi economica, guarda al laboratorio politico che ribolle in città.&lt;br /&gt;Un fermento che riporta ai fasti repubblicani di secoli orsono, quando il civismo illuminato si propose di rifondare le basi costituitive di una monarchia borbonica asfittica, su fondamenta costituzionali e democratiche. Segno che la società civile partenopea, ma non solo, vuol essere cittadinanza informata, massa critica attiva, protagonista sulla scena di una politica ormai declinante, attraversata da personalismi e vezzi pulcinelleschi, incapace di vedere al di là del proprio naso priapesco. Rinascimento civico. La “base” di Napoli è Tua si muove in questa direzione: “Abbiamo già uno Statuto, ispirato ai valori della carta Costituzionale, ampiamente condiviso da tutti ex candidati ed attivisti della Lista Civica, ci stiamo organizzando per reperire la sede della segreteria politica, abbiamo le idee e le competenze e la voglia di condividerle con la cittadinanza. Attendiamo una risposta dal Sindaco al riguardo”.&lt;br /&gt;Un sito internet innovativo, che metta in comunicazione cittadini e gruppi consiliari, assessorati e Sindaco; politica territoriale ed articolazioni civiche che fungano da agorà pubbliche di dibattito ed incontro politico. In poche parole un nuovo orizzonte partecipativo per i napoletani. De Magistris vola alto: “Napoli è Tua può far parte di un Movimento politico più amplio, su base nazionale: un movimento che affianchi i partiti nella via del risanamento. Mi muoverò nell’ottica di creare qualcosa di più grande che incida sul territorio nazionale. Il livello successivo è la strutturazione, una sede, entro quindici giorni proporrò la mia idea di Statuto, con struttura snella, portavoce designati ed un consiglio che prenda decisioni rapide”. Ma la strada per la partecipazione democratica ha i suoi tempi, a volte più sedimentati: sul tavolo una proposta di Statuto per un movimento civico di cittadini, ex candidati, nato in pochi mesi e che è arrivato al 4,6 per cento a livello cittadino, secondo gruppo di maggioranza a Palazzo San Giacomo, con otto consiglieri comunali e nove municipali; dall’altra una contro-proposta del Sindaco per un movimento popolare e politico, “ma non alla Grillo, per capirci”. Tra quindici giorni se ne saprà di più".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I quindici giorni sono scaduti da un pezzo ormai. E se, giustamente, non vuole esser lui il soggetto proponente, chi scriverà (o sta già scrivendo) lo Statuto ed il Manifesto di Valori Politici per NèT? E perchè le nostre proposte non sono state mai discusse pubblicamente? E questa la democrazia partecipativa? Domande legittime, non dogmatiche, bisognose di risposte, che finora non si hanno per pervenute.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulteriori approfondimenti: articolo pubblicato su "Il Giornale di Napoli, in data 24/11/2011:   &lt;br /&gt;http://93.63.239.228/archivio/2011/Settembre/24/Giornale_di_Napoli/24-04-pag.pdf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-8452367850890915180?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/8452367850890915180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=8452367850890915180' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/8452367850890915180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/8452367850890915180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/10/napoli-e-tua-ed-il-destino-che-lattende.html' title='&quot;Napoli è Tua&quot; ed il destino che l&apos;attende'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-uk4uW0-irpE/Tpk93KAAlBI/AAAAAAAAA7w/jPdSEcNUY4Y/s72-c/luigi%2Bde%2Bmagistris_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-880287250188780918</id><published>2011-01-04T03:37:00.000-08:00</published><updated>2011-01-04T03:54:30.633-08:00</updated><title type='text'>Battutine d'inizo anno, iniziatiche, ineziali, inerziali, interstiziali e sostilziali:</title><content type='html'>Vaticanews. Nasce la banca del Vaticano. E' ovunque e in ogni luogo. Sarà più facile il prelievo bancomat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31 dicembre. Morto un militare in Afghanistan. L'ultimo dell'anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napoli. La Russa ringrazia i soldati per le strade pulite. Peccato per quel sacchetto al Ministero...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. Con l'anno nuovo il Premier risolverà tutti i nostri problemi. Tirerà le cuoia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fiat. Esordio per la doppia Fiat: lo scorporo ha diviso la società. Marchionne, gli operai. Segandoli in due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lega(teli). Cimici a casa Bossi. Renzo Bossi ha provato ad eliminarle col ddt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Epifania. Bari, tredicenne partorisce una bambina. Vuoi mettere col solito cicciobello?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Economy. Facebook vale 50 miliardi di dollari. Chi trova un amico trova un tesoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italicus. Migliora il fabbisogno dello Stato. E' che le mignotte hanno abbassato i prezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sport. Torna Dan Peterson: a 75 anni allenerà ancora. La sua prostata si accomoderà sulla panchina dell'Armani Jeans.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuova York. Tenta il suicidio ma si salva cadendo sui rifiuti. Vedi Napoli e poi non muori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lega(teli). Tremonti e Bossi: "Il voto è inevitabile per il Paese". L'ex voto pure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eclissi. La luna sta coprendo il sole. Previste poi le locuste, mareggiate, pioggia di rane e Berlusconi per altri cinque anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-880287250188780918?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/880287250188780918/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=880287250188780918' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/880287250188780918'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/880287250188780918'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2011/01/battutine-dinizo-anno-iniziatiche.html' title='Battutine d&apos;inizo anno, iniziatiche, ineziali, inerziali, interstiziali e sostilziali:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-2782831913054239054</id><published>2010-12-28T10:32:00.000-08:00</published><updated>2010-12-28T10:33:03.407-08:00</updated><title type='text'>Raccontami una storia...</title><content type='html'>Soscia ‘o viento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cazzo. Ci mancava solo ‘sto cazzo di terremoto. E poi brucia da morire, anche se a vederlo non sembrerebbe. Tutto liscio, gloria e denaro. E invece. ‘O Terremoto! Fanculo al terremoto.&lt;br /&gt;E poi…dove… sono…finito? Buio. Dissolvenza. Sogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei film americani…Rambo, no? Grugno in cemento armato, muscoli scolpiti col martello pneumatico, mitraglia a mano, incazzato come un bufalo indiano. Sparato, accoltellato, mille, cento, infinite dannatissime volte. E lui sempre in piedi. Sempre lì, accanto alla bandiera stelle e strisce, come se niente fosse. Voglio una parte anch’io. Mi spetta. Nel film, nella vita.&lt;br /&gt;Bigliettiprego. Cartavincecartaperde. Guagliò, addo’  vaie, chi si’, che vuo’? &lt;br /&gt;E a me era bastato uno sparo. Solo. Striminzito. Un solo fottutissimo buco in petto. E che cazzo di film di merda, allora! Eppure. &lt;br /&gt;Eppure doveva essere una fesseria, Sasà così diceva, ma quello era sempre stato ‘nu strunz, nu chiachiello. &lt;br /&gt;Lo sapevo questo, l’ho sempre saputo. Assieme a quel coglione avrei fatto prima o poi la fine della zoccola arricettata.&lt;br /&gt;Cazzo come brucia. E che caldo. La testa nel forno. Mammà s’incazzava quando ce la mettevo. &lt;br /&gt;Fa caldo in questo sogno di mezza estate. Rovente, ti entra dentro e ti fa evaporare il sangue. O era febbre? Una febbre nervosa, fredda. Brividi per tutto il corpo, la fronte imperlata che luccicava, colpita da un lungo raggio che s’era fatto strada a spallate. Sole incrostato, luce appannata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Presto! Facite ampressa!  Ccà ‘nce sta’ nu guaglione!”. La voce di un uomo. Lontana, vicina. Un vociare come onda, come brusio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzo gli occhi, verso il nulla: nebbia, calcinacci, munnezza e acqua a perdere. Acqua storta.&lt;br /&gt;Ma siamo a Napoli o in Egitto? E le piramidi addò stanno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Guagliò! Nun durmì, mò arrivamme. Mo’ te sarvammo!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, sì. Sto bene…ho solo caldo…caldo da morire. Sto…bene...&lt;br /&gt;Bene, male? Guarda. Guardala! La ferita al fianco destro era un piccolo strappo, lercia di sangue, un rivolo costante. Un rubinetto di catrame rosso, a perdere, un taglio slabbrato al becco di Paperino: Paolino, Giggino o come cazzo si chiamava quel papero sfigato, sempre senza un quattrino, sempre a tentare di spiccare il volo con quelle tozze alette da gallina. Perciò si diceva “senza il becco d’un quattrino”, perché da povero sei solo un poveraccio,  un papero senza mutanda pure tu, non hai le ali per volare, puoi solo arrampicarti sulla vita. Con le unghie, a morsi, sputando denti e bestemmiando. Senza tregua, senza garanzia. Una delle sue magliette preferite, puttana. Adesso era da buttare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci tengo la mano sopra, premo e pizzico, che fa meno male. Pure Rambo fa così, il cemento qualche volta si crepa. Già, a volte si crepa. &lt;br /&gt;Buonoecattivo: nei film è facile, nei film i buoni non muoiono mai, un carnevale di proiettili ed esplosioni vaganti, e nessuno che si decida a morire per davvero. Eroi immortali, ed io voglio essere come loro. No. Meglio cattivo. Meglio che mi sparano, che così la smetto, troppi sputi sulla tomba di mia madre, troppi scippi su quella faccia di marmo bianco e pallido. Tanto solo scippi potevo, fare, chi cazzo…me l’ha fatto…fare?&lt;br /&gt;E i Buoni mi hanno sparato. Bucato il fianco, puntura di spillo. Bucato la faccia stupita di questo papero di merda. Una puntura di spillo insistente, fiaccante. Da perderci il fiato, ed il sonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Guagliò, nun durmi’!”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dolore. Se non respiro lo sento urlare. Prende le costole, s’aggrappa al braccio, m’invade il cervello. Piangere. Voglio solo piangere: adesso raccolgo le forze, tutto me stesso, e piango. Scorro via come ‘ste dannate lacrime. Che l’unica che scorre, è l’acqua delle condutture. Tic-tac-tic. Una goccia alla volta. Una goccia ancora.&lt;br /&gt;Doveva andare tutto liscio, eh Sasà? Era solo ‘na camminata? E che chiavica di passeggiata, Sasà! Ma con chi sto parlando? Adesso dove cazzo stai? Ragazzino, muschillo, merdillo, cazzo d’un Sasà! Sei steso a terra, ti vedo. Coperto dal tuo sudario bianco, l’oscenità della morte innocente, quella che non si può, non si deve vedere, che va celata agli occhi degli uomini, perché nessuno vuol vedere il futuro riverso sul marciapiede, una pozza di sangue ad affogarne le speranze. &lt;br /&gt;Nessuno vuole vedere davvero.&lt;br /&gt;E tu sei morto, la tua vita periferica è morta. Schizzata via. Tumulata. Crocesopra. E il terremoto ci ha finito di seppellire, ha mondato i tuoi peccati, assieme ai tuoi sogni di quindicenne. Eroe per poco, pure tu, per meno di duecento euro. &lt;br /&gt;E’ quanto vale una vita?&lt;br /&gt;E quanto vale? &lt;br /&gt;Duecento euro del cazzo. &lt;br /&gt;Ma tu  nun rispunne, le risposte quando mai le hai conosciute. Mica le conoscevi? Perso come me, come tutti, dietro il frastuono di una ruota che gira, all’ infinito. Una vita di latta, come una scatoletta per cani. Cani e pidocchi. Con quel poco che ti offrono. E devi pure scodinzolare per ringraziarli. Per ingraziarteli.&lt;br /&gt;Cazzo, mi hanno sparato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suoni, musica, granelli di polvere. La terra che trema? No, è musica adesso. La sento. S’arrampica e discende, segue il gorgoglìo di questi tubi ferrosi. Lontana, indistinta. “Jesce sole…saglie ‘a temperatura…cu ll’onna de lu mare…alluntana ‘sti janare…”. Esci sole, esci. Illumina e distogli, scaccia queste ombre, le janare che girano attorno. Neri corvi avvoltoi. Fanculo! Le posso afferrare. Se mi concentro, le posso fermare.&lt;br /&gt;Respiro. Puntura. Attendo. Riparto: respiro-puntura, sempre uguale. Il disco è rotto. Mille aghi di pino conficcati nella carne: aghi sottili e pungenti come quelli di un abete di Natale. Piccolo abete aguzzo come denti di topo. E chi ce l’ ha mai avuto un albero di Natale vero, di quelli che perdono le punte? Solo plastica, solo paccottiglia “made in china”; le stigmate dello sfigato cucite addosso, brillano come labaro in petto, filate da bambini sporchi a mandorla, in rincorsa inutilmente. Perennemente indietro. &lt;br /&gt;Sedici anni. Sono quelli che posso permettermi.&lt;br /&gt;Il Natale. E poi perchè Natale, che siamo a Ferragosto? Eh, Gegè? Gegè!  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Guagliò nun durmi’!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svegliati, ragazzo, non puoi addormentarti. Pensa. Pensa, pensa, pensa…A tua madre, a tua sorella. Giulia. E’ sola adesso. Io? Moriròvivrò? Cazzo ne so! No, tu sei giovane ragazzo, tu si’ nu piccerillo ancora, sei ancora un bambino. E sei forte. Vedi che all’ ospedale ti dicono che è solo un graffio, come quella volta che cadesti dalla bicicletta e tua madre volle portarti a forza al pronto soccorso, anche se tu continuavi a dirle che no, non li volevi i punti sulla gamba, che poi ti avrebbero chiamato sfrigiato, che non ce n’era bisogno. E oggi? Quanti punti ti metteranno? Abbastanza. Sì, fanculo, abbastanza! Da passare dal via e ritirare un bonus per una nuova vita.   &lt;br /&gt;Ci provo…ancora…una volta.  &lt;br /&gt;“ …quanno schiare juorno, fa’ spari’ chisti taluorne…”  Musica. Che segue la luce. E la terra che vomita, ne vomita ancora, mille note, mille e poi mille. Tarantolata, come danza di morte. Vieni e abbracciami, portami nel fuoco e nelle ceneri, nell’inferno e nell’oblio. Portami via da qui.&lt;br /&gt;Non lo senti il cuore che batte? E’ veloce il tum tum, sempre più veloce…&lt;br /&gt;Ma tu non vuoi che si fermi. Preghi. Una musica silente, a fior di labbra violacee. &lt;br /&gt;Trema la terra. &lt;br /&gt;Tremi anche tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ buio. “Astrigneme ‘a mano”. Perché non me la tieni nelle tue, perché? Mamma.&lt;br /&gt;Piango. Ed ero l’uomo di casa. Piango. Che omme si’? Ed è giusto, giusto così. &lt;br /&gt;Mamma. Non ti devi preoccupare più. Ci penso io a te adesso. La polvere di un ricordo. &lt;br /&gt;Spazzato dal vento maligno di una terra nera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tranquillo, guagliò. Stiamo arrivando. Ci penso io a te, adesso!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre. Padre invisibile, padre inesistente. “Questa è la preghiera dei carcerati…”.&lt;br /&gt;Fuori, dentro. Dentro, fuori. Poggioreale era la tana del lupo, io ci portavo le mie mani giunte in preghiera, la mia faccia spaurita da preda in fuga. Il lupo lo conoscevo, avevo i suoi stessi occhi. Padre camorrista. Ed io, suo figlio. Un corridoio a scacchi. Angoli muti, spigoli ciechi. Un altro corridoio. E poi sbarre, sbarre a volontà, sbarre a strafottere! Ma io lì dentro non ci sarei mai finito. Un topo i muri li crea e li distrugge, le gabbie le rosica via. La zoccola in trappola se magna a muozzeche. Zoccola kamikaze.&lt;br /&gt;Il carcere è per i perdenti, così mi hanno detto, così è sempre stato. Gli eroi mica ci finivano, in carcere. Ed anche se qualche volta la gabbia s’apriva, era sempre per poco. Ci vuole la chiave. Con la chiave giusta…io ce l’ho, l’ho sempre avuta. Si trova sempre un modo per fottere la vita. Sennò fotte lei te. Papà. Cazzo. Gli eroi, loro, uscivano sempre, scappavano via , lo trovavano sempre un modo per metterglielo nel culo, ai poliziotti. E tu l’ hai fottuto a chillo ca t’ha sparato? &lt;br /&gt;“ Si, io t’ aggio fottuto! So’ scappato, strunz!” . &lt;br /&gt;Quel coglione di Sasà. “Gegè, il colpo è semplice. A questo qua gli dobbiamo fare il cavallo di ritorno. Chille vo’ ‘o motorino, e nuie ce pigliammo ‘e sorde, quale è ‘o problema? E pure se ci pigliano, nuie simme minorenni, Gegè, non ci possono fare niente…nuie c’ ‘a futtimme ‘a polizia!” Sasà…e l’hai fottuta la polizia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto bene, tutto liscio. Avevamo preso pure i soldi. Il tipo sudava, la faccia stravolta. Stava là, con le banconote strette nel pugno e tremava tutto, sembrava posseduto, in preda ad una crisi isterica. &lt;br /&gt;Non mollava, la mano serrata in un pugno. E poi. &lt;br /&gt;“Strunz! Lasce ‘e sorde ca si no te scass’ ‘a capa!”. Sasà. I soldi. &lt;br /&gt;Mi compravo un telefonino nuovo, quello che fa anche le foto, così ci mettevo quelle di Sara. Io e lei che ci abbracciamo sulla spiaggia, così levavo pure lo sfondo con la capa di Maradona, che quello era un panzone strafatto a coca oramai. &lt;br /&gt;Tutto liscio. Poi quello stronzo esce fuori e dice che ci ha fregato lui, che ha chiamato la polizia, che così ci fottiamo noi, e tutti i nostri  bei  propositi del cazzo. In un minuto luci, tuoni, un casino di freni e ruote che sgommano, due lampeggianti che ci puntano: è finita Sasà, scappiamo. Pigliamo il motorino e scappiamo, quelli stanno con la macchina, vedi che non ci pigliano in mezzo ai vicoli. “No Gegè, io a questo pezzo di merda gli sparo, e sparo pure a chilli sfaccimma in divisa. Vincimme nuie Gegè, vincono sempre i migliori!”.&lt;br /&gt;E dove l’ hai presa la pistola, Sasà? Dove cazzo la tenevi, che quando ti stringevo i fianchi sul mezzo, mentre m’aggrappavo a te per non rotolare via, non l’ ho sentita? &lt;br /&gt;“Sasà, nun fa strunzate, quelli so’ poliziotti, s’ impressionano, facimme ‘na brutta fine…Sasà!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moviola in campo lungo. Fuochi fatui, che vorticano nell’aria. La macchina da presa vacilla, freme, tremula: la strada s’apre come terracotta, urla e lividi, brecce e disperazione. L’ombra dei palazzi oscilla,  “fujtevenne, fujte…o Terremoooto!” . E alla fine il sipario cade, assieme al teatro. &lt;br /&gt;E sparano. &lt;br /&gt;Sparano prima loro, Sasà. Puntano le ombre, ma la canna è storta, il tamburo gira, e pesca il nostro numero. Bum! Hai perso, mi spiace. Nei film sbagliano sempre, non ti colpiscono mai, paiono comparse cieche che tentano la sorte: ma a Napoli la sorte non te la scegli, te la regala sempre qualcuno. Qua la ruota gira al contrario, la pallina si ferma sempre sul numero sbagliato. E quando esce sei fottuto. E allora spara, spara anche tu amico mio, spara al cielo e alla nostra miseria!&lt;br /&gt;Tanto la pistola è finta, va a vuoto, come te, come me. E’ solo un’ imitazione, “made in china” pure questa, l’ennesima di una vita menzognera. I nostri son colpi d’aria, leggeri, carezzevoli, inutili. Bolle di sapone. E con le pistole finte s’ammazzano solo i sogni, non lo sapevi?&lt;br /&gt;Siente comme soscia ‘o viento, siente…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cazzo, il dolore. Stordito dal calore dolciastro di questa estate a brandelli pareva assopito, cullato da queste mani che scavano sanguinanti, dalle voci impastate di calcinacci e dalle sirene ovattate. E poi la musica. Ancora… la… musica.&lt;br /&gt;“…fernesce ‘a malaciorta, e caccia fore ‘a morte…cielo nun chiovere…jesce, jesce sole…”.&lt;br /&gt; Basta. Portatemi via, che da solo non voglio restare. Tempo. Troppo ne è passato, che ore sono? Ho caldo, poi. Che cazzo di ore sono, che pare di affogare nel Vesuvio con tutto ‘sto calore? Quanto tempo è scivolato via, dalle mie mani, dalla nostra pelle scarnificata e bruciata da questo sole gelido ed implacabile? Gli spari, le grida, io, tu, i lampeggianti… ‘O Terremoto!. &lt;br /&gt;“Buttala a terra, buttalaaterra, butta…la..aterra…”.&lt;br /&gt;T’aggio fottuto io…io…ho… freddo.  Sasà adesso sento tutto il freddo dell’inverno più lungo, e poi è notte, è sempre stata notte, amico mio. &lt;br /&gt;Adesso dormo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Guagliò, nun durmì! Stai sveglio, siamo arrivati! Presto, la barella, è ferito…facite ampressa!” . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, io…è solo un graffio, sono caduto, la colpa non è mia…è stato…è stato Sasà, è sua…la colpa. Ma la colpa di chi era? Mia, tua, nostra o collettiva, che differenza fa? &lt;br /&gt;La scena madre. Me la sono sempre immaginata così, Rambo. Sei ferito, ma hai ancora un colpo in canna: vedi le pale dell’elicottero che ti volteggiano sulla testa, ti sta aspettando, come un condor la sua carogna, vuole godersi la fine. In prima fila, in prima linea. Le senti le urla, Rambo? &lt;br /&gt;Il caos attorno al tuo corpo schiantato, ebbro di dolore, il sangue che ti scorre davanti agli occhi, un filtro rubino davanti alla tua vita nuda, data in pasto alle belve furiose che t’agitano le budella. E i dollari. Una montagna di fruscianti banconote con lo stemma dello Zio Sam stampigliato sopra, affogato nel verde oleoso dell’inchiostro, il sangue del capitalismo americano che ti ricopre come un tappeto di petali setosi.&lt;br /&gt;E tu sei steso per terra, finito, della fine che volevi. La tua apoteosi, il tuo personale crepuscolo degli dei. Quella morte vista mille volte in uno schermo screziato d’azzurro, finalmente vera. Tremendamente reale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Uggesù, ma chest’ e’ sanghe! Guagliò nun murì!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ferita. Pulsa senza requie. Poca forza nelle mie mani, sento che fugge via, come il mare in risacca. Quel mare tra le dita, quando sfrecciavo in motorino per il lungomare, Sara dietro di me, aggrappata alla  maglietta leggera con le sue unghie fasulle, uno smalto bianco, d’una pallida luna mangiata a metà. Le dita della morte, le dita dell’amore. &lt;br /&gt;Una mano mi preme sul forellino, cercando di tamponare la vita che mi sfugge via, da questo petto senza peli, da questo cuore che batte lentolento. Sempre più piano.&lt;br /&gt;La faccia di Paperino è stupita, pare allucinata, fiaccata da questa estate sciropposa, senza  via d’uscita. O forse è solo spaventata. &lt;br /&gt;Il sangue cola copioso dal  becco ferito, adesso lo vedo. Rosso, come vino sulla tovaglia. Che strano, i fumetti non sanguinano, non provano dolore, non vivono e non muoiono. Eppure io…io… sto morendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le forze lo abbandonarono. Il corpo del ragazzo scivolò giù, come risucchiato da una forza invisibile che lo attraeva a sé, con grazia, senza un gemito. Era stordito, Gegè, le gambe inchiodate, le braccia che formicolavano. &lt;br /&gt;“Ma’, fammi dormire, lasciami chiudere gli occhi…il sonno non mente, non può ferirmi…famme durmì”. &lt;br /&gt;Le voci gli furono sopra, lo circondarono. Poliziotti? Lo avevano preso, allora.&lt;br /&gt;Si sentì sollevare, piuma senz’alito, corpo senza carne: un piccolo Cristo senza la sua croce, issato sulla folla ondeggiante e lamentosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Maronna mia, facce ‘sta grazia! Sarva ‘o piccerillo, sarva ‘stu guaglione!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ho paura…ho solo… paura”.&lt;br /&gt;Una donna lo coprì. &lt;br /&gt;Madre: ma non è il tuo volto. &lt;br /&gt;Madre: perdona se puoi.&lt;br /&gt;Madre: ho freddo. Ma  è luglio. Ho freddo e non c’è fuoco che mi possa scaldare…ho freddo per tutto quello che ho perso, e che non ho mai conosciuto…ho freddo…ed è un freddo mortale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiuse gli occhi, senza versare una lacrima. La ferita adesso era una rosa vermiglia che gli inzuppava la maglietta, un fuoco spento che gli ardeva in petto. &lt;br /&gt;Paperino, con occhi sbarrati fissava un cielo torbido, opaco e senza luce. Stupito, lui che era immortale, d’esser morto davvero, come un uomo qualunque. &lt;br /&gt;Come un sogno interrotto da una pallida alba, in una città vera e dolente, dove anche i bambini potevano morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“…Jesce…jesce…jesce sole…”.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-2782831913054239054?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/2782831913054239054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=2782831913054239054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2782831913054239054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/2782831913054239054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/12/raccontami-una-storia.html' title='Raccontami una storia...'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-144094352480071376</id><published>2010-11-28T10:25:00.000-08:00</published><updated>2010-11-28T10:32:50.078-08:00</updated><title type='text'>Battute intelligenti per pubblici dementi cementificati nell'ovvio senza ovviamente esser credenti:</title><content type='html'>Governicoli. Frattini: "C'è una strategia per colpire l'Italia". Frattini. E' ministro degli esteri perchè i suoi neuroni sono emigrati tanto tempo fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rifiuti, crolli, alluvioni. O è un caso oppure avere come Premier un faraone ci attira la iella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sondaggi. Può una Repubblica delle banane scivolare sulla gnocca?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cronaca. La Nannini ha partorito. Vista l'età, il bambino ha succhiato direttamente latte in polvere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. Finmeccanica, i rifiuti, crollo Pompei: pare siano strategie anti-Italia.Troie, festini, bunga-bunga e giochini vari sono strategie anti-stress.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parallelismi. Berlusconi, Belpietro, Capezzone e adesso Fede. Ci deve essere in giro qualcuno che odia i Muppets.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proteste. Gli studenti occupano i luoghi simbolo dell'Italia. Ma poteva andar bene anche un sexy shop.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. "C'è una strategia estera per screditare il Paese". E' talmente alla frutta che non riesce a farlo più da solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TV. I comitati Pro-vita vogliono il contraddittorio da Fazio e Saviano. A questo punto voglio il contraddittorio all'Angelus del Papa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualitè. Niente regali sotto l'albero per un italiano su quattro. E chissa se quell'Uno arriva al 14 dicembre...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavoro e giovani, Cgil in piazza. "Vi stanno rubando il futuro". Eppure l'avevo seppellito così bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. "Vogliono eliminarmi, resisterò". Che carino, non ti devi disturbare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews 2. "Mi sento ancora un 36enne". Giusto l'età che si ottiene scopando con due 18enni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Wikileaks . Pdl: "Quelle rivelazioni una nuova forma di terrorismo". Preoccupa l'amicizia tra Berlusconi e Putin. E quella maledetta passione per la trojka.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Squola. La Gelmini: "Gli studenti difendono i baroni". Non come lei che sta dalla parte del Monarca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cronaca. Settantenne precipita dal balcone durante una nevicata. Non ne troverete un altro uguale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-144094352480071376?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/144094352480071376/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=144094352480071376' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/144094352480071376'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/144094352480071376'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/11/battute-intelligenti-per-pubblici.html' title='Battute intelligenti per pubblici dementi cementificati nell&apos;ovvio senza ovviamente esser credenti:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-4894559937128168062</id><published>2010-10-16T04:47:00.000-07:00</published><updated>2010-10-16T04:59:44.915-07:00</updated><title type='text'>Buona Visione!</title><content type='html'>Ora pro novis. Prego per i nuovi lanzichenecchi al potere. Che poi vetusti, novelli, son gli stessi barracuda a sguazzare nell'acquario fetido e paludoso dell'Italietta similpostfascita di questi tempi oscuri. Deve essere un problema di filtro: è intasato, raggrumato, il fango è diventato bolo cementizio, nulla frantuma il gozzo ipertrofico. Paludosi i tempi, da notte buia e tempestosa. L'architrave politico-istituzionale sta cedendo, si teme lo scricchiolio finale, lo schianto improvviso. Meglio tardi che mai, la Terza Repubblica, no? Che sarà con le stesse mezze calzette che hanno intasato lo scarico della Prima, che hanno fondato la Seconda, tra Caimani, nano da Circo, Oppositori Ombra, umbratili e fasulli. tette e culi, Ministre senza portafoglio ma con un gran cuore tra cui appoggiare il membro (del Parlamento, of course). Farlocchi mafiosetti dalla faccia ingiallita e dalle narici bianchicce di coca, il barnum del potere, il lascivo spettacolo delle minne a cozzare con il machismo blando e femmineo dei cardinaletti, dell'ecclesia aurea e burocratica, del potere imporporato e sotto papalina: nessuno che si salvi, la salvezza è impossibile. Eppure. Eppure devi andare avanti, impiegatuccio miope e col riporto bisunto, casalinga disperata perchè il carrello si svuota, poliziotto frustrato e scazzato, precario della scuola senza più una Scuola, operaio inoperoso perchè sfrattato ex fabrica, tutti voi, dovete andare avanti. Perchè il futuro è roseo, tenero e con un largo sorriso. E quando sarete abbastanza vicini al suo candore fanciullesco vi accorgerete sgomenti, che è solo l'ennesima faccia di culo che vi sorride rassicurante e in doppio petto dallo schermo in technicolor. Buona visione!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-4894559937128168062?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/4894559937128168062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=4894559937128168062' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/4894559937128168062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/4894559937128168062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/10/buona-visione.html' title='Buona Visione!'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-4184372174444563280</id><published>2010-09-04T11:05:00.001-07:00</published><updated>2010-09-04T11:05:39.949-07:00</updated><title type='text'>Leggere: perchè no?</title><content type='html'>Ludwig Feuerbach. Spirito eccelso della sinistra hegeliana tardo ottocentesca, critico ed influente intellettuale “disorganico” (fu sovente bistrattato dall’establishment accademico), il filosofo teutonico fu il vate tessitore d’un ordito teorico e teoretico che si pose alla base del superamento teologico, trascendentale, del concetto religioso in  quanto emanazione del divino sovraumano. “Sensualismo” fu appellata tale corrente, ricerca dell’essenza divina attraverso i sensi empirici, inquadrabile secondo una logica prettamente antropocentrica, “umanistica” perché è l’uomo ad aver generato Dio, non il contrario. Erano gli anni de “l’uomo è quel che mangia”, di una critica materialista di stampo hegeliano spinta fino ad uno scientismo nudo e crudo ( “senza fosforo nel cervello non si ha nessun pensiero”, a dar retta al fisiologo Moleschott), di punzonature al senso unitario della religione cristiana, una critica radicale che s’espresse nell’ “Essenza del Cristianesimo” (1841), summa filologica d’un percorso unitario che porta  all’ exitus concettuale d’un  “essere divino che si rivela nella natura, ma non è altro che natura stessa”, essenza che si rivela, si impone all'uomo come essere sovranaturale ed imperituro, unicità indivisibile. La verità dell’uomo si dissolve in maschere mitologiche di matrice classicheggiante, desideri inappagati, transeunti eppure permeanti, permanenti, divenuti totemici argini che definiscono dell’umano il limen, il confine materiale: per Feuerbach la realtà è scotomizzata,  diviene marginale, di second’ordine, falso sapere che trova il suo acme nel dogma religioso, negazione dell’uomo che rinnega il suo essere. “Desiderio e Destino”(Guida editore) è un saggio esauriente, illuminante: Andrea Cardillo, ricercatore di Filosofia Morale all’accademia federiciana, attualizza il pensiero feuerbachiano, ne svelle i cardini per palesarne la meccanica alla base, prende spunto dalla “Teogonia” del filosofo (opera del 1857) per enuclearne l’episteme essenziale, il nocciolo esiziale d’un sistema teogonico che dalla teologia omerica, fondendo filologia, critica ed empirismo, giunge ad un’ermeneutica comparativa di rara portanza e significato.&lt;br /&gt;“In ogni desiderio umano si cela una divinità; allo stesso tempo dietro ogni divinità si cela un desiderio”: questo è il filo arroccato, ad ispessire il fuso d’una filosofia corposa che poco s’arrovellava su sé stessa per sfilarsi dall’hegelismo più  radicale e conformista; laddove per Hegel v’è “Geist” (Spirito), per Feuerbach v’è “Materia (o “Natura”), ed il desiderio altro non è che il luogo fenomenico primigenio della relazione esistente tra soggetto ed oggetto, tra spirito e natura. Tale è il segreto della religione. L’aver reso questo legame inscindibile, manifesto: ma se il dio si limita alla realizzazione del desiderio inconscio dell’uomo, ed il volere dell’uno tracima nell’agire dell’altro, in cosa differiscono le due entità? Sono un’ “endiade”, quintessenza tautologica, chimera del pensiero? “Gli uomini sono esseri che desiderano, anelano, vogliono (…) ma sono gli dei a portare a termine i desideri. La mera volontà, il desiderio, è chiamata uomo; la volontà che si realizza concretamente è chiamata dio”. Umano e Divino si sfiorano al tocco, fin dai tempi più oscuri. E a Feuerbach il merito di averne compreso il senso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-4184372174444563280?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/4184372174444563280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=4184372174444563280' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/4184372174444563280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/4184372174444563280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/09/leggere-perche-no.html' title='Leggere: perchè no?'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-6327774269090244366</id><published>2010-07-28T05:23:00.001-07:00</published><updated>2010-07-28T05:23:58.898-07:00</updated><title type='text'>Leggere: perchè no?</title><content type='html'>Il comico. Concetto astratto, che aleggia sospeso; sta lì, nell’etere, e tu da sotto a chiederti quale sia l’appiglio, dove poggi il suo peso. Come Troisi. Istrione gentile, guitto sornione, dal sorriso felpato. Pareva puttino, due alette a ricciolo, una vis comica che sobbolliva sommessa, come Vesevo a gorgogliare: dov’era il magma, la spuma pirotecnica, il guizzo teatrale e palese della Partenope barocca? Dov’era il nerofumo pulcinellesco, il cuppulone puntuto, come ogiva puntato, al nocciolo della questione? Sottotraccia, impecettibile, com’era giusto che fosse, l’arcano disvelava: Troisi era puro spirito, essenza permeante; e dove lo spirito del comico riposa? Di Massimo, è sicuro, l’anima giace ai piedi dello “Sterminatore”, nell’alveo lavico di San Giorgio a Cremano: era il ’94, ed era ancor presto, per quel puttino vispo, pigro genietto dalla smorfia afasica e smozzicata. Lievità, alloro dei più grandi, ossimoro per un gigante dal cuore malaticcio: e “ ‘o sai comme fa ‘o core”, fa di testa sua, capriccioso e scugnizzo, non ti aspetta, caracolla sincopato, corre avanti. Troppo avanti. Timido Pulcinella, chissà cosa avresti detto ricevendo un premio a te dedicato: forse, più che l’aureo folletto scolpito da Lello Esposito, avresti gradito una “caravella di legno d’oro”, che sfavilla meno, ma è che diviene solida e lignea materia ad impregnar memoria. La tua, la nostra memoria. E a Villa Bruno di ricordi e risate ne è pregna l’aria, il Premio Troisi è kermesse di prestigio e poesia; quanti i nomi, i vincitori, nipoti e pronipoti, che annovera il suo albo? “Tris di risate” (Comix edizioni), è silloge umoristica di rara portanza, miscellanea dei tre testi vincitori della sezione comica del 2009, exemplum e conto del talento comico che permea la Penisola; per antipasto il monologo al cabernet, di cabaret, da cabina al mare, “Vacanze? No, grazie. Ho smesso”, della “romanissima” Luana Troncanetti, effervescente saggio-bikini su di un mondo a due pezzi da incastrare alla men peggio: quello delle vacanze intelligenti da passare con un idiota (solitamente il marito, ma l’autrice è donna e gli passiamo la licenza!). Come primo speziato, per gli amanti del desco esterofilo, una sapida e bollente mestolata di “Borshch”, zuppa- porridge, scodellata dall’architetto-trasformista e partenopeo Arnaldo “Tony” Matania col suo racconto “Io Tataina e vengo di Ukraina”, resoconto tragicomico delle gesta “en travesti” (Mrs Doubtfire ci fa un baffo, e nel caso depiliamo anche quello) di un libero professionista che non bada alla pecunia (nemmeno i suoi clienti a quanto pare), finendo a fare la badante dell’arcigno padre e di altre rintronate ed arzille arpie grinzose al seguito. E per finire, dopo il trionfo di frutta e dessert, che qualcuno paghi il conto, visto che “Il crimine non paga (le tasse)”, di Liborio Ciufo da Licata, miglior testo di teatro, di certo non tetro, tratto forse dalla storia patria (e dalle patrie galere) siculo-americane di “Don Pennino Lo Ferro” (“parrino” alquanto arrugginito, in veritade), al Capone alla caponata, “king of the gangs” di Nuova York, iattura per le polizie di mezzo mondo e per il commissario Justice in particolar modo: per tacer dei suoi scagnozzi (Frank, Sonny e Jhonny, un trio di dementi da far invidia ai Monthy Python), chiave di volta (al cervello) per un atto unico che si spera non sia l’ultimo. Un “Tris di risate”, uno scrigno comico di promettenti scrittori, per ricominciare da tre una volta di più. Ancora una volta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-6327774269090244366?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/6327774269090244366/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=6327774269090244366' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6327774269090244366'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6327774269090244366'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/07/leggere-perche-no_28.html' title='Leggere: perchè no?'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-3281797808746184017</id><published>2010-07-24T01:37:00.001-07:00</published><updated>2010-07-24T01:41:55.535-07:00</updated><title type='text'>Leggere: perchè no?</title><content type='html'>“Cos’è un mito, oggi?”, s’ arrovellava Roland Barthes, in sintesi snocciolando che “il mito è una parola”:  parola in quanto “segno”, scippo felino sulla tela della significanza simbolica. Forma e contenuto che catabolizzano, scindendo il reale nell’iper-reale mediatico dei nostri anni adrenalinici e convulsi; e quale epifania migliore che il “Pibe de Oro”, sua Maestà tricoricciuta Diego Armando Maradona, per dar corpo (e piedi) al mito? Anni ’80, d’infanzie polverose, sul sagrato di chiese essiccate nell’etra acquosa di crespuscoli fumosi, d’ incenso, come dribbling iperbolici a geometria variabile, tiri di punta e calcinacci storti, nel sette, sul set d’un film in bianco e nero, mentre i “campioni” giocavano a colori, nel verde smeraldo di anelli siderali, pianeti lontani dal microcosmo periferico, di ragazzi in divenire. Perché tutti “Volevamo essere Maradona” (edizioni Cento Autori, collana Leggere Veloce), il “Pibe” era l’icona febbrile di quegli anni da bere, e Rosario Cuomo, penna brillante sulle orme d’un Soriano ( pur sempre d’argentini qui si tratta!) ne evoca il lemure eclettico e geniale, il guizzo estroso che diviene conto e leggenda popolare per una trama sociale sovente avvilita e sfilacciata. Eppur vitale. Napoli era immenso turibolo a sprizzare volute di gioia cristallina, Diego Armando la vestale di un culto misterico da giocare undici contro undici, calzoncini a mezzacoscia e maglie slabbrate di fango e sudore. La sfera a scacchi, come pelle di leone a rivestire le gesta invincibili di campioni, calciatori, santini laici per pargoli adoranti, una prece a fior di labbra per indulgenze parentali, perché il campo è suadente richiamo, e a nulla valgono i richiami di padri sbuffanti e madri accalorate, la progenie è sorda, come astronauta in orbita. Lontano, a seguir le parabole ellittiche, i palleggi da torero, muleta invisibile, quella mano “de Dios” che indicava l’infinito oltre le tribune, un cespo di lanugine ad inseguire ‘o pallone, tra le curve del San Paolo: Maradona è ancora lì, Dioniso ballerino, scugnizzo guascone, incastonato per sempre nel nostro immaginario onirico, tra gagliardetti e coppe scintillanti, punizioni divine e colpi di tacco, di testa, di cuore. Cuomo cesella un agile racconto, l’epica si staglia, sfumata all’orizzonte, il Mito si può solo intravedere, se ne può recidere un solo capello, per legare l’empireo dei Superni al prosaico andazzo dei terreni affanni a trascinarsi; come saetta, illumina d’immenso, estetica che trasmuta in sostanza, puro spirito ad incarnarsi, Dieguito è Achille postmoderno, caduta luciferina (e di “polvere” ne conobbe) e resurrezione angelicata, il suo “daimon” è imperituro perché immortale, ed irredento. Nessuno come lui, oggi come allora. Perché se tutti volevamo essere Maradona, soltanto quel torello arghentino dalle cosce tarchiate e sublimi ne ha saputo reggere tutto l’ingombro e l’aureo peso. Ed il “corazon” di Napoli ancora palpita a sentirne il nome.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-3281797808746184017?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/3281797808746184017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=3281797808746184017' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3281797808746184017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/3281797808746184017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/07/leggere-perche-no.html' title='Leggere: perchè no?'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-5182072363110068204</id><published>2010-06-17T05:40:00.001-07:00</published><updated>2010-06-17T05:40:45.560-07:00</updated><title type='text'>Tutto liscio come l'olio di ricino:</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TBoXsWxIO7I/AAAAAAAAA7A/5ihG0xPnmqM/s1600/Mussolini.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TBoXsWxIO7I/AAAAAAAAA7A/5ihG0xPnmqM/s400/Mussolini.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5483721547070323634" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-5182072363110068204?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/5182072363110068204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=5182072363110068204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5182072363110068204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5182072363110068204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/06/tutto-liscio-come-lolio-di-ricino.html' title='Tutto liscio come l&apos;olio di ricino:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TBoXsWxIO7I/AAAAAAAAA7A/5ihG0xPnmqM/s72-c/Mussolini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-7011853329654557956</id><published>2010-06-07T02:04:00.001-07:00</published><updated>2010-06-07T02:05:13.972-07:00</updated><title type='text'>Intercettazioni:</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TAy2QxJInfI/AAAAAAAAA64/T1Lv-3RL94M/s1600/Ghedini.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TAy2QxJInfI/AAAAAAAAA64/T1Lv-3RL94M/s400/Ghedini.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5479955245788863986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-7011853329654557956?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/7011853329654557956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=7011853329654557956' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7011853329654557956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7011853329654557956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/06/intercettazioni.html' title='Intercettazioni:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TAy2QxJInfI/AAAAAAAAA64/T1Lv-3RL94M/s72-c/Ghedini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-6477376979247642794</id><published>2010-06-03T10:54:00.000-07:00</published><updated>2010-06-03T11:08:48.189-07:00</updated><title type='text'>Battute devastanti per debosciati debordanti devolventi l'otto per mille alla Chiesa chiusa per cause di caso figlio d'un dio minore:</title><content type='html'>Vaticanews. Pedofilia, l'anatema del Vaticano: "Inferno più duro per chi abusa". Diomio, sarà peggio del Billionaire con tutte quelle sottane!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gay picchiato selvaggiamente a Roma. E' la politica del braccio teso verso i più deboli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Manovra . Bersani: "Spettacolo inverecondo". E per una volta non si riferiva al PD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. Aumentano le auto blu. Del resto se al governo c'è un puffo mi sembra anche normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scienza. "Il cervello dei razzisti è diverso.". Oddio, Borghezio ha un cervello?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Italia. E' allarme terrorismo "fai da te". Mi hanno sempre fatto paura le domeniche all'IKEA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma. Gay aggredito si appella a Berlusconi: ''Subito una legge sull'omofobia''. "Per adesso ho pronta una barzelletta", fa sapere il Premier.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sgraditissimi. Bondi: "Sono stato esautorato". Un altro che perde le forze dopo il Bocchino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Esteri. Israele attacca navi pacifiste dirette a Gaza. Film di riferimento: "L'Impero colpisce ancora".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cultura. Ancora sotto shock Bondi. "Nessuno mi aveva avvertito dei tagli". Ah già, lui è il Ministro.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tecnology. Internet l'invenzione del secolo. Un mezzo unico che ha rivoluzionato le nostre abitudini. Prima per farti le pippe eri costretto a comprare i giornaletti in edicola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scienze. E' un successo il vaccino contro il cancro al seno sperimentato sui topi. Minnie potrà rifarsi le tette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Bilanci. Da quando c'è LUI abbiamo avuto: crisi economiche internazionali, alluvioni, terremoti, aumento di corruzione,tagli finaziari, patti con la mafia, svilimento dell'Italia su ogni fronte. Se dice ti tifare anche per l'Italia, come minimo a Cannavaro verrà un ictus alla prima partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Sparare a vista. Corona cerca tranquillità: "Sono un ragazzo che vuole essere amato". Ed io uno che vuole essere armato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 2 Giugno. Festa della Repubblica. Dai bella, soffia sulle macerie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Attualitè. Il 30 per cento dei giovani italiani non trova lavoro. Ed il restante 70 non ha voglia di fare un cazzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Inghilterra. Giornata di terrore in Gb: ex tassista spara a caso e fa una strage, 12 morti e 25 feriti. Il resto è mancia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; TV. 'Beautiful' compie 20 anni. Quando farsi una famiglia ha un senso biblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. Il Premier: "Sempre stato leale con Tremonti". E' con gli altri 59.999.999 italiani che gli viene di fotterli senza vaselina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-6477376979247642794?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/6477376979247642794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=6477376979247642794' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6477376979247642794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6477376979247642794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/06/battute-devastanti-per-debosciati.html' title='Battute devastanti per debosciati debordanti devolventi l&apos;otto per mille alla Chiesa chiusa per cause di caso figlio d&apos;un dio minore:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-5197948513164798894</id><published>2010-05-29T07:03:00.001-07:00</published><updated>2010-05-29T07:03:52.582-07:00</updated><title type='text'>Giovinezza, Giovinezza!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TAEesqYCIYI/AAAAAAAAA6w/MOBSjcu-Vtc/s1600/Alemagno.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TAEesqYCIYI/AAAAAAAAA6w/MOBSjcu-Vtc/s400/Alemagno.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5476692374497403266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-5197948513164798894?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/5197948513164798894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=5197948513164798894' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5197948513164798894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5197948513164798894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/giovinezza-giovinezza.html' title='Giovinezza, Giovinezza!'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/TAEesqYCIYI/AAAAAAAAA6w/MOBSjcu-Vtc/s72-c/Alemagno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-8914616810142289292</id><published>2010-05-29T04:10:00.000-07:00</published><updated>2010-05-29T04:17:55.243-07:00</updated><title type='text'>Battute spalmate, grattugiate, tritate, speziate, mandorlate, dolcificate, glassate e laccate per persone immunodeficienti:</title><content type='html'>Scienze. Dopo aver dato la vita ad una cellula artificiale, gli scienziati attendono di procedere alla sperimentazione anche sul PD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Napolitano: "Il PArlamento è compresso". Ok Giorgio, ma l'hai presa la compressa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mafia. Anniversario di Capaci. Il Governo la sta sconfiggendo. Assorbendola dall'interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alta tensione fra le due Coree: Kim-Jong Il mette in stato di allerta le forze armate. Pare che siano pronti a bombardarli con i parrucchini del dittatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. Letta: "Ci aspettano duri sacrifici". Tranne che per Berlusconi, a lui lo aspettano dcelle troie simil-russe nel lettone di Putin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo uno studio inglese, il 14% delle mogli legge le mail dei loro mariti. Le altre non hanno sposato un idiota&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trapianti, Fazio autorizza i 'samaritani': ora si può dare un organo a sconosciuti. Bella forza, sono anni che il PD dona il culo a Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Economy. Tremonti presenta la manovra da 24 miliardi: "Gestiamola insieme". Quando si tratta di chiedere, siamo sempre noi a prenderlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaticanews. La CEI sul ddl intercettazioni: "La legge sia equilibrata". Di sicuro sarà una benedizione per i Nani da giardino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Esteri. Guerriglia in Giamaica. Mettete dell'erba nei vostri "cannoni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Manovrina. 24 miliardi: facilità di manovra per un Governo che ha asfaltato la democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaticanews. Arrestato sacerdote a Lodi per abusi su minore. Entrare nella casa del padre è sempre più pericoloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;News. La chiattona di fronte casa mia si sta spogliando. Da questo deduco che ncomincia a far caldo. Da questo, e dal fatto che ne hanno parlato al TG 1 di Minzolini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualitè. Niente casa né lavoro, resta in famiglia oltre il 58% dei giovani. E' che siamo tanto affezionati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Offertissima!! Vendesi Paese vista Mediterraneo, 60 milioni e passa di cittadini in maggioranza telerincoglioniti, patrimonio artistico ben fornito, senza industrie e con le pezze al culo. Astenersi perditempo. Prezzo trattabile. Tremonti incluso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Expò Cina. Brunetta: "Grande soddisfazione per il successo del nostro Paese". Del resto in Cina non avevano mai visto un involtino primavera diventare ministro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Berluscanews. "Manovra di sacrifici". E lui di vergini da sacrificare se ne intende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intercettazioni on air. "Se fosse stata legge non avrei mai scritto Gomorra", ha detto Saviano. Allora c'è speranza di una legge per fermare Federico Moccia??&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicità regresso. Nella nuova campagna del Kinder Bueno, il messaggio sarà più aggressivo. "Andrew adoro il cioccolato bianco". "Prova prima quello nero....".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. Berlusconi insiste con Marcegaglia: ''Vieni a fare il ministro''. Come se di vallette non ne avesse abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Interludio poetico. "Si sta come d'autunno gli alberi le foglie. Ma si preferisce d'estate le poppe delle spoglie".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. Il Premier cita Mussolini: "Il potere lo hanno i miei gerarchi". E un paio di troie a pagamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Italia. La situazione non è così grave come si crede. Abbiamo ancora il PD in fondo. A destra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sesso. Una donna su due farebbe l'amore con uno straniero. Basta che giochi nell'Inter.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinema. Esce "La Strada" con Viggo Mortensen. Praticamente il punto su dove ci ritroveremo dopo la manovra di Tremonti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TV. Muore il piccolo Arnold. Il piccolo Silvio, lì a Palazzo, ancora resiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Mafia. Il procuratore Grasso: "Le stragi mafiose del '93 in Italia fatte per aiutare una forza politica". "Forza" con la lettera maiuscola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Inutilitè. Mastella sogna l'Isola dei Famosi:"Con Belen e Aida ci andrei volentieri". No forse non hai capito. Siamo noi che ti manderemmo volentieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Esteri. Marea nera. Pare funzionare la linea Obama per chiudere la falla. Berlusconi: "L'idea di utilizzare Giuliano Ferrara è stata mia".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-8914616810142289292?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/8914616810142289292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=8914616810142289292' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/8914616810142289292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/8914616810142289292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/battute-spalmate-grattugiate-tritate.html' title='Battute spalmate, grattugiate, tritate, speziate, mandorlate, dolcificate, glassate e laccate per persone immunodeficienti:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-62164781237851743</id><published>2010-05-26T05:42:00.001-07:00</published><updated>2010-05-26T05:42:23.613-07:00</updated><title type='text'>Leggere: perchè no?</title><content type='html'>Quando l’ego della bussola è partito. Quando l’altro s’impossessa del tuo io. Quando l’assassino scarta “l’ovetto killer”, regalando una sorpresa dietro l’altra. Quando pensi che c’è un altro “pazzo” in libertà creativa, con licenza d’autore. Davanti all’ineluttabile smorfia a deformarsi in riso, non resta che aprire a caso una pagina dell’ultima creatura di Gianni Puca, “Io sono un altro” (Ad Est dell’Equatore) ed abbandonarsi alle nequizie più comico-grottesche che abbiate mai letto. Comico-noir, s’è detto; sfumature cremisi d’un giallo a bolero che monta ineluttabile verso l’agnizione finale: chi il colpevole, chi l’assassino? Una trama che incolla il lettore, un killer che incolla le sue vittime al suolo, una vischiosità vermiglia che s’appiccica come carta moschicida alla divisa togata d’un avvocato-commissario, pendolo ad oscillare tra l’io passato e quello presente, avendo ben presente di dover acciuffarlo, il colpevole, a costo d’incollarglisi addosso come tafano al deretano. Kerill è il commissario, ed il vicebrigadiere Palumbo il suo scudiero: indagatore d’incubi tufacei per una metropoli dall’aura illividita, incarnazione partenopea d’un Ingravallo impasticciato (o forse impasticcato?), il Nostro si trova a duellare col Mostro, a colpi di rovescio della medaglia, messaggi in codice e codice cavalleresco. Scacco fatto, il Re è matto! Una scrittura che scorre a valanga per ramblas inchiostrate, al canto tropicale di Canarie assolate, Fuerteventura a sfumar sullo sfondo: il segreto è uncinato, il Male s’annida nel passato, due baffetti in camicia bruna a marciar sulla sabbia del tempo. E Kerill che c’entra? La clessidra è rotta, i granelli rotolano via, il puzzle si ricompone: “Funiculì Funiculà”, e pare di sentire l’eco barbuta di Lello Arena, killer-vetero-piedigrottista in “No grazie, il caffè mi rende nervoso?”, i suoi messaggi strampalati, gli assassinii al limite del ridicolo, la risata sardonica e “jamme ‘ncopp ja’”. Una comicità in scia quella del Puca, che si nutre di contaminazioni nobili e popolari, di Troisi e Scarpetta, Woody Allen ed il suo “Zelig”, Totò e Peppino: mistura complessa nella sua corposa semplicità, che non tradisce il senso d’una recherche stilistica personale; un romanzo originale, un caravanserraglio di figure che l’Autore giostra da consumato capocomico, il cilindro ben calcato, il frustino ben in resta. Ricordate Stuart Kaminsky, giallista di Chicago, gran fustigatore dei costumi stelle e strisce targati anni Quaranta? Il suo detective Toby Peters, beone casinista e fallimentare, diede vita ad un genere lungo e fortunato: e Puca ed il suo commissario Kerill paiono degni epigoni di quel filone americano. &lt;br /&gt;Questa volta in salsa napoletana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-62164781237851743?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/62164781237851743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=62164781237851743' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/62164781237851743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/62164781237851743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/leggere-perche-no_26.html' title='Leggere: perchè no?'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-6072923829430385342</id><published>2010-05-22T04:53:00.000-07:00</published><updated>2010-05-22T05:00:44.167-07:00</updated><title type='text'>Battute ribollenti non bollite, non sbollentate, non ribollate, non rimbambite, per Bambi troppo cresciuti e bambini sviluppati:</title><content type='html'>TV. Bersani contro Minzolini: "Il Tg1 cancella l'opposizione". Chi ha parlato!?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutilitè. Carla Bruni: “Ho fatto sesso con Sarkozy mentre un capo di stato aspettava”. Ma poi è venuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sondaggi. È Berlusconi il più amato dagli italiani. Almeno a sentir la Scavolini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaticanews. Benedetto XVI: ''Compatiamo il pecato tentro la Chieza''. Si deve essere nascosto così bene che i preti sono costretti a spogliars per trovarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berluscanews. In Italia abbiamo il Governo del fare. In culo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Economy. L'Euro resta debole sul mercato. Buttare le pommarole in faccia a Tremonti costerà di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Afghanistan. Berlusconi: "Noi fondamentali per la pace". Calderoli: "A cosa servono questi sacrifici?". La cosa mi sconvolge. Sono d'accordo con Calderoli......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scajola smentisce la moglie: ''Falso che non parlo per coprire chi è più coinvolto. Non costruisco castelli in aria". Per adesso solo case.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Inutilitè. Naso 'extralarge' protegge da malanni. Ed è ottimo anche per pippare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manovra, Brunetta: ''Nessun taglio agli stipendi degli statali''. Potranno tagliarsi solo le vene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Vaticanews. Crolla la fiducia nel clero. E' così bassa che i bambini, quando prendono l'ostia, ormai non chiudono più gli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carceri. La situazione è critica per i detenuti. Ecco perchè Berlusconi vuole evitare di aggravare la situazione. Facendosi processare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Politique. Brunetta:"Non metteremo mani nelle tasche degli italiani". Anche perchè non ci arriva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michele Santoro se ne va dalla Rai: ''Accordo consensuale''. Ma niente Villa di Macherio per lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diaz, condannati vertici polizia. L'appello ribalta il primo grado. Una vera manganellata. Ops...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Università. La Gelmini: "La Sinistra strumentalizza la protesta". Mentre con la Destra vi fottete il nostro futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; USA. La nuova Miss America è musulmana. Ma nessuno ci ha fatto caso. Erano troppo occupati a verificare che non nascondesse ordigni nel bikini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TV. La Pimpa di Altan esce in tv. Tre volte al giorno, che sennò ci piscia in salotto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scienze. Realizzata in laboratorio la prima cellula artificiale. E già tira coca e va a mignotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artè. Colpo da 500 milioni di euro a Parigi: rubati cinque capolavori dell'arte. Del resto Scajola ai muri doveva pur appenderci qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TV. Santoro lascia la RAI. "Sono stanco delle continue pressioni". Ha dichiarato Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaticanews. ''Intelligenza umana dono di Dio''. E Gasparri è il quarto segreto di Fatima, allora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compleanni. Pacman compie trent'anni. Come regalo una Sega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. Alfano: "Tutelare privacy e cronaca". In effetti non è un bello spettacolo vedere Minzolini leccare le chiappe del Premier.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Berlusconi :"Ho portato in politica una nuova visione morale". E se restava anche la notte la paga era doppia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Inutilitè. Frattini si sposa. Bondi pure. L'Italia a puttane e loro ci vanno a nozze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-6072923829430385342?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/6072923829430385342/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=6072923829430385342' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6072923829430385342'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/6072923829430385342'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/battute-ribollenti-non-bollite-non.html' title='Battute ribollenti non bollite, non sbollentate, non ribollate, non rimbambite, per Bambi troppo cresciuti e bambini sviluppati:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-5481540726749166528</id><published>2010-05-22T04:45:00.000-07:00</published><updated>2010-05-22T04:46:30.622-07:00</updated><title type='text'>L'uomo giusto al posto giusto:</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S_fEANSxuyI/AAAAAAAAA6o/01iOsxFK_Ok/s1600/Michelino+Santoro.JPG"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S_fEANSxuyI/AAAAAAAAA6o/01iOsxFK_Ok/s400/Michelino+Santoro.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474059379939588898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-5481540726749166528?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/5481540726749166528/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=5481540726749166528' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5481540726749166528'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/5481540726749166528'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/luomo-giusto-al-posto-giusto.html' title='L&apos;uomo giusto al posto giusto:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S_fEANSxuyI/AAAAAAAAA6o/01iOsxFK_Ok/s72-c/Michelino+Santoro.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-8493534921050188075</id><published>2010-05-18T04:46:00.000-07:00</published><updated>2010-05-18T04:48:12.647-07:00</updated><title type='text'>Mea golpe:</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S_J-Pjx-UHI/AAAAAAAAA6g/z02E0ACi7BI/s1600/LArussa+2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; 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Eterni versi, strofe celeberrime; d’un Dante infernale, avviluppato di passione, tra vampe dell’orco a risalirne il botro. Inferno, V Canto, Paolo e Francesca: quando l’amore dà alla Malatesta. E chissà cosa direbbe il Sommo a veder Amor ridotto a sberleffo, baruffa chiozzotta per autori spiritati e dalla penna cerusica, precisa e luciferina: GULP! Ed è sparo nel buio, singulto a rimbombare nella strozza: tremate gli umoristi son tornati! E dopo il grande ed inaspettato successo della prima silloge favolistica (“Aggiungi un porco a favola”, 2009,  Cento Autori) gli assassini, non paghi, ritornano sulla scena del delitto, affondando truce lo stiletto nel corpicino a putto del Divino Amore: “Se mi lasci non male. Penne d’amor perdute” (Kairòs edizioni), e son grottesche ciance a seppellir palpiti e patimenti di natura mocciana, al collo un lucchetto ferroso incatenato, e giù dal Ponte Milvio il cadavere angelico d’un Eros come quaglia imbalsamata, ad annaspare nei gorghi limacciosi d’uno  humour parte british e partenopeo. L’idea di una raccolta di nano-romanzi d’amore par nata celia, giuco o scommessa: l’amore tra uomini e donne è una guerra di posizione che dura tutta la vita. E non c’è linea Maginot che tenga, nessun prigioniero è ammesso, in definitiva è un “si salvi chi può” che non fa sconti a nessuno. Visti i tempi, par pugna a singhiozzo, guerra lampo: l’amore che si riduce nel tempo, ci appare sincopato. Suvvia, possibile che dalla silloge d’amore, si passi direttamente alla sincope? Citando il buon Luciano De Crescenzo, “Siamo angeli con un’ala soltanto e possiamo volare solo restando abbracciati”: bene, il GULP! a quell’angelo ha fatto le penne. Del resto, meglio un unico autore che stra-parla d’amore per seicento pagine, oppure un consesso di sessanta spiritelli perduti che dell’amore fanno bersaglio per strali urticanti e dannatamente comici?. Un’opera che raccoglie “il meglio del peggio” degli umoristi e scrittori partenopei, “gentaglia” disillusa, caustica, brontolona, dal talento genuino ed indicusso: Brun, De Giovanni, Ferrè, Marsullo, De Angelis, Palasciano, Santamaria, e mille altri ancora, una maratona cartacea a perdifiato per una letteratura corposa, miscellanea di stili diversi e perversi. Perché, l’amore è una bella materia da dare in pasto agli umoristi, e l’idea di questi nano-racconti coglie nel segno: uomo-donna, maschio-femmina, due metà che a volte collimano, a volte collidono. La coppia è un’ellisse i cui fuochi non s’incontrano mai, e se lo fanno è per sbaglio, giusto il tempo di dirsi “ti amo”, che già la luce si spegne e la tele s’accende. Attorno a questa antologia è riunita una bellissima parte della letteratura napoletana, e a Napoli la scrittura ha bisogno non solo d’evasione, ma soprattutto d’aggregazione: Partenope è un marchio, un “brand” letterario ormai, e libri come “Se mi lasci non male” stanno qui a dimostrare che è ancora possibile fare letteratura differente e col sorriso sulle labbra. “Uomini e donne sono le persone meno adatte per stare insieme. So’ troppo diversi”: e se lo dice Troisi non ci resta che piangere. Dalle risate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-7701060041710317128?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/7701060041710317128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=7701060041710317128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7701060041710317128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/7701060041710317128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/leggere-perche-no_16.html' title='Leggere: perchè no?'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-643633363328306471</id><published>2010-05-16T11:16:00.000-07:00</published><updated>2010-05-16T11:17:21.025-07:00</updated><title type='text'>Tipi Sinistri:</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S_A2mhja_VI/AAAAAAAAA6I/LiQVC-FeIcM/s1600/Bersaniperdente.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S_A2mhja_VI/AAAAAAAAA6I/LiQVC-FeIcM/s400/Bersaniperdente.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471933582725021010" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-643633363328306471?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/643633363328306471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=643633363328306471' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/643633363328306471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/643633363328306471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/tipi-sinistri.html' title='Tipi Sinistri:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S_A2mhja_VI/AAAAAAAAA6I/LiQVC-FeIcM/s72-c/Bersaniperdente.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-333729451309692977</id><published>2010-05-15T04:54:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T05:02:55.837-07:00</updated><title type='text'>Battute irriverenti, effervescenti, emollienti, ricaricanti, Cavalcanti, Ariosto, Dante, I cavalier gli armi e gli amori, il Cavaliere, la sua escorta</title><content type='html'>Unità d'Italia, Napolitano: "L'idea di secessione è un salto nel buio". Proprio un'odissea nell'ospizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaticanews. Il Papa in Portogallo. Incomincio a credere in un disegno del Fado.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corruzione. Berlusconi: " Mi si vuol far fare la fine del 94". Ma no. Nessun vuol toglierti la sedia. Elettrica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unità d'Italia, Calderoli: senza decreti attuativi del federalismo niente celebrazioni". Decerebrazioni, quante ne vuoi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutilitè. Morgan: "Elio ad X Factor è una scelta azzeccata". Come la cocaina al tuo naso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Inutilitè 2. È uscito il nuovo libro di Walter Veltroni, "Quando cade l’acrobata, entrano i clown". Sottotitolo: "La Sinistra italiana dalla morte di Berlinguer in poi".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scienze. Ascoltare Mozart non rende più intelligenti. Soprattutto se lo ascolti leccando le sue palle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Politique. Fini gela Berlusconi: "Voglio risposte politiche". Meno male, che per quelle giudiziarie c'è una fila.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaticanews. A Fatima il Papa accolto da folla di fedeli. Brandendo un crocefisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Godnews. Taranto: si finse oncologo per palpeggiare una donna, parroco rinviato a giudizio. E già un passo in avanti rispetto alle molestie sui minori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Inutilitè. Video hard con Belen, Striscia consegna il Tapiro d'oro a Corona. Tra animali ci si capisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Politique. Corruzione: Anemone aveva sul libretto delle "ristrutturazioni" oltre 400 nomi di politici, dirigenti ed imprenditori. Il libretto, paga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Cannes, la Guzzanti morde con Draquila. Bondi: ''Il film l'ho visto. Poi mi hanno spiegato che non potevo leccarlo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sesso. Presto sul mercato il contraccettivo agli ultrasuoni. Come se i delfini non avessero già abbastanza problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Politique. Fini: "Che nessuno pensi ad imboscate nel PDL". Che la Resistenza non è cosa loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vaticanews. Ratzinga: "Sconficcere mecanismi ke portano a aborto". Buona. E' per questo che i preti vanno coi ragazzini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutilitè. Luxuria dopo la cena con Veronica Lario: "Ci siamo piaciute subito molto". Attimi di imbarazzo alla fine su chi dovesse pagare il conto. Lei aveva 300mila euro. Tutti in monete da 50 centesimi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualitè. Niente nanetti nei giardini di Furore. Il sindaco non li vuole: rovinano il paesaggio. Brunetta: "Eppure non gli ho fatto niente".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Berluscanews. No a liste di proscrizione. "Ma per quelle di prescrizione ci stiamo attrezzando".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Meteo. Piove. Piove così tanto che Bertolaso ha già allertato le massaggiatrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Inutilitè. L'Italia in gocce di profumo: fiori, agrumi e mare nelle "Acque"estive di casa nostra. Che strano, ed io che continuo a sentire puzza di merda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corruzione. Il Pd: "Ora si vada a fondo". Sempre ad autocommiserarsi questi qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma. Chiede di abbassare il volume della tv: presa a sprangate assieme al compagno. Una cosa assurda, considerando che non era ancora iniziato il "processo" di Biscardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Governicoli. Appalti per l'eolico: indagato Cappellacci. Berlusconi: "Un gran giramento di pale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Firenze. Decapitata statua di Roberto Benigni. A colpi di Divina Commedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Berluscanews. "Presto una legge anticorruzione". Tutto può essere. Adesso aspetto solo che Borghezio diventi nero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-333729451309692977?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/333729451309692977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=333729451309692977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/333729451309692977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/333729451309692977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/battute-irriverenti-effervescenti.html' title='Battute irriverenti, effervescenti, emollienti, ricaricanti, Cavalcanti, Ariosto, Dante, I cavalier gli armi e gli amori, il Cavaliere, la sua escorta'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-4744143595186757221</id><published>2010-05-15T04:51:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T04:52:29.667-07:00</updated><title type='text'>Saviano non ha Fede:</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S-6K2LEpbNI/AAAAAAAAA6A/6dhWSM_x4kE/s1600/Federoe.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S-6K2LEpbNI/AAAAAAAAA6A/6dhWSM_x4kE/s400/Federoe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471463260591582418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8691285164046669193-4744143595186757221?l=aporienapoletane.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/feeds/4744143595186757221/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8691285164046669193&amp;postID=4744143595186757221' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/4744143595186757221'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8691285164046669193/posts/default/4744143595186757221'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://aporienapoletane.blogspot.com/2010/05/saviano-non-ha-fede.html' title='Saviano non ha Fede:'/><author><name>Graffio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07942248438477216662</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/Sdne-U3t75I/AAAAAAAAARM/FWOjquP1apM/S220/graffio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EnLnR-4jXI8/S-6K2LEpbNI/AAAAAAAAA6A/6dhWSM_x4kE/s72-c/Federoe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8691285164046669193.post-239198187586718778</id><published>2010-05-15T02:31:00.000-07:00</published><updated>2010-05-15T02:32:32.528-07:00</updated><title type='text'>Leggere: perchè no?</title><content type='html'>Tempi oscuri, templi fumosi. Preci e libagioni per divinità sospese, il mito dei greci rivive ancor oggi. Tu uomo! Svesti la sciassa borghese, indossa fiero il trìbon di stoffa caprina,  sei pronto a rivivere il Mito? Allora spalanca il riso alla più folle riscrittura d’Odissea che tu abbia mai letto: “Achei, il prezzo  è giusto!” (Boopen Edizioni) e son pagine satolle di lazzi e calembours, opera demenzial-epica di Maurizio De Angelis, satiro partenopeo dal tocco campanilesco. “Udisse l’Astuto” ed il suo “nostos” esilarante verso Itaca la brulla, coi Proci bellimbusti ed una Penelope infedele, il “Telemaco sotto controllo” ed un ciclopico Polifemore, occhio solitario e tre gambe al seguito. Un libricino che scorre liscio come ambrosia a gargarozzo, tra sorrisi a denti stretti e crasse risate, le gesta mitopoietiche del Nostro come  giostra lessicale per l’estro a iperbole di De Angelis, umorista instancabile, vincitore per ben due volte del prestigioso Premio Troisi. Udisse, che da abile tessitor d’inganni, diventa cacciaballe a fin di bene: il suo. Che da polimorfo affabulatore, diviene multiform
